Sei in Aggiornato il: 13 Ottobre 2017

Indici ISTAT dei prezzi

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L'Istat - Istituto Nazionale di Statistica - www.istat.it - pubblica i numeri indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (già numeri indici del costo della vita), con una cadenza mensile secondo un calendario prestabilito.

Tali indici misurano le variazioni nel tempo del livello dei prezzi che si formano nelle transazioni relative ai beni e servizi venduti dalle imprese alle famiglie.

Indice ISTAT nazionale

Nel mese di settembre 2017, l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati con base 2015 = 100, calcolato al netto dei consumi di tabacco è risultato pari a 101,1 con una variazione di 1,1% rispetto al mese di settembre 2016 (che ridotta al 75% è pari 0,8%) e di 1,2% rispetto a settembre 2015 (che ridotta al 75% è pari a 0,9%).
L'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati è l'indice prodotto con la maggiore tempestività ed al quale sono attribuiti i più numerosi effetti di tipo amministrativo. Questo indice viene usato infatti per gli adeguamenti dei canoni di locazione e degli assegni di mantenimento.

Scarica la tabella degli indici ISTAT nazionali (2 pagine, 60 Kb)

L'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati relativo al mese di ottobre 2017 sarà disponibile il giorno 14 novembre 2017 dopo le ore 14:30.

Indice ISTAT città di Torino

La variazione dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati (al netto dei consumi di tabacco) nel mese di agosto 2017 rispetto ad agosto 2016 è 1,0% al 100% e 0,8% al 75%.

Scarica la tabella indici Città di Torino (2 pagine, 50 Kb)

Calendario pubblicazioni indici dei prezzi anno 2017

Reperibilità degli indici ISTAT

Oltre che sulla presente pagina gli indici ISTAT sono reperibili anche con le seguenti modalità:

  • Mailing list
    Iscrivendosi al servizio di mailing list, è possibile ricevere una email che contiene l´ultimo indice ISTAT disponibile e contemporaneamente la sua pubblicazione sul sito della Camera di commercio di Torino.
    Le modalità di iscrizione al servizio sono disponibili al seguente indirizzo www.to.camcom.it/mailinglist
  • Segreteria telefonica
    Attraverso il numero di segreteria telefonica 011.571.4709, attivo 24 ore su 24, è possibile ascoltare un messaggio registrato che contiene l'ultimo indice ISTAT disponibile

 

Calcolo delle variazioni

Per calcolare le rivalutazioni sono disponibili sia un programma di calcolo (4,4 Mb), predisposto dall'Ufficio Statistica della Camera di commercio di Torino, sia le tabelle riassuntive contenenti gli indici nazionali e i coefficienti di raccordo per il calcolo manuale.

È possibile calcolare la variazioni a partire dal 1947, primo anno per il quale sono disponibili gli Indici ISTAT.

PROGRAMMA DI CALCOLO

Il programma di calcolo permette di calcolare in modo rapido e funzionale le rivalutazioni monetarie da applicarsi per le variazioni intercorse in diversi periodi.

È sufficiente inserire le date di riferimento e il programma calcola automaticamente gli importi rivalutati. Il programma, aggiornato mensilmente, è realizzato in formato xls, da utilizzare con un foglio di calcolo come, ad esempio, MS Excel oppure il programma gratuito OpenOffice.

Per poter usufruire del foglio di calcolo è necessario avere il livello di protezione macro impostato su basso. (Percorso per Excel: Strumenti - opzioni - protezione – protezione macro – basso).

CALCOLO MANUALE

Per calcolare manualmente le variazioni del costo della vita è necessario scaricare la seguente tabella, e seguire le istruzioni indicate.

 

A proposito di indice dei prezzi

L’inflazione al consumo è un processo di aumento del livello generale dei prezzi dell’insieme dei beni e servizi destinati al consumo delle famiglie. Generalmente, si misura attraverso la costruzione di un indice dei prezzi al consumo.

In Italia, come nella maggior parte dei paesi, il calcolo dell’indice è affidato all’Istituto nazionale di statistica. Un indice dei prezzi al consumo, infatti, è uno strumento statistico che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi, chiamato paniere, rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno.

In particolare, l’Istat produce tre diversi indici dei prezzi al consumo: per l’intera collettività nazionale (NIC), per le famiglie di operai e impiegati (FOI) e l’indice armonizzato europeo (IPCA).

I tre indici hanno finalità differenti.

  • Il NIC misura l’inflazione a livello dell’intero sistema economico, in altre parole considera l’Italia come se fosse un’unica grande famiglia di consumatori, all’interno della quale le abitudini di spesa sono ovviamente molto differenziate. Il NIC rappresenta, per gli organi di governo, il parametro di riferimento per la realizzazione delle politiche economiche, ad esempio, per indicare nel Documento di programmazione economica e finanziaria (DPEF) il tasso d’inflazione programmata, cui sono collegati i rinnovi dei contratti collettivi di lavoro.
     
  • Il FOI si riferisce ai consumi dell’insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente (extragricolo); ad esso fa riferimento la maggior parte delle norme nazionali che prevedono l’adeguamento periodico di valori espressi in moneta corrente ad esempio gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separato.
     
  • L’IPCA è stato sviluppato per assicurare una misura dell’inflazione comparabile a livello europeo. Infatti viene assunto come indicatore per verificare la convergenza delle economie dei paesi membri dell’Unione Europea.

Gli indici nazionali NIC e FOI sono prodotti anche nella versione che esclude dal calcolo i tabacchi, ai sensi della legge n.81 del 1992.

I tre indici si basano su un’unica rilevazione e sulla stessa metodologia di calcolo, condivisa a livello internazionale. NIC e FOI si basano sullo stesso paniere, ma il peso attribuito a ogni bene o servizio è diverso, a seconda dell’importanza che questi rivestono nei consumi della popolazione di riferimento. Per il NIC la popolazione di riferimento è l’intera popolazione italiana, ovvero la grande famiglia di oltre 57 milioni di persone; per il FOI è l’insieme di famiglie che fanno capo a un operaio o un impiegato.

L’IPCA ha in comune con il NIC la popolazione di riferimento, ma si differenzia dagli altri due indici perché il paniere esclude, sulla base di un accordo comunitario, le lotterie, il lotto, i concorsi pronostici e i servizi relativi alle assicurazioni sulla vita.

Un’ulteriore differenziazione fra i tre indici riguarda il concetto di prezzo considerato: il NIC e il FOI considerano sempre il prezzo pieno di vendita. L’IPCA si riferisce invece al prezzo effettivamente pagato dal consumatore. Ad esempio, nel caso dei medicinali, mentre per gli indici nazionali viene considerato il prezzo pieno del prodotto, per quello armonizzato europeo il prezzo di riferimento è rappresentato dalla quota effettivamente a carico del consumatore (il ticket). Inoltre, l’IPCA tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi e promozioni).
Fonte: Istat

 

 


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