Carrelli della spesa differenti per le famiglie torinesi

Comunicato stampa del 1 luglio 2019

Con 2.541 euro, la spesa media mensile nel 2018 cresce di poco, ma raggiunge il valore più alto degli ultimi 10 anni. Notevoli i divari di spesa e risparmio tra le famiglie in condizione di benessere e le famiglie autosufficienti. In crescita il commercio on line, il ricorso al pagamento rateale e gli acquisti di beni di seconda mano.

Illustrati questa mattina alla stampa i dati 2018 dell’indagine sulle spese delle famiglie torinesi, realizzata dalla Camera di commercio di Torino, sulla base di un campione rappresentativo di 240 famiglie torinesi, a cui viene richiesta la compilazione di un libretto di acquisto per le spese frequenti (ad es. alimentari) e di un riepilogo spese per quelle periodiche (abitazione, abbonamenti ecc.).

In lieve aumento i consumi dei torinesi, che, in crescita continua dal 2012, raggiungono nel 2018 il valore più alto degli ultimi dieci anni – ha spiegato Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino. – Per la prima volta quest’anno monitoriamo anche le differenze di consumo dovute alla diversa condizione economica delle famiglie che impattano notevolmente soprattutto su alcune tipologie di spesa come salute o abbigliamento. Questi divari si confermano anche per quanto riguarda il risparmio: solo il 20% delle famiglie autosufficienti riesce ad accantonare parte del proprio reddito, contro il 74% delle famiglie in stato di benessere economico”.

 

 

I dati dell’indagine

Per la prima volta quest’anno le famiglie sono state classificate anche in tre livelli di condizione economica[1]:

  • autosufficienza dove si colloca la maggior parte delle famiglie (42%) e dove vengono inclusi anche i nuclei in fascia economica di debolezza
  • fascia media (34%)
  • benessere (24%), dove vengono inclusi anche i nuclei in fascia economica di agiatezza.

La classificazione finale fornisce una fotografia delle famiglie torinesi in linea con il Nord Italia, dove il lieve disallineamento tra le due fasce “estreme”, è dovuto all’inclusione di regioni come Lombardia e Veneto, dove i livelli di consumo sono tendenzialmente più elevati.

Rispetto al resto d’Italia le famiglie torinesi si distinguono invece per una maggiore ampiezza della fascia media, con una minore numerosità nell’area dell’autosufficienza.

La spesa delle famiglie

Con 2.541 euro medi mensili, il 2018 fa registrare un lieve aumento dei consumi rispetto al 2017 (+0,2%), raggiungendo il valore più alto degli ultimi dieci anni. La spesa alimentare, in maggiore rialzo, costituisce in media il 15,5% del totale.

Se si analizza la ripartizione della spesa per condizione economica delle famiglie, emerge che tra le famiglie in autosufficienza, la spesa alimentare arriva a toccare il 18%, mentre la spesa non alimentare incide solo per l’82%. I nuclei in stato di benessere invece spendono meno per l’alimentare (13,5%) ma si concedono una spesa non alimentare pari all’86,5%.

Spesa alimentare

Nel 2018 in media sono stati spesi mensilmente 396 euro in generi alimentari, 5 euro in più rispetto all’anno precedente (+1,3%). È ancora la carne a rappresentare la voce di spesa più importante sul totale (20,9%), seguita da latte, formaggi e uova (14,1%), pane e cereali (13,6%) e verdura (12,4%). A diminuire, rispetto all’anno scorso, sono i consumi di frutta e di carni e salumi (entrambi -3 euro); ad aumentare è, invece, ancora una volta, la spesa per cibi pronti (+2 euro) e per oli e grassi (+3 euro).

Spesa non alimentare

Dopo cinque anni di continua crescita, i consumi non alimentari nel 2018 si stabilizzano, assestandosi a 2.145 euro medi mensili (+1 euro rispetto al 2017). I capitoli di spesa più significativi si confermano l’abitazione, i trasporti e comunicazioni, e l’ampio insieme denominato welfare, che comprende al suo interno le spese per salute, istruzione, previdenza e attività culturali e di tempo libero.

Abitazione (1.150 euro, il 53,6% del totale, +31 euro)

È la voce più consistente e si compone non solo di tutto ciò che è strettamente connesso all’abitazione, per la quale si destinano 788 euro (6 euro in meno rispetto all’anno passato), ma le spese per le utenze, 174 euro (-7 euro sul 2017) e per l’arredamento e la gestione della casa, 188 euro (+10 euro). In questa sede si conteggiano anche le spese per il personale domestico, passate in un anno da 34 a 39 euro.

Welfare (305 euro, il 14,2%, + 3 euro)

In questa voce sono aggregate le componenti salute, istruzione, cultura e tempo libero e assistenza. Con 98 euro medi mensili, le spese per servizi sanitari e salute tornano a salire dopo due anni di tendenza in calo, soprattutto per l’aumento delle spese destinate a occhiali, protesi mediche e apparecchi ortopedici (da 13 a 21 euro mensili). Per le attività culturali, lo sport ed il tempo libero le famiglie torinesi spendono mensilmente 119 euro medi: al loro interno, il 31% della spesa è rappresentato da acquisti per articoli sportivi e per il tempo libero. In diminuzione gli acquisti dedicati a giornali, riviste e libri non scolastici che scendono da 32 a 28 euro medi mensili.

Nel 2018 una famiglia torinese spende in media 32 euro mensili per l’istruzione soprattutto per rette e tasse scolastiche, ripetizioni e iscrizioni a corsi e trasporto scolastico, libri e mense scolastiche. Per i servizi di assistenza alla persona, invece, le famiglie torinesi spendono in media 19 euro mensili: questa categoria comprende le spese per asili nido e baby sitter e le spese per l’assistenza a anziani/disabili (pari a 7 euro).

Trasporti e comunicazioni (295 euro, il 13,8%, - 5 euro)

La componente che influisce maggiormente sul bilancio delle famiglie torinesi è senza dubbio l’auto con spese che raggiungono i 197 euro mensili comprensive di assicurazione e bollo, manutenzione e soprattutto il carburante.  Comprese in questa sezione anche le spese in telefonia fissa e mobile.

Abbigliamento e calzature (98 euro, il 4,6%, - 3 euro)

In diminuzione la spesa in indumenti e calzature che si assesta a 98 euro mensili a fronte dei 101 euro del 2017. Si destinano 63 euro all’abbigliamento e alla sartoria (- 2 euro) e 35 euro in calzature (-1 euro).

Altri beni e servizi (268 euro, il 12,5%, + 6 euro)

Si tratta di un aggregato, nel quale confluiscono capitoli di spesa differenti: dagli acquisti per effetti personali ai pasti fuori casa. Le vacanze rappresentano la componente più significativa di questa categoria (il 37%) per la quale le famiglie torinesi spendono 100 euro medi mensili; seguono i pasti fuori casa, ai quali si destinano 76 euro, e i consumi per la cura e l’igiene personale, pari a 46 euro.

Divari tra autosufficienza e benessere

Su alcune voci di spesa, come prevedibile, si acutizza la differenza tra le varie tipologie di famiglie: ad esempio i nuclei autosufficienti spendono 69 euro in meno in vacanze e fino a 99 euro in meno per cure sanitarie. Significative anche le differenze in termini di acquisti per abbigliamento, pasti fuori casa o personale domestico.

 

Spesa media mensile

Autosufficienza

Benessere

 

TEMPO LIBERO

 

Vacanze (viaggi, hotels, alloggio, ecc.)

€ 67

€ 136

+69 euro

Pasti fuori casa

€ 51

€ 118

+67 euro

WELFARE

 

Previdenza (assicurazioni infortuni, salute e polizze vita e previdenza

€ 19

€ 53

+35 euro

Salute (servizi sanitari, salute)

€ 63

€ 162

+99 euro

ALTRE VOCI

 

Personale domestico (colf)

€ 11

€ 87

+76 euro

Vestiario e calzature

€ 71

€ 131

+59 euro

Il risparmio

Nel 2018 continua il progressivo calo del numero delle famiglie che riescono a risparmiare parte del reddito nel corso dell’anno: il 40% contro il 44,6% del 2017 ed il 47,4% del 2016. In leggero aumento tuttavia la quota di reddito accantonato, passata dal 7,2% del 2017 al 7,4% del 2018. Se si analizza il trend negli ultimi 10 anni, la quota di risparmio del 2018 risulta essere in linea con i valori medi decennali e nettamente superiore alla quota registrata nel 2013 anno in cui si è toccato il valore più basso.

Anche su questo tema si riscontrano nette differenze in base alla condizione economica. Se tra i nuclei “autosufficienti” solo il 20% ha dichiarato di aver accantonato parte del reddito, tra le famiglie in condizione di “benessere” la quota sale a poco meno del 74% (media del campione 40%). Guardando invece alla quota media di risparmio annuale, si evidenzia un gap di quasi nove punti percentuale tra risparmio medio delle famiglie in stato di benessere e quelle autosufficienti.

Abitudini di acquisto

Crescono gli acquisti on line: il web è infatti utilizzato dal 44,6% delle famiglie torinesi almeno una volta al mese (erano il 39,3% nel 2017 e il 35,8% nel 2016). Giochi e giocattoli insieme all’abbigliamento sono i principali articoli acquistati.

Il 75,8% delle famiglie ha dichiarato di aver acquistato almeno qualche volta prodotti biologici (il 74% nel 2017), il 48,8% quelli del commercio equo e solidale e il 5,4% di aver fatto ricorso ai GAS, gruppi di acquisto solidale (entrambi in linea con l’anno scorso).

Confermata anche quest’anno la crescita del ricorso ai beni di seconda mano: a fronte di un 38% del 2016 e del 49,4% del 2017, quest’anno la percentuale è salita al 50,8%. Infine, l’acquisto a rate, viene utilizzato quasi dal 56% delle famiglie, percentuale in netta crescita rispetto al 2017 quando toccava il 48%.

Approfondimento: Il ruolo della tipologia famigliare nella valutazione della spesa

I dati dell’Osservatorio sono stati utilizzati per la prima volta in uno studio condotto dal demografo prof.  Carlo Maccheroni e dal ricercatore statistico-sociale prof.  Luigi Bollani, per analizzare l’evoluzione della spesa pro capite del territorio non soltanto riferendo il risultato campionario dell’Osservatorio nel suo complesso, ma ricostruendo un risultato ponderato più aderente al territorio a partire dalla spesa effettuata dalle diverse tipologie famigliari (le stesse considerate nell’Osservatorio: persone sole, coppie senza figli, coppie con figli, etc.) e dal peso che esse hanno mostrato nel tempo a Torino. Le analisi sono state effettuate prendendo in considerazione medie triennali di spesa, più stabili dei corrispondenti dati annuali, nel periodo 2007-2018. I risultati ottenuti nello studio confermano i trend generali riscontrati nell’Osservatorio: esaminando il triennio 2016-2018 rispetto al triennio 2006-2008, la spesa complessiva pro capite ponderata secondo la tipologia famigliare è incrementata del 3,38%. Tale incremento è attribuibile solo in parte ad una aumentata propensione alla spesa delle famiglie (+1,94%) in quanto anche i cambiamenti intervenuti nel peso relativo alle tipologie familiari presenti a Torino Città hanno contribuito a determinare la variazione (+1%).  A queste due componenti (1,94%+1%=2,94%) si aggiunge una componente mista (effetto interazione: + 0,44%) che in questo caso tiene conto di come, globalmente, la propensione a spendere sia stata maggiore tra le tipologie familiari che sono cresciute percentualmente nel periodo considerato. La propensione alla spesa negli ultimi anni è aumentata principalmente per le spese alimentari (+29%), risultato di gran lunga superiore rispetto a quanto fatto registrare da ogni altra categoria di spesa, mentre – sempre per le spese alimentari - il contributo attribuibile all’evoluzione della composizione delle tipologie famigliari risulta più contenuto (+1,4%). Al contrario, nelle spese non alimentari, la propensione alla spesa delle famiglie non ha ancora contribuito a far risalire il livello dei consumi su quello pre-crisi (-1,9%), mentre è stato piuttosto l’effetto dei cambiamenti intervenuti nella composizione dei nuclei residenti (+1%) a contenere l’entità della riduzione (-0,5%) rispetto al triennio 2006-2008.

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2019 - Conferenza stampa Spese famiglie torinesi

Scarica le slide di presentazione dell'indagine

Per informazioni
Settore Comunicazione esterna e URP Camera di commercio di Torino
Tel. 011 571 6652/5 relazioni.esterne@to.camcom.it
www.to.camcom.it/comunicatistampa

@CamComTorino

 

[1] La classificazione è stata realizzata incrociando la spesa annua complessiva per ogni nucleo famigliare, la quota di risparmio annuo sul reddito complessivo ed il patrimonio immobiliare.

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Aggiornato il: 04/07/2019 - 16:26

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