Sospensione dei termini processuali dal 9 marzo all'11 maggio 2020

Sospensione dei termini processuali dal 9 marzo all'11 maggio 2020

Per far fronte all’emergenza epidemiologia da COVID-19, l’articolo 83 del D.L.17 marzo 2020 n. 18 (c.d. Cura Italia) ha stabilito per il periodo dal 9 marzo al 15 aprile:

  • il rinvio di tutte le udienze dei procedimenti civili e penali, pendenti presso tutti gli uffici giudiziari, a data successiva al 15 aprile 2020;
  • la sospensione dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali (atti introduttivi del giudizio o dei procedimenti esecutivi, ricorsi, impugnazioni, controricorsi, opposizioni, depositi di atti difensivi, ecc.).

L'articolo 36 del D.L. 8 aprile 2020 n. 23 (c.d. Decreto Liquidità) ha successivamente prorogato all'11 maggio 2020 il termine del 15 aprile, estendendo di ulteriori ventisei giorni il periodo di sospensione dei termini processuali, precedentemente stabilito dall'articolo 83.

La finalità dell’articolo 83 è quella di garantire, anche durante il periodo di emergenza COVID-19, il diritto di difesa.

La sospensione dei termini processuali

La sospensione dei termini processuali comporta l’esclusione dei giorni ricompresi tra il 9 marzo e l’11 maggio dal calcolo di tutte le scadenze processuali.

Tutti i termini per i ricorsi o il deposito di atti difensivi sono sospesi fino all’11 maggio e riprenderanno a decorrere dal 12 maggio 2020. In buona sostanza, è come se il periodo compreso tra il 9 marzo e l’11 maggio non fosse previsto nel calendario.

Di conseguenza, ai fini della corretta individuazione della scadenza, il tempo eventualmente trascorso prima della sospensione, deve essere sommato a quello che inizierà a trascorrere successivamente alla stessa. Qualora il termine, invece, avrebbe dovuto avere inizio durante il periodo di sospensione, lo stesso inizierà a decorrere soltanto alla fine di detto periodo, quindi dal 12 maggio 2020.

Casi di esclusione

Il rinvio delle udienze e la sospensione dei termini processuali, dal 9 marzo all'11 maggio, non opera nelle ipotesi previste dall'articolo 83, comma 3, lettere a), b) e c).

Attività e adempimenti di competenza del Registro delle imprese
 

Ricorsi al giudice del registro

Come chiarito dalla circolare del Ministero dello Sviluppo Economico n. 3723/C, del 15 aprile 2020, le disposizioni dell’articolo 83, sulla sospensione dei termini processuali, valgono anche con riguardo al termine di otto giorni dalla notifica del provvedimento, previsto per presentare ricorso al giudice del registro verso i provvedimenti di rifiuto del Conservatore, ai sensi dell'articolo 2189 c.c..

Termini per richiedere l'iscrizione di atti o fatti nel Registro delle imprese

Il periodo compreso tra il 9 marzo e l’11 maggio 2020 non deve essere considerato per il computo dei termini previsti per l’eventuale opposizione da parte di terzi, creditori, soci ad atti soggetti all’iscrizione nel Registro delle imprese.

A titolo meramente esemplificativo, la sospensione si applica quindi al computo e decorso dei termini previsti per:

  • l’opposizione dei creditori agli atti di trasformazione eterogenea, quale condizione per la presentazione della domanda di iscrizione dell’efficacia della trasformazione (art. 2500 novies c.c.);
  • l’approvazione tacita del bilancio finale di liquidazione delle società di capitali, quale condizione per la presentazione della domanda di cancellazione della società dal registro delle imprese (artt. 2493 e 2495 c.c.);
  • l’approvazione del bilancio finale di liquidazione delle società di persone, quale condizione per la presentazione della domanda di cancellazione della società dal registro delle imprese (artt. 2311 e 2312 c.c.);
  • per l’opposizione del socio escluso di società di persone, quale condizione per la presentazione della domanda di iscrizione dell’esclusione (art. 2287 c.c. e direttiva del Ministero dello Sviluppo Economico del 27 aprile 2015).

Nei casi anzi elencati e in quelli analoghi, devono tenere conto della sospensione dei termini processuali sia coloro che presentano la domanda di iscrizione nel registro delle imprese, sia l'Ufficio del registro delle imprese in sede istruttoria.

Attenzione

La sospensione dei termini, prevista dall’articolo 83 del D.L. Cura Italia, trattandosi di atti introduttivi di procedimenti amministrativi, non si applica ai termini previsti per la presentazione di domande e denunce all’ufficio del Registro delle imprese.

La sospensione dei termini processuali non assume alcuna rilevanza per l'attività istruttoria dell'Ufficio del Registro delle imprese quando la stessa riguardi i termini processuali prescritti per la sola formazione e redazione dell’atto o l’attuazione del fatto oggetto di adempimento pubblicitario nel registro. In tale caso, deve essere cura dei soggetti preposti a tali atti (per esempio, il notaio), tenerne conto. Un esempio può essere rappresentato dal termine di sessanta giorni per l’opposizione dei creditori all’attuazione della fusione (art. 2503 c.c.), previsto per la redazione dell’atto di fusione e non per la sua iscrizione nel registro delle imprese.

 

Condividi questa pagina:
Stampa questa pagina: