Presentati i dati sull'andamento e la struttura imprenditoriale del Canavese


Comunicato stampa del 12 giugno 2026

Prosegue la collaborazione di Confindustria Canavese e Camera di commercio di Torino attraverso l’Osservatorio sui dati economici del Canavese

Il Canavese, pur essendo un territorio non provinciale, è da sempre attraversato da importanti dinamiche economiche. Un territorio che cambia, si trasforma e si ridefinisce, rendendo sempre più necessario dotarsi di strumenti capaci di leggerne l’evoluzione. Comprendere queste trasformazioni diventa quindi fondamentale non solo per interpretare il presente, ma anche per immaginare e costruire nuove opportunità di sviluppo e progettualità per il futuro.

In questo contesto, da diversi anni Confindustria Canavese e la Camera di commercio di Torino collaborano alla costruzione di uno specifico Osservatorio dedicato all’economia del territorio. Il lavoro si fonda sulla raccolta e sull’elaborazione di informazioni riferite ai 158 Comuni del Canavese. Il risultato è un quadro di informazioni condivise, che consentono di poter disporre di una fotografia articolata e aggiornata dello stato e dell’evoluzione del sistema imprenditoriale del territorio.

Nel corso di un incontro con la stampa a Ivrea sono stati presentati i dati sull’andamento e sulla struttura imprenditoriale del territorio relativi all’anno 2025. Quest’anno, accanto ai tradizionali dati sull’andamento generale del sistema economico locale, è stato proposto dal Centro studi di Camera di commercio di Torino e su stimolo/proposta di Confindustria Canavese, un approfondimento sulla Filiera della Salute e Scienze della vita che ha permesso di conoscere la dinamicità di un settore che, proprio nel Canavese, sta conoscendo una crescita significativa, arrivando a rappresentare una componente di rilievo non solo per l’economia locale, ma per l’intero sistema regionale piemontese.

Inoltre, quest’anno, per la prima volta e in aggiunta a quelli sul numero delle Aziende, sono stati presentati anche i dati riferiti anche agli addetti delle Unità locali delle Imprese; ciò è possibile grazie all’evoluzione del sistema di raccolta dati aziendali da parte del sistema camerale ed è un’informazione particolarmente utile per capire come si distribuisce l’occupazione nei principali settori economici del territorio e quale sia il loro peso complessivo.

Infine, Confindustria Canavese, oltre ai consueti dati dell’Indagine Congiunturale, quelli sui Consuntivi provvisori delle Imprese sull’anno 2025 e sull’andamento della Cassa integrazione Guadagni, ha presentato come novità una propria elaborazione fonte Istat sulla “Specializzazione produttiva nei settori ad alta tecnologia per comune”. Il Canavese è molto ben posizionato rispetto alle medie nazionali e regionali e, tra i 20 comuni canavesani, si distingue Colleretto Giacosa con ben il 61% di addetti in tali settori, mentre Ivrea registra comunque un buon 18%.

La fotografia che emerge dall’analisi dei dati presentati restituisce l’immagine di un sistema economico in contrazione, ma nel complesso capace di mantenere una certa tenuta. Un quadro che, se confrontato con gli anni precedenti, evidenzia il passaggio da una fase di ripresa più dinamica a un contesto di rallentamento. Si tratta di una fase in cui prevalgono prudenza e maggiore cautela. Un equilibrio delicato, che si inserisce in uno scenario particolarmente incerto, segnato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dai conseguenti rialzi dei costi energetici, oltre che da un generale aumento dei prezzi di beni e servizi.

L’Osservatorio rappresenta ormai un punto di riferimento fondamentale per comprendere l’evoluzione del nostro territorio”, commenta Paolo Conta, Presidente di Confindustria Canavese. “In un contesto complesso e in continuo cambiamento poter disporre di dati puntuali e condivisi è fondamentale per comprendere le dinamiche in atto e per orientare in modo consapevole le scelte di imprese e istituzioni. Il lavoro realizzato insieme alla Camera di commercio di Torino conferma l’importanza della collaborazione per restituire una visione chiara, condivisa e consapevole del sistema economico canavesano e delle sue prospettive di sviluppo”.

Come sottolineato da Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino: “Con oltre 32mila sedi di impresa, il Canavese rappresenta il 14,6% del tessuto imprenditoriale torinese e come avviene nel resto del territorio provinciale sconta una progressiva contrazione del numero di attività. Il commercio resta il primo settore per consistenza, ma è l’industria ad occupare oltre un terzo degli addetti. Come Camera di commercio di Torino è per noi importante fornire annualmente ad amministratori e operatori locali dati aggiornati sui singoli territori, evidenziando andamenti e specificità, per consentire la programmazione di attività mirate”.

GLI INDICATORI ECONOMICI DEL CANAVESE

LA CONGIUNTURA DEL CANAVESE E IL CONSUNTIVO 2025

I dati congiunturali delineano per l’economia del Canavese un anno segnato da una perdita di slancio, in un contesto economico complessivamente più incerto. Un quadro che riflette le criticità del contesto internazionale: le tensioni geopolitiche, l’incertezza sui mercati globali stanno incidendo in modo significativo sulle dinamiche economiche del territorio.

Nonostante queste difficoltà, emerge con chiarezza la capacità di tenuta del sistema produttivo locale. Le imprese del Canavese dimostrano, infatti, un approccio orientato al futuro: continuano a investire, seppur con prudenza, puntano sulla diversificazione dei mercati per ridurre i rischi e adottano strategie di adattamento in un contesto in rapida evoluzione. In questo scenario, il comparto dei servizi si conferma particolarmente dinamico, contribuendo in modo significativo a sostenere l’equilibrio del sistema economico.

L’ultima indagine congiunturale relativa al periodo aprile-giugno 2026 aveva evidenziato dinamiche diverse tra industria e servizi e confermato la presenza di particolari criticità legate alla Redditività, all’Export e al costo delle Materie prime.

Più nel dettaglio, gli Indici dei Saldi Ottimisti Pessimisti (SOP) erano in calo rispetto al trimestre precedente, ma per la Produzione ha registrato una previsione di crescita fino a +3,3, rispetto ad un precedente valore pari a 0, mentre per gli Ordini totali si scendeva di poco a -1,1; erano particolarmente negativi, invece, i dati dell’Export con SOP pari -7,8 e della Redditività con un valore di -12,1.

Le aspettative sull’Occupazione per il Secondo Trimestre dell’anno si sono assestate su un Saldo Ottimisti Pessimisi pari a 0, rispetto ad un precedente valore positivo, abbastanza tipico nel primo trimestre dell’anno.  il ricorso alla Cassa integrazione migliorava di alcuni punti, posizionandosi al 15,6 % delle aziende intervistate.

Come ormai consueto, in concomitanza con la stessa Indagine congiunturale del periodo aprile-giugno 2026 era altresì richiesto alle Imprese Canavesane di fornire una prima indicazione dell’andamento Consuntivo dell’anno 2025, in attesa delle approvazioni ufficiali dei bilanci.

Gli esiti hanno evidenziato una situazione in leggero miglioramento rispetto all’anno 2024 e con dati  sostanzialmente in linea con quelli della media regionale.

In particolare, relativamente al Fatturato, questo è risultato in aumento per il 31% delle Imprese intervistate, stabile per il 33,3% e diminuito per il 33,3%.

Sostanzialmente positivo, però, l’andamento del Risultato Economico della gestione ordinaria 2025, indicato in utile per il 69,4,9%, ben oltre due terzi delle imprese, pareggio per l’8,2% e perdita sempre per l’8,2%.

L’Indebitamento netto registra un leggero miglioramento complessivo, essendo aumentato per il 13,1, stabile per il 46,4% e diminuito per il 22,6% delle Aziende.

Infine, gli Investimenti effettuati nell’anno 2025 mostrano tenuta, nonostante una congiuntura non favorevole e il periodo di incertezza alla tendenza degli ultimi 2/3 anni sono stati superiori per il 21,2% delle Imprese, sono risultati uguali per il 44,7% ed inferiori per il 20%.

Va evidenziato che alcune aziende, al momento dell’intervista, avevano preferito ancora non esprimersi sui risultati 2025 (com’è evidente dal fatto che le somme non sono pari a 100), e ribadito che si tratta di risultato provvisori, utili tuttavia a delineare i trend di andamento sul territorio

POPOLAZIONE E SISTEMA IMPRENDITORIALE

Il bacino oggetto di questa analisi, realizzata ormai con cadenza annuale, è composto dai 158 comuni di riferimento di Confindustria Canavese, territorio che corrisponde a una definizione estensiva del Canavese e riconducibile a cinque delle 11 Zone Omogenee della Città metropolitana di Torino (54 comuni dell’Eporediese, 46 del Canavese occidentale, 37 appartenenti al Ciriacese, 18 al Chivassese, 3 all’Area Metropolitana Nord[1]). È un territorio che si estende su una superficie di 2.880 km² (oltre il 42% della superficie della CMTO): 144 comuni su 158 hanno meno di 5.000 abitanti (2 comuni in più rispetto a un anno fa) e, di questi, 76 sono sotto ai 1.000 abitanti (+1 comune)

Secondo i dati Istat, la popolazione conta 362.081 residenti ed è rimasta stabile nell’ultimo anno; rappresenta il 16,4% della CMTO. In particolare, è composta da 183.680 donne (il 50,7%, -0,1%), 28.341 persone straniere (il 7,8%, +3,8%) e 92.346 under 30 (il 25,5%, -0,4%).

A fine 2025, la struttura del sistema imprenditoriale del territorio canavesano si compone complessivamente di 40.644 localizzazioni d’impresa. Oltre alle 32.294 sedi, si contano 8.350 unità locali, che rappresentano rispettivamente il 14,6% e il 15,4% della CMTO. Questo tessuto imprenditoriale impiega quasi 121mila addetti, il cui peso percentuale è analogo a quello imprenditoriale.

Nel 2025 lo stock di sedi di imprese registrate ha subito un ulteriore lieve calo del -0,4% rispetto al 2024, (rispetto al +0,4% di CMTO), con un saldo pari a -116 sedi d’impresa registrate.

In dieci anni (var% 2025/2016) lo stock si è ridotto del -5,8% (-2.000 unità), rispetto al -1,7% torinese.

Anche nel I trimestre 2026, lo stock di imprese registrate (pari a 32.134 unità) registra un ulteriore calo del -0,5%. È il valore più basso dell’ultimo decennio.

Nel 2025 le nuove iscrizioni sono state 1.697, in lieve crescita rispetto al 2024, mentre le cessazioni, in calo, sono state 1.765. Si tratta rispettivamente del 13,4% e del 15,6% dei flussi registrati nella CMTO. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni (-68 unità) è fra i più contenuti dell’ultimo decennio, a seguito di una ripresa delle iscrizioni e, soprattutto, di un calo delle cessazioni.

In linea con il dato provinciale, il tasso di crescita del canavese, dopo la flessione del 2024, migliora e torna al livello del 2023 (-0,21%). Il tasso di crescita è dato da un tasso di natalità pari al 5,24% (rispetto al 5,73% provinciale) e da un tasso di mortalità del 5,45% (5,13% nella CMTO).

Da rilevare un significativo cambiamento di carattere dimensionale. Il peso delle microimprese sul territorio canavesano, che è di poco superiore all’89%, è calato di due punti percentuali a confronto con dieci anni prima; contestualmente si è rafforzata sia la quota di piccole imprese (il 6,5%) sia quella delle medio-grandi (il 4,3%).

A livello strutturale, questi cambiamenti si riflettono nella crescita delle società di capitale, che rappresentano il 16% delle sedi d’impresa e circa il 61% e il 62% delle unità locali e degli addetti del territorio, e nel contestuale calo delle altre forme giuridiche.

L’analisi per settori conferma la centralità del commercio sia per presenza di sedi, sia di unità locali sul territorio, seguito dai servizi alle imprese e dalle costruzioni (per sedi d’impresa); l’industria manifatturiera, pur con un peso più contenuto in termini di localizzazioni d’impresa, impiega un terzo degli addetti complessivi.

In termini di variazione percentuale nel 2025 si registra un calo delle sedi d’impresa nei settori tradizionali (agricoltura, costruzioni, industria, commercio). Al contrario, si rileva una crescita in tutti gli altri settori di attività, pur con una dinamica differente in termini di unità locali. Nelle attività immobiliari, in quelle professionali e scientifiche, nei servizi di alloggio e ristorazione e in quelli di supporto alle imprese (incluso il noleggio), si ha una crescita sia delle sedi sia delle unità locali.

Un affondo dell’analisi è stato dedicato anche quest’anno alla distribuzione e alla dinamica dei comparti della manifattura e dei servizi alle imprese (sole sedi d’impresa).

L’industria manifatturiera rappresenta quasi l’11% delle imprese (sedi). Per la metà circa sono operanti in 3 comparti: metallurgia (il 31,6%), industria del legno e mobili (il 9,5%) e riparazione, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature (il 9,3%). In termini di variazione percentuale di consistenza rispetto al 2024, la dinamica negativa del settore (-1,7%) ha riguardato pressoché la totalità dei comparti.

Nei servizi alle imprese opera il 19,4% delle imprese. Al loro interno prevalgono le attività immobiliari (il 25,4%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (il 21% circa) e le altre attività a supporto delle imprese (il 17,7%). Il settore ha una dinamica positiva (+1,5%), cui contribuiscono tutti i segmenti fuorché trasporto (-3,7%), magazzinaggio (-1,3%) e noleggio, agenzie viaggi, ecc. (-0,6%).

In Canavese, il 23,7% delle imprese sono femminili, il 9,1% giovanili e l’8,9% è condotto da persone nate all’estero. Soltanto queste ultime hanno registrato, analogamente alla dinamica della CMTO, una crescita nel 2025 (pari al +3,21%), mentre sia le imprese giovanili, sia le femminili sono calate.

Una componente significativa è data anche dall’insieme dell’artigianato, che conta 10.654 sedi d’impresa e rappresenta un terzo delle imprese con sede nel Canavese e oltre il 18% delle imprese artigiane della Città Metropolitana di Torino. In analogia alla dinamica della CMTO, il tasso di crescita continua ad essere negativo (-0,81%), a fronte di un tasso di natalità (5,94%) inferiore a quello di mortalità (6,75%).

In ultimo, è stato dedicato un approfondimento alla filiera della salute e delle scienze della vita, che integra ricerca, industria manifatturiera e servizi commerciali e sociosanitari. Nel Canavese la filiera si compone di 729 localizzazioni d’impresa che impiegano 6.200 addetti e rappresenta poco meno del 2% delle localizzazioni d’impresa presenti nel Canavese ma occupa oltre il 5% degli addetti del territorio. I settori più significativi per presenza imprenditoriale sono quelli della fabbricazione delle forniture mediche (il 17%), di farmacie e parafarmacie (il 23,9%), l’assistenza sanitaria (il 26,9%) e quella sociale residenziale (il 19,1%).

La filiera nel Canavese rappresenta rispettivamente il 14,7% e il 17,6% del totale torinese: in termini di incidenza percentuale delle imprese rispetto al territorio torinese, spicca il peso delle farmacie e parafarmacie e delle attività di R&S nel campo delle biotecnologie (oltre il 19% e il 17%  del dato metropolitano); rispetto agli addetti, emerge la fabbricazione strumenti e forniture mediche (il 43% della Città Metropolitana di Torino), sempre la Ricerca & Sviluppo (quasi il 34%) e la fabbricazione di prodotti farmaceutici (il 23,2%). 

SPECIALIZZAZIONE PRODUTTIVA NEI SETTORI AD ALTA TECNOLOGIA

Il Centro studi di Confindustria Canavese ha effettuato una nuova analisi applicata al territorio canavesano basata su dati ISTAT e sul Registro statistico delle unità locali (ASIA-UL) relativa alla “Specializzazione produttiva nei settori ad alta tecnologia per comune”.

In particolare, l’Indicatore esprime la percentuale di Addetti nei settori ad alta tecnologia della manifattura e dei servizi rispetto al Totale addetti delle unità locali, con dati aggiornati all’anno 2023.

Il Canavese risulta ben posizionato in tale approfondimento, esprimendo anche alcuni casi di eccellenza. In particolare, spicca al primo posto territoriale il comune di Colleretto Giacosa, con ben il 61,1% di addetti occupati nei settori ad alta tecnologia per comune. Questo risultato molto probabilmente fa riferimento al comparto delle Scienze della vita, ma non mancano realtà aziendali di altri settori tecnologici.

Inoltre, a fronte di una media della Città Metropolitana di Torino del 7,5%, una della Regione Piemonte pari al 5,2% e quella nazionale del 4,7%, vanno citati in particolari i comuni di Mercenasco (24,0%), Strambino (22,45), Ivrea (18%), Lessolo (15,4%) e Volpiano (12,4).

Nella classifica dei primi 20 comuni ne compaiono anche alcuni molto piccoli e apparentemente meno significativi, in cui probabilmente la presenza di addetti in poche aziende tecnologiche alzano di molto la percentuale.

Ma in un quadro di dati in generale crescita rispetto agli anni 2015 e 2019 presi a confronto, come è logico anche in considerazione dello sviluppo delle tecnologie ICT e robotiche, si distinguono i comuni di San Maurizio Canavese, che passa dal 14,6% al 35,4% del 2023, e quello di Bollengo che, partendo dal 5% di undici anni fa, arriva nel 2023 al 32% di addetti in settori ad alta tecnologia, grazie ad alcuni insediamenti di rilievo dell’ultima decina di anni.

Alessandra Argentero - Ufficio Stampa
Confindustria Canavese – Corso Nigra 2, 10015 Ivrea (TO)
Tel. 328.2153472 alessandra.argentero@confindustriacanavese.it

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Venerdì, Giugno 12, 2026 - 14:52

Aggiornato il: Venerdì, Giugno 12, 2026 - 14:52

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