Truffe e pratiche commerciali scorrette


Testata Truffe

Attenzione alle false richieste di pagamento e/o registrazione: se hai ricevuto una comunicazione ingannevole di questo tipo, ti suggeriamo di leggere le nostre indicazioni.

Sono diversi i tentativi di truffa o le pratiche commerciali scorrette che prendono di mira le imprese e la cittadinanza. 

Si tratta di richieste di pagamenti ingannevoli o di campagne via email, sms e/o telefono che hanno lo scopo di ottenere informazioni sensibili per scopi illeciti (es. furto d’identità, truffe finanziarie). 

La Camera di commercio di Torino è completamente estranea a queste richieste!

✅ Cosa fare se ne sei vittima

  • Non effettuare pagamenti senza verificare
  • Non cliccare su link sospetti
  • Non fornire tuoi dati personali e sensibili (es. IBAN) 
  • Controlla sempre la fonte delle comunicazioni
  • Segnala ogni caso sospetto all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP): urp@to.camcom.it 
  • Cambia la password se hai inserito dati su siti contraffatti

ATTENZIONE! La Camera di commercio di Torino, nel caso debba provvedere a rimborsare somme o diritti erroneamente versati, chiede i dati per l’accreditamento solo per iscritto utilizzando appositi moduli, scaricabili da questo sito.

Di seguito riportiamo alcuni esempi di pratiche commerciali scorrette, che ti invitiamo a leggere con attenzione.

Richieste di pagamenti ingannevoli

Sono richieste di pagamento inviate da imprese/organizzazioni che si presentano con nomi simili a quello della Camera di commercio, ma che non hanno alcun legame con noi.

Richieste cartacee di invio di denaro

Attenzione a comunicazioni cartacee che richiedono di inviare soldi tramite bonifico a incaricati della Camera di commercio di Torino, si tratta di comunicazioni commerciali ingannevoli. Vedi esempio.

📌 Leggi la direttiva contro le pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno che l’Unione Europea ha adottato nel 2005.

Richieste via PEC di pagamento del Diritto annuale 

Attenzione: se ricevi via Posta Elettronica Certificata (PEC) una richiesta di pagamento del diritto annuale tramite bollettino di conto corrente postale oppure bonifico bancario, non considerarla! 

Ricorda che il versamento del diritto annuale può avvenire solo tramite modello F24 oppure tramite piattaforma PagoPA. Non può mai avvenire con bollettino di conto corrente postale o con bonifico bancario.

In prossimità della scadenza del 30 giugno di ogni anno, inviamo alle imprese un’informativa sul diritto annuale nella quale riepiloghiamo le indicazioni sulla scadenza, il calcolo e le modalità di versamento del tributo.

UIBM: tentativi di truffa ai danni di chi deposita una domanda di marchio

L’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) ha segnalato che da diversi mesi sono in corso  tentativi di truffa, con richieste ingannevoli di pagamento, ai danni di chi deposita una domanda di marchio presso l’UIBM (sia tramite Camera di commercio che direttamente tramite portale on line).

Per limitare il numero di chi, cadendo in inganno, paga ad ignoti somme di denaro non dovute, l’UIBM sta mettendo in atto una campagna informativa per raggiungere il maggior numero di utenti possibili. Vedi news su sito UIBM.

Ricorda che i marchi depositati presso le Camere di commercio o direttamente presso l’UIBM:

  • possono essere rinnovati entro 10 anni dalla data di deposito
  • non prevedono richieste di pagamento da soggetti terzi

Inoltre la Camera di commercio di Torino per le sue comunicazioni utilizza solo corrispondenza ufficiale su carta intestata, con logo e denominazione corretta.

Richieste di dati o tentativi di infettare i dispositivi

Sono richieste di informazioni sensibili via email (phishing), via sms (smishing) e via telefono (vishing): non provengono dalla Camera di commercio di Torino! 

PROFILI FAKE: attenzione alle truffe sui social!

Il problema dei profili aziendali fake è una minaccia crescente, utilizzata per truffare, danneggiare la reputazione, spiare dati sensibili o diffondere malware tramite imitazioni di aziende, fondi pensione o personaggi noti, sfruttando l'intelligenza artificiale per creare contenuti ingannevoli e attacchi mirati.
 
Negli ultimi tempi sono stati segnalati ad esempio diversi account Instagram che clonano il profilo ufficiale della Camera di commercio di Torino riproponendo alcune immagini prese dal profilo ufficiale: si distinguono perché storpiano il nome dell'account @camcomtorino aggiungendo trattini, underscore o aggiungendo/cambiando una vocale (@camcomtorino_, @camcomtoriino, @camcomtarino).

Questi account potrebbero inviare messaggi diretti sui profili di altri utenti richiedendo il follow o sollecitando iscrizioni ad eventi, sottoscrizione di contratti o richieste di pagamento.

✅ Cosa fare:

  • Non seguire
  • Non interagire
  • Non cliccare sui link in DM
  • Segnalare il profilo (dove possibile indicando la voce "Account falso" o "Finge di essere qualcun altro")
  • Bloccare il profilo (se su WhatsApp)

PHISHING: attenti ai link delle email!

Email apparentemente riconducibili alla Camera di commercio di Torino possono infettare il computer: ATTENZIONE ad eventuali link presenti nella pagina che potrebbero aprire indirizzi diversi da quelli indicati nel testo. Vedi esempio.

È stato segnalato anche un caso di phishing che coinvolge InfoCamere, società consortile delle Camere di commercio. Alcune imprese hanno ricevuto email da falsi account InfoCamere che invitano ad aggiornare i dati aziendali tramite un link fraudolento.

✅ Cosa fare:

  • Non aprire il link
  • Se lo hai aperto, cambia subito la password dei servizi camerali
  • Contatta il servizio di assistenza InfoCamere 
  • Verifica con attenzione i messaggi che ricevi via PEC

SMISHING: attenti agli SMS!

SMS apparentemente riconducibili alla Camera di commercio di Torino possono richiedere di effettuare pagamenti urgenti o di verificare informazioni urgentemente richiedendo l’utilizzo di tue credenziali di accesso: ATTENZIONE ad eventuali link presenti negli sms ricevuti che potrebbero aprire indirizzi diversi da quelli indicati nel testo. 

La Camera di commercio di Torino non utilizza sistemi di messaggistica istantanea per richiedere\verificare informazioni o pagamenti alla propria utenza. 

VISHING (frodi telefoniche)

Finti call center apparentemente riconducibili alla Camera di commercio di Torino o falsi funzionari dell’ente che si qualificano come tali, possono richiedere dati sensibili quali l’IBAN o di effettuare pagamenti. 

Non rivelare mai tuoi dati bancari telefonicamente a nessuno e non procedere a pagamenti chiesti con questa modalità. La Camera di commercio di Torino non ha come pratica quella della chiamata telefonica, anche perché il numero di telefono non è presente nei dati del Registro Imprese.

Alcuni consigli per cautelarsi

Ti consigliamo di leggere attentamente qualunque testo prima di accettare un’offerta apponendo la tua firma o effettuando un versamento e di esaminare soprattutto i seguenti aspetti:

  • Conosci il mittente?
  • Conosci il registro o l’elenco in questione?
  • Sei già loro cliente?
  • Conosci l’indirizzo internet dove dovrebbe essere pubblicata la tua iscrizione?
  • Esamina attentamente la diffusione e la tiratura del prodotto offerto.
  • Se sul modulo prestampato l’indirizzo o i dati del mittente sono incompleti è necessario fare molta attenzione!
  • Leggi attentamente anche quanto stampato in piccolo!
  • Verifica attentamente se l'informativa sul trattamento dei dati corrisponde alla normativa italiana in materia di privacy!

Se hai già sottoscritto/firmato erroneamente un documento, provvedi subito a disdire il contratto per non far scadere i termini, e informa immediatamente il tuo legale.

Segnalazione all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Chi riceve comunicazioni ingannevoli può inviare le proprie segnalazioni all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, ai fini della pronuncia di ingannevolezza della comunicazione sotto il profilo degli interessi collettivi (d.lgs. 145/2007). 

Sulla base di questa pronuncia si potrà agire a titolo individuale ai fini della invalidazione del relativo contratto e del risarcimento dei danni subiti individualmente. 

È anche possibile rivolgersi alla giustizia ordinaria ai sensi delle norme del codice civile che vietano gli atti di concorrenza sleale (artt. 2598, 2599 e 2600). 

Per approfondire, scarica il vademecum AGCM "Io non ci casco!"

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Lunedì, Dicembre 22, 2025 - 12:06

Aggiornato il: Lunedì, Dicembre 22, 2025 - 12:06