La Camera di commercio di Torino promuove un programma di incontri contro la violenza sulle donne e aderisce al progetto “Panchine rosse”

Comunicato stampa del 25 novembre 2019

Una “Panchina rossa” come segno tangibile dell’impegno nel contrasto alla violenza contro le donne. È questo l’obiettivo del progetto promosso dal movimento “Stati generali delle donne”, al quale hanno deciso di aderire anche Unioncamere Nazionale, la Camera di commercio di Torino insieme ad altre decine di Camere in tutta Italia.

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si celebra oggi, il sistema camerale promuove a livello nazionale una serie di incontri di approfondimento sul tema della condizione femminile, con particolare riguardo alla partecipazione al mercato del lavoro e alla creazione di impresa.  Un’opportunità che è stata colta anche dalla Camera di commercio di Torino che si impegna su specifici appuntamenti per illustrare il progetto, coinvolgendo e sensibilizzando giovani, imprese e cittadini.

A partire dal mese di febbraio, il Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio di Torino terrà degli incontri per la sensibilizzazione e la prevenzione della violenza di genere presso alcune associazioni di categoria (Apid, Confcooperative, Lega Nazionale Cooperative, Federalberghi, FIAIP, AIDDA, Coldiretti, Unione Industriale). I temi saranno sul concetto di molestia e di mobbing, sulle conseguenze psicologiche, sociali e lavorative e sugli organismi di supporto, strumenti di prevenzione e di tutela.

La Camera di commercio aderirà anche al progetto “Panchine rosse” che, diffondendo le panchine sul territorio, lancia un monito contro la violenza sulle donne e si fa carico dell’urgenza di realizzare la parità di genere. Un modo, quindi, per alimentare un processo di consapevolezza nella società, dove ancora molte donne sono vittima di discriminazioni o di soprusi, ma anche per prendere coscienza e valorizzare il ruolo della donna nella vita quotidiana, nei luoghi di lavoro e nell’impresa.

I dati delle imprese al femminile

Anche grazie all’attività camerale e al Comitato Imprenditoria Femminile, molte donne hanno scelto di avviare una propria attività, dando corpo alla propria vocazione professionale e in piena autonomia.

Imprese e posizioni imprenditoriali femminili in provincia di Torino

Al 30 settembre 2019, risultavano registrate 49.109 imprese in rosa[1], il 50,7% del dato a livello piemontese, stabili sia rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente sia rispetto a fine 2018. Le imprese con esclusiva presenza femminile (100% del capitale e dei soci/amministratori) rappresentano l’80% del totale, stabili rispetto a fine 2018.

Il settore in cui si concentra maggiormente l’impresa in rosa risulta essere quello del commercio (il 27,8% del totale); seguono i servizi prevalentemente orientati alle imprese (il 25,8%) ed i servizi pubblici, sociali o personali (il 15%). Se tra la fine del 2018 ed i primi nove mesi del nuovo anno si registra una flessione più o meno consistente in tutti i settori di attività imprenditoriali, a partire proprio dal settore del commercio che vede la diminuzione della consistenza più sostenuta (-2,1%), in controtendenza risultano tutte le attività connesse al terziario: i servizi alle persone incrementano del +2,3%, quelli alle imprese del +1,8%.

Quanto alla forma giuridica, le attività femminili torinesi si presentano per il 62,2% come imprese individuali; a seguire vi sono le società di persone (il 21% del totale) e le società di capitale (il 15,1% del totale). Risultano residuali le altre forme giuridiche, categoria che comprende cooperative e società consortili (l’1,1%).

Per quanto riguarda invece le posizioni imprenditoriali femminili, al terzo trimestre del 2019 risultavano 108.172 imprenditrici: si tratta di donne con un’età compresa tra i tra i 50 e i 69 anni (il 43,3% del totale) e tra i 30 e i 49 anni (il 37% del totale). Le giovani imprenditrici (età sotto i 30 anni) rappresentano solo il 4,5%. Quanto alle cariche ricoperte, il 38,2% ricopre la carica di amministratrice, il 28,2% di titolare d’impresa ed il 27,4% di socio.

Le imprenditrici straniere rappresentano il 9,4% (10.156 unità) delle posizioni in rosa in provincia di Torino: si tratta di una quota in netto aumento rispetto al 2009 quando rappresentavano poco più del 6% delle posizioni imprenditoriali femminili torinesi. Tra di queste ben il 21% è di nazionalità rumena (era il 14% nel 2009) ed il 12,3% proviene dalla Cina (l’8,5% nel 2009). Il Marocco ricopre la terza posizione con il 9% della quota, dato pressoché invariato rispetto al 2009 (9,4%).

Imprese femminili in Italia

Il milione e 340mila imprese femminili, censito dalle Camere di commercio, pari a poco meno del 22% del totale delle aziende italiane, rappresentano una risorsa straordinaria per il nostro Paese, sia perché attraverso di esse le loro fondatrici hanno raggiunto l’indipendenza economica sia per l’importante ricaduta a livello occupazionale. Con oltre 3 milioni di addetti totali, infatti, alle imprese femminili si deve più del 14% dell’occupazione complessiva del settore privato.

[1] (si considerano femminili le imprese individuali la cui titolare sia donna oppure le società di persone in cui oltre il 50% dei soci sia costituito da donne oppure le società di capitali in cui oltre il 50% dei soci e degli amministratori sia donna)

 

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Aggiornato il: 25/11/2019 - 08:02

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