Natimortalità 2017: crisi in frenata, servizi alle imprese per la prima volta più numerosi dei negozi

Comunicato del 26/02/2018

Per il settimo anno consecutivo, ancora una diminuzione numerica per le imprese torinesi, anche se la decrescita sembra progressivamente rallentare. Stabile il tasso di sopravvivenza ad un anno dall’apertura (88%), in miglioramento a 3 anni (dal 66,8% al 68%). Per la prima volta i servizi alle imprese sorpassano il commercio. Si consolida il numero delle femminili, sempre boom per le straniere. Per chi vuole mettersi in proprio, i servizi gratuiti della Camera di commercio di Torino

 

natimortalita_2017_picc.jpgPresentata oggi a Palazzo Birago la tradizionale indagine realizzata dalla Camera di commercio di Torino sulla natimortalità imprenditoriale in provincia di Torino, sulla base dei dati delle nuove iscrizioni e cancellazioni di impresa occorse nell’anno 2017.

“Non possiamo ancora parlare di svolta, dal momento che il numero complessivo delle imprese anche nel 2017 risulta essere in calo, ma alcuni segnali mostrano un tessuto imprenditoriale in consolidamento: rallentano le cessazioni e migliora il tasso di sopravvivenza a lungo termine; alcuni settori, come il turismo e i servizi alla persona, e alcune categorie di imprese, come le straniere e le femminili, si mostrano in crescita. Cala l’incidenza delle imprese giovanili, che oggi rappresentano il 9,7% del totale (era il 10% nel 2016). Oggi, il primo settore per numero di imprese in provincia di Torino è quello dei servizi prevalentemente orientati alle imprese, che ha superato per la prima volta il commercio - ha sottolineato Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino. Numerose le opportunità di orientamento e di formazione gratuita offerte sul territorio, da conoscere e sfruttare perché mettersi in proprio, anche come forma di autoimpiego, diventi una scelta vincente e soprattutto solida nel tempo”.

A questo proposito la Camera di commercio di Torino offre numerosi servizi di accompagnamento gratuiti per chi ha in programma di aprire un’impresa: il primo passo è l’incontro con il Settore Nuove imprese, che ogni anno fornisce consulenza gratuita e informazioni a centinaia di utenti. In seguito l’aspirante imprenditore può approfondire la propria idea partecipando ad uno degli appuntamenti di  NiLab - Elaboriamo le idee: 4 le sessioni previste nel 2018, la prima inizia proprio domani, 27 febbraio: tra i temi affrontati l’idea d’impresa e il mercato, la comunicazione, la pianificazione economica, il prospetto finanziario. Anche il Comitato Imprenditoria Femminile per il 2018 ha previsto 2 edizioni del percorso formativo "Nuove Imprese ai blocchi di partenza", seminari destinati a fornire agli aspiranti imprenditori le informazioni di base per l'avvio della propria attività e per la definizione della propria idea imprenditoriale. L'edizione primaverile si terrà il 12 e 13 aprile. Per info e iscrizioni: www.to.camcom.it/nuoveimprese

Principali dati

Il 2017 si è chiuso con 222.459 imprese, 848 in meno in un anno, anche se la perdita risulta dimezzata rispetto al 2016, quando si erano perse 1.712 imprese. Ancora in calo le iscrizioni (-136), ma anche le cessazioni (-806), entrambe ai valori minimi negli ultimi 10 anni. Al netto delle cancellazioni d’ufficio, anche nel 2017, per il terzo anno consecutivo, le iscrizioni (13.753) hanno di fatto superato le cancellazioni (13.518), determinando un tasso di crescita leggermente positivo per il torinese (+0,11%), comunque inferiore a quello italiano (+0,75%). A determinare un saldo ancora negativo dello stock (-848 imprese totali) intervengono però le cancellazioni di ufficio, che si effettuano su realtà iscritte al registro imprese, ma inattive da almeno 3 anni. Nel 2017 tali cancellazioni sono state ben 1.149, pur risultando anch’esse in calo (erano 1.955 nel 2016). Da notare, tuttavia, che la diminuzione registrata nello stock di imprese (sedi) è compensata dall’aumento delle unità locali (+841 unità rispetto al 2016).

Fotografia e dinamica del tessuto imprenditoriale

Anche nel 2017 i dati mostrano un tessuto imprenditoriale composto per la maggior parte (53,4%) da imprese individuali, con un tasso di crescita negativo (-0,24% rispetto al 2016), più vulnerabili rispetto ad altre forme giuridiche e soggette a forte turnover (elevati tassi di natalità, ma anche di mortalità). In crescita le società di capitale (+3,74%, il 19,2% del totale) grazie all’alta natalità e alla ridotta mortalità, mentre calano le società di persone (-1,84%, 25,2%). La struttura del tessuto imprenditoriale rispecchia la distribuzione italiana per fasce dimensionali: il 95,5% è rappresentato da microimprese (<10 addetti), il 3,9% da piccole (10-49 addetti) e il restante 0,6% da medie e grandi imprese (oltre i 49 addetti), cui tuttavia è riconducibile circa il 45% dell’occupazione.

Tassi di sopravvivenza

A distanza di un anno dall’inizio dell’attività economica, continua ad operare l’88% delle imprese, dato in linea con l’anno scorso. A tre anni di distanza dall’iscrizione sopravvive il 68% delle imprese (era il 66,8% nel 2016). Tra le categorie più longeve le cooperative e le società di capitale; a livello settoriale, mostrano maggiore solidità le imprese attive in agricoltura e nel settore trasporti e spedizioni.

 

ANDAMENTO PER SETTORI

Servizi alle imprese +0,2% (56.144 imprese, il 25% del totale)
È una categoria molto ampia, che quest’anno ha superato numericamente il commercio: rimasta stazionaria (+0,2%), all’interno registra andamenti diversi. In calo le attività di trasporto e magazzinaggio (-3,5%, 12% del totale). Nell’ambito del supporto alle imprese, aumentano le attività di servizi per le funzioni d’ufficio (tra cui call center, imballaggi, recupero crediti, volantinaggio, organizzazione eventi il 46%, +6,2%); positiva anche la dinamica delle attività di noleggio e leasing (il 7%, +1%) mentre si riduce il numero di agenzie di viaggi e tour operator (il 7,7%, -1,8%). In crescita anche le attività finanziarie e assicurative (il 10%, +1,1%) e quelle professionali, scientifiche e tecniche (il 19%, +0,7%), trainate da imprese che si occupano di direzione aziendale e consulenza gestionale (il 33%, +2,9%). Restano stabili le attività immobiliari (il 33%, -0,3%) e i servizi di informazione e comunicazione (il 10% -0,1%).

Commercio -0,8% (55.759 imprese, il 25% del totale)
Nel 2017 le imprese del commercio sono scese di 405 unità (-0,8%). Il calo ha riguardato l’ingrosso (-0,6%), soprattutto a causa della diminuzione dell’intermediazione commerciale, in cui converge più della metà delle imprese del settore. Fanno eccezione il commercio all’ingrosso di abbigliamento e calzature (+2%, il 3,8%), di profumi e cosmetici (+3,9%) e di prodotti farmaceutici (+1,3%). In calo anche il dettaglio sia su sede fissa (-1,8%), sia ambulante (-1,7%). Fra le attività di vicinato: il calo del numero di macellerie (-3%), rivendite di pane (-1,5%) e latterie (-2,9%), è bilanciato dall’incremento dei negozi di frutta e verdura (+3,2%), di torrefazioni (+12,3%) e salumerie e gastronomie (+4,3%). Anche le rivendite di tabacchi, favorite probabilmente dalla diversificazione della proposta commerciale che le ha caratterizzate negli ultimi anni, aumentano la presenza sul territorio torinese (+1%).Nel non alimentare si riduce del 3,9% sia l’abbigliamento, sia le edicole e cartolerie, che pesano rispettivamente per il 12% e il 6%. Diminuiscono anche i negozi di ferramenta, di articoli igienico-sanitari e materiali da costruzione (-1,6%), e i negozi di illuminazione e mobili (-3,4%). Tuttavia, alcune attività mostrano un andamento opposto: le farmacie e parafarmacie (il 3%, +2,4%) e i negozi di giocattoli (+1,1%). Cresce del +2,3% il commercio all’ingrosso e al dettaglio di autoveicoli e motocicli (comprensivo delle attività di riparazione) -il 13,2% del settore. In risposta ai cambiamenti delle scelte dei consumatori cresce il commercio online (+2,6%; l’1,6%).

Costruzioni -1,8% (33.934 imprese, il 15% del totale)
In calo da oltre un quinquennio: -608 unità, -1,8%. Questa diminuzione va attribuita all’ampio bacino di imprese che svolgono lavori di costruzione specializzati, incluse le attività di preparazione dei cantieri, le attività di impiantistica e quelle di completamento e finitura degli edifici, che rappresentano il 75% dell’edilizia torinese (-1,1%). Importante anche la riduzione di imprese che compiono lavori generali per la costruzione di edifici (-3,8%), nonché le attività specializzate in opere di ingegneria civile (-3,2%).

Industria -1,5% (21.458 imprese, il 10% del totale)
Nell’industria un calo di 334 unità (-1,5%). Riduzioni di rilievo hanno riguardato ad esempio la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (-5,6%) e elettrici (-3,4%), l’industria del legno e dei mobili (-2,7%), la meccanica (-3,4%) e il tessile (-2,8%); altri settori hanno registrato contrazioni più modeste, come la lavorazione dei prodotti in metallo (-2%) o gli articoli in gomma e materie plastiche (-1,4%). Alcuni comparti invece hanno registrato una tenuta, come l’industria alimentare e delle bevande (+0,3%), la confezione di articoli di abbigliamento e articoli in pelle (+0,2%). Positiva la performance dei mezzi di trasporto (+0,4%), dovuta alla fabbricazione di autoveicoli e di parti e componenti di auto (+1,1%) e positiva la riparazione, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature (+1,9%).

Turismo +1% (15.530 imprese, il 7% del totale)
Ancora valori in crescita per il settore: le strutture di ospitalità registrano un ottimo +3,5%, grazie alle performance sia degli alberghi (+2%), sia delle altre strutture come bed and breakfast, ostelli, rifugi (+6,2%); in crescita i ristoranti (+3%), in calo i bar (-1,8%).

Servizi alla persona: +2,2% (15.477 imprese, il 7% del totale)
Il settore dei servizi alla persona registra un +2,2%. A ridursi lavanderie e tintorie (-4,6%, oltre il 9% del settore), mentre resta stabile il numero di barbieri e parrucchieri (-0,3%); in compenso aumentano gli istituti di bellezza (+1,7%, il 17%), gli studi di tatuaggi (+16,1%, il 3%), i servizi di toelettatura cani (+3,7%, il 2%) e le pompe funebri (+1,5%, oltre il 3%). Le attività di riparazione, in modesta crescita (+0,7%) nel 2017, hanno un peso pari al 12% (1.833 unità): tra queste crescono le attività di riparazione dei vestiti (+6,7%, l’8,7%), la riparazione e manutenzione di mobili e arredamento (+3,2%, il 12%), elettrodomestici (+1,1%, il 10%) e computer, apparecchiature elettroniche e periferiche (+2%, il 20%). Nell’ambito dell’istruzione e dell’assistenza sociale e sanitaria, che rappresentano insieme oltre il 18% dei servizi alla persona (+3,5%), aumenta il numero imprese che erogano corsi di formazione e aggiornamento professionale (+0,6%, il 18%), asili nido (+5,4%, l’8%), servizi sociali di assistenza e consulenza domiciliari (+0,6%, il 6,3%) e le strutture residenziali per anziani e disabili, quasi raddoppiate (+58,7%, il 2,7%). Crescita fra le attività sportive e di intrattenimento (il 10,2%, +3,3%): palestre (+6,2%, il 7%), club (+4,6%, il 9,4%) ed enti e organizzazioni sportive (+6,3%, l’8,3%). In ultimo, fra le attività artistiche e culturali (+5,3%, il 6,3%), aumenta il numero di attività di supporto alle rappresentazioni artistiche (produttori, macchinisti, ingegneri delle luci), nonché quello delle attività di conservazione e restauro d'opera d'arte (+2,4%, il 6,9%). Si conferma, infine, la crescita delle sale da gioco (+8,5%, il 5,2%).

Agricoltura -1,4% (12.270 imprese, il 6% del totale)
Le aziende agricole nel 2017 diminuiscono di oltre 100 unità (-1,4%). Ad eccezione della coltivazione di ortaggi, che aumenta del 2,7%, i principali segmenti produttivi registrano un calo: in particolare la coltivazione di cereali (-3,7%), nel quale opera il 28% delle imprese agricole, l’allevamento di bovini (-3,2%), dove converge un decimo del settore, e le attività miste (coltivazioni agricole associate all’allevamento di animali), che rappresentano un quarto dell’agricoltura provinciale e che si riducono del -1,9%.

LE COMPONENTI IMPRENDITORIALI

Le imprese straniere: +3,8% (11,3% del totale delle imprese)
Con 25.232 imprese, l’andamento dell’imprenditoria straniera risulta ancora positivo: il tasso di sviluppo pari al +3,8% risulta essere migliore di quello rilevato sia a livello regionale, sia nazionale (entrambi a +3,4%). Se si analizzano le imprese straniere per settore si nota immediatamente il forte peso delle costruzioni (il 32%) e del commercio (il 29%) che complessivamente rappresentano più del 60% delle imprese totali. Nel 2017, tuttavia, la consistenza è cresciuta in particolare nel settore dei servizi alla persona (+12,4%), nell’industria (+7,5%), nel turismo (+6,5%) e anche nello stesso commercio (+2,5%), che nel 2016 aveva mostrato un calo. Tra le nazionalità degli imprenditori stranieri, al primo posto si colloca la Romania (23,4%), seguono Marocco (16,2%), Cina (7,5%), Francia e Albania (entrambe 4,5%).

Le imprese femminili: +0,31% (22,1% del totale)
Le imprese femminili, con 49.153 registrate, costituiscono il 22,1% del tessuto imprenditoriale complessivo. Per il terzo anno consecutivo, il tasso di crescita risulta positivo: nel 2017 si assesta a +0,31% (contro il +0,23% del 2016), superiore a quanto riscontrato a livello regionale (-0,31%), ma al di sotto del trend italiano (+1,01%). Il 29,1% delle imprese femminili è attivo nel commercio, che nell’anno tuttavia registra un calo dell’1,5%. A seguire risultano particolarmente numerose quelle impiegate nei servizi alle imprese (il 24,8%), nei servizi alle persone (il 14,5%) e nel turismo (il 9,2%), tutti settori che riscontrano una crescita. Più della metà delle imprenditrici torinesi è “over 50” (il 41,3% ha un’età fra i 50 e 69 anni ed il 14% ha più di 70 anni) e solo il 5% delle imprenditrici risulta avere meno di 30 anni. Le imprenditrici straniere, con 9.891 posizioni, rappresentano il 9% delle cariche imprenditoriali in rosa (+0,4% rispetto al 2016) e sono mediamente più giovani (il 61% ha tra i 30 e i 49 anni). La prima nazionalità delle imprenditrici straniere si conferma essere quella rumena (20,5% del totale), seguono le imprenditrici cinesi (12,1%) e di origine marocchina (9%).

Le imprese artigiane: -1,04% (27,4% del totale delle imprese)
Nel 2017 continua il calo delle imprese artigiane torinesi (60.946 di cui oltre l’80% costituite come imprese individuali), con un tasso di crescita del -1,04%. A soffrire maggiormente le costruzioni e l’industria manifatturiera, che rappresentano rispettivamente il 42% e il 20,2% del totale delle imprese artigiane della provincia. Anche il settore dei servizi prevalentemente orientati alle imprese, che vale il 15%, rileva un decremento della consistenza.

Le imprese giovanili: -615 (9,7% del totale delle imprese)
Sono 21.672 le imprese giovanili registrate nel 2017, pari al 9,7% delle imprese complessive nella provincia torinese, ma 615 in meno rispetto al 2016.Il settore di attività preferito dai giovani è quello del commercio (il 27,5%), seguito dai servizi prevalentemente orientati alle imprese (il 20,5%) e dalle costruzioni (il 17,2%). Tutte le attività risultano però in calo, ad eccezione dei servizi orientati alle persone (+0,2%) e dell’agricoltura che, sebbene rappresenti solo il 4,8% delle imprese giovanili, è il comparto che ha registrato per il terzo anno consecutivo la migliore performance (+7,1%).

La dinamica imprenditoriale nelle aree omogenee

Tra le diverse aree omogenee della provincia spicca in particolare la performance dell’Area Metropolitana Sud (ad es. Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Rivalta di Torino, Vinovo, etc.) dove non solo si è verificato un miglioramento del tasso di sviluppo, ma si è anche invertito il trend di crescita passando da -0,23% del 2016 a +0,30% del 2017. Positivo e in miglioramento anche il trend di Torino città (+0,59%), stabile quello dell’AMT Nord (+0,12%). L’espansione registrata nel capoluogo torinese è dovuta principalmente ad un tasso di mortalità contenuto (5,9%) a cui si è contrapposto un tasso di natalità elevato (6,5%), mentre l’AMT Sud è l’unica area che si è caratterizzata per un elevato turn over (alto tasso di natalità e alto tasso di mortalità). A manifestare ancora sofferenza nella prima cintura torinese è l’AMT Ovest, che vede una flessione del tasso di crescita (-0,65%) dovuta in particolare al tasso negativo registrato dalla città di Rivoli (-1,4%), mentre tra le aree montane diminuiscono le zone del Canavese Occidentale, del Pinerolese e della Valle di Susa e Sangone.

La dinamica imprenditoriale nei comuni

Nei primi trenta comuni della provincia per presenza imprenditoriale si concentra quasi il 76% delle imprese. Se si analizza il tasso di crescita in questi centri, in una città su due si è registrato un trend positivo: tra questi spiccano Borgaro e Caselle Torinese (entrambi con un tasso di sviluppo del +1,3%), seguiti da cinque comuni dell’AMT Sud (Rivalta di Torino, Vinovo, Nichelino, Piossasco e Orbassano) che in tutti i casi hanno avuto una crescita superiore a quella dell’intero territorio provinciale.
Se si stila una graduatoria dei primi dieci comuni per tasso di natalità, cinque posizioni sono occupate da città appartenenti all’AMT Sud, ad ulteriore conferma dell’ottima performance della zona. In prima posizione la città di Piossasco (7,8%), in seconda quella di Rivalta di Torino (7,5%) ed in quarta e quinta rispettivamente i comuni di Orbassano (7,2%) e di Nichelino (7,1%). In terza posizione Caselle Torinese, a seguire, dalla sesta posizione, Giaveno, San Mauro, Ciriè, Borgaro T.se e Vinovo.

 

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Aggiornato il: 07/03/2018 - 14:39

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