I Confidi: strumento per sostenere micro e piccole imprese nei tempi del Coronavirus

Comunicato stampa del 20 aprile 2020

Domani la presentazione in streaming del Rapporto dell’Osservatorio Confidi del Comitato Torino Finanza.
Giunto alla dodicesima edizione, contiene anche una proposta di legge per mobilitare tutto il sistema finanziario a sostegno dell’economia reale


I confidi italiani possono diventare un operatore per offrire alle micro e piccole imprese italiane un canale complementare alle banche per ottenere una gamma di servizi e di prodotti a cui diversamente non avrebbero accesso, inclusa l’erogazione diretta del credito. Per questo motivo è importante «rompere gli indugi e innovare il quadro delle regole per consentire a tutti i confidi», in base alle loro caratteristiche di mettersi con intelligenza al servizio del sistema economico italiano.
Sono gli spunti contenuti nel Rapporto dell’Osservatorio Confidi del Comitato Torino Finanza della Camera di commercio di Torino, giunto nel 2020 alla dodicesima edizione. Si tratta di un contributo che quest’anno cerca di individuare soluzioni particolarmente concrete per sostenere l’impatto economico che l’emergenza Coronavirus avrà nei prossimi mesi sul sistema delle imprese italiane. Tra queste, una proposta di legge per consentire ai confidi di evolvere ottimizzando le loro potenzialità.

Il Rapporto sarà presentato domani, martedì 21 aprile 2020, con inizio alle 9.30, in diretta streaming e con la partnership di Galileo Network.                
Si potrà partecipare gratuitamente collegandosi all’indirizzo www.to.camcom.it/osservatorio-confidi-2020 dove da domani mattina sarà anche scaricabile la ricerca.

Il Rapporto dell’Osservatorio Confidi è stato curato da Diego Bolognese, Claudio D’Auria e Salvatore Vescina. L’analisi si concentra sui confidi maggiori vigilati dalla Banca d’Italia (esistono, com’è noto, anche i confidi minori sottoposti al controllo dell’Organismo previsto dall’articolo 112 bis del TUB, il Testo Unico Bancario). Vi è una novità metodologica: il set di indicatori utilizzato per misurare le performance dei singoli confidi corrisponde, in buona sostanza, a quello per l’accreditamento dei “garanti autorizzati” del Fondo di Garanzia per le Pmi. Quest’ultimo era stato sviluppato perfezionando una proposta dell’Osservatorio tesa a valorizzare il potenziale degli schemi di bilancio promossi dalla Banca d’Italia nel 2016.

I confidi italiani sono 311: 35 confidi maggiori (l’11,3% del totale offerta di mercato) e 276 confidi minori (l’88,7%). Secondo i dati della Centrale dei rischi, al 31 dicembre 2018 i confidi maggiori, pur rappresentando poco più del 10% dell’offerta di mercato in termini di numerosità degli intermediari, detengono uno stock di garanzie corrispondente a circa i due terzi del totale (66%). Questo conferma la forte concentrazione del mercato già osservata nelle precedenti rilevazioni.  Il Rapporto è focalizzato sul nucleo fondamentale dei soggetti associati ai confidi: le micro e piccole imprese (mPI) con meno di 20 addetti. Un aggregato che rappresenta, per numero, il 98,2% delle imprese e il 45% degli occupati, con un grande contributo alla tenuta sociale del Paese e ai consumi del mercato domestico.

Che cosa emerge dall’edizione 2020 dell’Osservatorio Confidi? Intanto, che i confidi maggiori detengono i due terzi dello stock delle garanzie che è in progressiva diminuzione. Si è ridotto dai 21,9 miliardi di euro del 2012 ai 12,6 del 2018, ultimo anno dei bilanci disponibili. Gran parte della contrazione va attribuita alla drastica riduzione dei finanziamenti concessi alle micro-piccole imprese. Gli impieghi vivi nelle imprese con meno di 20 addetti, nel 2012 erano pari a 162,1 miliardi di euro, nel dicembre 2018 erano scesi a 121,8 miliardi di euro (-25%). Per alcuni settori la diminuzione è stata ancora più consistente. Per esempio, le imprese artigiane con più di cinque addetti hanno perso circa la metà del volume di credito concesso loro dal sistema bancario.

I confidi sono in autoconsunzione: il Rapporto usa questo termine per indicare il trend in atto. Questo perché, con la riduzione dei flussi di nuove garanzie, si sono ridotti i ricavi, che risultano inferiori ai costi. L’attività di garanzia, da sola o quasi, non assicura la loro sostenibilità.
I confidi, tuttavia, risultano solidi. Il TCR medio (ovvero il rapporto tra le risorse patrimoniali di cui dispongono i rischi a fronte delle garanzie accordati) è a livelli sempre più alti (nel 2018 pari al 26,2%). I fondi propri liberi superano i 650 milioni di euro e le attività liquide nette sono maggiori di 1,3 miliardi di euro.

Quale può essere il potenziale dei confidi in questa delicatissima situazione che l’Italia sta vivendo? Come mobilitarli pienamente a fianco del sistema bancario e a supporto delle micro e piccole imprese? Nasce da queste domande la proposta normativa per rendere i confidi uno strumento di erogazione alternativo o complementare al sistema bancario per sostenere le micro e piccole imprese. Con l’opportunità ulteriore, in caso di esaurimento di alcune realtà, di trasferire professionalità di alto livello e di grande conoscenza del territorio, al sistema bancario.

Il senso dell’iniziativa è proprio quello di offrire un contributo civico in questo momento critico per la nostra economia – spiega Vladimiro Rambaldi, presidente del Comitato Torino Finanza –. È sempre stata una caratteristica del nostro Rapporto, ma quest’anno ci siamo sentiti davvero coinvolti a quella mobilitazione cui ha invitato recentemente il past president della Bce Mario Draghi dalle colonne del Financial Times. La nostra proposta viene formulata anche come un disegno di legge, ma si tratta comunque di un semplice contributo di idee che Torino Finanza si limita a consegnare alla business community e ai decisori pubblici affinché, se lo ritengono, sia da loro migliorato e veicolato nelle sedi competenti".

Molti i relatori al convegno online in programma domani mattina. Paolo Finaldi Russo del Servizio Stabilità Finanziaria della Banca d’Italia offrirà un quadro di scenario sulle dinamiche del credito alle micro e piccole imprese destinatarie, come le grandi imprese, dei decreti legge “Cura Italia” e “Liquidità”. Diego Bolognese illustrerà i dati sui bilanci dei confidi al 31 dicembre 2018.

Salvatore Vescina e Claudio D’Auria presenteranno la nuova proposta dell’Osservatorio che ha l’intento di mobilitare pienamente i confidi nel contrasto alla spirale recessiva. “Non tutti i confidi sono allo stesso livello – spiegano i curatori dell’Osservatorio –: il suggerimento per il policy maker è di proporzionare una serie di ampliamenti del loro perimetro d’azione, soprattutto nella consulenza e nella erogazione diretta di piccoli finanziamenti, alla verifica di sussistenza di specifiche condizioni abilitanti”.  

Online verrà dato spazio a un ampio dibattito.

Juan Lopez di Federcasse guiderà una riflessione sul razionamento del credito, fenomeno che l’intelligenza artificiale e i big data, paradossalmente, sembrano aver acutizzato sulle imprese di minori dimensioni, quelle che si possono chiamare digitalmente opache.

Con docenti universitari ed esperti finanziari, si ragionerà appunto di come, sfruttando meglio la tecnologia, i confidi potrebbero accrescere il loro contributo di intelligenza nei processi di selezione delle imprese prenditrici, sia come garanti, sia direttamente come erogatori di credito.

Interverranno anche rappresentanti dei Confidi minori, dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, del Ministero dello Sviluppo Economico (come Giuseppe Bronzino, che è anche Presidente del Consiglio di Gestione del Fondo di Garanzia per le Pmi), del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e Finanze

Per informazioni:
Comitato Torino Finanza presso la Camera di commercio di Torino
Tel. 011 5716390
www.to.camcom.it/osservatorio-confidi

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Aggiornato il: 20/04/2020 - 14:31

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