Documenti e certificati per l'estero - Varie

01. Come si fa l'iscrizione alla Camera di commercio Italo Araba?

Per ottenere l'iscrizione occorre rivolgersi direttamente alla Camera di Commercio Italo Araba presso una delle seguenti sedi:
  • Roma, Via dei Monti Parioli 48, tel. 06/3226751 Fax 06/3226901 e-mail itaraba@tin.it
  • Milano, Via F. De Lemene 24, tel. 02/3088807 Fax 02/3088810
Occorre presentare l'apposito modulo di domanda, corredato con il pagamento dei diritti pari a € 50,00 per un periodo di 12 mesi.
L'iscrizione è necessaria per ottenere successivamente i visti dei consolati dei seguenti 22 paesi aderenti alla lega araba: Algeria, Arabia Saudita, Bahrein, Comore, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Gibuti, Giordania, Iraq, Kuwait, Libano, Libia, Marocco, Mauritania, Oman, Palestina, Qatar, Siria, Somalia, Sudan, Tunisia, Yemen. 
Maggiori informazioni sul sito www.cameraitaloaraba.org.

02. Che cos'è il modello K-BIS?

È semplicemente l'equivalente della visura camerale necessaria per aprire un'attività anche temporanea in Francia.

03. Che cos'è il modello CCVO?

È il certificato di Origine e Valore richiesto talvolta per esportazioni in Nigeria. Normalmente lo stesso cliente nigeriamo procura il facsimile su cui redigere il documento, che va s compilato e firmato ed eventualmente presentato alla Camera di commercio per l’apposizione del visto poteri. In questo caso è obbligatorio contestualmente richiedere un certificato di origine.
A titolo puramente esemplificativo, è possibile scaricare un facsimile da richiedere al cliente nigeriano: file in formato .pdf - 883 Kbyte

04. Che cos'è il sitema di certificazione CCC?

A partire dal 1° agosto 2003 determinati prodotti, per poter essere importati e commercializzati sul mercato cinese, devono ottenere la certificazione e il marchio CCC (China Compulsory Certification).
La certificazione è rilasciata da nove enti presenti nel Paese.
L'obbligo di certificazione concerne 131 categorie di prodotti tra i quali materiale elettrico, elettrodomestici, materiale hi-fi, apparecchi per illuminazione, apparecchi telefonici, copertoni, apparecchiature mediche, ecc.
Il CCC unifica e sostituisce le due certificazioni obbligatorie preesistenti: il marchio Grande Muraglia e il marchio CCIB e certifica gli standard di sicurezza, compatibilità elettromagnetica e protezione ambientale del prodotto.
Per informazioni ed elenchi delle agenzie autorizzate al rilascio delle certificazioni contattare la Camera di Commercio Italo Cinese, Via Camperio, 1 - 20123 Milano
Tel. 02 862765; Fax 02 72000236  www.china-italy.com  e-mail: commercial@china-italy.com

05. Che cos'è il codice EORI?

In base al Regolamento (CE) n° 312 del 16 aprile 2009 ogni Stato membro attribuirà un codice EORI (Economic Operator Registration and Identification) ai soggetti stabiliti sul proprio territorio e ai soggetti dei Paesi Terzi che per la prima volta effettuano nel territorio U.E. un’operazione rilevante ai fini doganali. 
L'attribuzione del codice avverrà in modo automatico per tutti i soggetti nazionali che a vario titolo (in qualità di speditore/esportatore, importatore, rappresentante, obbligato principale - caselle 2, 8, 14, 50 del DAU) hanno effettuato operazioni doganali in Italia nel corso degli ultimi due anni.
Per i soggetti titolari di partita IVA attiva il codice EORI corrisponde a “IT” seguito dalla partita IVA.
Per i soggetti non titolari di partita IVA attiva e diversi da persona fisica, viene attribuito un codice EORI corrispondente al codice “IT” seguito dagli 11 caratteri del codice fiscale.
Alle persone fisiche - che hanno agito in qualità di dichiarante/rappresentante o di obbligato principale (caselle 14 o 50 del D.A.U.) viene attribuito un codice EORI corrispondente al codice “IT” seguito dai primi 15 caratteri del codice fiscale.
Si sottolinea quindi che per le persone fisiche il codice EORI risulta formato dal codice “IT” e dal codice fiscale attribuito alla persona senza l’ultimo carattere.
I soggetti italiani che effettueranno operazioni rilevanti ai fini doganali dopo il 30 giugno 2009 saranno automaticamente registrati nella base dati EORI all’atto dell’effettuazione della prima operazione doganale.
La richiesta di attribuzione dovrà essere presentata solo nei casi seguenti:
1. operatori non stabiliti nell UE che devono svolgere operazioni doganali in territorio comunitario;
2. operatori italiani che necessitano dell attribuzione del numero in via preventiva, in quanto devono svolgere la prima operazione doganale in altro Stato membro prima che in Italia.

06. Esporto in Turchia – mi chiedono l’Export Registry Form vistato dalla Camera di commercio

In merito alla circolare 2009/21 (pubblicata sulla G.U. turca n.27097 serie 2 del 31.12.2008) del Sottosegretariato per il Commercio Estero del Primo Ministero della Repubblica di Turchia, concernente la registrazione delle importazioni di prodotti tessili e di confezionamento, aventi i seguenti codici doganali: 4203.10/4203.21/4203.29/4203.30/4303.10/43.04/50/51/52/53/54 (escluso 5407.20)/55/56/57 (escluso 57.01 e 57.02) / 58 (escluso 58.05)/59/60/61, a partire dal mese di gennaio 2009 e stata predisposta una nuova procedura per l’importazione di alcuni prodotti tessili in Turchia. Con questa nuova procedura l'importatore turco prima di effettuare l’importazione dovrà procedere con una richiesta di registrazione in uno dei centri di registrazione preposti dal Sottosegretariato. Tra la documentazione che l’importatore turco deve allegare alla domanda di registrazione vi è il certificato "Exporter Registry Form".
Il certificato “Exporter Registry Form” deve essere presentato dall’importatore turco solamente per la prima importazione e per ogni cliente (non per ogni partita di importazione dallo stesso cliente) pertanto l’esportatore redigerà il certificato una sola volta, per la prima spedizione.

Il certificato “Exporter Registry Form” compilato dall esportatore, dovrà essere vidimato dalla Camera di commercio alla quale l'operatore è iscritto, per poi essere presentato in originale e con la vidimazione al Consolato della Turchia in Italia, per essere reso un documento valido per la Turchia.

La Camera di commercio di Torino appone questo visto solo presso la sede centrale di Via San Francesco da Paola 24, e non presso le sedi decentrate. La ditta deve presentare due originali firmati dal legale rappresentante ed il modulo di richiesta visti, scaricabile dalla pagina della modulistica.

Scarica l'Exporter Registry Form, file in formato .doc - 40 kbyte e la nota informativa in formato .doc - 68 kbyte

07. È possibile farsi vistare dalla Camera di commercio un certificato di conformità da inviare al cliente estero?

La Camera di Commercio può vidimare con visto di "Conformità firma" oltre che le fatture di esportazione, anche le AUTODICHIARAZIONI rese dai legali rappresentanti delle ditte iscritte nel Registro Imprese della Camera di Commercio di Torino, su carta intestata della ditta, indirizzate all’estero.
A tale proposito, in base all’art.1, lett.f) del DPR 445/2000 risulta che il “certificato” è un atto amministrativo in quanto può essere emesso solo da una Pubblica amministrazione che sia dotata del potere di certificazione, cioè del potere di attribuire certezza legale a stati, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o registri pubblici o comunque da essa stessa accertati.
Dalla definizione di legge discende, inoltre, che le ditte non possono neppure fare una “dichiarazione sostitutiva di certificazione” (art.46 DPR 445/2000), dal momento che in tal caso la Camera di commercio non accerta i fatti oggetto del documento e quindi la dichiarazione del privato non sostituisce un certificato emesso da una amministrazione pubblica, quale la Camera di commercio.
Quindi, alla luce di quanto sopra detto, le ditte non possono intestare una loro autodichiarazione con la dicitura “certificato” in quanto non sono un Ente Pubblico con funzione certificativa.
Queste sono delle autodichiarazioni, con le quali il legale rappresentante della ditta comunica e attesta dei fatti, degli elementi di sua conoscenza, sotto la sua responsabilità.
Qualsiasi attestazione dovrà, quindi, essere intitolata dichiarazione o autodichiarazione o come fanno molte ditte con la dicitura generica “To whom it may concern” e non certificato.

08. Cos'è l'EUR1 e chi lo rilascia?

L'EUR1 è un documento che attesta l'origine preferenziale comunitaria di merci destinate ad uno dei paesi extra-UE che godono di accordi preferenziali daziari con l'Unione Europea come Svizzera, Islanda, Norvegia, Turchia, Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Siria, Tunisia, ecc.. Viene rilasciato dalla Dogana tramite uno spedizioniere doganale.
Permette al cliente di non pagare dazi all'importazione o di pagarli in misura ridotta. Può essere sostituito da una semplice dichiarazione su fattura per spedizioni di importo inferiore a 6.000,00 euro o, per importi superiori, da parte di una ditta che abbia lo status di AEO (Operatore Economico Autorizzato).
Per informazioni sugli accordi daziari per ogni paese consultare il sito dell'Unione Europea.

09. Come si richiedono le bollette doganali?

Dal 1° luglio 2009 tutte le bollette doganali di esportazione devono essere digitali rilasciate da uno spedizioniere o una agenzia doganale autorizzata. Per avere la prova dell’uscita della merce dal territorio UE, sia che si conosca o no la dogana di uscita è necessario sempre richiedere allo spedizioniere il numero di MRN (Movement Reference Number). Se si possiede questo numero è possibile dopo la spedizione risalire alla bolletta doganale. Per farlo si può entrare nel sito delle dogana www.agenziadogane.it, cliccare a sinistra nella home page su “e-customs.it”, poi “notifica di esportazione A.E.S.” ed infine inserire il numero di M.R.N. della bolletta di riferimento ed inviare.
Se la bolletta è stata registrata compariranno tutti i dati di scarico, la si può stampare ed è valida come originale; in caso contrario non sarà ancora registrata e quindi si riproverà.
Se la bolletta emessa prima del 1/7/2009 non è digitale, lo spedizioniere o l’importatore è obbligato ad inviarla via fax all’esportatore.

10. Dopo l’esportazione mi sono accorto che la fattura aveva l’importo sbagliato, ho emesso una nota di credito e riemesso la fattura. Come mi comporto ai fini doganali?

Se si riemette una fattura con nota di credito è necessario chiedere la rettifica presso l’Agenzia delle Dogane. Fanno tutto loro e la rettifica comparirà anche sulla bolla doganale.

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