Evoluzione e prospettive del settore commercio

La Camera di commercio di Torino, ASCOM-Confcommercio e Confesercenti di Torino e provincia hanno realizzato un momento di riflessione congiunta sulla recente evoluzione del tessuto imprenditoriale del commercio e dei servizi di ristorazione sul territorio torinese.

La Camera di commercio di Torino, ASCOM-Confcommercio e Confesercenti di Torino e provincia hanno realizzato un momento di riflessione congiunta sulla recente evoluzione del tessuto imprenditoriale del commercio e dei servizi di ristorazione sul territorio torinese.

A partire da dati statistici che fotografano la presenza delle diverse tipologie di imprese del settore, l'analisi intende approfondire il tema della desertificazione commerciale, fenomeno che investe l’area metropolitana, dai centri storici cittadini, ai comuni montani e rurali, ma anche le dinamiche di crescita delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, in relazione alla crescente vocazione turistica della provincia.

Il settore del commercio in provincia di Torino

Con 55.821 sedi di imprese, a cui si aggiungono 15.092 unità locali, per un totale di 70.913 localizzazioni registrate, il commercio è il primo settore del tessuto imprenditoriale torinese, con più di un quarto delle attività complessive (26,1%); si tratta soprattutto di imprese con meno di 10 dipendenti (il 96%), concentrate in Torino città (il 47,7%), e strutturate prevalentemente come ditte individuali (56,6%).

Se da un lato gli anni della crisi hanno sicuramente influito sull’andamento del comparto, anche i mutati comportamenti dei consumatori ed i nuovi modelli e canali di acquisto hanno avuto importanti ripercussioni: solo negli ultimi cinque anni, si è registrata la chiusura di 3.300 unità (-4,5% rispetto al 2012), flessione imputabile alle sedi imprenditoriali che sono passate a settembre 2017 da oltre 59.700 a poco più di 55.800 (-6,5%), a cui si è invece contrapposta una significativa crescita delle unità locali (+572, +3,9%).

Più soggetta a questi cambiamenti è stata la città di Torino dove le attività commerciali, tra il 2012 ed il III trimestre del 2017, hanno evidenziato una progressiva e costante diminuzione (-7,5%). Più contenute le chiusure negli altri territori della provincia: si segnala in particolare l’Area Metropolitana Nord, che ha registrato un aumento delle imprese (+121), imputabile principalmente al comune di Settimo Torinese (+79), che recentemente ha beneficiato dell’apertura di un outlet commerciale.

Ad essere maggiormente penalizzato è stato il commercio al dettaglio, che rappresenta il 55,2% del comparto (all’interno del quale considera anche il commercio all’ingrosso e il commercio di autoveicoli e motocicli), con la chiusura di oltre 2.550 attività.

Il settore ristorazione

Negli ultimi anni la ristorazione (ristoranti, bar e altre attività come catering o mense) è diventata uno dei settori più dinamici del territorio: seppure il comparto rappresenti solo il 7,8% del tessuto imprenditoriale, a fine settembre 2017, con quasi 18.500 localizzazioni registrate, di cui 14.691 sedi e 3.807 unità locali, ha realizzato una crescita del +5,1% rispetto al 2012 (+892 esercizi). Tale variazione positiva è da imputare principalmente alle unità locali, in particolare di imprese con sede fuori dalla provincia torinese, che nel complesso sono aumentate del 13,3% rispetto al 2012 a fronte di appena il +3,1% rilevato per le sedi: soprattutto la piazza di Torino risulta dunque essere molto interessante per nuove aperture anche per imprenditori provenienti da fuori provincia.

Il 91% degli esercizi di questo settore impiega meno di dieci addetti, rispecchiando così la distribuzione per fascia dimensionale registrata per l’intera provincia, ma la forma giuridica prevalente appare quella delle società di persone (il 45% del totale del settore) a differenza del tessuto imprenditoriale nel suo complesso, dove sono più numerose le imprese individuali (il 46,7% a fronte del 37,9% rilevato per le attività di ristorazione).

Nella ristorazione ad aumentare sono soprattutto i ristoranti (+1.064 unità nei confronti del 2012), la preparazione di cibi da asporto (+322) e la ristorazione ambulante (+67). Per contro i bar hanno accusato una flessione (-369 esercizi) che appare più marcata nel capoluogo torinese rispetto al resto della provincia. In flessione anche la categoria residuale delle mense e dei catering: -94 nei confronti di fine 2012. Sono i ristoranti a conduzione straniera ad ottenere un incremento della consistenza (+467 sul 2012) maggiore rispetto a quello registrato per le altre due componenti imprenditoriali (giovanile +110 e femminile +67).

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Aggiornato il: 19/10/2018 - 12:05

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