Economia halal: opportunità per le imprese torinesi

Cominicato stampa del 23 luglio 2020

Al via il progetto della Camera di commercio di Torino per favorire l’accesso delle nostre pmi ai mercati di fede islamica.
Candidature entro il 21 agosto su www.to.camcom.it/torino-halal-export-program

 

Non solo agroalimentare, ma anche cosmetica, farmaceutica, moda e turismo: alle imprese di questi settori si rivolge il nuovo progetto della Camera di commercio Torino Halal Export Program rivolto a pmi torinesi interessate a espandersi nel promettente mercato internazionale dei prodotti halal.

“Halal” è una parola araba che significa “lecito, permesso” e si contrappone al termine “haram”, che significa “illecito, vietato”. L’Islam indica, infatti, ai propri fedeli alcuni precisi precetti che interessano non soltanto la condotta personale e l’alimentazione, ma anche l’abbigliamento e il consumo di alcuni prodotti: ad esempio com’è noto la carne deve essere macellata secondo un preciso rituale, ma anche i cosmetici o i farmaci non devono ad esempio contenere alcool o altre componenti derivati dagli animali; lo stesso comparto turistico deve essere in grado di rispettare precise regole, ad esempio riservando zone separate per le donne in piscine e SPA o fornendo spazi adeguati per la preghiera.

La certificazione halal è lo strumento che, attraverso un’attestazione rilasciata da un soggetto terzo, garantisce la conformità di un prodotto o di un servizio ai precetti e ai dettami religiosi. Per poter entrare in alcuni Paesi di fede islamica e commercializzare beni e servizi è indispensabile possedere la certificazione halal, che di norma si riferisce non soltanto al prodotto finito, ma anche all’intera filiera di approvvigionamento e alla globalità del processo produttivo.

I mussulmani rappresentano quasi un quarto della popolazione mondiale: la sfida per le nostre imprese è quella di riuscire ad intercettare un mercato in grande ascesa negli ultimi anni e presente in quasi tutte le aree geografiche – spiega Dario Gallina, Presidente della Camera di commercio di Torino. – Duplice quindi l’obiettivo del nostro progetto di internazionalizzazione: da un lato consentire a sempre più aziende torinesi di acquisire le certificazioni di prodotto indispensabili per questi mercati, dall’altro agevolare tutte le imprese già certificate nella ricerca di nuovi clienti e nuovi mercati”.

Il progetto Torino Halal Export Program

È rivolto a pmi operanti nei settori agroalimentare, cosmetica, farmaceutica, moda e turismo. Propone un percorso di individuazione delle opportunità offerte dai mercati internazionali, una formazione mirata alla certificazione halal e un’azione di business matching e incontri btob con partner selezionati.

Per tutte le aziende selezionate sono previsti webinar, interventi formativi sui temi dell’import-export e informazioni relative all’etichettatura dei prodotti. Per le imprese non ancora certificate halal si prevedono corsi di formazione sul tema e presentazione in live session dei maggiori certificatori halal italiani. Per le aziende già certificate sono previsti incontri btob virtuali con buyer e distributori internazionali selezionati.

Le imprese interessate ad aderire al progetto Torino Halal Export Program possono presentare la propria candidatura entro il 21 agosto 2020.
Info su www.to.camcom.it/torino-halal-export-program

Sono partner del progetto, oltre al Laboratorio Chimico della Camera di commercio di Torino con il servizio di etichettatura, l’Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Management con il suo Spin Off HalalTO e HTMC (Halal Trade & Marketing Centre), società di Business Development con sede a Dubai, EAU.

La popolazione mussulmana nel mondo

I mussulmani rappresentano secondo le ultime stime il 23% della popolazione mondiale, con una crescita media annua pari al 3% (Fonte: www.islamicpopulation.com). È l’area dell’Asia Pacifico ad ospitare più della metà della popolazione mussulmana mondiale (il 62%), mentre tra Medio Oriente e Nord Africa si colloca solo il 20% dei fedeli. Seguono l’Africa sub sahariana con il 15% e l’Europa con il 2,7%: qui la popolazione mussulmana risulta raddoppiata nel corso degli ultimi 30 anni. Più basse invece le percentuali nelle Americhe, seppur in costante crescita (Fonte: Mapping the Global Muslim Population – Forum on Religion & Public Life, October 2019).

Nel 2018 si è stimata la presenza in Italia di 2,6 milioni di mussulmani, pari al 4,3% della popolazione, dato inferiore alla media europea (5%) ma con un aumento annuo pari a 100 mila soggetti (Fonte: Fabrizio Ciocca -  L’Islam italiano, un’indagine tra religione, identità e islamofobia - Meltemi editore 2019).

Si stima che nel 2050 la popolazione mussulmana rappresenterà il 30% della popolazione mondiale. In questo contesto si sta sviluppando una generazione di giovani mussulmani (il 60% ha meno di 30 anni) ben integrati, con alto potere di acquisto, amanti della cultura e dei prodotti occidentali, che cercano soluzioni halal per non rinunciare ad uno stile di vita più moderno, pur continuando ad osservare con orgoglio i valori della tradizione.

Il mercato islamico

Il mercato islamico inteso a livello globale (comprensivo non soltanto delle aree Medio-Oriente, Nord Africa e Sud-est Asiatico, ma anche delle componenti islamiche nei paesi europei), il cui valore nel 2019 ammontava a 2,2 trilioni di dollari, continua a registrare uno sviluppo costante dovuto sia all’incremento demografico della popolazione musulmana, sia alla crescita della domanda da parte della classe media.

UTILITÀ

Condividi questa pagina:
Stampa questa pagina:
Ti è stata utile questa pagina?
No votes yet

Aggiornato il: 23/07/2020 - 11:23

A chi rivolgersi