Clima e vite è la nuova piattaforma online per gestire i rischi climatici nel settore vitivinicolo
La nuova piattaforma digitale Clima e vite (climavite.to.camcom.it) è uno strumento gratuito e ad accesso libero pensato per supportare viticoltori, consulenti e tecnici agronomi nella gestione dei principali rischi climatici che interessano il vigneto.
La piattaforma è il risultato di un lavoro condiviso tra professionisti esperti del settore, con la supervisione scientifica del Dipartimento DISAFA dell’Università di Torino e della Fondazione Dalmasso, e con il coordinamento del Laboratorio Chimico della Camera di commercio di Torino.
Clima e vite è uno strumento di servizio che incrocia, per tre macro-periodi stagionali della vite, ben 14 rischi climatici individuati, con 164 effetti sull’ambiente e sulla vite, fornendo 107 misure di adattamento sul breve e lungo periodo. L’affidabilità scientifica è garantita da 49 indicatori di monitoraggio e 67 fattori di variabilità del danno, con 84 riferimenti a fonti bibliografiche in continuo aggiornamento, 159 parole chiave e 74 voci di glossario.
Particolarmente preoccupante è l’aumento delle temperature medie di settembre, ottobre e novembre, che in alcuni comuni raggiunge i +3°C, con effetti diretti sulla fenologia della vite e sulla fase di maturazione pre-vendemmia. Secondo i dati di Arpa, negli ultimi 60 anni in Piemonte si registra un incremento importante della temperatura di circa 2.1°C nelle massime e di 1.5°C nelle minime: un aumento decisamente superiore a quanto si misura a livello globale. In montagna, che costituisce il 48% del territorio regionale, l’aumento è ancora superiore e arriva fino a +2.8°C nelle massime e a +1.8°C nelle minime. Le stime future indicano un possibile innalzamento medio annuo della temperatura tra 1,5 e 2,5 gradi, con anticipi delle fasi fenologiche stimati tra 6 e 22 giorni, fino a ipotizzare in alcune aree vendemmie addirittura a fine luglio.
Il cambiamento climatico in viticoltura va considerato un processo da conoscere e in qualche modo governare. Se, da un lato, sempre più spesso gli agricoltori lamentano i danni legati ai fenomeni climatici, dall’altro vanno tenuti presenti anche gli aspetti positivi legati alla migliore maturazione delle uve. Occorrerà quindi ridurre gli effetti più dannosi attraverso misure agronomiche quali l’irrigazione stabile moderna, la scelta di nuove esposizioni dei vigneti rispetto al passato, protezioni antigrandine più efficienti, ma anche combattere efficacemente tutti quegli insetti alieni che, causa il cambiamento climatico, trovano nei vigneti nuovi habitat riproduttivi, uno su tutti la Popillia japonica.