8 - Gli alimenti geneticamente modificati (OGM)

8.1 - Definizione e autorizzazione

 

Gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono ancora oggi oggetto di accese discussioni e molteplici sono le opinioni in merito all’impiego dei medesimi.

Il D. Lgs. 224/2003, che attua la Direttiva 2001/18/CE, all’articolo 3 definisce l’OGM come “un organismo, diverso da un essere umano, il cui materiale genetico è stato modificato in modo diverso da quanto si verifica in natura mediante accoppiamento o incrocio o con la ricombinazione genetica naturale”.

L’Unione europea ha prestato la debita attenzione ai rischi potenziali derivanti dall’immissione nell’ambiente di organismi geneticamente modificati, definendo norme per la coltivazione di OGM a scopo sperimentale o produttivo. Ha inoltre dimostrato particolare riguardo nei confronti di quei prodotti alimentari che contengono, sono costituiti o sono ottenuti a partire da OGM e sono immessi nei mercati degli Stati membri, regolamentandone l’etichettatura.

Il Regolamento (CE) 1829/2003 all’art. 3, par. 1, definisce come “alimenti geneticamente modificati” gli “OGM destinati all’alimentazione umana, gli alimenti che contengono o sono costituiti da OGM e gli alimenti che sono prodotti a partire da o che contengono ingredienti prodotti a partire da OGM”.
Tali alimenti non devono:

  • provocare effetti nocivi alla salute umana e/o animale o all’ambiente
  • ingannare i consumatori
  • differenziarsi dagli alimenti convenzionali che intenderebbero sostituire, in modo tale da rendere il loro consumo normale svantaggioso per i consumatori in termini di apporto nutrizionale

Per poter essere commercializzati, inoltre, è necessario che le autorità nazionali competenti rilascino apposita autorizzazione, come previsto dall’art. 4 par. 2; è opportuno evidenziare che gli obblighi relativi all’etichettatura dei prodotti contenenti OGM che hanno ottenuto l’autorizzazione non sono legati a problemi di sicurezza alimentare: lo scopo dei provvedimenti normativi relativi all’etichettatura susseguitisi nel corso degli anni, a partire dal 1998, è sempre stato quello di garantire una corretta informazione del consumatore, tutelando così la sua libertà di scelta.

 

8.2 - Etichettatura

 

La sezione 2 del Regolamento norma l’etichettatura degli alimenti geneticamente modificati, fatta eccezione per quei prodotti che “contengono materiale che contiene, è costituito o prodotto a partire da OGM presenti in proporzione non superiore allo 0,9% degli ingredienti alimentari considerati individualmente o degli alimenti costituiti da un unico ingrediente, purché tale presenza sia accidentale o tecnicamente inevitabile” (art. 12, par. 2). Nel caso di contaminazione accidentale o tecnicamente inevitabile, fino a una soglia massima dello 0,9% non vi è obbligo di indicare la presenza di OGM, purché gli operatori siano in grado di dimostrare di aver attuato tutte le misure possibili per evitarne la presenza. È necessario specificare che le soglie di tolleranza nei prodotti trasformati devono essere applicate ad ogni singolo ingrediente e, quindi, si avranno tante tolleranze quanti sono gli ingredienti che costituiscono il prodotto finito.

Gli alimenti geneticamente modificati, oltre al rispetto delle disposizioni generali in materia di etichettatura dei prodotti alimentari, devono presentare, secondo i casi, alcuni requisiti specifici in etichetta:

  1. nel caso in cui un alimento sia preparato con un componente che contiene o è costituito da OGM, nell’elenco degli ingredienti tale elemento dovrà essere seguito, tra parentesi, dalla dicitura “geneticamente modificato” oppure dovrà essere riportato con la dizione “prodotto con (nome dell’organismo) geneticamente modificato” (es. soia geneticamente modificata, prodotto con granoturco geneticamente modificato)
     
  2. se l'ingrediente è indicato col nome di una categoria, la denominazione “contiene (nome dell'organismo) geneticamente modificato” o “contiene (nome dell'ingrediente) prodotto da (nome dell'organismo) geneticamente modificato” dovrà comparire nell'elenco degli ingredienti
     
  3. se nell’alimento preso in considerazione non è previsto l’inserimento dell’elenco degli ingredienti, le indicazioni “geneticamente modificato” o “prodotto con (nome dell'organismo) geneticamente modificato” devono essere riportate in modo evidente sull’etichetta: ciò significa che le diciture dovranno essere inserite in posti facilmente visibili della confezione

Nell’elenco degli ingredienti, il nome del componente OGM può altresì essere seguito da un asterisco (*) che rimanda, a fine elenco, alla dicitura prevista per legge; questo tipo di opzione può risultare utile qualora vi siano più elementi che necessitano di tale dicitura.

Le medesime regole si applicano anche ai prodotti venduti senza imballaggio (sfusi): le informazioni previste dal suddetto Regolamento devono comparire in modo visibile e permanente nel luogo in cui l’alimento è esposto o vicino ad esso e devono essere riportate con un carattere tipografico abbastanza grande da poter essere facilmente individuato e letto.

Si riporta un esempio di etichettatura di alimento contenente OGM.

etichettatura_alimentari_8.2.png

Nel caso in cui il provvedimento di autorizzazione lo preveda, nell’etichettatura dei prodotti OGM devono comparire caratteristiche o proprietà particolari. Se l’alimento può dare luogo a preoccupazioni di ordine etico o religioso, o se l’alimento in oggetto è diverso dalla versione tradizionale per composizione, valore o effetti nutrizionali, uso previsto dell’alimento, implicazioni per la salute di determinati segmenti della popolazione. Infine, per quei prodotti che possono rientrare nella presente disciplina, ma per i quali non esiste una corrispondente versione tradizionale, è previsto l’inserimento in etichetta di informazioni appropriate sulla natura e sulle caratteristiche degli alimenti in questione, al fine di garantire al consumatore la maggior trasparenza possibile.

Gli OGM nei prodotti destinati all’infanzia e biologici


In merito agli alimenti destinati all’infanzia, sebbene sussista anche per tali prodotti una soglia di contaminazione accidentale analoga agli alimenti convenzionali (0,9%), non è ammessa la presenza di OGM in misura superiore a tale limite (art. 5 del D.M. 82/2009). Caso analogo è quello degli alimenti provenienti da agricoltura biologica, per i quali, a partire dal 1° gennaio 2009 (Regolamento CE 834/2007) è ammessa la soglia di contaminazione accidentale dello 0,9%, mentre non è consentita la presenza di OGM in misura superiore a tale soglia.

 

Infine, in merito alle indicazioni di non utilizzo di OGM adottate da aziende o catene della grande distribuzione e relative a prodotti di origine vegetale o ad alimenti di origine animale (carni, uova, latte e prodotti caseari) ottenuti allevando gli animali con mangimi senza OGM, si rammenta che tali indicazioni sono di tipo volontario, che non sono regolate da normative nazionali o comunitarie e che si tratta di certificazioni rilasciate da Organismi di Controllo sulla base del rapporto tecnico Sincert RT-11 (2004). In particolare, in merito alla dicitura “non OGM”, è opportuno specificare che i produttori che decidono di adottarla si impegnano a rispettare una soglia di contaminazione accidentale 10 volte inferiore rispetto alla soglia di legge più volte citata.

Per maggiori informazioni:
http://ec.europa.eu/food/food/biotechnology/authorisation/index_en.htm