2 - I fondi strutturali e d'investimento europei 2014-2020

2.1 - Introduzione alla politica di coesione europea

2.1.1. - Strumenti finanziari della politica di coesione

 

 

I fondi strutturali sono il principale strumento finanziario utilizzato dall’Unione europea per l’attuazione della politica di coesione, il cui obiettivo è cercare di riequilibrare i notevoli divari esistenti - a livello di sviluppo economico e di tenore di vita - tra le diverse regioni o categorie sociali dell’UE, rafforzando in tal modo la coesione economica e sociale fra gli Stati membri e gli obiettivi definiti nello stesso trattato istitutivo dell’UE.

Le politiche strutturali che con essi si vogliono attuare vengono sviluppate nell’arco di sette anni, per cui si assiste ciclicamente alla definizione di nuovi obiettivi ed alla riorganizzazione degli strumenti e regolamenti di attuazione.

Dal momento che la finalità è favorire lo sviluppo locale, molti dei programmi finanziati dai fondi strutturali prevedono forme di sostegno, diretto o indiretto, degli investimenti realizzati dalle PMI locali.

I fondi sono però a gestione “indiretta”, nel senso che interlocutore del destinatario finale (nel nostro caso, l’impresa) è in linea di massima l’autorità locale (per esempio, la Regione Piemonte) che definisce programmi e misure di finanziamento in accordo con la stessa Commissione e nell’ambito di quadri strategici definiti a livello europeo e nazionale (per la differenza fra programmi ad attuazione diretta e indiretta, v. par. 3.1).

L’attuale programmazione 2014-2020 mira a sostenere principalmente gli obiettivi di crescita concordati con la strategia Europa 2020, come già sottolineato nell’introduzione alla guida. Per ciascuno di questi obiettivi, ogni Stato membro ha adottato dei target da raggiungere a livello nazionale. Al seguente link è possibile consultare lo stato di avanzamento dell’Italia verso gli obiettivi 2020:
http://ec.europa.eu/europe2020/europe-2020-in-your-country/italia/progress-towards-2020-targets/index_it.htm

Focus - NOVITA' DELLA POLITICA DI COESIONE 2014-2020

Rispetto alla precedente programmazione (2007-2013), le novità della politica di coesione del periodo 2014-2020 riguardano:

  • una maggiore concentrazione sui risultati con la definizione di obiettivi chiari e misurabili per migliorare la responsabilità
  • una maggiore semplificazione in quanto sono adottate un insieme di norme uniche per i cinque fondi
  • l’introduzione di prerequisiti specifici da soddisfare prima della canalizzazione dei fondi (strategie di specializzazione intelligente)
  • il potenziamento della dimensione urbana e della lotta all’inclusione sociale
  • un più forte collegamento con la riforma economica attuata da ciascun Stato membro

Infografica “Una politica di coesione riformata per l’Europa: la principale politica di investimento per l’occupazione e la crescita”:
http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/infographic/cohesion_policy_20142020_it.pdf

Focus - IL BUDGET DELLA POLITICA DI COESIONE

Alla politica di coesione per il periodo 2014-2020 sono stati destinati 351,8 miliardi di euro, quasi un terzo del bilancio complessivo UE. Le risorse saranno così ripartite:

  • 182,17 miliardi di euro destinati alla regioni meno sviluppate
  • 63,4 miliardi di euro destinati al Fondo di coesione
  • 35,38 miliardi di euro destinati alle regioni in transizione
  • 54,35 miliardi di euro destinati alle regioni più sviluppate
  • 9,62 miliardi di euro destinati alla cooperazione territoriale europea
  • 3,21 miliardi di euro destinati all’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile
  • 1,56 miliardi di euro per le regioni ultraperiferiche

http://ec.europa.eu/regional_policy/index.cfm/it/funding/available-budget/

2.1.2. - Obiettivi della politica di coesione

 

2.1.2

Obiettivi della politica di coesione

La politica di coesione ha stabilito i seguenti 11 obiettivi tematici a sostegno della crescita per il periodo 2014-2020:

  • Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione
  • Migliorare l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nonché l'impiego e la qualità delle medesime
  • Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo e il settore della pesca e dell’acquacoltura
  • Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori
  • Promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi
  • Tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse
  • Promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete
  • Promuovere l’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori
  • Promuovere l’inclusione sociale, combattere la povertà e ogni forma di discriminazione
  • Investire nell’istruzione, formazione e formazione professionale, per le competenze e l’apprendimento permanente
  • Rafforzare la capacità delle amministrazioni pubbliche e degli stakeholders e promuovere un’amministrazione pubblica efficiente, Assistenza tecnica 

La struttura legislativa per la politica di coesione 2014-2020 comprende:

  • 1 Regolamento generale che contiene disposizioni comuni sul FESR, FSE, Fondo di coesione, FEASR, FEAMP (Regolamento UE 1303/2013)
  • 5 Regolamenti specifici relativi a: FESR, disposizioni specifiche concernenti l’obiettivo “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione”, FSE, Fondo di coesione, FEASR, FEAMP
  • 2 Regolamenti specifici relativi all’obiettivo di "cooperazione territoriale europea" (Regolamento UE 1299/2013) e al Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) Regolamento UE 1302/2013

2.1.3. - I 5 fondi strutturali e di investimento europei (ESIF)

 

 

Focus - I 5 FONDI STRUTTURALI E DI INVESTIMENTO EUROPEI (ESIF)

  • Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) – Regolamento UE 1301/2013:
    il FESR interviene su tutti gli obiettivi della strategia Europa 2020 e si concentrerà sui settori d’investimento collegati al contesto nel quale operano le imprese (infrastrutture, servizi alle imprese, innovazione, ICT e ricerca) ed alla fornitura di servizi ai cittadini in alcuni settori (energia, servizi online, istruzione, infrastrutture sanitarie, sociali e di ricerca, accessibilità e qualità dell’ambiente). Più specificamente nelle regioni più sviluppate e in transizione almeno l’80% delle risorse a livello nazionale sarà destinato a 3 obiettivi: rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione, promuovere la competitività delle PMI e sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori.
  • Fondo sociale europeo (FSE) – Regolamento UE 1304/2013: il FSE interviene in maniera diretta su 4 obiettivi tematici della strategia Europa 2020 (da 8 a 11): promuovere l’occupazione e la mobilità professionale, investire nell’istruzione, nelle competenze e nella formazione permanente, promuovere l’inclusione sociale e lottare contra la povertà, rafforzare la capacità istituzionale ed un’efficiente amministrazione pubblica.
  • Fondo di coesione (FC) – Regolamento UE 1300/2013: il Fondo di coesione assiste gli Stati membri con un reddito nazionale lordo (RNL) pro capite inferiore al 90% della media dell’Unione europea (Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria) e finanzia le reti transeuropee di trasporto e azioni di tutela dell’ambiente. L’Italia e il Piemonte non sono interessati dai suoi interventi.
  • Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) – Regolamento UE 1305/2013: il FEASR si basa su 6 priorità specifiche: promuovere il trasferimento di conoscenze e l'innovazione nel settore agricolo e forestale; potenziare la redditività e la competitività delle aziende agricole; promuovere l'organizzazione della filiera alimentare, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo; preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi agricoli e forestali; incoraggiare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima; promuovere l'integrazione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali.
  • Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) – Regolamento UE 508/2014: il FEAMP è il fondo per la politica marittima e della pesca dell'UE e sostiene i pescatori nella transizione verso una pesca sostenibile, aiuta le comunità costiere a diversificare le loro economie, finanzia i progetti che creano nuovi posti di lavoro e migliorano la qualità della vita nelle regioni costiere europee, agevola l’accesso ai finanziamenti

I Fondi gestiscono risorse per investimenti a favore della crescita e dell’occupazione destinati a tutte le regioni dell’Unione europea a seconda del livello di sviluppo. A seconda del prodotto interno lordo (PIL), le regioni europee si distinguono in:

  • Regioni meno sviluppate: con un PIL pro capite inferiore al 75% della media comunitaria
  • Regioni in transizione: con un PIL pro capite compreso tra il 75% e il 90% della media comunitaria
  • Regioni più sviluppate: con un PIL pro capite superiore al 90% della media comunitaria.

In Italia nella prima categoria rientrano le regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, nella seconda Abruzzo, Molise, Basilicata e Sardegna mentre nella terza categoria ricadono le rimanenti regioni italiane incluso il Piemonte.

Schema della politica di coesione: confronto tra la programmazione 2007-2013 e 2014-2020

Programmazione 2007-2013

Programmazione 2014-2020

Obiettivo

Fondo di finanziamento

Obiettivo

 

Fondo di finanziamento

Convergenza

FESR

FSE

Fondo di Coesione

Investimenti nella crescita e nell’occupazione

Regioni meno sviluppate

Regioni in transizione

FESR

FSE

Fondo di Coesione

Competitività regionale e occupazione

FESR

FSE

Regioni più sviluppate

FESR

FSE

Cooperazione territoriale europea

FESR

Cooperazione territoriale europea

 

FESR

 

La Politica di Coesione 2014-2020 si articola quindi in due Obiettivi prioritari:

  1. Obiettivo “Investimenti per la crescita e l’occupazione”, a cui afferiscono i programmi nazionali e regionali finanziati con il FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), il FSE (Fondo Sociale Europeo) e il Fondo di Coesione analizzati nel paragrafo 2.2
     
  2. Obiettivo “Cooperazione territoriale europea, a cui afferiscono i programmi di cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale finanziati dal FESR analizzati nel paragrafo 2.3

Alla politica di coesione concorre inoltre il Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale (FEASR) 

2.2 - Gli strumenti programmatici per la crescita e l'occupazione

La nuova programmazione 2014-2020 richiede ad ogni Stato membro l’elaborazione di un documento unico, chiamato accordo di partenariato, che indica le linee strategiche, le priorità, l’allocazione delle risorse e le modalità per garantire la programmazione efficiente di tutti i fondi strutturali che interessano il Paese. L’Accordo di Partenariato 2014-2020 dell’Italia è stato adottato il 29 ottobre 2014 da parte della Commissione europea a chiusura del negoziato formale: http://www.dps.gov.it/it/AccordoPartenariato
L'accordo prevede 44 miliardi di euro di risorse comunitarie più 20 miliardi che arriveranno dal cofinanziamento nazionale per il periodo 2014-2020.
I Programmi Operativi previsti per il ciclo 2014-2020 sono sia nazionali che regionali

Focus - I PROGRAMMI OPERATIVI NAZIONALI (PON) 2014-2020

In Italia sulla base delle linee strategiche e programmatiche contenute nell’Accordo di partenariato sono stati previsti i seguenti Programmi Nazionali che coprono tutte le categorie di regioni incluso il Piemonte:

Sono previsti i seguenti Programmi Nazionali che operano nelle regioni in transizione e meno sviluppate:

  • PON “Ricerca e innovazione” (FESR e FSE, plurifondo)
  • PON “Imprese e Competitività” (FESR, monofondo)

Per le sole regioni meno sviluppate sono previsti i seguenti Programmi Nazionali:

  • PON “Infrastrutture e reti” (FESR, monofondo)
  • PON “Cultura” (FESR, monofondo)
  • PON “Legalità” (FESR e FSE, plurifondo)

La Regione Piemonte gestisce i fondi strutturali e di investimento europei 2014-2020 attraverso:

  • il Piano Operativo Regionale a valere sul FESR (POR- FESR)
  • il Piano Operativo Regionale a valere sul FSE (POR-FSE)
  • il Programma di Sviluppo Rurale (PSR), a valere sul FEASR
     

Sommando le risorse comunitarie con il cofinaziamento nazionale e regionale, il POR FESR della Regione Piemonte dispone di risorse complessive per 965.844.740 €, mentre il POR FSE dispone di  872.290.000 €.
Il budget destinato all’attuazione delle politiche agricole attraverso il Piano di Sviluppo Rurale (PSR) ammonta complessivamente a 1.093.000.000 € (attinti, in questo caso, dal FEASR).
Per una panoramica sullo stato di attuazione dei fondi strutturali da parte della Regione Piemonte: www.regione.piemonte.it/europa2020/

2.2.1. - FESR: il Programma Operativo Regionale (POR) Regione Piemonte

 
Con Decisione di Esecuzione CCI 2014IT16RFOP014 del 12 febbraio 2015 la Commissione Europea ha approvato il POR FESR 2014-2020 del Piemonte.  
Il Programma Operativo Regionale a valere sul FESR ha l’obiettivo principale di favorire la crescita economica, aiutando soprattutto le piccole e medie imprese.
Il programma intende inoltre rafforzare la collaborazione tra ricerca e aziende, stimolare lo sviluppo tecnologico, ampliare l’infrastruttura di banda larga e l’accesso ai relativi servizi per cittadini e imprese. 
 
All’interno della Regione Piemonte la Direzione regionale Competitività del Sistema regionale e i relativi settori correlati sono competenti per la gestione del POR FESR. Una sintesi delle azioni previste dal POR FESR è inoltre disponibile sulla sezione del sito regionale dedicata alla programmazione 2014-2020 http://www.regione.piemonte.it/europa2020/ 
 
Le misure del POR FESR saranno attuate in gran parte tramite appositi bandi regionali; da notare che la gestione operativa delle misure accessibili direttamente dalle imprese è normalmente affidata a FINPIEMONTE.
La pubblicazione dei primi bandi della Regione Piemonte relativi alla programmazione 2014-2020 è prevista per autunno 2015. Sintetiche informazioni preliminari sono comunque già disponibili sul sito della Regione Piemonte http://www.regione.piemonte.it/europa2020/ . Informazioni sui bandi di maggiore interesse per le imprese saranno disponibili, oltre che sui citati siti della Regione Piemonte e di Finpiemonte, nell'apposita sezione della guida dedicata alle schede-finanziamento.
 
La struttura del POR risulta imperniata attorno a 6 obiettivi tematici (OT) in un’ottica di concentrazione tematica e specializzazione:
  • Ricerca e innovazione (OT. 1)
  • Agenda digitale (OT. 2)
  • Competitività dei sistemi produttivi (OT. 3)
  • Energia (OT. 4)
  • Ambiente e cultura (OT. 6)
  • Rafforzamento amministrativo (OT. 11)
Sono previsti poi 7 assi prioritari.
L’articolazione degli assi prioritari e la percentuale di riparto delle risorse assegnate per ciascuno obiettivo tematico è la seguente
 
ASSE PRIORITARIO

OBIETTIVO TEMATICO

Euro

%

I. Ricerca, Sviluppo Tecnologico e Innovazione  OT. 1 355.191.778 36.78%
II. Agenda digitale OT. 2 88.292.236 9.14 %
III. Competitività dei sistemi produttivi OT. 3 212.461.184 22 %
IV. Energia sostenibile e qualità della vita OT. 4 193.168.950 20 %

V. Tutela dell’ambiente e valorizzazione risorse culturali e ambientali

OT. 6 29.804.566 3.09 %
VI. Sviluppo Urbano Sostenibile OT. 2/4/6 48.292.236 5 %
VIII. Assistenza Tecnica   38.633.790 4 %
  TOTALE  965.844.740 100 %

 

Il POR è un documento articolato che declina gli assi in obiettivi tematici, priorità di investimento, risultati attesi ed azioni da implementare per conseguire i cambiamenti attesi.
 
Per quanto riguarda l’Asse 1 Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione sono previste 2 priorità di investimento:
  • Promuovere gli investimenti delle imprese in R&I, sviluppando collegamenti e sinergie tra imprese, centri di ricerca e sviluppo e il settore dell’istruzione superiore, in particolare gli investimenti nello sviluppo di prodotti e servizi, il trasferimento di tecnologie, l’innovazione sociale, l’ecoinnovazione, le applicazioni nei servizi pubblici, lo stimolo della domanda, le reti, i cluster e l’innovazione aperta attraverso la specializzazione intelligente, nonché sostenere la ricerca tecnologica e applicata, le linee pilota, le azioni di validazione precoce dei prodotti, le capacità di fabbricazioni avanzate e la prima produzione soprattutto di tecnologie chiave abilitanti e la diffusione di tecnologie con finalità generali 
     
  • Potenziare l’infrastruttura per la ricerca e l’innovazione (R&I) e le capacità di sviluppare l’eccellenza nella R&I e promuovere centri di competenza, in particolare quelli di interesse europeo 
Per ogni priorità sono stati individuati risultati attesi e azioni mirate a interventi concreti di seguito elencate
 
Azioni
Sostegno alla valorizzazione economica dell’innovazione attraverso la sperimentazione e l'adozione di soluzioni innovative nei processi, nei prodotti e delle formule organizzative, nonchè attraverso il finanziamento dell'industrializzazione dei risultati della ricerca [target preferenziale imprese di medie e grandi dimensioni ]
1.1.4 
Sostegno alle attività collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi  [realizzate dalle imprese in collegamento con altri soggetti dell’industria, della ricerca e dell’università, e dalle aggregazioni pubblico-private già esistenti, come i Distretti Tecnologici, i Laboratori Pubblico-Privati e i Poli di Innovazione]
1.2.1 
Azioni di sistema per il sostegno alla partecipazione degli attori dei territori a piattaforme di concertazione e reti nazionali di specializzazione tecnologica, come i Cluster Tecnologici Nazionali, e a progetti finanziati con altri programmi europei per la ricerca e l’innovazione (come Horizon 2020)
1.2.2
Supporto alla realizzazione di progetti complessi di  attività di ricerca e sviluppo su poche aree tematiche di rilievo e all’applicazione di soluzioni tecnologiche funzionali alla realizzazione delle strategie di S3 [da realizzarsi anche attraverso la valorizzazione dei partenariati pubblico-privati esistenti, come i Distretti Tecnologici, i Laboratori Pubblico-Privati e i Poli di Innovazione]
1.4.1 
Sostegno alla creazione e al consolidamento di start-up innovative ad alta intensità di applicazione di conoscenza e alle iniziative di spin-off della ricerca (anche tramite la promozione delle fasi di preseed e seed e attraverso strumenti di venture capital)
1.5.1 
Sostegno alle infrastrutture della ricerca considerate critiche/cruciali per i sistemi regionali [Il finanziamento alle infrastrutture di ricerca è condizionato alla realizzazione di piani industriali di sviluppo che ne evidenzino la capacità prospettica di autosostenersi]

 

L’Asse 2 Agenda digitale prevede 2 priorità di investimento:

  • Estendere la diffusione della banda larga e il lancio delle reti ad alta velocità e sostenere l'adozione di reti e tecnologie emergenti in materia di economia digitale
  • Rafforzare le applicazioni delle TIC per l’e-government, l’e-learning, l’e-inclusion, e-culture e l’e-health
Azioni  
2.1.1
Contributo all'attuazione del "Progetto Strategico Agenda Digitale per la Banda Ultra Larga" e di altri interventi programmati per assicurare nei territori una capacità di connessione a almeno 30Mbps, accelerandone l'attuazione nelle aree produttive, nelle aree rurali e interne rispettando il principio di neutralità tecnologica e nelle aree consentite dalla normativa comunitaria
2.2.1
Soluzioni tecnologiche per la digitalizzazione e l’innovazione dei processi interni dei vari ambiti della Pubblica Amministrazione nel quadro del Sistema pubblico di connettività, quali ad esempio la giustizia (informatizzazione del processo civile), la sanità, il turismo, le attività e i beni culturali, i servizi alle imprese [Gli interventi dovranno garantire i necessari standard di sicurezza e protezione di dati, anche razionalizzando i Data Center Pubblici e gestendo i dati in cloud computing tramite soluzioni green]
2.2.3
Interventi per assicurare l’interoperabilità delle banche dati pubbliche [gli interventi comprendono prioritariamente le grandi banche dati pubbliche – eventualmente anche nuove basi dati, nonché quelle realizzate attraverso la gestione associata delle funzioni ICT, in particolare nei piccoli Comuni ricorrendo, ove opportuno, a soluzioni cloud]ezza e protezione di dati, anche razionalizzando i Data Center Pubblici e gestendo i dati in cloud computing tramite soluzioni green]

 

L’Asse 3 Competitività dei sistemi produttivi prevede le seguenti 3 priorità di investimento:

  • Sostenere la creazione e l’ampliamento di capacità avanzate per lo sviluppo di prodotti e servizi
  • Sviluppare, realizzare nuovi modelli di attività per le PMI, in particolare per l’internazionalizzazione
  • Sostenere le capacità delle PMI di crescere sui mercati regionali, nazionali e internazionali e di prendere parte ai processi di innovazione

Le azioni concrete previste sono le seguenti

Azioni
3.1.1 
Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale [Azione di rapida e semplificata esecuzione che, per i bassi requisiti  e oneri di accesso, consenta di raggiungere e beneficiare tempestivamente una platea ampia di imprese. La definizione operativa dell'azione dovrà mostrare consapevolezza delle scelte operate con la strategia di specializzazione intelligente con riguardo ai territori in cui si attua]
3.1.3 
Attrazione di investimenti mediante sostegno finanziario, in grado di assicurare una ricaduta sulle PMI a livello territoriale [azione da attuarsi con procedure negoziali, ed in collegamento con misure di contesto anche nell’ambito di strategie integrate di sviluppo locale. La definizione operativa dell'azione dovrà mostrare consapevolezza delle scelte operate con la strategia di specializzazione intelligente con riguardo ai territori in cui si attua]
3.7.1 
Sostegno all’avvio e rafforzamento di attività imprenditoriali che producono effetti socialmente desiderabili e beni pubblici non prodotti dal mercato[Si tratta di incentivi rivolti ad un platea di imprese del privato sociale quali cooperative sociali, imprese non a scopo di lucro, selezionate in funzione dei benefici sociali che le loro attività producono, ma salvaguardando il criterio della loro sostenibilità economica]itori in cui si attua]
3.4.1
Progetti di promozione dell’export destinati a imprese e loro forme aggregate individuate su base territoriale o settoriale [Si finanzia l’erogazione di servizi, la valorizzazione dei canali di incontro tra domanda e offerta, il miglioramento dell’accesso a servizi di informazione, orientamento, affiancamento, servizi di consulenza e promozione per l’internazionalizzazione rivolti a insiemi –aggregazioni di imprese]mica]itori in cui si attua]
3.6.1 
Potenziamento del sistema delle garanzie pubbliche per l’espansione del credito in sinergia tra sistema nazionale e sistemi regionali di garanzia, favorendo forme di razionalizzazione che valorizzino anche il ruolo dei confidi più efficienti ed efficaci. L’intervento pubblico potrà declinarsi anche attraverso forme di garanzia implicita (prestiti su provvista pubblica) e secondo le modalità previste dall’art. 37, comma 7 e ss. del Regolamento 1303/2013, per esempio associando agli strumenti finanziari di garanzia sovvenzioni, abbuoni di interessi e abbuoni di commissioni di garanzia. [Gli interventi devono avere la proprietà di estendere il credito a classi di rischio pre-identificate in cui ricadono imprese meritevoli ma razionate nell’accesso al credito bancario]
3.6.3 
Promozione e accompagnamento per l’utilizzo della finanza obbligazionaria innovativa per le PMI (es. Minibond)

 

L’Asse 4 Energia sostenibile e qualità della vita prevede le seguenti 2 priorità:

  • Sostenere l’efficienza energetica, la gestione intelligente dell’energia e l’uso dell’energia rinnovabile nelle infrastrutture pubbliche, compresi gli edifici pubblici, e nel settore dell’edilizia abitativa
  • Promuovere l’efficienza energetica e l’uso dell’energia rinnovabile nelle imprese

3 sono le azioni previste

Azioni
4.1.1
Promozione dell’eco-efficienza e riduzione di consumi di energia primaria negli edifici e strutture pubbliche: interventi di ristrutturazione di singoli edifici o complessi di edifici, installazione di sistemi intelligenti di telecontrollo, regolazione, gestione, monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici (smart buildings) e delle emissioni inquinanti anche attraverso l’utilizzo di mix tecnologici
4.1.2
Installazione di sistemi di produzione di energia da fonte rinnovabile da destinare all'autoconsumo associati a interventi di efficientamento energetico dando priorità all’utilizzo di tecnologie ad alta efficienza
4.2.1
Incentivi finalizzati alla riduzione dei consumi energetici  e delle emissioni di gas climalteranti delle imprese e delle aree produttive compresa l'installazione di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile per l'autoconsumo, dando priorità alle tecnologie ad alta efficienza

 

L’Asse 5 Tutela dell’ambiente e valorizzazione delle risorse culturali e ambientali prevede la priorità “Conservare, proteggere, promuovere e sviluppare il patrimonio naturale e culturale” declinata in 2 azioni.

Azioni
6.6.1
Interventi per la tutela e la valorizzazione di aree di attrazione naturale di rilevanza strategica (aree protette in ambito terrestre e marino, paesaggi tutelati) tali da consolidare e promuovere processi di sviluppo (AREE INTERNE)
6.7.1
Interventi per la tutela, la valorizzazione e la messa in rete del patrimonio culturale, materiale e immateriale, nelle aree di attrazione di rilevanza strategica tale da consolidare e promuovere processi di sviluppo (AMBITO GENERALE)

 

L’Asse 6 Sviluppo urbano sostenibile prevede le seguenti 3 priorità d’investimento:

  • Rafforzare le applicazioni delle TIC per l’e-government, l’e-learning, l’e-inclusion, e-culture e l’e-health (2.c)
  • Sostenere l’efficienza energetica, la gestione intelligente dell’energia e l’uso dell’energia rinnovabile nelle infrastrutture pubbliche, compresi gli edifici pubblici, e nel settore dell’edilizia abitativa (4.c)
  • Conservare, proteggere, promuovere e sviluppare il patrimonio naturale e culturale (6.c)

Le azioni previste sono le seguenti

Azioni
2.2.1
Soluzioni tecnologiche per la digitalizzazione e l’innovazione dei processi interni dei vari ambiti della Pubblica Amministrazione nel quadro del Sistema pubblico di connettività, quali ad esempio la giustizia (informatizzazione del processo civile), la sanità, il turismo, le attività e i beni culturali, i servizi alle imprese [Gli interventi dovranno garantire i necessari standard di sicurezza e protezione di dati, anche razionalizzando i Data Center Pubblici e gestendo i dati in cloud computing tramite soluzioni green]
4.1.1
Promozione dell’eco-efficienza e riduzione di consumi di energia primaria negli edifici e strutture pubbliche: interventi di ristrutturazione di singoli edifici o complessi di edifici, installazione di sistemi intelligenti di telecontrollo, regolazione, gestione, monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici (smart buildings) e delle emissioni inquinanti anche attraverso l’utilizzo di mix tecnologiciPubblici e gestendo i dati in cloud computing tramite soluzioni green]
6.7.1
Interventi per la tutela, la valorizzazione e la messa in rete del patrimonio culturale, materiale e immateriale, nelle aree di attrazione di rilevanza strategica tale da consolidare e promuovere processi di sviluppo

 

2.2.2. - FSE: il Programma Operativo Regionale (POR) Regione Piemonte

 

Con decisione C(2014)9914 del 12 dicembre 2014 la Commissione Europea ha approvato il POR FSE 2014-2020 del Piemonte.
Il Programma Operativo Regionale a valere sul FSE mette a disposizione quasi un miliardo di euro nell'ambito dell'obiettivo "investimenti in favore della crescita e dell'occupazione" per il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale in Piemonte.
All’interno della Regione Piemonte la Direzione regionale Coesione sociale e i relativi settori correlati sono competenti per la gestione del POR FSE. Inoltre, una sintesi delle azioni previste dal POR FSE è consultabile sulla sezione del sito regioanle dedicata alla programmazione 2014-2020  http://www.regione.piemonte.it/europa2020/ .

Il POR FSE 2014-2020 è un documento articolato che si declina in assi, priorità d’investimento, risultati attesi e azioni.
Gli assi e la distribuzione delle risorse per asse è la seguente:

ASSE PRIORITARIO

OBIETTIVO

TEMATICO

Euro

%

 

Asse 1 Occupazione

OT. 8

399.600.000

45,8%

Asse 2 Inclusione sociale e lotta alla povertà

OT. 9

176.500.000

20,2%

Asse 3 Istruzione e formazione

OT. 10

259.000.000

29,7%

Asse 4 Capacità istituzionale e amministrativa

OT. 11

2.500.000

0,3%

Asse 5 Assistenza tecnica

 

34.690.000

4,0%

Totale

 

872.290.000

100%

Nella presente guida si cercheranno di approfondire e mettere in evidenza, non appena le relative misure saranno operative, le misure di finanziamento per le imprese con schede dedicate alle misure specifiche (in particolare quelle relative alle nuove imprese, alla formazione e all’inserimento lavorativo).

Per quanto riguarda l’Asse 1 Occupazione sono previste 5 priorità di investimento:

  1. Accesso all'occupazione per le persone in cerca di lavoro e inattive, compresi i disoccupati di lunga durata e le persone che si trovano ai margini del mercato del lavoro, nonché attraverso le iniziative locali per l'occupazione e il sostegno alla mobilità professionale
  2. Attività autonoma, spirito imprenditoriale e creazione di imprese, comprese le micro, piccole e medie imprese innovative
  3. Uguaglianza tra uomini e donne in tutti settori, incluso l'accesso all'occupazione e alla progressione della carriera, la conciliazione tra vita professionale e vita privata e la promozione della parità di retribuzione per uno stesso lavoro o un lavoro di pari valore
  4. Adattamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori ai cambiamenti
  5. Modernizzazione delle istituzioni del mercato del lavoro, come i servizi per l'impiego pubblici e privati di promozione dell'occupazione, migliorando il soddisfacimento delle esigenze del mercato del lavoro, anche attraverso azioni che migliorino la mobilità professionale transnazionale nonché attraverso programmi di mobilità e una migliore cooperazione tra le istituzioni e i soggetti interessati

Per ogni priorità sono stati individuati obiettivi specifici e azioni mirate a interventi concreti di seguito elencate:

Azioni

8.i.1.1
Misure di politica attiva, tra le quali l'apprendistato, incentivi all’assunzione, tirocini e altre misure di integrazione istruzione/formazione/lavoro, azioni di mobilità professionale, con particolare attenzione ai settori che offrono maggiori prospettive di crescita (prioritariamente nell’ambito di: green economy, blue economy, servizi alla persona, servizi socio-sanitari, valorizzazione del patrimonio culturale, ICT)

8.i.1.2
Percorsi di formazione per giovani assunti con contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, preceduti e corredati da campagne informative e servizi a supporto delle imprese

8.i.1.3
Percorsi di apprendistato di alta formazione e ricerca e campagne informative per la promozione dello stesso tra i giovani, le istituzioni formative e le imprese e altre forme di alternanza fra alta formazione, lavoro e ricerca

8.i.1.5
Creazione e rafforzamento di punti di contatto per il profiling, l'accompagnamento al lavoro, l’orientamento, il bilancio di competenze e l’inserimento in percorsi di formazione ed inserimento lavorativo anche per i NEET

8.i.5.1
Incentivi all'assunzione e altre misure di politica attiva, tra cui azioni di mobilità professionale, con particolare attenzione ai settori che offrono maggiori prospettive di crescita (prioritariamente nell’ambito di: green economy, blue economy, servizi alla persona, servizi sociosanitari, valorizzazione del patrimonio culturale, ICT)

8.i.5.3
Azioni di qualificazione e riqualificazione dei disoccupati di lunga durata fondate su analisi dei fabbisogni professionali e formativi presenti in sistematiche rilevazioni e/o connesse a domande espresse dalle imprese

8.iii.1.6
Percorsi di sostegno (servizi di accompagnamento e/o incentivi) alla creazione d'impresa e al lavoro autonomo, ivi compreso il trasferimento d'azienda (ricambio generazionale)

8.iv.2.1
Voucher e altri interventi per la conciliazione (women and men inclusive)

8.iv.2.3
Misure di promozione del «welfare aziendale» (es. nidi aziendali, prestazioni socio-sanitarie complementari) e di nuove forme di organizzazione del lavoro family friendly (es. flessibilità dell’orario di lavoro, coworking, telelavoro, etc.)

8.iv.2.6
Produzione di informazioni e di strumenti a supporto di scuole, università, enti di formazione e servizi per il lavoro finalizzati alla riduzione del mismatch tra domanda e offerta di lavoro

8.v.6.1
Azioni integrate di politiche attive e politiche passive, tra cui azioni di riqualificazione e di outplacement dei lavoratori coinvolti in situazioni di crisi collegate a piani di riconversione e ristrutturazione aziendale

8.vii.8.1
Azioni di consolidamento e applicazione dei LEP e degli standard minimi, anche attraverso la costituzione di specifiche task force

8.vii.8.2
Integrazione e consolidamento della rete Eures all’interno dei servizi per il lavoro e azioni integrate per la mobilità transnazionale e nazionale

8.vii.8.4
Potenziamento del raccordo con gli altri operatori del mercato del lavoro con particolare riguardo a quelli di natura pubblica (scuole, università, camere di commercio, comuni)

L’Asse 2 Inclusione sociale e lotta alla povertà prevede 2 priorità di investimento:

  1. Inclusione attiva, anche per promuovere le pari opportunità e la partecipazione attiva, e migliorare l’occupabilità
  2. Migliore accesso a servizi accessibili, sostenibili e di qualità, compresi i servizi sociali e cure sanitarie d'interesse generale

Le azioni specifiche previste per questo asse sono 8 e sono le seguenti.

Azioni

9.i.1.3
Sostegno a persone in condizione di temporanea difficoltà economica anche attraverso il ricorso a strumenti di ingegneria finanziaria, tra i quali il microcredito, e strumenti rimborsabili eventualmente anche attraverso ore di lavoro da dedicare alla collettività

9.i.1.4
Sperimentazione di alcuni progetti di innovazione sociale sottoposti a valutazione di impatto [possibilmente con metodologia contro fattuale]: - nel settore delle politiche sociali - dell'economia sociale - di welfare famigliari ispirati al modello della sussidiarietà circolare.

9.i.2.2
Interventi di presa in carico multiprofessionale finalizzati all'inclusione lavorativa di persone maggiormente vulnerabili e a rischio di discriminazione e in generale delle persone che per diversi motivi sono prese in carico dai servizi sociali (o persone a rischio esclusione sociale): percorsi di empowerment (ad es. interventi di recupero delle competenze di base rivolti a tossicodipendenti, detenuti etc.), misure per l’attivazione e accompagnamento di percorsi imprenditoriali, anche in forma cooperativa (es. accesso al credito, fondi di garanzia, microcredito d’impresa, forme di tutoraggio, anche alla pari).

9.i.2.3
Progetti integrati di inclusione attiva rivolti alle vittime di violenza e grave sfruttamento e alle persone a rischio di discriminazione

9.i.2.5
Rafforzamento delle imprese sociali e delle organizzazioni del terzo settore in termini di efficienza ed efficacia della loro azione (ad es. attività di certificazione di qualità delle istituzioni private e di terzo settore che erogano servizi di welfare, di promozione di network, di promozione degli strumenti di rendicontazione sociale e formazione di specifiche figure relative, di innovazione delle forme giuridiche e organizzative, di sensibilizzazione e formazione per lo sviluppo di imprenditoria sociale)

9.iv.3.4
Sostegno a forme di erogazione e fruizione flessibile dei servizi per la prima infanzia, tra i quali nidi familiari, spazi gioco, centri per bambini e genitori, micronidi estivi, anche in riferimento ad orari e periodi di apertura [nel rispetto degli standard fissati per tali servizi].

9.iv.3.6
Implementazione di buoni servizio [per favorire l’accesso dei nuclei familiari alla rete dei servizi sociosanitari domiciliari e a ciclo diurno, e per favorire l’incremento di qualità dei servizi sia in termini di prestazioni erogate che di estensione delle fasce orarie e di integrazione della filiera], promozione dell’occupazione regolare.

9.iv.3.7
Formazione degli assistenti familiari(e di tutto il comparto socio sanitario) e creazione di registri di accreditamento e di albi di fornitori di servizi di cura rivolti alle persone anziane e/o non autosufficienti.

 

L’Asse 3 Istruzione e formazione prevede le seguenti 3 priorità di investimento:

  1. Riduzione e prevenzione dell'abbandono scolastico precoce e promozione dell'uguaglianza di accesso a una istruzione prescolare, primaria e secondaria di buona qualità, inclusi i percorsi di apprendimento formale, non formale e informale che consentano di riprendere l'istruzione e la formazione
  2. Miglioramento della qualità e dell'efficacia dell'istruzione superiore e di livello equivalente e l'accesso alla stessa, al fine di aumentare la partecipazione e i tassi di riuscita, specie per i gruppi svantaggiati
  3. Migliorare l'aderenza al mercato del lavoro dei sistemi d'insegnamento e di formazione, favorendo il passaggio dall’istruzione al mondo del lavoro, e rafforzare e i sistemi di istruzione e formazione professionale e migliorandone la loro qualità, anche mediante meccanismi di anticipazione delle competenze, l'adeguamento dei curricula e l'introduzione e lo sviluppo di programmi di apprendimento basati sul lavoro, inclusi i sistemi di apprendimento duale e di apprendistato

Le azioni concrete previste sono le seguenti.

Azioni

10.i.1.6
Azioni di orientamento, di continuità e di sostegno alle scelte dei percorsi formativi

10.i.1.7
Percorsi formativi di IFP, accompagnati da azioni di comunicazione e di adeguamento dell’offerta in coerenza con le direttrici di sviluppo economico e imprenditoriale dei territori per aumentarne l’attrattività

10.ii.5.3
Potenziamento dei percorsi di ITS, rafforzandone l’integrazione con i fabbisogni espressi dal tessuto produttivo

10.ii.5.12
Azioni per il rafforzamento dei percorsi di istruzione universitaria o equivalente post-lauream, volte a promuovere il raccordo tra istruzione terziaria, il sistema produttivo, gli istituti di ricerca, con particolare riferimento ai dottorati i

10.iv.4.1
Interventi formativi (anche a domanda individuale) strettamente collegati alle esigenze di inserimento e reinserimento lavorativo, prioritariamente indirizzati ai target maggiormente sensibili (over 55, disoccupati di lunga durata, cittadini con bassa scolarità) e alle iniziative di formazione specialistica (in particolare rivolti alla green economy, blue economy, servizi alla persona, servizi socio-sanitari, valorizzazione del patrimonio culturale) e per l’imprenditorialità. Percorsi formativi connessi al rilascio di qualificazioni inserite nei repertori nazionale o regionali (anche a domanda individuale) corredati ove appropriato da azioni di orientamento

10.iv.4.2
Azioni di aggiornamento delle competenze rivolte a tutta la forza lavoro (incluse le competenze digitali), compresi i lavoratori dipendenti a termine, i lavoratori autonomi, i titolari di microimprese, i soci di cooperativa, anche attraverso metodologie innovative e in coerenza con le direttrici di sviluppo economico dei territori

10.iv.4.7
Tirocini e iniziative di mobilità anche transnazionali quali opportunità privilegiate di apprendimento e di professionalizzazione

10.iv.4.9
Interventi di supporto agli operatori del sistema ed in particolare di aggiornamento dei formatori e altre figure di supporto, al fine di favorire la diffusione di metodologie didattiche e approcci adeguati all’utenza adulta, anche attraverso la promozione di periodi di inserimento in azienda

10.iv.4.11
Costruzione del Repertorio nazionale dei titoli di studio e delle qualificazioni professionali collegato al quadro europeo (EQF) e implementazione del sistema pubblico nazionale di certificazione delle competenze con lo sviluppo e/o miglioramento dei servizi di orientamento e di validazione e certificazione degli esiti degli apprendimenti conseguiti anche in contesti non formali e informali

10.iv.6.2
Azioni formative professionalizzanti connesse con i fabbisogni dei sistemi produttivi locali, e in particolare rafforzamento degli IFTS, e dei Poli tecnico professionali in una logica di integrazione e continuità con l’Istruzione e la formazione professionale iniziale e in stretta connessione con i fabbisogni espressi dal tessuto produttivo

I diversi interventi del POR FSE saranno attuati attraverso

  • azioni a regia regionale
  • azioni con assegnazione delle risorse alle Province quali soggetti attuatori
  • bandi per la presentazione di progetti (ad esempio, attività formative da realizzarsi)

La pubblicazione dei primi bandi della Regione Piemonte relativi alla programmazione 2014-2020 è prevista per autunno 2015. Sintetiche informazioni preliminari sono comunque già disponibili sul sito della Regione Piemonte http://www.regione.piemonte.it/europa2020/ .
Informazioni sui bandi di maggiore interesse per le imprese saranno disponibili, oltre che sul sito della Regione Piemonte, nell'apposita sezione della guida dedicata alle schede-finanziamento.

2.2.3. - Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Regione Piemonte

Con Decisione CCI 2014IT06RDRP009  del 28 ottobre 2015, la Commissione Europea ha approvato il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) per la Regione Piemonte.

Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) è lo strumento attraverso cui ciascuna regione programma e attua le politiche strutturali per lo sviluppo rurale dell’Unione europea, utilizzando le risorse del FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale). Il PSR delinea gli indirizzi di sviluppo delle politiche di innovazione per l’agricoltura e per tutti i settori economici presenti nelle aree rurali, definendo le priorità per l’utilizzo di circa 1 miliardo di euro di finanziamento pubblico, disponibile per il periodo di 7 anni 2014-2020.

Nell’ambito del PSR in totale verranno stanziati 1.093 milioni complessivi.

Il PSR si articola in Priorità Focus area che sono perseguite attraverso delle specifiche Misure.

In particolare il PSR persegue le 6 priorità dell’UE in materia di sviluppo rurale:

P1: trasferimento di conoscenze e innovazione
P2: competitività dell’agricoltura
P3: filiere alimentari e gestione dei rischi
P4: ambiente (biodiversità e paesaggi, acque, suoli)
P5: cambiamento climatico (efficienza nell’uso delle risorse e riduzione delle emissioni)
P6: inclusione sociale e sviluppo delle zone rurali

Le Misure comprendono una serie di interventi, attivati attraverso i bandi, che contribuiscono alla realizzazione di una o più delle Priorità e Focus area sopracitate.

Con il PSR la Regione Piemonte ha attivato 15 Misure che nel loro insieme sono composte da 66 tipi di interventi.

Misure per l’introduzione di innovazioni, per il miglioramento del capitale umano e per la qualificazione delle produzioni

M01Formazione, informazione e scambi interaziendali: 44,5 Meuro (4,1%)
M02 Servizi di consulenza alle aziende agricole: 34,0 Meuro (3,1%)
M03 Adesione ai regimi di qualità 30,7 Meuro (2,8%)
M16 Cooperazione: 35,2 Meuro (3,2%)

Misure di sostegno agli investimenti in agricoltura

M04 Investimenti in immobilizzazioni materiali (miglioramento aziende agricole, agroindustria, infrastrutt. agrosilvopastorali, investimenti non produttivi a finalità ambientale): 291,0 Meuro (26,6%)
M05 Prevenzione e ripristino danni da calamità naturali: 10,5 Meuro (1,0%)
M06 Sviluppo delle aziende agricole (premio giovani e diversificazione): 61,0 Meuro (5,6%)

Misure per investimenti nel settore forestale

M08 Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e per il miglioramento della redditività delle foreste: 38,6 Meuro (3,5%)

Misure per lo sviluppo delle zone rurali

M07 Servizi di base e rinnovamento dei villaggi (piani di sviluppo e manuali, banda larga, infrastrutture per il turismo rurale, ristrutturazione alpeggi): 89,1 Meuro (8,2%)
M19 LEADER: 66,3 Meuro (6,1%)

Misure per pratiche agricole e forestali a favore dell’ambiente e del cambiamento climatico

M10 Pagamenti agro‐climatico‐ambientali: 263,3 Meuro (24,1%)
M11 Agricoltura biologica: 25,5 Meuro (2,3%)
M12 Indennità Natura 2000: 4,8 Meuro (0,4%)
M13 Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali (pagamento compensativo per le zone montane): 60,0 Meuro (5,5%)

I primi bandi relativi al PSR 2014-2020 sono stati pubblicati dalla Regione Piemonte . L'elenco dei bandi aperti è disponibile al seguente link: http://www.regione.piemonte.it/agri/psr2014_20/index.htm

E' inoltre disponibile, sempre sul sito della Regione Piemonte, l'utile  Guida al PSR 2014-2020 - tutte le misure in sintesi . Link: http://www.regione.piemonte.it/agri/psr2014_20/dwd/guida_psr_2014_2020.pdf

Per informazioni: Direzione Agricoltura - Settore programmazione e coordinamento dello Sviluppo rurale e agricoltura sostenibile - E-mail: psr@regione.piemonte.it

 

2.3 - I programmi di Cooperazione Territoriale Europea

2.3.1. - Le caratteristiche dei programmi CTE (Cooperazione Territoriale Europea)

La Cooperazione Territoriale Europea (CTE) fa parte degli  interventi previsti dall’Unione europea  per rafforzare la coesione economica e sociale al suo interno e ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni. Attraverso la CTE territori diversi di Paesi diversi condividono esperienze e soluzioni pratiche per risolvere problemi comuni.

La Cooperazione territoriale europea è uno dei due obiettivi della programmazione dei fondi Strutturali e di Investimento europei (SIE) 2014-2020 ed è finanziata dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)

 

Rispetto al periodo di programmazione 2007-2013, la Cooperazione Territoriale Europea prevista per il periodo 2014-2020 ottiene un ruolo rafforzato confermandone la natura di obiettivo generale della programmazione dei Fondi e mantenendo la dimensione finanziaria delle risorse ad esso destinate, anche in un quadro di riduzione delle risorse assegnate alla politica di coesione. La CTE è disciplinata da un regolamento specifico, che ne sottolinea quindi le peculiarità di intervento.

Il Regolamento UE 1299/2013 stabilisce disposizioni specifiche relativamente all'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" per quanto concerne l'ambito di applicazione, la copertura geografica, le risorse finanziarie, la concentrazione tematica e le priorità di investimento, la programmazione, la sorveglianza e la valutazione, l'assistenza tecnica, l'ammissibilità, la gestione, il controllo e la designazione, la partecipazione di paesi terzi nonché la gestione finanziaria.

La CTE incoraggia i territori di diversi Stati membri a cooperare mediante la realizzazione di progetti congiunti, lo scambio di esperienze e la costruzione di reti.

 

Le componenti della CTE sono tre:

  • la cooperazione transfrontaliera  fra regioni confinanti aventi frontiere marittime e terrestri in due o più Stati membri o fra regioni confinanti in almeno uno Stato membro e un paese terzo sui confini esterni dell'Unione diversi da quelli interessati dai programmi nell'ambito degli strumenti di finanziamento esterno dell'Unione
  • la cooperazione transnazionale su territori transnazionali più estesi
  • la cooperazione interregionale che coinvolge tutti i 28 Stati membri dell’Unione europea e mira a rafforzare l'efficacia della politica di coesione, promuovendo lo scambio e il trasferimento di esperienze e buone prassi

 

Le risorse per l'obiettivo CTE ammontano a 8,9 miliardi di euro e sono ripartite come segue:

  • 6,6 miliardi di € per la cooperazione transfrontaliera (circa 74%)
  • 1,8 miliardi di € per la cooperazione transnazionale (circa 20%)
  • 500 milioni di € per la cooperazione interregionale (circa 6%)

Focus - RISORSE PER LA CTE IN ITALIA

In attuazione dell’obiettivo CTE per il periodo di programmazione 2014-2020, l’Italia avrà a disposizione risorse per un totale pari a 1.136,8 milioni di euro  Le risorse sono a disposizione per la partecipazione a quindici programmi di cooperazione transfrontaliera e transnazionale, di cui:

  • otto di cooperazione transfrontaliera (interna all’UE): Italia-Francia marittimo, Italia-Francia Alcotra, Italia-Svizzera, Italia-Austria, Italia-Slovenia, Italia-Croazia, Grecia-Italia, Italia-Malta
  • tre programmi di cooperazione transfrontaliera esterna:  Italia-Albania-Montenegro, Italia-Tunisia e Mediterranean Sea Basin
  • quattro di cooperazione transnazionale: Central Europe, Med, Alpine Space, Adrion

L’Italia parteciperà anche a quattro programmi di cooperazione interregionale che coinvolgono tutti i 28 Stati membri dell’UE: Urbact III, Interreg Europe, Interact, Espon, ai quali sono complessivamente destinati 500 milioni di euro.

Per approfondimenti si veda il sito del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica

I programmi della CTE che interessano il Piemonte sono:

  • per la cooperazione transfrontaliera: Italia-Francia Alcotra (province di Torino e Cuneo), Italia-Svizzera (province di Biella, Vercelli, Novara, VCO)
  • per la cooperazione transnazionale: Alpine Space, Central Europe, Med
  • per la cooperazione interregionale: Urbact, Espon, Interact, Interreg Europe

http://www.regione.piemonte.it/europa2020/programmieuropei/index.htm 
www.regione.piemonte.it/programmazione/vetrina/cooperazione-territoriale-europea-2014-2020.html

 

É importante sottolineare che, in linea generale, questi strumenti sono utilizzati principalmente da enti ed istituzioni,mentre i soggetti privati, che sono comunque ammessi, hanno tradizionalmente un peso minore. Per queste ragioni, non scenderemo qui troppo in dettaglio, rimandando ai siti di ogni programma per ulteriori informazioni. Sugli stessi siti è tra l’altro presente una sezione di proposte progettuali, per la ricerca di partner.

Per ogni programma è prevista un’Autorità di gestione avente sede in uno degli Stati membri coinvolti, un Segretariato congiunto, un’autorità di certificazione e una di audit. Per facilitare l’accesso alle agevolazioni, per alcuni programmi, sono inoltre stati identificati dei National Contact Point (NCP), il cui elenco è riportato sui relativi siti

Focus - CARATTERISTICHE DEI PROGETTI CTE

Sono previste tipologie di progetto diverse a seconda del tipo di cooperazione (transfrontaliera, transnazionale, interregionale), cui corrispondono diverse modalità di attuazione (bando aperto, bando ristretto, ecc).

I progetti CTE

  • sono selezionati attraverso bandi sovranazionali ed un processo di valutazione ed approvazione da parte degli organi di programma
  • prevedono un partenariato sovranazionale guidato da un Lead partner

Un programma di cooperazione consta di assi prioritari, individuati tra gli 11 obiettivi tematici sotto elencati (v. articolo 9, c.1 del Regolamento UE 1303/2013, disposizioni comuni per fondi strutturali e di investimento europei) e include una o più priorità di investimento di quell'obiettivo tematico.

Almeno l'80% della dotazione del FESR destinata a ciascun programma di cooperazione transfrontaliera e transnazionale deve concentrarsi su un massimo di 4 degli 11 obiettivi tematici:

  • rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione
  • migliorare l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) , nonché l'impiego e la qualità delle medesime
  • promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, del settore agricolo (per il FEASR) e del settore della pesca e dell'acquacoltura (per il FEAMP)
  • sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori
  • promuovere l'adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi
  • preservare e tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse
  • promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete
  • promuovere un’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori
  • promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà e ogni discriminazione
  • investire nell’istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per le competenze e l'apprendimento permanente
  • rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e un'amministrazione pubblica efficienterafforzare la capacità istituzionale e promuovere un'amministrazione pubblica efficiente

2.3.2. - Cooperazione Territoriale Europea: la cooperazione transfrontaliera

 

Mappa delle aree dei programmi transfrontalieri cofinanziati dal FESR (Fonte: DG REGIO).

L’obiettivo principale della cooperazione transfrontaliera consiste nella realizzazione di attività economiche, sociali e ambientali transfrontaliere mediante strategie comuni di sviluppo territoriale integrato e sostenibile.
Sono ammesse alla cooperazione transfontaliera le zone confinanti di livello NUTS III, che per l’Italia coincidono con le Province.
Il Piemonte è interessato dai programmi di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia -  noto anche come “Alcotra” (v. par. 2.3.2.1) - e Italia-Svizzera (v. par. 2.3.2.2).

 

2.3.2.1 Programma Italia-Francia - Alcotra 2014-2020

Territori ammissibili:
Per l'Italia: Regione Autonoma Valle d'Aosta, province di Torino, Cuneo e Imperia
Per la Francia: dipartimenti Alta Savoia, Savoia, Alte Alpi, Alpi di Alta Provenza, Alpi Marittime

Dotazione finanziaria (FESR 198.876.285 € + cofinanziamento nazionale): 233.972.100 €
Il tasso di finanziamento FESR è dell’85%

Autorità di Gestione
Regione Rhône-Alpes

Il 26 settembre 2014 è stato depositato presso la Commissione Europea il programma di cooperazione territoriale transfrontaliera Interreg V-A Italia-Francia Alcotra 2014-2020.  Attualmente sono in fase di predisposizione i documenti di accompagnamento al programma (Guide di attuazione, Piano di comunicazione, Piano di valutazione ecc.).

La scelta del partenariato Alcotra è caduta sui seguenti 4 obiettivi tematici a cui sono dedicate l’80% delle risorse:

1. rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione; 
5. promuovere l'adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi;
6. preservare e tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse; 
9. promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà e ogni discriminazione. 

Il restante 20% delle risorse sarà allocato sugli obiettivi tematici:
4. sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori; 
10. investire nell’istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per le competenze e l'apprendimento permanente.
 

ASSI PRIORITARI e OBIETTIVI SPECIFICI

ASSI

OBIETTIVI SPECIFICI

BUDGET

1. Innovazione applicata
Sviluppare servizi e modelli di sviluppo innovanti, con particolare riferimento al settore delle eco-costruzioni

1. Incrementare i progetti di innovazione (in particolare dei clusters e dei poli e delle imprese) e sviluppare servizi innovativi a livello transfrontaliero

32 milioni di euro

2. Sviluppare modelli innovativi di edilizia sostenibile negli edifici pubblici per migliorare le prestazioni energetiche

2. Ambiente sicuro
Migliorare la resilienza del territorio Alcotra nei confronti dei cambiamenti climatici

1. Migliorare la pianificazione territoriale da parte delle istituzioni pubbliche per l’adattamento al cambiamento climatico

43 milioni di euro

2. Aumentare la resilienza dei territori Alcotra maggiormente esposti ai rischi

3. Attrattività del territorio 
Conservare l’ambiente e valorizzare le risorse naturali e culturali, anche mediante lo sviluppo del turismo sostenibile e dell’economia verde

1. Incrementare il turismo sostenibile nell’area Alcotra

98 milioni di euro

2. Migliorare la gestione degli habitat e delle specie protette nell’area transfrontaliera

3. Incrementare le azioni strategiche e i piani per una mobilità nella zona transfrontaliera più efficace, diversificata e rispettosa dell’ambiente

4. Inclusione sociale e cittadinanza europea 
Favorire l’insediamento e la permanenza di famiglie e persone in aree montane e rurali

1. Favorire lo sviluppo di servizi socio-sanitari per la lotta contro lo spopolamento delle aree montane e rurali

43 milioni di euro

2. Aumentare l’offerta educativa e formativa e le competenze professionali

Modalità di attuazione
Tramite bandi pubblici, pubblicati sul sito http://www.interreg-alcotra.eu/it
 

 

2.3.2.2 Programma Italia-Svizzera 2014-2020

Territori ammissibili
Per l’Italia: la Regione Autonoma Valle d’Aosta, nove Province italiane: Vercelli, Novara, Biella, Verbano-Cusio-Ossola (Regione Piemonte), Varese, Como, Sondrio, Lecco (Regione Lombardia) e la Provincia Autonoma di Bolzano
Per la Svizzera: 3 Cantoni svizzeri - Grigioni, Ticino e Vallese

Dotazione finanziaria (FESR + cofinanziamento nazionale): 100,2 milioni di euro FESR, cui si aggiunge il cofinanziamento nazionale nella misura del 15% per i soli soggetti pubblici, e le risorse elevetiche, indicativamente pari a 10 mln di franchi svizzeri.

Autorità di Gestione
Regione Lombardia

 

L’attuale  Programma Operativo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Svizzera 2014 – 2020 prevede la concentrazione sui seguenti 5 obiettivi tematici:

3. promuovere la competitività delle piccole e medie imprese
6. preservare e tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse
7. promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete
9. promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà e ogni discriminazione
11. rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e un'amministrazione pubblica efficiente; rafforzare la capacità istituzionale e promuovere un'amministrazione pubblica efficiente

 

ASSI PRIORITARI e OBIETTIVI SPECIFICI

ASSI

OBIETTIVI SPECIFICI

BUDGET

1. Competitività delle imprese Sviluppare e realizzare nuovi modelli di attività per le PMI, in particolare per l'internazionalizzazione

1.1 Maggiore collaborazione transfrontaliera tra imprese e altri attori dello sviluppo

17 milioni di euro

2. Valorizzazione del patrimonio naturale e culturale
Conservare proteggere, promuovere e sviluppare il patrimonio naturale e culturale

2.1 Aumento delle strategie comuni per la gestione sostenibile della risorsa idrica

30 milioni di euro

2.2 Maggiore attrattività dei territori caratterizzati da risorse ambientali e culturali con specificità comuni

3. Mobilità integrata e sostenibile
Sviluppare e incrementare sistemi di trasporto sostenibili dal punto di vista dell'ambiente (inclusi a basso rumore) e a bassa emissione di carbonio inclusi vie navigabili interne e trasporti marittimi, porti, collegamenti multimodali e infrastrutture aeroportuali, al fine di favorire la mobilità regionale e locale sostenibile

3.1 Miglioramento della mobilità nelle zone transfrontaliere

 

17 milioni di euro

4. Servizi per l’integrazione delle comunità
Investire in infrastrutture sanitarie e sociali che contribuiscano allo sviluppo nazionale, regionale e locale, alla riduzione delle disparità nelle condizioni sanitarie, promuovere l'inclusione sociale attraverso un migliore accesso ai servizi sociali, culturali e ricreativi e il passaggio dai servizi istituzionali ai servizi territoriali di comunità

4.1 Accresciuta accessibilità dei servizi sociali di interesse generale sui due lati della frontiera, in particolare a vantaggio delle fasce maggiormente vulnerabili o a rischio di discriminazione

11 milioni di euro

5. Rafforzamento della governance transfrontaliera - Rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e un'amministrazione pubblica efficiente mediante la promozione della cooperazione giuridica e amministrativa e la cooperazione tra i cittadini e le istituzioni

5.1 Accresciuta collaborazione, coordinamento e integrazione tra Amministrazioni e portatori di interesse per rafforzare la governance transfrontaliera dell’area

19 milioni di euro

6. Assistenza Tecnica

6.1 Garantire l’efficienza e l’efficacia del Programma

6 milioni di euro

 

Modalità di attuazione
Tramite bandi pubblici, pubblicati sul sito http://www.interreg-italiasvizzera.eu/

2.3.3. - Cooperazione Territoriale Europea: la cooperazione transnazionale

 

Mappa dei programmi di cooperazione transnazionale 2014-2020 cofinanziati dal FESR (Fonte: DG REGIO).

Obiettivo della cooperazione transnazionale è quello di  contribuire allo sviluppo equilibrato ed alla competitività del territorio europeo.
La cooperazione si realizza all’interno di 15 macro-aree geografiche, il Piemonte è interessato da 3 programmi: MED, Spazio Alpino, Europa Centrale

 

2.3.3.1 Programma Mediterraneo - MED 2014-2020
www.programmemed.eu/

Territori ammissibili
Il programma MED copre in tutto o in parte il territorio dei Paesi UE del Mediterraneo (Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Slovenia, Croazia, Grecia, Cipro, Malta, Gibilterra).
È possibile la partecipazione di aree appartenenti a Paesi mediterranei candidati o potenzialmente candidati (Albania, Bosnia-Herzegovina, Montenegro) utilizzando i fondi dello strumento di assistenza preadesione (IPA).
Possono partecipare inoltre partner situati in una regione dell'Unione europea al di fuori dello spazio MED, ma fino a un massimo del 20% del budget totale ammissibile di un progetto. I partner fuori dall'area dell'Unione europea e non IPA (come ad es. i Paesi della riva Sud del Mediterraneo) possono partecipare al Programma MED come partner associati ma non possono percepire fondi FESR e dovranno partecipare con fondi propri.

Dotazione finanziaria
(contributi FESR 224,3 milioni di euro + contributi nazionali): 275.905.315,00 €

Autorità di Gestione
Regione PACA (Francia)

La Commissione europea in data 2 giugno 2015 ha approvato il il programma di cooperazione Med per il periodo 2014-2020.

Le risorse del programma sono concentrate sui seguenti 4 obiettivi tematici:

  • 1. rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione;
  • 4. sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori;
  • 6. preservare e tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse;
  • 11. rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e un'amministrazione pubblica efficiente; rafforzare la capacità istituzionale e promuovere un'amministrazione pubblica efficiente.

ASSI PRIORITARI e OBIETTIVI SPECIFICI
 

ASSI

OBIETTIVI SPECIFICI

BUDGET

1.   Rafforzamento delle capacità di innovazione nell’area del Mediterraneo per una crescita intelligente e sostenibile

1.1  Aumentare l’attività transnazionale dei cluster innovativi e delle reti nei settori chiave dell’area MED

71,7 milioni di euro

2.  Promuovere strategie a basse emissioni e l’efficienza energetica in territori specifici MED: città, isole e aree remote

2.1 Aumentare le capacità per una migliore gestione dell’energia negli edifici pubblici a livello transnazionale

44,8 milioni di euro

2.2 Aumentare la condivisione di fonti di energia rinnovabili locali nel contesto di strategie e programmi energetici misti in specifici territori MED

2.3 Aumentare la capacità di utilizzo dei sistemi di trasporto locale esistenti a basse emissioni e le connessioni multimodali

3.   Proteggere e promuovere le risorse naturali e culturali del Mediterraneo

3.1 Aumentare le politiche di sviluppo sostenibile per una valorizzazione più efficiente delle risorse naturali e del patrimonio culturale nelle aree costiere e marittime adiacenti

76,2 milioni di euro

3.2 Mantenere la biodiversità e gli ecosistemi naturali attraverso il rafforzamento della gestione delle aree protette

4.  Migliorare la governance nel Mediterraneo

4.1 Supportare il processo di rafforzamento e sviluppo dei quadri di coordinamento multilaterali nel Mediterraneo al fine di preparare risposte congiunte a sfide comuni

17,9 milioni di euro

 

Modalità di attuazione

Tramite bandi pubblici, pubblicati sul sito https://www.interreg-med.eu/fund-my-project/calls/

 

 

2.3.3.2 Programma Spazio Alpino 2014-2020
http://www.alpine-space.eu/

Territori ammissibili:
Austria, Francia (regioni Rhône-Alpes, Provence-Alpes-Cote d’Azur, Franche-Comté, Alsace), Germania, Italia (regioni Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria), Liechtenstein, Slovenia e Svizzera

Dotazione finanziaria
(FESR 116,6 milioni di € + cofinanziamento nazionale): 140 milioni di €
Il tasso di finanziamento FESR è dell’85%

Autorità di Gestione
Land di Salisburgo (Austria)

Il programma di cooperazione Spazio Alpino 2014-2020 è stato approvato dalla Commissione.  Le risorse del programma sono concentrate sui seguenti 4 obiettivi tematici:

  • 1. rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione;
  • 4. sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori;
  • 6. preservare e tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse;
  • 11. rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e un'amministrazione pubblica efficiente; rafforzare la capacità istituzionale e promuovere un'amministrazione pubblica efficiente.

 

ASSI PRIORITARI e OBIETTIVI SPECIFICI
 

ASSI

OBIETTIVI SPECIFICI

BUDGET

1. Spazio Alpino innovativo Sviluppare l’innovazione sociale, di business e a livello di governance

1b.1 Migliorare le condizioni quadro per l’innovazione nello Spazio Alpino

37.3 milioni di euro

1b.2 Aumentare le capacità di fornire servizi di interesse generale in una società in cambiamento

2. Spazio Alpino a basse emissioni Tendere a una società a basse emissioni, efficiente e sostenibile; soluzioni di trasporto e di mobilità

4e.1 Stabilire strumenti di politica a basse emissioni integrati a livello transnazionale

31.5 milioni di euro

4e.2 Aumentare le opzioni per il trasporto e mobilità a basse emissioni

3. Spazio Alpino vivibile
Utilizzo sostenibile del patrimonio naturale e culturale e protezione degli ecosistemi nello Spazio Alpino

6c.1 Valorizzare in modo sostenibile il patrimonio culturale e naturale dello Spazio Alpino

31.5 milioni di euro

6d.1 Aumentare la protezione, conservazione e connettività ecologica degli ecosistemi dello Spazio Alpino

4. Spazio Alpino ben governato Aumentare la governante multilivello e transnazionale nello Spazio Alpino

11.1 Aumentare l’applicazione della governance  multilivello e transnazionale nello Spazio Alpino

9.3 milioni di euro

 

Modalità di attuazione

Tramite bandi pubblici, pubblicati sul sito http://www.alpine-space.eu/project-application/project-submission/open-calls-for-project-proposals

Sul seguente sito di riferimento è possibile scaricare il Programma Operativo, visionare i bandi aperti  e scaricare tutta la relativa documentazione: www.alpine-space.eu

 

2.3.3.3 Programma Europa Centrale 2014-2020
www.central2020.eu/

Territori ammissibili
Il programma Europa Centrale comprende il territorio o parti di territorio di 9 Stati Membri (Austria,  Croazia, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Italia - con le regioni Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Provincia Autonoma Bolzano, Provincia Autonoma Trento, Valle d'Aosta e Veneto -, Polonia, Repubblica Slovacca, Slovenia)

Dotazione finanziaria (FESR 246,5 milioni di € + cofinanziamento nazionale): 298.987.025,44 €
Il tasso di cofinanziamento FESR è dell’80% per i partner italiani, austriaci e tedeschi e dell’85% per i partner croati, cechi, ungheresi, polacchi, slovacchi e sloveni

Autorità di Gestione
Città di Vienna (Austria).
Il programma Europa Centrale è stato approvato dalla Commissione europea il 16 Dicembre 2014.

 

ASSI PRIORITARI e OBIETTIVI SPECIFICI
 

ASSI

OBIETTIVI SPECIFICI

BUDGET FESR

1. Cooperare sull’innovazione per rendere l’Europa Centrale più competitiva – Investimenti più efficienti in ricerca, innovazione ed educazione

1.1 Migliorare i collegamenti tra attori del sistema innovazione al fine di rafforzare la capacità di innovazione regionale in Europa Centrale

69 milioni di euro

1.2 Migliorare le capacità e competenze imprenditoriali per aumentare l’innovazione economica e sociale nelle regioni dell’Europa Centrale

2. Cooperare sulle strategie a basse emissioni in Europa Centrale – Aumentare l’utilizzo di energie rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica

2.1 Sviluppare e implementare soluzioni per aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di energia rinnovabile negli edifici pubblici

44 milioni di euro

2.2 Migliorare le strategie energetiche territoriali a basso impatto e le politiche che mitigano il cambiamento climatico

2.3 Migliorare la pianificazione della mobilità nelle aree metropolitane al fine di diminuire le emissioni di CO2

3. Cooperare sulle risorse naturali e culturali per una crescita sostenibile in Europa Centrale – Utilizzo sostenibile e protezione delle risorse naturali e culturali

3.1 Migliorare le capacità di gestione ambientale integrata per la protezione e l’utilizzo sostenibile delle risorse e del patrimonio naturale

88 milioni di euro

3.2 Migliorare le capacità per un utilizzo sostenibile delle risorse e del patrimonio culturale

3.3 Migliorare la gestione ambientale delle aree metropolitane al fine di renderle più vivibili

4. Cooperare nel settore trasporti al fine di migliorare i collegamenti in Europa Centrale  – Ridurre il gap tra le aree periferiche e meno accessibili e i centri ben collegati

4.1 Migliorare la pianificazione e il coordinamento dei sistemi di trasporto passeggeri regionali per un migliore collegamento con le reti di trasporto nazionali ed europee

29 milioni di euro

4.2 Migliorare il coordinamento tra gli stakeholder del trasporto merci al fine di aumentare le soluzioni multimodali amiche dell’ambiente

 

Modalitòàdi attuazione

Tramite bandi pubblici, pubblicati sul sito : http://www.interreg-central.eu

 

2.3.4. - Cooperazione Territoriale Europea: la cooperazione interregionale

 

La cooperazione interregionale per il periodo 2014-2020 mira al rafforzamento dell’efficacia della politica di coesione, promuovendo lo scambio e il trasferimento di esperienze fra le regioni.
I programmi compresi nella cooperazione interregionale sono: Interreg Europe, Urbact, Interact, Espon.

 Il programma INTERREG EUROPE

Autorità di Gestione

Conseil Régional Nord – Pas-de-Calais (Francia)

Dotazione finanziaria (FESR)

359.326.320 €

Area geografica

28 Stati membri dell’Unione europea + Norvegia e Svizzera

Obiettivo

Migliorare l’implementazione dei programmi e delle politiche di sviluppo regionale su 4 temi:

  1. Ricerca e innovazione
  2. Competitività delle PMI
  3. Economia a basse emissioni
  4. Efficienza ambientale e delle risorse
Beneficiari Autorità di gestione dei programmi dei Fondi strutturali, autorità regionali e locali, agenzie, istituti di ricerca, organizzazioni politiche tematiche
www.interreg4c.eu/programme/2014-2020

 

Il programma URBACT III

Autorità di Gestione

Ministry of Urban Affairs (Francia)

Dotazione finanziaria (FESR)

74.301.909 €

Area geografica

28 Stati membri dell’Unione europea + Norvegia e Svizzera

Obiettivo

favorire lo sviluppo urbano sostenibile e integrato attraverso:

  • reti transnazionali
  • capacity building
  • capitalizzazione e disseminazione delle buone pratiche
Beneficiari Città, livelli infra-comunali di governo come distretti e municipi, autorità metropolitane e agglomerati organizzati, agenzie locali responsabili per questioni connesse allo sviluppo urbano, autorità provinciali, regionali e nazionali, università e centri di ricerca purché operino sulle questioni urbane
http://urbact.eu 

 

Il programma INTERACT

Autorità di Gestione

Bratislava Self Governing Region (Slovacchia)

Dotazione finanziaria (FESR)

39.392.587 €

Area geografica

28 Stati membri dell’Unione europea + Norvegia e Svizzera

Obiettivo

Promuovere la buona gestione dei programmi finanziati nell’ambito dell’Obiettivo “Cooperazione territoriale europea” migliorando l’efficienza nella gestione dei programmi, facilitando il trasferimento di  know-how tra programmi e diverse tipologie di cooperazione, consolidando il lavoro di una comunità di professionisti che condividono problemi simili, migliorando la gestione e la qualità dei progetti di cooperazione territoriale

Beneficiari Autorità di gestione, Autorità di Certificazione, Comitato di Sorveglianza, Segretariati Tecnici Congiunti, Autorità di Audit e gruppi di Auditors, Interact Points; reti di professionisti (project managers, finance managers, communication managers, auditors)
www.interact-eu.net/programme_closure/2014_2020_interact_s_help_and_support/61/17407

 

Il programma ESPON (European observation network on territorial development and cohesion)

Autorità di Gestione

Ministero Infrastrutture (Lussemburgo)

Dotazione finanziaria (FESR)

41.377.019 €

Area geografica

28 Stati membri dell’Unione europea + Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera

Obiettivo

consolidare la Rete dell'Osservatorio Territoriale Europeo e incrementare l'utilizzo di politiche pan-europee con evidenza territoriale comparabile, sistematica e realizzabile.
ESPON 2020 supporterà indirettamente tutti gli 11 Obiettivi tematici. 

www.espon.eu