5.2 - Come costruire il preventivo finanziario e patrimoniale

I valori finanziari della gestione sono strettamente collegati a quelli economici. Il loro andamento è molto importante: per conoscerli in modo abbastanza attendibile è necessario costruire un preventivo finanziario-patrimoniale.

Esso si articola in due parti:

• il preventivo finanziario (composto a sua volta dal preventivo degli impieghi e delle fonti di capitale e dal budget di cassa);
• il preventivo patrimoniale.

Per redigere la prima parte del preventivo finanziario (preventivo degli impieghi e delle fonti) si procede così:

• innanzitutto sulla base dei piani di investimento si determina il fabbisogno finanziario dell’impresa (impieghi di capitale);
• successivamente si stabilisce la struttura delle fonti di copertura di tale fabbisogno.

Vediamo in dettaglio come sono strutturati gli impieghi e le fonti di capitale.

La struttura degli impieghi e delle fonti di capitale

● Gli investimenti (impieghi di capitale) possono essere sinteticamente classificati in:

• investimenti in capitale fisso (impianti, immobili, terreni, ecc.);
• investimenti in capitale circolante (denaro liquido, scorte, ecc.);
• impieghi per rimborso di debiti (capitale di terzi): ad esempio il rimborso di una rata di mutuo;
• impieghi per rimborsi di capitale proprio: ad esempio il prelievo degli utili da parte del titolare dell’impresa;
• impieghi per deficit della gestione: costituiscono un fabbisogno finanziario generato dalla gestione caratteristica od operativa1 (vedi sotto), quando la stessa assorbe più risorse finanziarie di quante non ne generi.

● I finanziamenti (fonti di capitale) si distinguono in:

• finanziamenti mediante capitale proprio (o a «pieno rischio»);
• finanziamenti mediante debiti (capitale di terzi);
• disinvestimenti (realizzi di capitale fisso o circolante);
• fonte di autofinanziamento: è costituita dal flusso finanziario positivo generato dalla gestione operativa.2 Tale flusso è detto, in questo caso, «flusso di autofinanziamento» operativo.

L’ultimo elemento degli impieghi e delle fonti merita un approfondimento. Lo svolgimento della gestione corrente comporta infatti due momenti:

• l’assorbimento di mezzi finanziari: nel momento in cui l’impresa acquista qualcosa e sostiene un costo, impiega moneta;
• la produzione di mezzi finanziari: quando l’impresa vende un prodotto, conseguendo così un ricavo, recupera moneta.

Questa moneta, poi, non verrà certo chiusa in un cassetto. Sarà reinvestita per finanziare nuove operazioni di gestione, e quindi nuovi acquisti…

● Il flusso di autofinanziamento prodotto dalla gestione operativa può essere quantificato, in prima approssimazione, grazie alla seguente somma algebrica:

Flusso di autofinanziamento operativo = Reddito operativo di esercizio + Ammortamenti + Accantonemanti a fondi rischi e fondi spese future con scadenze superiore all'anno (es. fondo TFR)

Se il valore che si determina è maggiore di zero, ciò significa che la gestione operativa produrrà un flusso positivo (reddito spendibile) da iscrivere tra le fonti di finanziamento.
Se il valore è inferiore a zero si avrà un flusso negativo (perdita da finanziare) che costituisce un fabbisogno finanziario da iscrivere tra gli impieghi (per «deficit della gestione operativa»).

Spesso quest’ultima situazione è tipica della fase di avvio dell’impresa.


1Come spiegato nel capitolo sul bilancio, la tecnica di riclassificazione del bilancio permette di distinguere, all’interno della gestione reddituale complessiva del conto economico, la gestione ordinaria o corrente e quella straordinaria. La gestione ordinaria o corrente viene distinta a sua volta in gestione caratteristica od operativa (la più importante, quella che produce il reddito operativo), gestione accessorio-patrimoniale e gestione finanziaria.
2Cioè, lo ricordiamo, tutte quelle attività di acquisto, produzione e vendita che l’impresa svolge quotidianamente.

Il preventivo degli impieghi e delle fonti di capitale

Tale preventivo ha carattere dinamico: mostra cioè le variazioni degli impieghi e delle fonti su un arco temporale. Sulla base della relazione di fondo per cui, in ogni momento, totale fonti = totale impieghi, esso deve infatti prevedere come muterà, nel periodo di riferimento, il livello degli impieghi (fabbisogno lordo) e quello delle corrispondenti fonti di copertura.

Si presenta, qui di seguito, uno schema di preventivo degli impieghi e delle fonti (riferito a quattro periodi t consecutivi).1

Preventivo delle fonti e degli impieghi (per 4 periodi t)

Movimenti finanziari

t

t+1

t+2

t+3

Impieghi
Investimenti in capitale fisso
Investimenti in capitale circolante
Rimborsi di debiti
Rimborsi di capitale proprio
Impieghi per deficit della gestione operativa

 

 

 

 

Totale

 

 

 

 

Fonti
Capitale proprio
Capitale di terzi
Disinvestimenti
Fonti generate dalla gestione operativa (o flusso di autofinanziamento operativo)

 

 

 

 

Totale

 

 

 

 


1 Il periodo di riferimento (settimana, mese, anno) può variare soprattutto in base al tipo di analisi che stiamo effettuando (piano pluriennale, mensilizzazione di un budget annuale, previsioni a copertura di un momento di «incaglio» finanziario, ecc.

Il budget di cassa

Il preventivo degli impieghi e delle fonti è un documento fondamentale, ma da solo non è sufficiente: non ci dice nulla di quali saranno i fabbisogni di cassa momento per momento. A noi infatti non basta sapere che nel corso dell’anno saremo in grado di coprire il nostro fabbisogno finanziario, cioè che saremo in grado di realizzare gli investimenti progettati: dobbiamo essere certi che le disponibilità monetarie (la cassa) siano, giorno per giorno (periodo per periodo) sufficienti a coprire le uscite monetarie.

È necessario, allora, integrarlo con uno strumento che evidenzi i flussi monetari – in entrata e in uscita, con i relativi saldi – che caratterizzeranno l’immediato futuro. Lo strumento utilizzabile a tal fine è chiamato «budget di cassa» e costituisce la seconda parte del preventivo finanziario.

Il budget di cassa permette:

• di prevedere quali saranno le entrate e le uscite monetarie, periodo per periodo (in genere il mese) nel corso di un determinato arco temporale;
• di scoprire in anticipo eventuali carenze di liquidità: ciò ci consentirà di porvi rimedio in tempo utile.

Avvertenza: la previsione, per essere attendibile, deve essere limitata ad un intervallo di tempo piuttosto breve (al massimo qualche mese) e venire aggiornata frequentemente.

Le entrate e le uscite sono legate ai programmi aziendali.

► Più in particolare, le entrate possono riguardare:

• ricavi di esercizio (es. vendita prodotti o servizi);
• realizzo di investimenti (es. vendita di un macchinario);
• operazioni di finanziamento a titolo di capitale proprio (es. nuovi conferimenti dei soci) o di terzi (es. contrazione di un mutuo bancario);
• proventi vari (es. affitti attivi, interessi attivi, dividendi su partecipazioni azionarie, ecc.)
• ecc.

► Le uscite possono riguardare:

• costi di esercizio (es. stipendi del personale);
• rimborsi di capitale di terzi (cioè di debiti: es. pagamento rata mutuo) o di capitale proprio (es. prelevamento per remunerazione titolare);
• operazioni di investimento (es. acquisto arredi o macchinari);
• oneri tributari (pagamento imposte);
• ecc.

Presentiamo di seguito uno schema di «budget di cassa» per la previsione dei flussi monetari mese per mese.

Budget di cassa

VOCI

G

F

M

A

M

G

L

A

S

O

N

D

Totale

Saldo iniziale mese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Entrate:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

• ricavi di vendita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

• realizzo investimenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

• incasso finanziamenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

• affitti attivi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

• interessi attivi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

• dividendi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uscite:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

• costi del personale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

• pagamento mutuo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

• remunerazione titolare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

• costi per investimenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

• pagamento imposte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Saldo progressivo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Saldo finale mese1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 Il saldo di cassa finale del periodo (in questo caso il mese) costituirà naturalmente il saldo di cassa iniziale per il budget di cassa relativo al periodo successivo, e così via.

Il preventivo patrimoniale

Accenniamo brevemente anche al preventivo patrimoniale, che completa il preventivo economico e quello finanziario. A differenza di quest’ultimo, che mostra valori «di flusso» riferiti ad un periodo di tempo, il preventivo patrimoniale presenta valori riferiti alla fine dell’arco temporale di riferimento (cosiddetti valori di «stock»). Esso infatti fotografa, in un dato momento:

• da un lato la struttura degli investimenti, in capitale fisso e circolante, che saranno presenti a quella data;
• dall’altro, quella dei finanziamenti a cui abbiamo fatto ricorso per realizzarli.

Ad esemplificazione di quanto sopra riportiamo in appendice un modello sintetico di business plan di una generica piccola impresa manifatturiera, contenente i principali prospetti previsionali di tipo economico e finanziario-patrimoniale.

UTILITÀ

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Aggiornato il: 09/11/2015 - 12:29