3.8 - Acquisti tramite internet

Nel caso di imprese estere che vendono beni fisici tramite internet a consumatori finali italiani, possono presentarsi le seguenti situazioni:
• Impresa venditrice di altro Paese UE, la quale spedisce i beni dal suo Paese nei confronti di consumatori finali italiani;
• Impresa venditrice di Paese extra-UE, la quale spedisce i beni dal suo Paese nei confronti di consumatori finali italiani;
• Impresa venditrice di altro Paese UE o di Paese extra-UE, la quale dispone di un magazzino di consegna in Italia, dal quale spedisce i beni nei confronti di consumatori finali italiani.

Si considerano effettuate in Italia, le cessioni di beni, spediti o trasportati, da altro Paese UE in Italia, da parte del cedente (di altro Paese UE) o da terzi per suo conto, nei confronti di:
• persone fisiche non soggetti passivi d'imposta;
• cessionari che non hanno optato per l'applicazione dell'imposta sugli acquisti intracomunitari ai sensi dell'articolo 38, comma 6:
   Enti non commerciali NON soggetti passivi d’imposta;
   Soggetti passivi per i quali l’imposta è totalmente indetraibile ai sensi dell’articolo 19, comma 2, del Dpr n. 633/1972 (soggetti che effettuano esclusivamente operazioni esenti);
   Produttori agricoli operanti in regime speciale articolo 34 del Dpr n. 633/1972.

Le disposizioni di cui al punto precedente NON si applicano nel caso di:
• cessioni di mezzi di trasporto nuovi;
• cessioni di beni da installare, montare o assiemare.
Esse NON si applicano, inoltre, alle cessioni di beni sotto soglia (35.000 euro / anno), salvo il caso di opzione (da parte del cedente estero) per l’applicazione dell’Iva italiana.
La soglia NON si applica nel caso di cessione di prodotti sottoposti ad accisa (Agenzia delle Entrate - Risposta del 15 febbraio 2013 a quesito posto da Confindustria Piemonte).

In conclusione, il cedente di altro Paese UE, deve distinguere tra le seguenti situazioni:
• Cessione (senza supero della soglia di 35.000 euro / anno e senza opzione per l’applicazione dell’Iva italiana) nei confronti di consumatori finali italiani e di soggetti ai medesimi assimilati: applicazione dell’Iva del Paese di partenza;
• Cessione (con supero della soglia di 35.000 euro / anno oppure sotto soglia ma con opzione per l’applicazione dell’Iva italiana) nei confronti di consumatori finali italiani e di soggetti ai medesimi assimilati:
 Obbligo di identificazione ai fini Iva in Italia, con conseguente applicazione dell’imposta italiana;
 L’arrivo della merce in Italia, per il cedente estero NON costituisce acquisto intracomunitario: egli si limita a gestire la cessione interna all’Italia.
• Cessione di prodotti sottoposti ad accisa nei confronti di consumatori italiani e di soggetti ai medesimi assimilati (qualunque sia l’importo delle cessioni eseguite): come punto precedente (applicazione dell'accisa e dell'Iva italiana) 

Riepilogo

Vendita a distanza di prodotti diversi da quelli sottoposti ad accisa

Viene applicata l’Iva del Paese UE del venditore se tale operatore nell’anno precedente non ha superato la soglia di 35.000 euro e fino a che nell’anno in corso non supera tale soglia per vendite a:

  • privati consumatori
  • soggetti equiparati ai privati consumatori:
    - Enti non commerciali puri (enti non commerciali non soggetti passivi d’imposta)
    - soggetti passivi per i quali l'imposta é totalmente indetraibile a norma dell’articolo 19, comma 2 del Dpr n. 633/1972 (imprese italiane che operano in regime di totale esenzione Iva articolo 10 del Dpr n. 633/1972)
    - Produttori agricoli di cui all’articolo 34  del Dpr n. 633/1972 (produttori agricoli in regime speciale Iva)
    - che non abbiano optato per l'applicazione dell'imposta nei modi ordinari se l'ammontare complessivo degli acquisti intracomunitari ordinari e degli acquisti a distanza, dai medesimi effettuati nell'anno solare precedente, non ha superato 10.000 euro e fino a quando, nell'anno in corso, tale limite non é superato.

Viene applicata l’Iva italiana, nei casi in cui (alternativamente):

  • nell’anno precedente sia stata superata la soglia di 35.000 euro
  • tale soglia venga superata nell’anno in corso (a partire dalla vendita che comporta il supero della soglia; le vendite intra soglia restano assoggettate all’Iva del Paese estero)
  • l’operatore estero abbia optato per l’applicazione dell’Iva italiana.

Nel caso di applicazione dell’Iva italiana, se l’operazione viene posta in essere nei confronti di soggetti passivi d’imposta (imprese esenti e produttori agricoli speciali), è da ritenere che torni applicabile l’istituto del reverse charge di cui all’articolo 17, comma 2, del Dpr n. 633/1972.

Vendita a distanza di prodotti sottoposti ad accisa
Viene sempre applicata l’Iva italiana.

Nel caso di imprese estere che vendono beni fisici tramite internet a consumatori finali italiani, possono presentarsi tali ulteriori situazioni:
• Impresa venditrice di Paese extra-UE, la quale spedisce i beni dal suo Paese nei confronti di consumatori finali italiani: normalmente in tale evenienza, il cedente estero, vende la merce con la clausola DDP, assumendo a proprio carico tutti gli obblighi doganali e Iva; in tale evenienza il consumatore finale italiano riceve semplicemente la merce a casa sua; l’impresa cedente estera dove organizzare e pagare l’operazione di cessione all’esportazione dal proprio Paese e l’operazione di importazione definitiva in Italia;
• Impresa venditrice di altro Paese UE o di Paese extra-UE, la quale dispone di un magazzino di consegna in Italia, dal quale spedisce i beni nei confronti di consumatori finali italiani: l’impresa estera deve aprire una posizione Iva in Italia, al fine di assoggettare le cessioni all’Iva italiana; il consumatore finale italiano riceve semplicemente la merce a caso sua.

Sia in base alla normativa previgente che in base alla Legge Europea 2014, in caso di importazione di beni di valore trascurabile:
• Se detti beni hanno un valore non superiore a 22 euro, NON vengono applicati né l’eventuale dazio, né l’Iva;
• Se detti beni hanno un valore superiore a 22 euro, ma non superiore a 150 euro:
 NON viene applicato l’eventuale dazio;
 Ma viene applicata l’Iva;
• Se i beni hanno un valore superiore a 150 euro, vengono applicati sia l’eventuale dazio, sia l’Iva.

La Circolare n. 43/D del 28 novembre 2008 afferma che:
“Restano esclusi dalla fruizione della franchigia in questione i prodotti alcolici, i profumi e l’acqua da toletta, i tabacchi e i prodotti del tabacco.
È opportuno sottolineare che la franchigia di 150 euro deve essere riferita al valore intrinseco del prodotto importato. A tal fine si chiarisce che per valore intrinseco deve intendersi il valore del prodotto al netto di ogni elemento che debba esservi aggiunto per il calcolo del suo valore in dogana, ed in particolare del costo del trasporto.”.