3.4 - Vendita tramite reti di imprese o consorzi

Tenuto conto delle difficoltà operative e dei costi legati all’apertura di una posizione Iva all’estero, per le PMI italiane, laddove possibile, sarebbe consigliabile aggregarsi con altre imprese in modo da ottimizzare i costi legati a tale modalità di presenza all’estero. Attualmente esistono due principali forme di aggregazione:
• il consorzio o la cooperativa
• la rete di imprese.

Nel caso del consorzio o della cooperativa, la posizione Iva estera sarebbe intestata al consorzio/cooperativa; le imprese produttrici, per le merci inviate in altro Paese UE potrebbero emettere fattura nei confronti del consorzio/cooperativa e questi la riemetterebbero nei confronti dei clienti finali; il consorzio o la cooperativa provvederebbero poi a ripartire le spese di gestione emettendo fattura nei confronti delle imprese consorziate.

Nel caso della rete d’imprese, la funzione di “concentratore” delle fatture potrebbe essere svolta da un impresa mandataria, facente parte della rete o esterna alla rete stessa.

Volendo far ricorso a tale ultimo strumento, si potrebbe, ad esempio, operare come segue:
• stipula del contratto di rete con individuazione della società mandataria; in tale contratto sarebbero anche previsti:
- quali sono i prodotti commercializzati tramite il sito comune;
- i Paesi nei quali essere presenti;
• la società mandataria si occupa di:
­ aprire una posizione Iva nei Paesi UE di interesse;
­ stipulare contratti di logistica con operatori logistici italiani e/o di tali Paesi UE; nel caso di vino e altre bevande alcoliche tali operatori dovrebbero essere dotati di deposito fiscale o avere la qualifica di destinatari registrati (nel caso degli operatori esteri);
• la società mandataria allestisce il sito di e-commerce nell’interesse delle imprese retiste;
• i consumatori finali accedono al sito della rete gestito della società mandataria e acquistano la  merce;
• le singole PMI emettono fattura direttamente nei confronti della società mandataria italiana:
• la società mandataria emette fattura nei confronti del cliente finale.

Esempio di operazione di vendita sopra soglia di prodotti diversi da quelli sottoposti ad accisa a consumatori finali tedeschi:

Il flusso operativo potrebbe essere così rappresentato:
• Il cliente tedesco accede al sito internet della rete, individua il prodotto di suo interesse, compila l’ordine intestato alla società mandataria italiana ed esegue il pagamento a mezzo carta di credito o pay pal;
• la società mandataria conferma l’ordine del cliente ed emette fattura di vendita:
o ai fini italiani: per operazione non imponibile articolo 41/1/b del Dl n. 331/1993;
o ai fini tedeschi: con applicazione dell’Iva tedesca;
• la società mandataria italiana cura il ritiro del prodotto presso l’impresa retista e ne cura il trasporto al cliente finale tedesco;
• l’impresa retista emette fattura nei confronti della società mandataria italiana, con applicazione dell’Iva italiana.

Nel caso in cui le singole imprese retiste si incaricassero di curare il trasporto dei prodotti ai clienti finali (ad esempio: resa CIP abitazione del cliente estero), esse sarebbero abilitate ad emettere nei confronti della società mandataria, fattura per operazione non imponibile articolo 58 del Dl n. 331/1993 (autorevole dottrina sostiene che in tale evenienza dovrebbe comunque essere emessa fattura con Iva italiana, oppure nei confronti della società mandataria – posizione Iva tedesca per operazione non imponibile articolo 41/1/a del Dl n. 331/1993.
Nel caso di prodotti sottoposti ad accisa:
• se il ritiro dei prodotti viene curato dalla società mandataria italiana (con introduzione in deposito fiscale italiano), le imprese produttrici possono emettere i documenti previsti per la circolazione nazionale dei prodotti sottoposti ad accisa (ad esempio, DDT integrato);
• se, invece, i prodotti vengono direttamente spediti in Germania a cura o a spese dei produttori italiani, è opportuno che gli stessi vengano spediti al deposito fiscale /destinatario registrato tedesco, in modo che in Germania venga svolta la procedura accise, con relativo assolvimento dell’imposta e con successiva consegna ai consumatori finali tedeschi; in tale evenienza i prodotti, dall’Italia alla Germania, verrebbero scortati da e-AD (nel caso di produttore dotato di deposito fiscale) o da MVV (nel caso di piccolo produttore di vino).
Sotto il profilo dell’Iva:
• se i prodotti vengono introdotti in deposito fiscale italiano, le singole imprese produttrici devono emettere fattura con Iva nei confronti della società mandataria italiana;
• se i prodotti vengono spediti dai produttori direttamente al deposito fiscale / destinatario registrato tedesco, le singole imprese produttrici devono emettere fattura per operazione articolo 41/1/a del Dl n. 331/1993 nei confronti della società mandataria italiana – posizione Iva tedesca;
per il resto valgono considerazioni analoghe a quelle delineate in relazione ai prodotti non sottoposti ad accisa

UTILITÀ

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Aggiornato il: 30/11/2017 - 16:17