Sei in Aggiornato il: 16 Febbraio 2017

Pratiche commerciali scorrette

La Camera di commercio di Torino mette in guardia da false richieste di pagamento e/o registrazione 

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Ci sono giunte nel tempo diverse segnalazioni in merito a organizzazioni e imprese che spediscono ripetutamente richieste di versamento alle imprese, utilizzando denominazioni facilmente confondibili con quella della Camera di commercio. Questi soggetti offrono in cambio di denaro iscrizioni in banche dati, registri, albi e ruoli, come ad esempio: “Elenco ditte commercio - industria - artigianato", "Repertorio Nazionale Registro Ditte Artigiane, Commerciali, Agricole e Industriali" e "Elenco ditte italiane operanti in Europa", etc. 

Tali richieste non hanno nulla a che vedere con l’attività o con l'iscrizione nei registri della Camera di commercio, né con il pagamento obbligatorio del diritto annuale, che da anni non si effettua più tramite bollettino postale, ma esclusivamente attraverso il modello F24.

Anche eventuali richieste di pagamento con riferimento a marchi di impresa già registrati non hanno nulla a che vedere con l'attività  dalla Camera di commercio. Si ricorda infatti che i marchi depositati presso le Camere di commercio o direttamente presso l´UIBM possono essere rinnovati entro 10 anni dalla data del deposito. Inoltre, per ogni corrispondenza ufficiale, la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Torino utilizza carta intestata che riporta il logo e l’esatta denominazione dell’ente.

Esistono aziende che propongono - in apparenza gratuitamente – di inserire i dati aziendali nel proprio registro internet. Solamente nel testo a carattere più piccolo è scritto che il firmatario si obbliga a versare, di solito per più anni, un importo annuale per l’iscrizione. Per combattere le attività commerciali ingannevoli e per avvicinare le diverse situazioni di legge in Europa, l'UE nel 2005 ha deliberato una direttiva relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno.

Si raccomanda pertanto di diffidare di qualunque richiesta simile di pagamento e in caso di dubbio di contattare il settore Comunicazione esterna e URP (011 571 6667, urp@to.camcom.it) per eventuali verifiche, prima di effettuare qualunque versamento legato a proposte di questo tipo.

ATTENZIONE! La Camera di commercio di Torino, nel caso debba provvedere a rimborsare somme o diritti erroneamente versati, chiede i dati per l’accreditamento solo per scritto utilizzando appositi moduli.

Alcuni consigli per cautelarsi

La Camera di commercio ti consiglia di leggere attentamente il testo prima di accettare un’offerta apponendo la propria firma e di esaminare soprattutto i seguenti aspetti:

  • Conosci il mittente?
  • Conosci il registro o l’elenco in questione?
  • Sei già loro cliente?
  • Conosci l’indirizzo internet dove dovrebbe essere pubblicata la tua iscrizione?
  • Esamina attentamente la diffusione e la tiratura del prodotto offerto.
  • Se sul modulo prestampato l’indirizzo o i dati del mittente sono incompleti è necessario fare molta attenzione!
  • Leggi attentamente anche quanto stampato in piccolo!
  • Verifica attentamente se l'informativa sul trattamento dei dati corrisponde alla normativa italiana in materia di privacy!

Se comunque avessi sottoscritto erroneamente un documento, provvedi subito a disdire il contratto per non far scadere i termini, e informa immediatamente il tuo legale.

Ricordiamo che i soggetti colpiti dall'invio di comunicazioni ingannevoli possono inviare le proprie segnalazioni all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, ai fini della pronuncia di ingannevolezza della comunicazione sotto il profilo degli interessi collettivi, ai sensi del d.lgs. 145/2007. Sulla base di tale pronuncia gli interessati potranno poi agire a titolo individuale ai fini della invalidazione del relativo contratto e del risarcimento dei danni subiti individualmente. Segnaliamo infine che i medesimi soggetti possono anche rivolgersi alla giustizia ordinaria ai sensi delle norme del codice civile che vietano gli atti di concorrenza sleale (art. 2598, 2599 e 2600 del codice civile).

Scarica qui il vademecum "Io non ci casco!" pubblicato dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato

Raccolta di segnalazioni


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