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Aggiornato il: 17.11.2014

Somministrazione al pubblico di alimenti e bevande

Requisiti per il rilascio dell'autorizzazione e l'esercizio dell'attivitā.

Per svolgere l'attività di somministrazione alimenti e bevande non ci si iscrive più al REC (Registro Esercenti il Commercio) in quanto tale registro è stato abrogato dalla legge n. 248 del 4/08/2006.

Attualmente l'attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande è disciplinata dal decreto Legislativo 26 marzo 2010 n.59, così come modificato dal Dlgs 147/2012 e dalla  legge regionale n. 38/2006.

L'art. 64 di tale decreto prevede che l'apertura o il trasferimento di sede degli esercizi di somministrazione alimenti e bevande sono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal comune competente per territorio solo nelle zone soggette a tutela; l'apertura e il trasferimento di sede, negli altri casi, e il trasferimento della gestione o della titolarità sono soggetti a segnalazione certificata di inizio attività da presentare allo sportello unico delle attività produttive del comune competente per territorio.

Per gestire un attività di somministrazione il suddetto decreto legge prevede il possesso dei requisiti professionali e morali di cui all'art. 71. Qui di seguito elenchiamo i requisiti professionali previsti dalla normativa (in alternativa fra loro):
  • aver frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle Province autonome di Trento e Bolzano (vedere al fondo l'elenco degli enti organizzatori dei corsi in provincia di Torino);
  • aver prestato la propria opera, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, presso imprese esercenti l’attività nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all amministrazione o alla preparazione degli alimenti, in qualità di socio lavoratore o, se trattasi di coniuge, parente o affine entro il terzo grado dell’imprenditore, in qualità di coadiutore familiare, comprovata dall’iscrizione all’Istituto nazionale previdenza sociale (INPS);
  • essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purchè nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti. 

Sia per le imprese individuali che in caso di società, associazioni od organismi collettivi, i requisiti professionali devono essere posseduti dal titolare o rappresentante legale ovvero, in alternativa, dall'eventuale persona preposta all'attività commerciale.

Il Ministero dello Sviluppo Economico in data 15/04/2011 ha emanato la circolare n. 3642/C esplicativa sui titoli di studio che possono essere ritenuti validi ai fini dell'avvio dell'attività di commercio alimenti e somministrazione alimenti e bevande. Si consiglia di verificare sul sito del MiSE  Direzione generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica, eventuali ulteriori aggiornamenti.  

La Regione Piemonte, in aggiunta ai predetti requisiti, riconosce la validità delle pregresse iscrizioni al Rec per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e per il commercio di prodotti alimentari.

I requisiti professionali devono essere dimostrati al comune di dove si intende esercitare.

In caso di società, associazioni o organismi collettivi, i requisiti morali devono essere posseduti dal legale rappresentante o da altra persona delegata mentre i requisiti professionali devono essere posseduti dal legale rappresentante o dalla persona preposta all attività commerciale.

Si ricorda che i titolari di esercizio in attività, o loro delegati, hanno l’obbligo di frequentare, ogni tre anni, un apposito corso di formazione sui contenuti delle norme in materia di igiene, sanità e sicurezza (art. 5 c. 3 legge regionale n. 38/2006) e competente alla vigilanza dell'osservazione di tale obbligo è il Comune di dove è svolta l'attività. Per informazioni e frequenza al corso ci si può rivolgere ai soggetti organizzatori indicati nel link a fondo pagina.
Si ricorda infine che gli esercizi di somministrazione alimenti e bevande sono costituiti da un unica tipologia (sono state eliminate le tipologie A, B, C e D).
 
Per ulteriori informazioni in materia di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e di commercio di prodotti alimentari, si rimanda al sito della Regione Piemonte www.regione.piemonte.it/commercio  contenente sia la normativa nazionale che quella regionale, le relative note esplicative e i chiarimenti in materia di commercio prodotti alimentari e di somministrazione alimenti e bevande.


Requisiti morali (art. 71 D.lgs. 59/2010)

1. Non possono esercitare l'attività commerciale di vendita e di somministrazione:

a) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;
b) coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale e' prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;
c) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;
d) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanita' pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;
e) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o piu' condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attivita', per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;
f) coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza;


2. Non possono esercitare l'attività di somministrazione di alimenti e bevande coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1, o hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concernenti la prevenzione dell'alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d'azzardo, le scommesse clandestine, per infrazioni alle norme sui giochi.


3. Il divieto di esercizio dell'attività, ai sensi del comma 1, lettere b), e), d), e) e f), e ai sensi del comma 2, permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena e' stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.


4. Il divieto di esercizio dell'attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione.


5. In caso di società, associazioni od organismi collettivi i requisiti morali di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252. In caso di impresa individuale i requisiti di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal titolare e dall'eventuale altra persona preposta all'attività commerciale.
 

Soggetti organizzatori di corsi professionali

Coloro che non sono in possesso dei requisiti sopra elencati devono rivolgersi agli Enti convenzionati con la Regione Piemonte il cui elenco è al seguente indirizzo  http://www.regione.piemonte.it/commercio/dwd/elencoGestoriCorsiConvenzionati.pdf

Al termine del corso è previsto un esame di idoneità.

Si informa che il corso ha una durata di 100 ore e l'esame abilita sia all'esercizio dell'attività di somministrazione alimenti e bevande, sia all'esercizio del commercio di prodotti alimentari. 

In merito  al costo dei corsi effettuati  dagli Enti accreditati presso la Regione Piemonte per  le attività di somministrazione al pubblico  e vendita di alimentari,  si informa che in base a direttiva regionale  la  quota individuale di iscrizione   ammonta  a Euro 550,00 (IVA compresa), escluso il costo del libro di testo  e del diritto di segreteria per l'iscrizione all'esame  presso la CCIAA . 

 
Testo per l'esame

Il testo utilizzabile per la preparazione dell´esame è:
Somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e vendita di prodotti alimentari

Il volume potrà essere acquistato direttamente al piano terra di Palazzo Affari presso l'Infopoint oppure on line alla pagina www.compraonline.to.camcom.it

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Contatti

Per informazioni rivolgersi a:
Somministrazione al pubblico di alimenti e bevande

Via San Francesco da Paola 24 - secondo piano
10123 Torino

Orari
lunedė, martedė, mercoledė e giovedė 9.00 - 12.15; 14.30 - 15.45; venerdė 9.00 - 12.15

IL SISTEMA CAMERALE E LE AZIENDE SPECIALI DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI TORINO