Sei in Aggiornato il: 7 Luglio 2016

Torino Congiuntura 63 - Giugno 2016

Condividi questa pagina
Testata Torino Congiuntura

Lo scenario nazionale nei primi mesi dell’anno si è caratterizzato per un rallentamento dell’economia, così come evidenziato dai principali indicatori economici; l’ultimo report previsionale pubblicato dall’OCSE[1] prevede che la crescita del PIL italiano raggiungerà l’1% nel 2016 e l’1,4% nel 2017; tuttavia, tali previsioni potrebbero essere riviste al ribasso a seguito della Brexit. Il principale driver del recupero saranno i consumi privati poiché, nonostante la crescita dell’occupazione abbia subito un rallentamento, il reddito e la domanda saranno sostenute principalmente dai consumi interni.

[1] Giugno 2016

L'ECONOMIA INTERNAZIONALE IN BREVE

Sul fronte internazionale, l’attenzione in queste settimane è concentrata su Europa e Stati Uniti. In Europa, il Regno Unito sta affrontando una sfida importante, dopo il referendum che si è tenuto lo scorso 23 giugno sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. La “Brexit” infatti, ha confermato la volontà del popolo britannico di lasciare l’Unione Europea, nonostante il monito della comunità internazionale, dal FMI a Barack Obama, allo stesso Primo Ministro inglese David Cameron, costretto alle dimissioni dall’esito del referendum. Il mercato finanziario è stato il primo a risentirne, al punto da spingere Germania, Francia e Italia a valutare interventi statali sulle banche, in deroga al divieto di salvataggi statali che vige nell’ambito della Comunità Europea.

Gli Stati Uniti stanno vivendo gli ultimi decisivi momenti della lunga stagione delle primarie democratiche, conclusasi formalmente con il successo di Hillary Clinton a Washington D.C. Si son poste le base per preparare la convention democratica che si svolgerà a luglio a Filadelfia, in vista della sfida diretta fra Hillary Clinton e Donald Trump che si terrà a novembre prossimo.

In questa fase di transizione politica negli Stati Uniti, inoltre, la recente strage di Orlando ha acuito alcune tensioni sociali già sollecitate da alcuni temi al centro della campagna elettorale, quali l’uso delle armi, l’omofobia e l’immigrazione. Questioni che si ritrovano almeno in parte anche sul fronte economico. Dal recente report dell’OCSE sull’economia statunitense, emerge con chiarezza che, se è vero che vi è stata una ripresa economica - sette anni dopo la crisi finanziaria, infatti, la crescita del PIL ha superato del 10% i picchi pre crisi - si tratta di una crescita distribuita in modo ancora non uniforme fra la popolazione, a svantaggio in primo luogo di minoranze etniche e donne, fra le quali è ancora ampia la diseguaglianza nella percezione di reddito.

L'ECONOMIA NAZIONALE IN BREVE

Lo scenario nazionale nei primi mesi dell’anno si è caratterizzato per un rallentamento dell’economia, così come evidenziato dai principali indicatori economici; negli ultimi giorni, inoltre, deve fare i conti con i risultati delle recenti elezioni amministrative che hanno coinvolto i principali capoluoghi di regione della penisola e che in alcuni casi hanno ribaltato le previsioni pre elettorali.

Sul fronte del mercato del lavoro, i dati diffusi dall’Osservatorio sul Precariato dell’INPS danno atto di una riduzione del numero di nuovi contratti a tempo indeterminato: ad aprile 2016 sono stati 17.111 in più, a fronte dei 103.774 in più dello stesso periodo 2015. Ne emerge l’immagine di un sistema produttivo ancora polarizzato: da un lato la manifattura, ancora impegnata in processi di riorganizzazione e meno dinamica sul fronte occupazionale; dall’altro, i servizi ed il terziario, presso i quali confluisce la gran parte dei nuovi rapporti di lavoro.

L’ultimo report previsionale pubblicato dall’OCSE[1] prevede che la crescita del PIL italiano raggiungerà l’1% nel 2016 e l’1,4% nel 2017; tuttavia, tali previsioni potrebbero essere riviste al ribasso a seguito della Brexit. Il principale driver del recupero saranno i consumi privati poiché, nonostante la crescita dell’occupazione abbia subito un rallentamento, il reddito e la domanda saranno sostenute principalmente dai consumi interni. Gli investimenti, invece, registrano ancora delle difficoltà dovute alla scarsa disponibilità di credito bancario.

LA CONGIUNTURA INDUSTRIALE

In leggera ripresa l’industria manifatturiera torinese nel primo trimestre 2016 

Nei primi tre mesi del 2016 la produzione media industriale della Città Metropolitana di Torino è incrementata del +1,3% rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Si tratta di un dato incoraggiante se paragonato all’andamento negativo degli ultimi due trimestri del 2015, rispettivamente pari a -1,4% e -0,2%. Da segnalare anche la crescita altrettanto positiva del fatturato medio totale (+2,7%).

Se si osservano inoltre i settori di attività economica, significativa risulta essere la crescita produttiva registrata dal settore elettrico ed elettrotecnico, pari a +10,6%, mentre si riscontra una riduzione del -1,6% per il comparto industriale meccanico e del -1,2% per quello dei mezzi di trasporto. Stabile invece l’industria dei metalli ed in lieve ripresa gli altri comparti manifatturieri (+2,1%).

Sul lato della domanda, gli ordinativi interni ed esteri sono cresciuti rispettivamente del +5% e del +14% rispetto al primo trimestre 2015. In particolare nel mercato interno si rileva un aumento non indifferente degli ordinativi dell’industria dei mezzi di trasporto (+28,1%) e del settore industriale elettrico ed elettrotecnico (+6,1%). Medesima tendenza emerge per gli ordinativi esteri che crescono del +37,2% nel comparto dei mezzi di trasporto e del +8,4% in quello elettrico ed elettrotecnico.

Sotto il profilo occupazionale, nel complesso l’industria manifatturiera torinese non ha subito alcuna variazione significativa (-0,53%); tuttavia, a soffrire sono ancora le micro imprese che vedono diminuire i propri occupati del -8,6%, un decremento che purtroppo si era manifestato anche durante il primo trimestre 2015 (-8,4%).

Infine, nel campione di imprese intervistate solamente il 30% prevede di incrementare la produzione di oltre il 2% nel secondo trimestre 2016, il 25% si aspetta un calo di oltre il -2%, mentre secondo il 45% non vi saranno variazioni rilevanti.

Scarica il grafico in pdf (11 Kb)

FOCUS DELLA CONGIUNTURA INDUSTRIALE

L’”Industria 4.0” dopo i primi tre mesi del 2016

L’”Industria 4.0”, altrimenti definibile come “Internet industriale”, indica l’insieme dei processi e delle tecnologie digitali che si ritrovano in tutta la filiera produttiva, con l’obiettivo di condurre ad una produzione industriale totalmente automatizzata e interconnessa. L’indagine condotta da Unioncamere Piemonte evidenzia che solo il 6% del campione torinese intervistato ha già implementato l’”Industria 4.0” o la stessa è in fase di progettazione; per ben il 68% il tema non riveste interesse nelle politiche aziendali future. La principale funzione, per la quale l’82% prevede l’implementazione all’industria 4.0 e il 5% l’ha già effettuata, risulta la produzione. Le altre funzioni interessate a questi processi sono le vendite (il 64%) e la Logistica/Magazzino (il 62%). Riscuote una minore importanza per l’amministrazione e l’assistenza post vendita, ove meno della metà delle imprese ha dichiarato di prevederne la realizzazione.

I miglioramenti attesi dall’adozione dell’internet industriale riguardano prevalentemente l’eliminazione degli sprechi (il 60,1% dei rispondenti), una riduzione del tasso di difettosità dei prodotti (il 47,2%) e una più rapida attuazione di azioni correttive (il 41,3%). Quasi la metà delle imprese si attende un miglioramento della qualità dei propri prodotti nei prossimi cinque anni grazie all’adozione  di questi nuovi processi; gli altri impatti attesi sono il cambiamento del modello di business (il 43%), i vantaggi economici (38,7%) e un incremento delle attività di sviluppo e ricerca (il 24,5%). Infine, secondo il campione intervistato, l’elemento principale che ostacola il passaggio ai processi e alle tecnologie digitali sono le risorse insufficienti (il 58,2% dei rispondenti). Anche gli investimenti insufficienti (il 38,3%), la mancanza di know-how (il 37,6%) e l’inefficienza del collegamento internet a banda larga (il 26,6%) rappresentano fattori che possano limitare l’avvio dell’Industria 4.0.

Scarica il grafico in pdf (99 Kb)

COMMERCIO ESTERO

Le esportazioni torinesi segnano una variazione negativa nel primo trimestre 2016

Nei primi tre mesi dell’anno, le esportazioni torinesi sono ammontate a poco meno di 5 miliardi di euro, con una riduzione del 12% rispetto allo stesso periodo del 2015. Anche le importazioni, pari a quasi 4 miliardi di euro evidenziano una diminuzione dell’1,7%: ne consegue un saldo della bilancia commerciale positivo (+1 miliardo di euro), anche se in netto calo rispetto a quello evidenziato nel corrispondente periodo dell’anno precedente.

La variazione registrata dall’area torinese risulta peggiore sia di quella piemontese (-7,1%), sia di quella italiana (-0,4%).

I mezzi di trasporto si confermano la principale merce esportata dalla città metropolitana torinese (il 39%), ma subiscono una flessione del 25% rispetto al corrispondente periodo del 2015; all’interno di questa categoria a calare è soprattutto la vendita di autoveicoli che raggiunge una riduzione del 28,4%, mentre l’export di parti ed accessori di autoveicoli presenta una crescita (+2,3%). Calano pure le altre categorie di merci esportate, tranne i prodotti alimentari (+5,9% e il 3,7% del totale) e gli apparecchi elettrici (+3,7% e il 6,1%) che manifestano un incremento delle vendite all’estero.

Nel periodo gennaio-marzo 2016, i primi tre paesi di destinazione dell’export torinese risultano la Germania (il 13% del totale) che manifesta un aumento del 3,2% rispetto al I trimestre 2015; la Francia (il 12,3%; -0,1%) e gli Stati Uniti (il 10,1%) che subiscono una significativa contrazione (-46,9%).

Scarica il grafico in pdf (98 Kb)

LA DINAMICA DELLE IMPRESE

Il primo trimestre dell’anno caratterizzato da un calo delle imprese a Torino

Le imprese registrate in provincia di Torino a fine marzo 2016 sono 223.359. Paragonando questo numero con il primo trimestre dell’anno precedente, si evidenzia una variazione negativa del -0,7%.

Considerando la forma giuridica delle imprese, le imprese individuali rappresentano metà delle aziende (il 53,9%), e registrano una flessione (-0,5% rispetto al I trimestre del 2015). Anche le società di persone, che rappresentano il 25,8% delle imprese torinesi, hanno subito una diminuzione (-3,1%), mentre le società di capitale (il 18%) continuano a crescere (+2,2%).

Analizzando la specializzazione settoriale, un quarto delle imprese subalpine opera nel settore del commercio, in calo del -1,7% rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno, e rimangono invariati i servizi prevalentemente orientati alle imprese (il 25% del totale). Il terzo posto è occupato dal settore edile con il 15,5% (-1,5% rispetto al 2015). Appaiono, invece, in crescita i settori del turismo e dei servizi prevalentemente orientati alle persone che sono aumentati rispettivamente del +1,3% e del +2,5%.

Le imprese femminili (il 21,9% del tessuto imprenditoriale torinese) si sono mantenute sostanzialmente invariate. Non arresta invece la crescita delle imprese straniere, che realizzano un incremento dello stock pari al +3,7% sui primi tre mesi del 2015. Subisce, infine, una riduzione la consistenza delle imprese artigiane (-1,3% e il 27,9% del tessuto imprenditoriale torinese). In calo del -3,3% le imprese giovanili torinesi (il 9,3%).

Nei primi tre mesi del 2016 i fallimenti ammontano a 129, in aumento del +10,3% rispetto al I trimestre 2015. I settori che evidenziano più fallimenti sono il commercio (il 26,4%), l’industria manifatturiera (23,3%) e l’edilizia (il 16,3%).

Scarica il grafico in pdf (87 Kb)

IL MERCATO DEL LAVORO

La situazione degli avviamenti lavorativi nella città metropolitana di Torino

Nel 2015 nella Città Metropolitana di Torino si sono registrati 383.857 nuovi avviamenti al lavoro (+9% rispetto al 2014). A crescere sono soprattutto i contratti “in rosa” (+6%; il 54% degli avviamenti complessivi) e, quanto alla tipologia di avviamento, è significativo l’incremento registrato dai tirocini formativi (+40%). Se si analizzano gli avviamenti al lavoro per tipologia contrattuale, prevalgono in misura significativa i contratti a tempo determinato (il 75%), stabili rispetto all’anno precedente; al contrario, i contratti a tempo indeterminato fanno registrare un incremento significativo (+51%).

Per quanto riguarda i settori che hanno contribuito maggiormente alla crescita degli avviamenti lavorativi, l’industria manifatturiera, nella quale si concentra il 15% dei contratti, ha fatto registrare +8.116 nuovi avviamenti, mentre le nuove assunzioni nel settore dei servizi alle persone e dei servizi prevalentemente orientati alle imprese (il 50% dei contratti del 2015), nel complesso sono aumentate del 7%.

Se si guarda l’età dei nuovi lavoratori, emerge una crescita positiva tra i giovani fino ai 29 anni (+7.949; +7%); in aumento anche la fascia di età compresa tra i 30 e i 49 anni (+9%; il 53%).

I nuovi avviamenti che hanno coinvolto i cittadini stranieri nel 2015 sono ammontati a 65.547 (il 17% dei contratti totali). I rumeni si confermano la prima nazionalità straniera (il 46%) a cui nel 2015 è stato stipulato un nuovo contratto; seguono i cittadini del Marocco (l’11%) e del Perù (il 6%).

Avviamenti al lavoro per settore di attività economica.

Città metropolitana di Torino. Anno 2015

Settori Valori Assoluti Valori % Variazione % 2015/2014
Agricoltura 3.966 1% 8%
Industria manifatturiera 55.880 15% 17%
Costruzioni 13.989 4% 19%
Commercio 47.367 12% 17%
Turismo 28.161 7% 2%
Servizi prevalentemente orientati alle imprese 91.831 24% 13%
Servizi alle persone 97.970 26% 2%
N.D. 44.693 12% 0%
Totale 383.857 100% 9%
 
Fonte: Elaborazioni Camera di commercio di Torino  su dati dell'Osservatorio sul mercato del lavoro della Città Metropolitana di Torino.

 

 


Ti è stata utile questa pagina?: 
Contatto: