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Torino Congiuntura 60 - Settembre 2015

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Testata Torino Congiuntura

 

Lo scenario internazionale è ancora caratterizzato da forte incertezza poiché, nonostante i segnali positivi provenienti dall’economia statunitense, gli indicatori congiunturali dell’Area Euro risultano ancora contrastanti. In Italia vi sono segnali confortanti sia sul fronte della produzione industriale, sia sul fronte della domanda estera e dei consumi interni, tutte componenti in crescita. Anche Torino e la sua area metropolitana riflettono questo andamento con l’aumento della produzione industriale ed un vero e proprio exploit delle esportazioni. Non sono, tuttavia, da sottovalutare i segnali di difficoltà che il sistema imprenditoriale mostra ancora nel riemergere dalla crisi, con una nuova flessione del numero delle imprese del territorio.

L'economia internazionale in breve

Lo scenario internazionale appare ancora caratterizzato da un elevato grado di incertezza. Nel corso del mese di agosto, l’economia cinese ha manifestato segnali di instabilità su molteplici fronti: l’andamento negativo dei consumi interni, delle esportazioni e della produzione industriale sono alla base di una revisione al ribasso delle previsioni di crescita del Pil cinese, con stime che oscillano fra il 4-5% delle fonti indipendenti e il 7% del governo. A ciò si aggiunge la volatilità dei mercati e la decisione della Banca centrale cinese di disporre una svalutazione della moneta che ha provocato importanti ripercussioni sul mercato dei cambi.

Tale quadro insiste su uno scenario economico mondiale nel quale gli altri attori - in primis Europa e Paesi emergenti - mostrano difficoltà di ripresa. Unica eccezione gli Stati Uniti: la Federal Reserve ha dichiarato recentemente che l’economia USA si sta espandendo a un ritmo moderato (+3,7% il Pil nel secondo trimestre 2015), con la crescita dei consumi interni e degli investimenti fissi e grazie ai segnali positivi del mercato del lavoro e del settore immobiliare.

Nell’area Euro, invece, i segnali provenienti dagli indicatori congiunturali appaiono ancora parzialmente contrastanti. Nel secondo trimestre del 2015, il Pil ha evidenziato una leggera decelerazione (+0,3% su base congiunturale, dopo +0,4% del primo). In agosto l’indicatore del clima di fiducia (ESI1) ha segnato un marginale incremento, sintesi di una flessione dell’industria e di un miglioramento negli altri settori; le attese dei consumatori hanno invece evidenziato un leggero rafforzamento.
 

 

[1] Economic Sentiment Indicator calcolato dalla Commissione europea (ec.europa.eu/economy_finance/db_indicators/surveys)

Fonti: “Nota mensile sull’andamento dell’economica italiana” (n. 8/2015), e comunicato stampa pubblicato in data 11.9.15 “Le esportazioni delle regioni italiane“, Istat (www.istat.it); www.federalreserve.gov.

L'economia nazionale in breve

Per quanto riguarda l’Italia, l’effetto diretto del rallentamento dell’economia cinese potrebbe essere inferiore rispetto a quello di altri partner europei. Al 2014, infatti, la quota in valore dell’export italiano verso la Cina ammontava a circa il 2,6% del totale, molto più contenuta rispetto a quella dei tradizionali mercati di sbocco come Germania (12,6%), Francia (10,6%) e Stati Uniti (7,5%). Tuttavia, il maggior peso della Cina nell’interscambio di questi ultimi (in particolare della Germania) potrebbe determinare un effetto negativo indiretto per l’Italia, che rischia di scontare il rallentamento del ciclo economico di questi Paesi con una minor domanda di beni italiani.

Nel secondo trimestre l’attività produttiva ha confermato i risultati positivi registrati a inizio anno. La crescita del Pil (+0,3% rispetto al trimestre precedente) è stata determinata da un aumento del valore aggiunto dei servizi (+0,3%) e dell’industria in senso stretto (+0,2%), mentre è tornata negativa la dinamica delle costruzioni (-0,7%, Figura 3). Dal lato della domanda, all’incremento congiunturale dei consumi (+0,4%) si è associata una riduzione degli investimenti totali (-0,3%).

A luglio 2015 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dell'1,1% rispetto a giugno. Nella media del trimestre maggio-luglio 2015 la produzione è cresciuta dello 0,5% nei confronti del trimestre precedente e del 2,7% in termini tendenziali. La crescita della produzione industriale ha coinvolto tutti i principali settori produttivi: dall’energia (+7,1%), ai beni di consumo (+1,0%), dai beni intermedi (+0,6%), ai beni strumentali (+0,3%); il comparto che registra la maggiore crescita tendenziale è quello della fabbricazione di mezzi di trasporto (+20,1%).

Nel secondo trimestre del 2015, infine, le vendite di beni italiani sui mercati esteri risultano in forte aumento (+5,0% rispetto ai tre mesi precedenti). Tra le regioni che forniscono un contributo rilevante alla crescita tendenziale dell’export nazionale nel primo semestre del 2015 si segnalano: Piemonte (+9,6%), Veneto (+7,3%), Lombardia (+2,6%), Lazio (+14,4%) ed Emilia-Romagna (+4,4%).

 

Fonti: “Nota mensile sull’andamento dell’economica italiana” (n. 8/2015), e comunicato stampa pubblicato in data 11.9.15 “Le esportazioni delle regioni italiane“, Istat (www.istat.it); www.federalreserve.gov.

La congiuntura industriale

Cresce la produzione industriale torinese nel II trimestre dell’anno

Nel secondo trimestre del 2015 la produzione industriale torinese ha manifestato un incremento, +1,5% rispetto allo stesso periodo del 2014, ma inferiore rispetto a quello registrato a livello regionale (+2,2%).

Grafico andamento produzione industriale

Se si analizzano i settori di attività economica, le performance migliori sono state conseguite dalle industrie chimiche e delle materie plastiche, da quelle meccaniche e dal settore tessile e dell’abbigliamento (rispettivamente +8,1%, +7,2% e +7,1% rispetto al periodo aprile – giugno del 2014). Ế, invece, apparsa in flessione la produzione delle industrie dei mezzi di trasporto (-3,2%) e di alimentari (-2,3%).

Per quanto concerne la domanda, sia gli ordinativi interni, sia quelli esteri hanno realizzato una crescita, rispettivamente del +1,3% e del +3% rispetto al secondo trimestre dello scorso anno. Nel mercato interno sono aumentati soprattutto gli ordinativi delle industrie meccaniche (+17,4%) e di quelle tessili e dell’abbigliamento. Nei mercati esteri, le performance migliori sono appannaggio delle industrie chimiche e delle materie plastiche (+10,8%) e  di quelle meccaniche (+6,7%).

L’occupazione ha accusato una flessione del 2,4% nei confronti del secondo trimestre 2014; il calo maggiore è stato registrato dalle micro imprese (0-9 addetti), con una variazione del -5,4%.

Le previsioni per il terzo trimestre del 2015 evidenziano una stazionarietà della produzione industriale: si è così espressa quasi la metà del campione intervistato, mentre per il 37% degli intervistati subirà una diminuzione rispetto al periodo luglio – settembre dello scorso anno e solo per il 19% aumenterà.

 

Visualizza il grafico sull'andamento della produzione industriale (1 pagina, 13 kb)

Focus congiuntura industriale

La dotazione ICT nelle imprese torinesi

La 175° indagine congiunturale sulle imprese torinesi condotta da Unioncamere Piemonte ha approfondito il tema della dotazione e l’utilizzo dell’ICT nelle aziende indagate. In provincia di Torino tutte le imprese analizzate dispongono di una connessione Internet, prevalentemente DSL (il 94%) e Wireless (il 67%), dati in linea con quanto emerge a livello piemontese. Il sito aziendale è presente nel 78% delle imprese subalpine e serve prevalentemente come vetrina commerciale sui prodotti e servizi dell’impresa (l’87% dei casi) e, grazie alla visibilità creata, il portale informatico ha contribuito nella maggioranza dei casi ad ampliare il mercato aziendale di riferimento. Per quanto riguarda l’utilizzo delle dotazioni ICT per gli adempimenti amministrativi, le imprese indagate dichiarano mediamente di far buon utilizzo delle loro dotazioni informatiche: quasi la totalità delle imprese afferma di pagare le tasse tramite internet e oltre sei imprese su dieci emette dal web la fatturazione elettronica. Scarso, invece, l’utilizzo del portale per la partecipazione a gare pubbliche di appalto e la richiesta di finanziamenti pubblici.

Grafico congiuntura industriale

Visualizza il grafico sul focus della congiuntura industriale (1 pagina, 12 kb)

Commercio estero

Exploit del commercio estero nel primo semestre del 2015

Nei primi sei mesi del 2015 le esportazioni piemontesi hanno raggiunto i 23,3 miliardi di euro, con un incremento del +9,6% rispetto al valore registrato nello stesso periodo del 2014. A far da traino, l’area metropolitana torinese che registra una crescita dell’export pari al +11,9%, per quasi 20 miliardi di euro: la performance registrata dalle esportazioni regionali e provinciali è più brillante rispetto a quella riscontrata a livello nazionale (+5,0% rispetto al periodo gennaio-giugno 2014).

Anche le importazioni hanno dato segnali positivi, in aumento sia a livello regionale (+7,6%), sia sul territorio torinese (+7,1%, 8,2 miliardi di euro), che ha chiuso il semestre con un saldo della bilancia commerciale saldamente positivo, +3,6 miliardi di euro.

A trainare la ripresa dell’export, il comparto dei mezzi di trasporto, che ha visto crescere le vendite all’estero del +20%, e che rappresenta il 46% delle esportazioni totali: la crescita è da imputare all’export di autoveicoli, che nei primi sei mesi del 2015 ha superato i 3 miliardi di euro (+46%). Significativo anche l’andamento della meccanica (+6%, il 20%); buona la performance del comparto della gomma e delle materie plastiche (+2,1%) così come quello dei prodotti in metallo (+4,9%) e degli apparecchi elettrici (+7,5%). Di particolare rilievo, infine, la prestazione dell’elettronica (+12,7%) e del tessile (+27,3).

 

Grafico commercio estero

 

Quanto alle aree di destinazione delle merci torinesi, gli Stati Uniti nei primi sei mesi del 2015 hanno sorpassato Germania e Francia - che vedono diminuire l’export lì diretto (rispettivamente -0,4% e -2%) - salendo al primo posto fra i partner commerciali dell’area metropolitana torinese, con un incremento delle vendite destinate al mercato USA del +105% (2,1 miliardi di euro). In aumento anche le esportazioni in Polonia (+2,9%) e Turchia (+28,6%) e quelle destinate al mercato sud americano.

 

Visualizza il grafico del commercio estero nel II trimestre 2015 (1 pagina, 12 Kb)

La dinamica delle imprese

Non si arresta il calo delle imprese torinesi nel secondo trimestre dell’anno

Le imprese registrate a Torino e nell’area metropolitana alla fine del secondo trimestre 2015 erano 225.717, con una flessione dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2014.

Se si considera la forma giuridica, le società di capitali sono le più dinamiche con una variazione dello stock del 2% nei confronti del secondo trimestre del 2014 (il 17,6% del totale delle imprese); le società di persone accusano, invece, la flessione più rilevante (-3,8% e il 26%), seguite dalle imprese individuali (-1% e il 54%). In crescita appaiono infine le “altre forme giuridiche” (+1,7% e il 2,2%), categoria nella quale figurano - tra le altre - anche cooperative e consorzi.

Passando ai settori, le performance migliori sono ottenute dai servizi prevalentemente orientati alle persone (+1,2% la variazione della consistenza rispetto allo stesso periodo del 2014 e il 6,5% del totale delle imprese), dal turismo (+0,4% e il 6,4%) e dai servizi in prevalenza rivolti alle imprese (+0,2% e il 25%). Il risultato peggiore é evidenziato dall’edilizia (-2,6% e il 15,6%).

A fine giugno 2015, le imprese femminili sono rimaste stabili rispetto allo stesso periodo del 2014 (il 21% del totale delle imprese). Non si arresta, invece, la crescita delle imprese straniere (+3% e il 10,4%), mentre lo stock delle imprese giovanili (il 9,8%) scende del 3,3%, così come quello delle imprese artigiane (-2,2% e il 28%).

Grafico natimortalità delle imprese nella provincia di Torino

Infine, per valutare lo stato di salute del sistema imprenditoriale è importante rilevare anche la flessione registrata dai fallimenti delle imprese torinesi, che nel corso dei primi sei mesi del 2015 sono diminuiti del 22,4% nei confronti dello stesso periodo del 2014. Delle 330 procedure fallimentari aperte nel primo semestre dell’anno, il 90% ha riguardato società ed il restante 10% imprese individuali. I servizi alle imprese, l’industria manifatturiera e le costruzioni rappresentano i settori più colpiti (rispettivamente il 25%, il 22,3% e il 22% del totale). Il turismo è l’unico settore in crescita (da 11 fallimenti nei primi sei mesi del 2014 a 16), mentre i cali più rilevanti sono appannaggio dei servizi alle persone (-40%) e delle costruzioni (-35%).

 

Visualizza il grafico sulla natimortalità in provincia di Torino - II trim. 2015 (1 pagina, 12 Kb) 

Il credito in provincia di Torino

Diminuiscono gli impieghi nell’area torinese

Sulla base delle statistiche creditizie elaborate dalla Banca d’Italia, a fine maggio 2015 l’ammontare degli impieghi subalpini erogati dalle banche e dalle casse depositi e prestiti era pari a quasi 60 miliardi di euro, con una flessione del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2014 (-0,4% nei confronti del  mese precedente).

Se si disaggrega questo dato per settori di attività economica della clientela, solamente gli impieghi delle famiglie manifestano una leggera crescita, +1% nei confronti di fine maggio 2014, mentre i restanti settori di attività hanno accusato delle flessioni, in particolare dalle società finanziarie diverse dalle istituzioni finanziarie monetarie (-22,6%) e dalle amministrazioni pubbliche (-5,8%).

Rispetto a fine aprile 2015, gli impieghi delle famiglie e delle imprese rimangono sostanzialmente invariati, mentre le istituzioni senza fini di lucro al servizio delle famiglie registrano l’aumento più alto (+1,8%).

Al 31 maggio 2015 i depositi bancari torinesi erano pari a 57 miliardi di euro, con una riduzione dell’1% circa rispetto allo stesso periodo del 2014 (+0,4% nei confronti del mese precedente).

Appaiono in crescita i depositi bancari delle famiglie (+2,2% rispetto al 31 maggio 2014), delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (+2,7%) e delle imprese (+1,9%). Sono, per contro, in diminuzione i depositi bancari delle società finanziarie diverse dalle istituzioni finanziarie monetarie (-14,7%) e della PA (-9,7%).

Se il confronto viene effettuato con il mese precedente, gli aumenti più elevati sono registrati dalle imprese (+4,5%) e dalle amministrazioni pubbliche (+2,6%), mentre si riducono i depositi delle società finanziarie diverse dalle istituzioni finanziarie monetarie (-1,6%) e delle istituzioni senza fini di lucro al servizio delle famiglie (-2,1%).

Grafico sul sistema creditizio nella provincia di Torino

Visualizza la tabella sul sistema creditizio in provincia di Torino (1 pagina, 12 Kb)

Approfondimento

Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi: diciottesima edizione

Lo scorso 29 luglio, a Palazzo Birago, è stata presentata la diciottesima edizione dell’Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi, indagine annuale della Camera di commercio di Torino. Il campione analizzato è composto da 240 famiglie alle quali è stata chiesta la compilazione di un questionario e di un libretto di acquisti.

Dopo il netto calo del 2010 e del 2012 e la lieve ripresa nel 2013, nel 2014 si conferma la tendenza espansiva della spesa delle famiglie torinesi: con una media di 2.232 euro mensili (+2,5%), le famiglie tornano a consumare quasi al livello di 9 anni fa, anche se, rispetto al 2005, l’alimentare pesa notevolmente di più (15,5% contro l’11,6% del 2005). L’aumento sembra essersi distribuito su tutte le categorie in modo proporzionale: oltre all’alimentare (+3,3%), infatti, cresce del 2,3% anche il non alimentare.

Le quote maggiori della spesa alimentare sono destinate a carni e salumi (23%), pane e cereali (16%), latte e formaggi (15%). Si riprendono anche alcune spese non alimentari non primarie che avevano sofferto in precedenza (abbigliamento e calzature crescono dell’8,5%, crescono i pasti fuori casa del 53% e le spese per vacanze con un +9%).

La ricerca completa è disponibile sul sito internet della Camera di commercio di Torino alla pagina www.to.camcom.it nella sezione Studi/Osservatori e rapporti annuali/Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi.

Scarica la newsletter di Torino Congiuntura n. 60 - Settembre 2015 (9 pagine, 2.104 Kb)


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