Sei in Aggiornato il: 18 Ottobre 2017

Normativa metrologica nazionale

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L’impianto normativo nazionale è sostanzialmente riconducibile a 3 regi decreti pubblicati tra il 1890 ed il 1909, in questi vent’anni sono state costruite le basi del sistema metrico nazionale, ancora oggi parzialmente in vigore.
Senza entrare nel merito dell’analisi delle norme, alle quali si rimanda per ulteriori approfondimenti, si può dire che il sistema prevede che uno strumento destinato ad utilizzi di tipo metrologico legale (sostanzialmente utilizzo in transazioni commerciali o fiscali), debba essere approvato da parte del Ministero dello sviluppo economico, tramite l’emissione del cosiddetto “decreto di ammissione a verifica prima”: solo dopo questo passaggio è possibile iniziare a produrre detta tipologia di strumento.
A fine fabbricazione, per verificare che lo strumento sia conforme a quanto definito nel decreto di ammissione a verifica prima e rispetti gli errori massimi permessi dalle norme, viene invece eseguita la “Verificazione prima”. Detta verifica, un tempo competenza esclusiva degli ispettori metrici, oggi può anche essere condotta, in autocertificazione, dal fabbricante stesso, che sia in possesso di idoneo sistema di garanzia di qualità della produzione. In quest’ultimo caso il servizio metrico, sorveglierà il sistema di garanzia di qualità del fabbricante.

Successivamente all’eventuale installazione ed alla messa in servizio dello strumento, questi sarà soggetto alla verificazione periodica, secondo le periodicità indicate nell’allegato IV del D.M. 93/2017, con l’obiettivo di controllare il mantenimento nel tempo dei requisiti degli strumenti di misura.
La verifica periodica, in passato competenza esclusiva del Servizio Metrico, dal 2001 può essere eseguita anche da Organismi autorizzati controllati dal sistema camerale.

Detti strumenti saranno inoltre soggetti a sorveglianza da parte del servizio metrico, nel corso del loro normale utilizzo.

Le norme nazionali mantengono un’impostazione in cui di fatto l’omologazione di uno strumento passa esclusivamente dall’autorità pubblica, che deve emettere un decreto di approvazione, sebbene negli ultimi 10 anni alcune attività siano state delegate al privato, ma solo nelle fasi successive (produzione e controlli successivi). La nuova normativa, che discende dall’impostazione comunitaria (direttiva MID), prevede invece un maggior coinvolgimento di strutture private, demandando all’autorità pubblica le soli azioni di sorveglianza e controllo del sistema.


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