Sei in Aggiornato il: 21 Giugno 2016

Diritti e bolli

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In questa sezione sono indicati gli importi dei diritti di segreteria, dell'imposta di bollo e del diritto annuale dovuti per la presentazione delle domande e delle denunce.

Diritti di segreteria

Per la presentazione delle domande e delle denunce al Registro Imprese e al REA é prescritto, dalle norme, il pagamento di diritti di segreteria secondo gli importi specificamente corrispondenti ad ogni tipo di domanda o di denuncia, indipendentemente dall'esito del procedimento (iscrizione o rifiuto).

Per alcune domande e denunce, le stesse norme prevedono, in via del tutto eccezionale, l’esonero dal pagamento dei diritti di segreteria.

Gli importi dovuti vengono aggiornati periodicamente con appositi Decreti Ministeriali del Ministero dello Sviluppo Economico, Interministeriali o Dirigenziali.
I decreti di aggiornamento e di adeguamento, dei valori degli importi, sono sempre pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, oltre che sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico e su quelli delle Camere di commercio italiane.

Gli importi attualmente vigenti, quelli specificamente concernenti le domande e le denunce al Registro Imprese/REA, sono indicati nella Tabella A allegata al Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze del 17 luglio 2012, aggiornati con apposito Decreto Dirigenziale Interministeriale il 21/12/2012.

Quando i diritti di segreteria non sono versati o non lo sono nella misura prevista, la domanda/denuncia è sospesa perché possa essere regolarizzata entro un congruo termine allo scopo assegnato. In caso di mancata regolarizzazione, la domanda è rifiutata con provvedimento motivato del Conservatore notificato via PEC all’impresa.

Forme di pagamento in relazione alle modalità di presentazione delle domande/denunce

MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA/DENUNCIA

FORMA DI PAGAMENTO

 invio telematico

con prepagato, con costo a consumo, con addebito a consuntivo a fine mese, con pagamento differito, ecc., secondo il tipo di contratto stipulato per l’invio telematico delle pratiche.

 allo sportello su supporto informatico
(cd, USB)

in contanti, bancomat o carta di credito, assegno circolare o c.c.p., a 4 sezioni, intestato alla CCIAA di Torino sul conto n. 311.100

 allo sportello o invio per posta1,
su supporto cartaceo, cd o USB

SOLO PER SOGGETTI R.E.A.

in contanti, bancomat o carta di credito, assegno circolare o c.c.p., a 4 sezioni, intestato alla
CCIAA di Torino sul conto n.311.100

Rettifica degli importi e rimborso dei diritti di segreteria

Principio generale

I diritti di segreteria sono dovuti per la presentazione della pratica (domanda/denuncia) e per la sua istruttoria, indipendentemente dal fatto che l’istruttoria sia andata a buon fine, concludendosi con l’iscrizione richiesta, oppure no, concludendosi invece con il rifiuto della domanda o della denuncia presentata.

La richiesta di rimborso può essere presentata, pertanto, unicamente quando i diritti di segreteria sono stati versati in eccesso oppure quando non sono dovuti per il tipo di domanda o denuncia presentata (casi di esonero). Non è possibile richiedere il rimborso dei diritti versati per le domande e le denunce rifiutate con provvedimento motivato del Conservatore.

Invio telematico

Di regola, quando l’utente, nella compilazione della pratica telematica (domanda/denuncia), abbia digitato un importo errato dei diritti di segreteria, nel corso dell’attività istruttoria l’Ufficio del Registro delle  imprese, riscontrato l’errore, procede sempre al prelievo “dell’importo dovuto”, sia esso minore o maggiore di quello dichiarato al momento dell’invio della pratica, rettificando d'ufficio gli importi dichiarati e, quando dovuto, reintegrando il portafoglio elettronico dell'Utente, senza necessità di alcuna richiesta di rimborso correzione da parte dello stesso utente.

Se l’Ufficio del Registro imprese non riscontra né rettifica l’importo erroneamente versato, l’utente, successivamente all’iscrizione della domanda o denuncia, può ottenere il rimborso richiedendo la rettifica della somma erroneamente prelevata, sia nel caso di riscossione in eccesso sia per difetto.

Per far ciò deve inviare un’e-mail all’Ufficio, esclusivamente all’indirizzo accettazionepraticheri@to.camcom.it, specificando nell’oggetto “  RICHIESTA RETTIFICA IMPORTI PRATICA TELEMATICA PROT. N….”.

In questa dovranno essere indicati, oltre ai dati che permettono il contatto con l’utente (compreso un numero di telefono), gli elementi di riconoscimento della pratica sulla quale eseguire la correzione dell'importo (ditta/denominazione impresa, n° R.E.A., n° di protocollo/anno).

L’Ufficio provvede al rimborso richiesto o alle rettifiche necessarie soltanto successivamente alle dovute verifiche e solo quando abbia riscontrato e confermato l’errore evidenziato nella richiesta di rettifica degli importi.

Presentazione su supporto informatico o cartaceo

Il rimborso dei diritti di segreteria versati con conto corrente postale può essere richiesto presentando l'apposita domanda di rimborso.

La domanda di rimborso deve essere compilata in ogni sua parte, sottoscritta dal titolare dell'impresa individuale o da un legale rappresentante della società/soggetto collettivo con firma digitale o autografa, in quest'ultimo caso occorre allegare anche la copia del documento di identità valido.

Occorre allegare alla domanda la copia della documentazione attestante il versamento in usubero e, qualora la richiesta di rimborso sia effettuata dallo studio che ha presentato la pratica, devono essere altresì allegati sia la delega dell’impresa cui si riferisce la pratica, firmata dal titolare o da un legale rappresentante, sia la copia del documento d’identità dello stesso.

La domanda corredata degli allegati sopraindicati può essere presentata a mano al Settore Accettazione e controllo del Registro Imprese (via San Francesco da Paola n. 24, Torino – Piano Terra),  inviata per posta1, oppure tramite e-mail all'indirizzo accettazione.pratiche.ri@to.legalmail.camcom.it

L’Ufficio provvede al rimborso delle somme non dovute, con determinazione dirigenziale, soltanto a seguito delle necessarie verifiche e solo quando abbia riscontrato e confermato l’errore evidenziato nella domanda di rimborso. La liquidazione della somma dovuta avviene con bonifico bancario.
 


1A: Ufficio Registro Imprese di Torino, via Carlo Alberto, 16 - 10123 Torino.

 

Imposta di bollo

La presentazione delle domande di iscrizione e di deposito al Registro Imprese, oltre che al pagamento dei diritti di segreteria, è soggetta al pagamento dell’imposta di bollo, indipendentemente dall'esito del procedimento (iscrizione o rifiuto). Sono fatte salve le eccezioni espressamente previste dalla legge, per cui per alcuni tipi di domande è prescritto l’esonero dall’imposta.

La presentazione delle denunce al REA è soggetta solo al pagamento dei diritti di segreteria e non anche dell’imposta di bollo.
Dal 15/10/2014 qualora l’imposta dovuta non sia stata assolta o sia stata assolta in misura insufficiente, l’Ufficio del Registro delle imprese non opera alcuna rettifica dell'importo indicato dall'utente durante la compilazione della pratica telematica, ma si limita a segnalare all’Agenzia delle Entrate, per quanto di competenza, l’irregolarità riscontrata.

Bollo virtuale

Il soggetto che presenta la domanda (con gli eventuali atti allegati) alla Pubblica Amministrazione competente, anziché apporre marche da bollo sui documenti, indica sulla modulistica e sugli atti, gli estremi della autorizzazione (propria o della P.A. destinataria dell'istanza), o gli estremi della propria dichiarazione (del presunto numero di atti da registrare annualmente), relativi all'assolvimento dell'imposta di bollo ottenuti, a fronte di specifiche richieste, dall'Agenzia delle Entrate.
Quando l’imposta è versata in modo virtuale, la legge prevede che negli atti e nelle istanze siano indicate le modalità con le quali è stato eseguito il versamento e gli estremi dell’autorizzazione rilasciata dall’Agenzia delle entrate.
Norme

Le norme che regolano la materia dell’imposta di bollo sono veramente molte. Leggi, D.P.R., D.L., D.M., circolari ministeriali e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate, hanno nel corso del tempo innovato la procedura (e gli importi) sull’assolvimento dell’imposta di bollo.

La norma di riferimento è il D.P.R. n. 642 del 26 ottobre 1972 “Disciplina dell’imposta di bollo”.

Esso è strutturato in una parte generale, dove sono dettati i principi generali, nella Tariffa-allegato A con l’indicazione degli atti soggetti ad imposta, suddivisi in atti soggetti all’imposta di bollo “fin dall’origine” o solo “in caso d’uso”, e nella Tabella-allegato B, con l’elencazione dei documenti esenti dall’imposta in modo assoluto.

Il documento soggetto all’imposta deve essere compreso tra quelli previsti nella Tariffa (allegato A). L’imposta è considerata assolta fin dall’origine se il presupposto giuridico è la formazione dell’atto, oppure è assolta in caso d’uso, se il presupposto giuridico è l’utilizzazione dell’atto.

Gli atti esenti in modo assoluto dall’imposta di bollo sono solo quelli elencati nella Tabella (allegato B).Per questi è sempre opportuno motivare l’esenzione dal pagamento dell’imposta, indicando nell’atto gli estremi della norma che ne prevede l'esonero.
In queste occasioni, le pratiche indirizzate al Registro delle imprese, devono riportare, nella modulistica informatica, l’indicazione "ESENTE" in corrispondenza della modalità d’assolvimento dell’imposta di bollo.
In questa fattispecie rientrano anche tutti gli atti legislativi e quelli posti in essere dallo Stato, Regioni, Province e Comuni, salvo che questi non siano espressamente previsti nella Tariffa (allegato A).
Importo forfettario
L'imposta di bollo è assolta in misura fissa e in modo forfettario: gli importi differiscono in relazione alla natura giuridica del soggetto per il quale si esegue l’adempimento.

  • imprese individuali: euro 17,50
  • società di persone: euro 59,00
  • società di capitali e cooperative: euro 65,00

Tale misura è unica per ogni pratica, intendendo con ciò che essa comprende sia l’imposta dovuta per la domanda/denuncia presentata (modulistica), sia quella per l’eventuale atto allegato (documento informatico), indipendentemente dal numero di pagine di cui è composta la pratica nel suo complesso.

Ricorrendo al bollo virtuale, diviene obbligatorio indicare sugli atti e sulla modulistica informatica la modalità di assolvimento dell'imposta di bollo.

Ciò avviene specificando, con apposite frasi, che:

  • l’imposta è assolta in Entrata: chi deposita la pratica paga l’imposta alla Camera di commercio che, mediante propria autorizzazione, ottenuta dal Min. Finanze – Direzione Generale delle Entrate, provvede all’incasso e la versa all’Erario;
  • l’imposta è assolta all’Origine. Cioè chi deposita la pratica ha già provveduto al pagamento dell’imposta direttamente all’Erario, con una delle seguenti modalità:
  1. mediante propria Autorizzazione ottenuta dall’Agenzia delle Entrate locale (D.M. 127 del 17/05/2002);
  2. ricorrendo alla specifica Dichiarazione fatta all’Agenzia delle Entrate sul numero presunto di marche da bollo da utilizzare nell’anno(D.M. 127 del 17/05/2002);
  3. utilizzando il Modello Unico Informatico - M.U.I. – ((D.M. 22/02/2007).
     

Con specifico riguardo alle domande di iscrizione e di deposito presentate al Registro delle imprese, di seguito sono indicate, in relazione alle modalità di pagamento, le relative frasi che occorre trascrivere sugli atti allegati, oltre agli estremi delle autorizzazioni/dichiarazioni che devono risultare anche sulla modulistica.

quando il

 

l’imposta viene

 

per la Cciaa di TO indicare sugli atti allegati alle domande la dicitura:

 

bollo virtuale è assolto in entrata (E),

 

 

versata, da chi deposita, alla Camera di commercio autorizzata a riscuoterla, e sarà poi dalla CCIAA versata all’Erario.

 

 “Imposta di bollo assolta in modo virtuale tramite Camera di Commercio di Torino - autoriz. Min. Finanze – Dir. Generale Entrate in Piemonte – n. 9/2000 del 26/09/2000.”

bollo virtuale è  assolto all’origine (O), con autorizzazione propria, come da D.M. 127 del 17/05/2002,

 

 

assolta, da chi deposita, tramite un’apposita autorizzazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate al professionista.

 

 

“Imposta di bollo assolta in modo virtuale tramite l’autorizzazione del Ministero delle Finanze, Direzione Generale delle Entrate … – n. ……. del ../../….”

bollo virtuale è assolto all’origine (O), con dichiarazione propria, come da D.M. 127 del 17/05/2002),

 

assolta, da chi deposita, tramite l’apposita dichiarazione del numero presunto di atti da registrare  durante l’anno, da pagare all’Agenzia delle Entrate.

 

 

“Imposta di bollo assolta in modo virtuale tramite presentazione della dichiarazione inviata in data ../../…. all’Agenzia delle Entrate di …”

 

bollo virtuale è assolto all’origine (O), come da D.M.22/02/2007,

 

dal 01/06/2007, assolta a seguito di trasmissione telematica dell’atto da parte dei Notai all’Agenzia delle Entrate.

 

 

“Imposta di bollo assolta ai sensi del D.M. 22 febbraio 2007 mediante Modello Unico Informatico (M.U.I.).”

 

Rimborso dell'imposta di bollo

In linea di principio, trattandosi d’importi incamerati dall’Erario per il tramite della Camera di commercio, e non essendo quindi competenza della stessa provvedere alla restituzione parziale o totale dell’imposta versata, è necessario che la richiesta di rimborso sia rivolta esclusivamente alla competente Agenzia delle Entrate, con le modalità indicate dalla stessa.

Per le pratiche telematiche, nel caso d’imputazione errata dell’importo da parte dell’utente, dal 15/10/2014 l’Ufficio del Registro delle imprese, nel corso dell'attività istruttoria, non opera alcuna rettifica degli importi relativi all’imposta di bollo. In caso di versamento in eccesso o non dovuto occorre richiedere il relativo rimborso esclusivamente al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Registrazione telematica degli atti mediante M.U.I.

Per effetto del D.M. 22 febbraio 2007, dal 1° giugno 2007 è divenuto obbligatorio per i notai, e per gli altri pubblici ufficiali, pagare l’imposta di bollo mediante il Modello Unico Informatico.

Lo stesso decreto determina le nuove tariffe dell’imposta, dovute in misura forfettaria, per gli atti ricevuti o autenticati dai notai, o da altri pubblici ufficiali, e trasmessi per via telematica.

Questa norma, inoltre, va a completare la progressiva estensione delle procedure telematiche (art. 3 bis D.Lgs. 463/97), già in vigore per gli atti immobiliari, a tutti i soggetti ed a tutti gli atti.

In particolare, i commi 1 bis e 1 bis 1 dell’art. 1 della Tariffa, concernente atti relativi a beni immobili e non, redatti dai notai o da altri pubblici ufficiali, include in questa categoria anche gli atti delle società, prevedendo l'applicazione di diverse misure dell’imposta di bollo.

Diritto annuale

Soggetti obbligati

Sono tenuti al pagamento del diritto annuale:

  • le imprese individuali
  • le società semplici
  • le società commerciali
  • le cooperative e le società di mutuo soccorso
  • i consorzi e le società consortili
  • gli enti pubblici economici
  • le aziende speciali ed i consorzi tra enti territoriali
  • i GEIE (Gruppi economici di interesse europeo)
  • le società tra avvocati D.Lgs. 96/2001
  • le società tra professionisti L. 183/2011

iscritte o annotate nel Registro Imprese al 1° gennaio di ogni anno, ovvero iscritte o annotate nel corso dell’anno anche solo per una frazione di esso. Le imprese devono inoltre pagare un diritto annuale per ognuna delle unità locali o sedi secondarie iscritte nel Registro Imprese.

Sono inoltre tenuti al pagamento del diritto annuale

  • i soggetti collettivi iscritti solo al REA (fondazioni, associazioni...)
  • le persone fisiche iscritte al REA (agenti e rappresentanti, mediatori, spedizionieri)

Per maggiori informazioni consulta la pagina del Diritto annuale.

 


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