Sei in Aggiornato il: 18 Gennaio 2016

Guida pratica alla redazione del business plan

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La "Guida pratica alla redazione del buisiness plan" è uno strumento utile e agevole sia al redattore professionale sia al singolo imprenditore.

Attraverso l´introduzione di criteri generali, la segnalazione di un percorso pratico ed esempi concreti, il lettore viene guidato passo dopo passo all´utilizzo del business plan, documento oggi essenziale per la valutazione di un progetto di impresa.

Indice dei contenuti

Da qui è possibile consultare il primo capitolo della guida in formato pdf; per accedere ai restanti capitoli e alla guida completa consultare la sezione modalità di distribuzione.
Introduzione
Capitolo primo
Definizioni e concetti generali
 (file in formato pdf - 9 pagine, 70 Kbytes)

  • Che cos’è il business plan?
     
  • La funzione del business plan
    • In quali casi è utile preparare il business plan
  • Il business plan quale strumento di pianificazione strategica: il confronto con il budget
     
  • Il business plan e le simulazioni economico - finanziarie
     
  • Il business plan: strumento dinamico e non statico
     
  • I soggetti interessati al business plan
    • I destinatari del business plan
    • I redattori del business plan
  • Affidabilità e attendibilità del business plan
    • Affidabilità
    • Attendibilità

Capitolo Secondo
Il business plan e le altre simulazioni dinamiche

  • Caso di studio (Gamma)
     
  • Le possibili interferenze della generale situazione aziendale
     
  • Una possibile interferenza: l’effetto sulle politiche commerciali
     
  • Altre interferenze: esempi

Capitolo Terzo
I dati necessari e le fonti informative

  • I dati di base macroeconomici: una proposta operativa

Capitolo Quarto
Passo dopo passo, la redazione del business plan

  • Le fasi preparatorie e la procedura per realizzare il business plan
     
  • Il progetto: definizione delle caratteristiche
     
  • L’azienda e le sue aree rilevanti: i centri economici
     
  • L’analisi del mercato e le scelte di marketing
     
  • Le attività produttive
    • Attività produttive: la produzione in serie
    • Attività produttive: il commercio
    • Attività produttive: i servizi
    • Attività produttive: la gestione delle commesse
  • Altri dati operativi
    • Costi di Struttura
    • Acquisizione di beni in leasing
    • Gli investimenti
    • Gestione dei dipendenti
    • Gestione dei collaboratori
    • Gestione dei contributi
    • Le fonti di finanziamento nel business plan
    • Movimenti del patrimonio netto (capitale di rischio)
    • I finanziamenti da terzi

Capitolo Quinto
Il business plan e la verifica di fattibilità economica e finanziaria

  • Fattibilità economica, finanziaria ed attendibilità
    • Fattibilità economica
  • Fattibilità finanziaria
    • Le operazioni che generano flussi finanziari
    • La rilevazione dei dati
    • L’analisi dei flussi di cassa per la valutazione della dinamica gestionale

Capitolo Sesto
Caso di studio (Alfa2003)

  • Descrizione del caso
     
  • Sviluppo del caso
     
  • Alcune riflessioni critiche

Allegati

  • Attività Produttive – Produzione in serie: raccolta dati
     
  • Attività Produttive – Commercio: raccolta dati
     
  • Attività Produttive – Servizi: raccolta dei dati
     
  • Attività Produttive – Commesse: raccolta dei dati

Introduzione

Il business plan è diventato un tema di attualità, anche grazie ad alcune leggi agevolative che ne hanno imposto l´utilizzo da parte degli imprenditori.
Oggi è sempre più riconosciuto, a livello legislativo, nella prassi economica e finanziaria e nella pubblica opinione, quale strumento essenziale per la valutazione di un progetto d’impresa.
È lo strumento idoneo per tale fine perché fornisce una rappresentazione sistemica dei vari aspetti attraverso i quali è possibile misurare la dinamica degli andamenti aziendali, in sintesi riassunti dalle simulazioni dei flussi:

  • economici
     
  • finanziari
     
  • patrimoniali.

Perché sino ad oggi non si è diffuso quale strumento di comunicazione basilare dei progetti d’impresa?
La ragione sta nella mancanza, constatata sino ad oggi, delle chiavi di valutazione e di lettura necessarie per arrivare ad equilibrate e consapevoli valutazioni del piano.
Ma per fronteggiare tale carenza è possibile oggi contare su una importante iniziativa, che ha visto il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti (CNDC) - www.cndc.it - redigere ed approvare i Principi generali di redazione del business plan.
Con questo primo supporto di indirizzo gli operatori possono iniziare a costruire e condividere schemi espositivi e criteri valutativi comuni, necessari a dare fiducia nell’adozione dei piani previsionali nella valutazione sostanziale dell’impresa che li esprime.
Vale però la pena introdurre qui il primo e generale principio che coordina l’approccio a tale strumento da parte degli operatori interessati:
il business plan non deve essere considerato come uno strumento che fornisce garanzie assolute; tuttavia, proprio l’osservanza dei principi generali di redazione del business plan consente la consapevole valutazione e misura delle reali aree di rischio e criticità del progetto.
Possiamo quindi affermare che il business plan è un moderno strumento di simulazione della dinamica aziendale, proiettata nel medio-lungo termine, costituito da una serie di documenti nei quali è rappresentata l’idea imprenditoriale: in tale ambito il redattore razionalizza e sintetizza tutte le idee, i programmi e le iniziative che caratterizzano il progetto imprenditoriale. Obiettivo della presente guida è quello di:

  • introdurre i criteri e gli accorgimenti generali (validi sia per le nuove iniziative imprenditoriali che per la simulazione dello sviluppo di attività imprenditoriali esistenti) per la redazione del business plan
     
  • segnalare un percorso pratico delle fasi e attività utili e necessarie alla sua redazione
     
  • fornire esempi e materiale di riferimento sia per il redattore professionale che per il singolo imprenditore.

La guida si prefigge inoltre di indicare una sequenza di azioni ragionate rispondenti sia al rigore dell’impostazione tecnica sia alla flessibilità dell’operare concreto, tenendo conto dei singoli contesti di sviluppo.
In numerosi passaggi l’esemplificazione della raccolta dei dati necessari al business plan è evidenziata con l’utilizzo delle videata della prima completa piattaforma Internet (modalità ASP) rilasciata per lo sviluppo dei business plan aziendali.
Tale piattaforma, a differenza dei normali software residenti in locale, consente la gestione del business plan da parte dei redattori anche coordinati in gruppi di lavoro, con gestione delocalizzata degli accessi e creazione di rapporti funzionali nuovi tra azienda oggetto di simulazione e redattore o gestore della comunità economica di appartenenza.
Prende quindi il via un innovativo sistema autoqualificante che vede evolvere il tradizionale ruolo del consulente e del formatore in una integrata funzione di tutor anche virtuale dei progetti di sviluppo d’impresa, vissuti in modo sempre più attivo da parte del redattore interno all’impresa.

Modalità di distribuzione

VERSIONE CARTACEA
La guida è disponibile in formato cartaceo presso il Settore Nuove Imprese - www.to.camcom.it/nuoveimprese

VERSIONE ON LINE
La guida si può consultare e scaricare in formato pdf, previa registrazione come utente del sito all'indirizzo www.to.camcom.it/iscrizionesito

Accesso all'area riservata: www.to.camcom.it/download

 


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