Sei in Aggiornato il: 9 Maggio 2017

Gare di appalto nei Paesi UE

Focus gare di appalto internazionali nei Paesi UE, finanziate dalle pubbliche amministrazioni dei Paesi Membri e dalla Commissione Europea.

Condividi questa pagina

alps_een.jpg

In questa sezione ci concentreremo sulle gare di appalto internazionali nei Paesi UE, finanziate dalle pubbliche amministrazioni dei Paesi Membri e dalla Commissione Europea (EuropeAid, etc.).

Nell'ambito dell'obiettivo prioritario del completamento del mercato interno, l'Unione Europea ha da tempo intrapreso una politica volta a creare pari opportunità per tutte le imprese nella partecipazione agli appalti pubblici.

A partire dal 1970 si sono pertanto susseguite diverse direttive in materia, in base alle quali gli appalti pubblici che superano determinate soglie di valore - diverse a seconda del settore e del tipo di amministrazione - sono assoggettati alle norme comunitarie, improntate ai seguenti princìpi:

  • divieto di discriminazione tra imprese in base alla nazionalità
  • descrizione precisa delle procedure utilizzabili per l'aggiudicazione dei vari tipi di appalto
  • massima pubblicità e trasparenza delle procedure di aggiudicazione
  • determinazione in anticipo di criteri obiettivi per la selezione dei candidati

In particolare, in base al citato principio di trasparenza e pubblicità, le amministrazioni pubbliche devono trasmettere all'Ufficio Pubblicazioni dell'Unione Europea gli avvisi di bandi di gara che oltrepassano le soglie minime (diverse a seconda delle diverse tipologie di appalto), ai fini della pubblicazione degli stessi sulla Gazzetta Ufficiale.

Questo costituisce infatti il presupposto fondamentale perché le imprese di tutti i paesi europei possano venire a conoscenza - ai fini di un'eventuale partecipazione - di tutti i principali appalti banditi dalle amministrazioni pubbliche degli stati membri dell'UE.

Novità normative

Il 18 aprile 2014 sono entrate in vigore le tre nuove direttive che riformano il settore degli appalti e delle concessioni:

  1. la direttiva 2014/23/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione
  2. la direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici nei settori ordinari
  3. la direttiva 2014/25/UE sugli appalti nei cosiddetti "settori speciali" (acqua, energia, trasporti e servizi postali)

Gli Stati membri hanno avuto la possibilità di recepire le disposizioni delle nuove norme nell'ordinamento nazionale fino al 18 aprile 2016.

Le prime due direttive citate, rispetto alle precedenti 2004/18/CE e 2004/17/CE (recepite nell'ordinamento nazionale mediante il Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 Codice dei contratti pubblici) apportano una semplificazione, una maggiore flessibilità delle procedure e tendono ad avvicinare la disciplina dei settori “speciali” a quella dei settori classici.

Introducono ad esempio:

  • un crescente ricorso all’autocertificazione, con l’introduzione del documento di gara unico europeo (DGUE)
  • riduzione dei costi amministrativi di partecipazione alle gare, al fine di favorire la partecipazione delle PMI
  • incentivazione alla suddivisione degli appalti in lotti
  • requisiti di fatturato non sproporzionati rispetto al valore del contratto
  • riduzione dei tempi minimi per la presentazione delle offerte
  • introduzione di procedure di affidamento che aumentino le possibilità di negoziazione tra la pubblica amministrazione e le imprese in corso di gara, come ad esempio i “partenariati per l’innovazione
  • la preferenza del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa
  • uso strategico degli appalti per ottenere merci e servizi che promuovano l’innovazione, rispettino l’ambiente e contrastino il cambiamento climatico, migliorando l’occupazione, la salute pubblica e le condizioni sociali

Per ulteriori informazioni sulle novità previste dalla riforma del 2014 segnaliamo le schede pratiche scaricabili (anche in lingua italiana) dal sito Public procurement reform (le schede sono disponibili nel paragrafo intitolato "What will change - Fact sheets").

Link utili

  • Accesso ai bandi di gara pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (banca dati TED)
  • Portale SIMAP, il portale europeo dell'e-procurement
  • Commissione Europea, Direzione Mercato Interno, sezione dedicata al Public Procurement
  • E-certis, il portale che consente di individuare i certificati e gli attestati più frequentemente richiesti nelle procedure d'appalto negli Stati membri dell'UE
     

Le azioni della Camera di commercio di Torino in materia di appalti

La Camera di commercio di Torino da molti anni segue con attenzione il settore degli appalti, che può rappresentare per le imprese un'ottima opportunità commerciale e di sviluppo.

A livello europeo sempre più si sta affermando il principio che gli appalti rappresentano uno strumento fondamentale per stimolare l'innovazione e la crescita.

Ad oggi la spesa pubblica veicolata tramite appalti pubblici rappresenta il 18% del PIL europeo ed è l'area più rilevante in cui i governi possono intervenire per migliorare la loro capacità nell'erogare servizi pubblici evoluti.

L'approccio verso appalti di innovazione è anche guidato dai mutamenti strutturali che stanno avvenendo in Europa:

  • il settore pubblico deve essere sempre più competitivo, offrendo servizi migliori ad un costo ridotto e avvantaggiandosi delle opportunità offerte dal fatto di operare in un mercato globale
  • la definizione del valore sta cambiando. Esso non viene più valutato solo in termini economici, ma anche rispetto alla sostenibilità dell'investimento, prendendo in considerazione l'intero ciclo di vita del costo, pesandone l'impatto sociale ed ambientale
  • la tecnologia sta modificando il modo in cui i governi fronteggiano le maggiori sfide, ma anche il modo in cui essi interagiscono con i loro fornitori per approfittare della loro offerta e trovare maggiori soluzioni possibili per le loro esigenze d'acquisto
     

Progetti conclusi

La Camera di commercio di Torino ha partecipato ai seguenti progetti:

  • SYNCRO, un progetto transfrontaliero (Italia-Francia) rivolto alle imprese innovative operanti nel campo della smart mobility (dai sensori strada-veicolo alla raccolta e diffusione di big data), al fine di offrire loro l'opportunità di trovare nuovi business, partecipando a un dialogo competitivo europeo per lo sviluppo di nuovi sistemi di comunicazione stradale intelligente
     
  • PRISME (PRocurement of Innovation from SMEs), il cui intento è stato quello di favorire la diffusione degli appalti per prodotti e servizi innovativi e la partecipazione agli stessi delle PMI
     
  • Procure (eTEN Programme), il cui intento era quello di proporre una soluzione transeuropea per l'e-procurement realizzata dagli enti locali per le PMI
     
  • ALPPS (Alpine Public Procurement Services for Small and Medium Size Enterprises), il cui intento è stato quello di facilitare gli scambi transfrontalieri in materia di appalti sottosoglia

 

 


Ti è stata utile questa pagina?: 
Contatto: