Sei in Aggiornato il: 23 Ottobre 2017

Componentistica automotive: positivi segnali di crescita e trasformazione

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Comunicato stampa del 23/10/2017

Nel 2016, in Italia, il comparto arriva a fatturare 40 miliardi. Green, nuovi materiali e infomobilità le maggiori linee di sviluppo per il futuro, anche in Piemonte, regione protagonista, dove risiede il 36% delle aziende italiane e più della metà dei progettisti (E&D).

Presentata questa mattina al Circolo dei Lettori, nell’ambito di un ampio convegno dedicato a stampa e operatori del settore, l’ultima edizione dell’Osservatorio sulla componentistica italiana, indagine realizzata dalla Camera di commercio di Torino, dall’ANFIA e dal Centro CAMI dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Come ha illustrato Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino nel discorso di apertura: “Registriamo ancora dati positivi per la componentistica italiana, che con 40 miliardi di fatturato nel 2016 realizza una variazione del +4,3% rispetto all’anno scorso. Il Piemonte si conferma come sempre protagonista: con il 36% delle aziende ricava il 40% del fatturato nazionale, attestandosi sui 16 miliardi di euro con una crescita decisa del 7%. Maggiore anche la propensione verso i mercati esteri, che riguarda l’82% delle imprese piemontesi, rispetto ad una media italiana del 76%. Proprio dalle vendite internazionali proviene il 40% del fatturato della filiera piemontese “.

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In uno scenario globale che nel 2016 vede la produzione e la domanda di autoveicoli ancora in crescita, con oltre 95 milioni di unità nel primo caso e oltre 94 nel secondo, la componentistica italiana si allinea alle evoluzioni dei maggiori mercati rafforzando i propri livelli di competitività attraverso nuovi investimenti e processi di internazionalizzazione – ha dichiarato Giuseppe Barile, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA. In Italia, dove la produzione del settore automotive è cresciuta del 7% nel 2016, contro il +1,7% della produzione industriale nel suo complesso, e gli 1,1 milioni di autoveicoli prodotti ci qualificano come il sesto Paese produttore in UE, la componentistica dà un contributo importante anche alla bilancia commerciale, manenendo da oltre 20 anni un saldo positivo, pari a 5,5 miliardi di Euro nel 2016 (+0,3%) e circa 3 miliardi nel primo semestre 2017, a conferma di un consolidato successo internazionale”.

Secondo Francesco Zirpoli, Direttore Scientifico del Center for Automotive and Mobility Innovation dell’Università Ca’ Foscari: "La filiera automotive italiana vive un momento di crescita e sviluppo. Tuttavia, il mondo della mobilità sta cambiando. La componentistica italiana potrà essere la spina dorsale su cui fondare il futuro dell’industria della mobilità in Italia se si riuscirà a invertire il trend che la vede investire meno dei competitor internazionali in Ricerca e Sviluppo e fare poco rete per accedere a nuove competenze tecnologiche. Quanto alla situazione italiana nel suo complesso, la sfida da vincere è mantenere in Italia la progettazione e la produzione di autoveicoli, sistemi e moduli ad alta complessità tecnologica. Ciò richiede un’inversione di tendenza negli investimenti in innovazione che al momento pongono l’Italia in posizione di svantaggio rispetto a paesi con una simile tradizione industriale".

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