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Brexit: una via “soft” per favorire le imprese

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Comunicato stampa del 5 aprile 2017

Torino unica Camera di commercio italiana presente oggi a Londra al summit dell’ Alliance of European Metropolitan Chambers (AEMC), per discutere delle conseguenze economiche dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

Firmata oggi a Londra, su invito del sindaco della capitale britannica Sadiq Khan e alla presenza del Ministro inglese Lord Bridges, una dichiarazione di impegno sottoscritta da 10 Camere di commercio europee metropolitane, tra cui Torino, Berlino, Parigi e Madrid, con l’intento di lavorare insieme nell’era post-Brexit per lo sviluppo e la crescita delle pmi europee.

L’Alliance of European Metropolitan Chambers (AEMC), organizzazione di diritto internazionale con sede a Bruxelles, ha come obiettivo lo scambio di best practise e l’ideazione di progetti per lo sviluppo delle aree metropolitane. Ad una settimana dalla notifica dell’articolo 50 per l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, l’Alliance ha chiamato a raccolta le Camere di commercio aderenti, per aprire il dibattito sul tema Brexit e fissare le priorità di intervento nei prossimi mesi. La Camera di commercio di Torino, partner dal 2011 dell’Alliance, è l’unico ente camerale italiano presente oggi al summit internazionale.

“La Brexit è una sconfitta dell’Europa e dei suoi politici. La preoccupazione, condivisa sia dagli imprenditori inglesi sia da quelli europei, è che i politici gestiscano questo delicato passaggio come una prova di forza, spingendo verso una hard-Brexit. Questo scenario, che porterebbe inevitabilmente a più barriere e più protezionismo, non è certamente quello che gli imprenditori desiderano da entrambe le sponde della Manica - ha spiegato Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino. - Con le Camere di commercio europee richiediamo quindi innanzitutto un periodo di transizione che permetta a imprese e governi di riorganizzarsi e porre le basi per accordi futuri. Le priorità per noi restano l’assenza di barriere doganali, la libertà di movimento delle persone e il mantenimento delle norme relative alla movimentazione delle merci. Per il Piemonte il Regno Unito è il sesto paese di destinazione dell’export, con un interscambio di oltre 3 miliardi di euro: sarebbe molto oneroso per tutti mettere in discussione questa interdipendenza”.

Mi auguro che gli uomini d'affari di Londra siano sempre ben accolti nelle vostre città, così come lo saranno sempre i vostri qui - ha assicurato il Sindaco di Londra Sadiq Khan, che ha anche aggiunto: - la Brexit può sembrare un’opportunità per quei territori che si candidano ad attrarre presso di sé nuovi insediamenti di imprese e attività inglesi, ma questa lettura è fuorviante: una competizione di questo tipo, infatti, sfocia inevitabilmente in una crescita a somma zero, che non è l’obiettivo di nessuno”. 

Secondo Lord Bridges, Minister for Exiting the European Union presente all’incontro: “La dichiarazione firmata oggi rappresenta un’ottima iniziativa ed è importante vedere il sistema economico internazionale lavorare insieme per cogliere le opportunità che nasceranno dalla nostra uscita dall’Unione Europea. Siamo alla ricerca di un accordo che dia alle imprese inglesi la massima libertà di business con i mercati europei e permetteremo alle imprese europee di agire allo stesso modo nel Regno Unito. E quando i negoziati saranno al via, continueremo ad impegnarci con gli imprenditori di Londra, del Regno Unito e dell’Europa su questioni importanti quali commercio, mobilità dei lavoratori e trasporti”.

 

DICHIARAZIONE AEMC (Alleanza delle Camere di commercio Metropolitane Europee)

 

AEMC (Alliance of the European Metropolitan Chambers), rappresenta gli interessi di migliaia di aziende europee, che oltre ad impiegare milioni di lavoratori in Europa, contribuiscono allo sviluppo delle economie metropolitane, generando ricadute economiche di miliardi di Euro per il continente Europeo.

Nelle ultime decadi l’economia europea si è sviluppata grazie allo sforzo collettivo delle piccole e medie imprese associate alle Camere di commercio metropolitane, le cui attività spaziano in tutti i settori rappresentativi delle diverse realtà cittadine, regionali e statali. La nostra comune economia europea è stata sostenuta da una rete di collaborazioni commerciali in continua evoluzione, così come da una serie di accordi atti a regolamentare cooperazione e competizione, condividendo il comune obiettivo della crescita economica. Il risultato per lo sviluppo del business - divenuto sempre più florido -  è stato il superamento dei confini nazionali.

AEMC è consapevole del fatto che, sebbene il Regno Unito possa risultare pronto ad uscire dall’Unione Europea come istituzione, l’Inghilterra non sta lasciando l’Europa. In ogni caso, riconosce che la Brexit impatterà inevitabilmente sul commercio dei beni con gli altri stati europei.AEMC è pertanto disponibile ad assumere il ruolo di piattaforma collaborativa all’interno della quale possano essere discussi problemi e ideate soluzioni.

Mentre il Governo del Regno Unito e le Istituzioni Europee iniziano i processi di negoziazione, noi ci rivolgiamo a loro attivamente, chiedendo di prendere in considerazione “un periodo di transizione funzionale alla Brexit”.Tale periodo di transizione permetterebbe alle imprese e ai governi europei di riorganizzarsi e porre le basi per accordi in grado di far fronte alla nuova situazione.

La “resilienza” dell’economia europea si basa in parte sull’interdipendenza commerciale transnazionale. Per garantire un futuro all’economia europea, in questo periodo di transizione occorre quindi lavorare insieme sul alcuni punti “chiave”, quali:

  • Assicurare l’accesso a una manodopera specializzata – garantendo una migrazione della forza lavoro sicura e flessibile in tutta Europa
  • Sostenere il commercio – riducendo al minimo le barriere all’export tra le varie regioni europee
  • Preservare gli spazi di movimentazione delle merci – tutelando i trasporti aerei, marittimi e via terra, attraverso accordi specifici

AEMC, l’Alleanza delle Camere di commercio metropolitane europee, in qualità di ambasciatore del mondo del business delle nostre città, delle nostre regioni e dei nostri stati, si impegna a mettere a fattor comune le energie, le risorse e le esperienze collettive, e a lavorare in sinergia per portare il proprio positivo contributo nel mesi ed anni a venire.

 


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