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Archivio comunicati stampa anno 2015

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Testata comunicati stampa

 

Myanmar e Torino: firmato dalle Camere di commercio un accordo di promozione economica (18/12/2015)

Ieri, nella capitale Yangon, il Segretario Generale dell’ente camerale Guido Bolatto ha firmato un accordo con la Federazione delle Camere di commercio e industria del Myanmar. La firma è avvenuta nell’ambito della missione di sistema in Myanmar appena conclusasi, la cui delegazione era formata dal Comune di Torino e dalla Camera di commercio di Torino, rappresentati rispettivamente dall’Assessore allo Sviluppo Innovazione Ambiente e Verde, Enzo Lavolta, e da Guido Bolatto.

“A luglio la Città di Torino aveva ricevuto la visita di una delegazione del Myanmar guidata dal Ministero dell’Economia e dalla Federazione delle Camere di commercio e industria e in quella occasione avevamo avviato i contatti per attivare questa collaborazione tra Camere di commercio, con l’obiettivo di supportare la penetrazione delle PMI torinesi nel mercato birmano – ha spiegato oggi Guido Bolatto di ritorno da Yangon – Con la firma di questo accordo ci impegniamo reciprocamente a eliminare ogni ostacolo allo sviluppo di relazioni commerciali e industriali e a promuovere la crescita delle relazioni e delle occasioni di contatto tra le nostre aziende. Il  Myanmar è un mercato ancora poco conosciuto ed è considerato la prossima frontiera economica dell’Asia: anche se i rapporti commerciali con il nostro territorio non sono particolarmente sviluppati, questo accordo apre ad ampie prospettive di crescita e sviluppo degli scambi. Durante la missione abbiamo anche preso contatto con due grandi gruppi multisettoriali molto interessati al made in Italy, dalle auto alla moda, dal food alle macchine agricole, e con i quali lavoreremo per organizzare una loro visita a Torino. 

Il Protocollo d’intesa prevede lo scambio di informazioni sulle opportunità commerciali, l’assistenza per le imprese dei due Paesi che vogliano stabilire relazioni commerciali e produttive su base congiunta, l’assistenza per la partecipazione a fiere nazionali e internazionali o a incontri e seminari che avranno luogo a Yangon e a Torino, l’assistenza alle imprese nella ricerca di partner commerciali.

La Camera di commercio ha tra le proprie finalità la promozione internazionale del territorio e lo fa anche attraverso l’apertura e l’avvio di contatti istituzionali in Paesi esteri,  per supportare gli operatori economici interessati ad espandersi a livello internazionale. L’area geopolitica del Sud-est Asiatico è stato negli ultimi anni al centro dell’attenzione della Camera di commercio di Torino attraverso la partecipazione ad importanti eventi fieristici internazionali e l’organizzazione di incontri con imprenditori locali nell’ambito dei progetti PIM e PIF del Piano per l’Internazionalizzazione della Regione Piemonte.

Il Myanmar, a seguito del processo di democratizzazione avviato nel 2011, si distingue in quest’area come un’economia emergente, con un tasso di crescita pari all’8,5% nel 2014, un mercato di più di 51 milioni di abitanti e un Pil assoluto e pro-capite in costante crescita. A seguito della rimozione delle sanzioni dell’Unione europea e grazie alla volontà dell’attuale governo di attuare riforme in senso democratico e di reinserire il Paese a pieno titolo nella comunità internazionale, il Myanmar è diventato un mercato target soprattutto per i massicci investimenti in atto sui settori ambiente e energia, ICT e infrastrutture.

Piemonte e Myanmar

Nei primi nove mesi del 2015 il Piemonte ha esportato in Myanmar merci per 4,1 milioni di euro,  -15,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; le esportazioni piemontesi in Myanmar rappresentano l’8,1% delle vendite nazionali in questo Paese.
Le importazioni, pari a poco più di 9,2 milioni di euro, hanno registrato un +147% rispetto ai primi 9 mesi del 2014. Il saldo della bilancia commerciale è pertanto negativo (-5,1 milioni di euro).
Il Piemonte esporta nel Myanmar principalmente prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (il 73,7% del totale, in aumento del 23,7%), ma anche macchinari ed apparecchi n.c.a. (il 10,9% del totale, ma in diminuzione del 69,7% ) e articoli in gomma e materie plastiche (il 6,6% dell’export totale, in crescita del 53%).
Il Piemonte acquista dal Myanmar principalmente prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori che rappresentano il 63,5% dell’import totale; seguono i prodotti alimentari che rappresentano il 15% dell’import.

 

 

Nuovi mentori per PMI piemontesi (17/12/2015)

Al via la seconda edizione del progetto che fa lavorare insieme professionisti di successo all’estero e imprenditori locali sulla strada dell’internazionalizzazione.
#MeetAtTorino

Sono arrivati a Torino incastrando agende fittissime di impegni o anticipando il rientro a casa per le vacanze: sono 26 dei 40 professionisti piemontesi di successo all’estero aderenti alla seconda edizione del progetto della Camera di commercio Meet@Torino, che nei prossimi mesi si metteranno gratuitamente a disposizione di alcune aziende piemontesi interessate a esplorare nuovi mercati.

Questa mattina, dopo un intenso percorso di preselezioni, candidature e presentazioni a distanza, si è svolto di fatto il primo incontro con le 86 PMI piemontesi che si sono candidate per richiedere la loro consulenza: di queste circa la metà lavoreranno, a partire da gennaio, abbinate ciascuna al proprio mentore.

Il progetto Meet@Torino, ideato dalla Camera di commercio di Torino sulla base di una formula del tutto innovativa in Italia, seleziona e fa collaborare imprenditori del territorio e professionisti in qualche modo legati al Piemonte (per origini, studio, lavoro) che hanno fatto carriera all’estero. Si tratta di un sistema per far rientrare professionalità e competenze attive all’estero, a tutto vantaggio delle aziende locali. I mentori devono avere almeno 10 anni di esperienza, di cui 3 internazionale, oltre che un legame con il Piemonte, non necessariamente per nascita, ma anche per studio o precedenti esperienze lavorative.

Chi sono i nuovi mentori

All’appello della Camera di commercio hanno risposto ben 55 professionisti all’estero (+15% rispetto alla prima edizione): tra questi sono stati selezionati 40 mentor, di cui ben 29 nuovi, provenienti da 13 Paesi, come USA, Brasile, Costa Rica, Singapore, Cina, ed esperti di oltre 24 mercati diversi.

Lavorano in multinazionali e grandi aziende di diversi settori, tra cui il digitale (E-Bay, Amazon), l’automotive (Rolls-Royce, Continental), l’energetico (Shell, Gruppo Hera), i prodotti di largo consumo (Johnson&Johnson, Decathlon, Burberry, C&C Group con la birra Tennent’s), il medicale (Menarini).

Seguiranno l’azienda piemontese selezionata a partire da gennaio, per un minino di 30 ore per 8 mesi, senza ricevere alcun compenso in denaro.  Il mentore, infatti, non è né un consulente, né un procacciatore d’affari: è invece un dispensatore di informazioni utili per approcciare nuovi mercati o nuovi settori all’estero, che agisce in modo confidenziale, senza conflitti di interesse. In generale i mentori aderiscono al progetto per una volontà di “restituzione” o giving back nei confronti della regione che li ha formati o ospitati in passato, ma vogliono anche mettersi alla prova su casi reali, anche lontani dalla propria esperienza professionale, ad esempio cimentandosi nello sviluppo di PMI quando in realtà lavorano in multinazionali.

Consulta i profili dei 40 mentor (16 pagine, 1.53 Mb) della 2° edizione.

Chi sono i mentee

Sono 86 le candidature ricevute da parte di PMI piemontesi, +11% rispetto alla prima edizione, attive nei settori IT, energia, automotive, beni di lusso e agroalimentare. Di queste 28 sono start up. Le nostre aziende richiedono ai mentori indicazioni di tipo metodologico e organizzativo, informazioni e contatti sui mercati esteri, consigli su come effettuare presentazioni aziendali o elaborare un business plan. Anche i mentee non sostengono alcun costo per la partecipazione al progetto.

Risultati della prima edizione

L’anno scorso Meet@Torino ha fatto lavorare 21 mentori con 19 aziende per oltre 630 ore complessive. In media l’impegno dei mentori è stato superiore al richiesto (+45% di ore in più) ed è proseguito con incontri e contatti informali anche al di là di quanto formalizzato nel progetto. Ottimi i riscontri ottenuti: il 100% delle aziende partecipanti prosegue i contatti con il proprio mentore e consiglierebbe l’esperienza ad altre imprese del territorio. Per il momento 2 Pmi hanno confermato di aver avviato nuovi investimenti proprio grazie alla consulenza prestata dal mentore.

Il programma “Mentoring for International Growth” di Meet@Torino è un’iniziativa della Camera di commercio di Torino, con il supporto di Regione Piemonte, Gruppo Giovani imprenditori di Unione Industriale, API e CNA Torino, Incubatori I3P e 2I3T, Ceipiemonte e Fondazione Torino Wireless.

Meet@Torino è anche su LinkedIn, con un gruppo di discussione aperto a tutti gli imprenditori e professionisti, in Piemonte e all’estero, a cui partecipano già 1.800 persone.

Mentoring Program

Scopri che cos'è il Mentoring Program in 1.30"

Open Day alla Borsa Merci (14/12/2015)

La Camera di commercio di Torino, in collaborazione con l’Associazione Granaria e dell’Alimentazione di Torino, organizza il prossimo giovedì 17 dicembre 2015, dalle 14.30 alle 18.30 una giornata porte aperte alla Borsa Merci di Torino: sarà possibile accedere liberamente ai locali di Via Giolitti 15 e incontrare gli operatori del settore agroalimentare (ad es. cerealisti, mugnai, mangimisti, produttori di materie agricole, commercianti del settore e mediatori) che frequentano la Borsa.

Istituita con Decreto del Presidente della Repubblica il 16 luglio 1951 e ancor oggi regolata da una Legge del 1913, la Borsa Merci è il luogo dove gli operatori economici si incontrano per contrattare la compravendita di merci: ogni giovedì dalle 11,30 alle 18,30 si svolgono le contrattazioni fra oltre 100 operatori dei settori di produzione, trasformazione, commercio, intermediazione e servizi di cereali, legumi, foraggi, fertilizzanti e sementi. Al termine delle trattative viene redatto il “Listino settimanale dei prezzi all’ingrosso accertati alla Borsa Merci di Torino”, a cui collaborano apposite commissioni di esperti operatori, specializzati nelle diverse tipologie merceologiche.

Sulle attività della Borsa Merci vigila la Deputazione di Borsa, organo di controllo nominato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

 

Gianluigi Gabetti è il “Torinese dell’anno” (11/12/2015)

A 137 lavoratori consegna del Premio della Fedeltà al Lavoro. Un riconoscimento anche ai migliori diplomati degli istituti tecnici-professionali.

Domenica 13 dicembre alle ore 9.30 all’Auditorium RAI, la Camera di commercio di Torino riunirà 137 lavoratori di Torino e provincia insigniti del Premio “Fedeltà al Lavoro e per il Progresso Economico”, 77 ragazzi “Diplomati eccellenti tecnici e professionali” e Gianluigi Gabetti, premiato come “Torinese dell’anno 2014”.

“Per aver rappresentato nella sua lunga carriera manageriale i più alti valori della torinesità, mettendo a disposizione della maggiore realtà industriale italiana le proprie straordinarie competenze imprenditoriali e finanziarie con impegno e lealtà e contribuendo con lungimirante visione alla continuità dell’azienda e alla creazione di occupazione e innovazione”. È questa la motivazione con cui la Giunta della Camera di commercio di Torino ha voluto premiare Gianluigi Gabetti con il riconoscimento dedicato a chi, torinese di nascita o di adozione, ha offerto un contributo speciale nel proprio settore di attività, economia, arte, scienza, sociale.

“Gianluigi Gabetti, uomo conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, sin dai primi passi della sua lunga carriera ha fatto del mondo la sua casa, portando innovazione in tutti gli ambiti nei quali ha operato: dalla musica all’industria, dall’arte moderna alla finanza – commenta Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di commercio di Torino. – Ho avuto l’onore di frequentarlo fin da bambino e posso dire di aver ricevuto da lui molti stimoli che hanno contribuito alla mia crescita personale e professionale. Gianluigi Gabetti è un esempio di quella tenace e sabauda operosità che guida noi Torinesi e che ritroviamo nei premiati della Fedeltà al Lavoro. Ai giovani diplomati passiamo virtualmente il testimone della dedizione e dell’impegno, che dovranno far fruttare con coraggio nei prossimi anni, forti del titolo della maturità tecnica-professionale, che rappresenta una concreta opportunità per entrare nel mondo del lavoro, per di più conseguita con il massimo dei voti”.

Il “Premio della Fedeltà al Lavoro e per il Progresso Economico”, giunto alla 63° edizione, è il riconoscimento che la Camera di commercio dedica a chi ha svolto almeno trentacinque anni di attività imprenditoriale o di servizio presso una stessa azienda. Saranno premiati 103 lavoratori dipendenti ancora in servizio, 12 lavoratori dipendenti pensionati, 18 imprenditori e 4 imprenditori eredi del fondatore.

Il presidente Ilotte consegnerà poi il riconoscimento “Diplomati eccellenti tecnici e professionali” che la Giunta della Camera di commercio di Torino ha voluto istituire per gli studenti degli istituti superiori tecnici e professionali, che si sono diplomati con i punteggi di 100 e 100 e lode nell’anno scolastico 2014/2015 e che, in virtù del titolo di studio conseguito, sono già qualificati per entrare nel mondo del lavoro con un bagaglio di conoscenze pronte ad essere applicate sul campo.

Si tratta della prima edizione del Premio che la Camera di commercio ha creato nell’ambito del suo Progetto Scuolav, con il quale da tredici anni programma attività di avvicinamento tra mondo formativo e realtà lavorativa e che prevede, fra l’altro, la realizzazione di moduli informativi/formativi per studenti delle scuole superiori e la diffusione dei concetti legati all’imprenditorialità e alla conoscenza del territorio.
 

Premiati “Fedeltà al Lavoro e per il Progresso economico”

Categoria "Imprenditori - eredi"
Al primo posto il signor Tommaso Lencia, titolare dell’azienda L’Artigiana di Eredi Lencia snc che realizza poltrone e divani da 74 anni. Al secondo posto il signor Alberto Menegozzo, titolare dell’omonima azienda commerciale con 53 anni e 8 mesi di vita. Al terzo posto il signor Osvaldo Servi, titolare della Servi Impianti srl, fondata 53 anni e 3 mesi fa.

Categoria "Imprenditori"
Primo classificato con 57 anni di attività è il signor Teresio Bompard della omonima macelleria a Bardonecchia. Al secondo posto il signor Giovanni Bonin, rappresentante di macchine utensili da oltre 54 anni e 2 mesi. Al terzo posto il signor Mario Aiassa, titolare di un’attività agricola, fondata più di 54 anni e 1 mese fa.

Categoria “Lavoratori dipendenti in pensione”
Prima classificata della categoria è la signora Laura Caterina Gamalero dipendente per 37 anni, 1 mese e 2 giorni presso la Unicredit spa.  Secondo in graduatoria il signor Enzo Domenico Rolando con 36 anni e 1 giorno di servizio presso Munksjo Italia spa. Al terzo posto il signor Carmine Ciullo, con 35 anni, 8 mesi e 20 giorni di attività presso la Wabco Westinghouse Compagnia Freni spa.

Categoria “Lavoratori dipendenti in servizio”
Tra le persone ancora in attività alla data del bando di concorso, risulta primo classificato il signor Bruno Camisassa, della Comau spa, con 43 anni e 4 mesi di servizio. Secondo classificato il signor Luigi Imberti, dipendente delle Officine Meccaniche Cavourresi spa da 41 anni 6 mesi e 20 giorni e al terzo posto il signor Mauro Gallo, dipendente della Comau spa da 41 anni, 6 mesi e 12 giorni.

Premiati “Diplomati eccellenti tecnici e professionali”

Sono 95 i ragazzi premiati, provenienti dai 30 istituti tecnici e professionali statali di Torino e provincia che hanno aderito all’iniziativa della Camera di commercio. Quattro di loro hanno ottenuto 100 e lode, 43 sono ragazze.

Aerospazio e difesa: le pmi italiane incontrano i grandi player del mondo (18/11/2015)

Ha preso oggi il via all’Oval Lingotto, la quinta edizione di Aerospace & Defense Meetings, appuntamento biennale, dove l’eccellenza piemontese e italiana mettono in mostra il proprio know-how e si confrontano con i big del mondo. Per 2 giorni Torino torna capitale dell’aerospazio con 306 aziende fornitrici, 174 buyer italiani e stranieri, provenienti da 34 Paesi tra cui: Corea, Giappone, Israele, Malesia, Marocco, Messico, Russia, Sudafrica, Tailandia, Turchia, Tunisia, oltre a quelli europei. Sono 1.200 i partecipanti attesi, oltre 6.000 i b2b in agenda.

Il programma scientifico e tecnologico è arricchito da 2 appuntamenti: gli Additive Manufacturing Meetings e gli ultimi 2 giorni del 23° Congresso AIDAA (Associazione Italiana di Aeronautica e Astronautica). Oggi alle 16.00: un dibattito sulle strategie aerospaziali dell’Italia. Alcuni dei nomi più noti tra i compratori che hanno aderito: Airbus Operation, Airbus Defense, Stelia, FCA, Sukoi Civil Aircraft, Elbit, Rafael, Daher Aerospace, Novaer, Rolls Royce, TAI, TEI; Safran – Hispano Suiza, Supejet International …e Finmeccanica, per la prima volta qui anche in veste di partner industriale.

Presenti 180 imprese italiane provenienti da tutte le regioni, in particolare quelle che vantano importanti insediamenti produttivi e centri di ricerca come Lazio, Lombardia, Campania, Puglia e Toscana; il Piemonte è la regione più rappresentata, con circa  50 società.

Aerospace & Defense Meetings i cui sponsor principali sono Camera di commercio di Torino e Regione Piemonte, rientra nell’ambito di Torino Piemonte Aerospace, Piemonte Major Appliances e Piemonte Naval technology, Progetti Integrati di Filiera (PIF) gestiti dal Centro Estero per l’Internazionalizzazione (Ceipiemonte) e su incarico di Regione Piemonte, Unioncamere Piemonte e delle Camere di commercio del Piemonte e Valle d'Aosta.  La convention è organizzata da ABE BCI Aerospace - leader mondiale nell’organizzazione di incontri d’affari per il settore aerospazio e difesa - con la collaborazione di Ceipiemonte e con il supporto del Comitato Distretto Aerospaziale Piemonte e AIAD.

Alla cerimonia di inaugurazione che si è tenuta stamani è intervenuta Giuseppina De Santis, assessore attività produttive, ricerca e innovazione Regione Piemonte, che ha detto: "guardiamo con molto interesse ai progetti che i grandi player nazionali e internazionali hanno in programma di realizzare sul territorio e mettiamo a disposizione in tal senso ogni utile strumento per favorire le iniziative di sviluppo del settore. E' attualmente in corso di predisposizione anche un protocollo d'intesa con l'Agenzia Spaziale italiana per il coordinamento delle rispettive azioni a livello italiano e saremo impegnati attivamente come Regione nel programma strategico multi regionale "Space economy". Il Piemonte, che in questi anni attraverso la piattaforma tecnologica dell'aerospazio ha investito molto sul tema dei droni, continuerà con la nuova programmazione del Por Fesr a supportare le azioni innovative più efficaci".

“Con gli Aerospace & Defense Meetings fin dalla prima edizione del 2007 abbiamo voluto creare un’opportunità unica per ottimizzare il tempo dei grandi gruppi mondiali nella ricerca di nuovi fornitori e nuovi prodotti o servizi. Grazie a questa intuizione ed al fatto che la nostra regione vanta una grande tradizione nell’industria aerospaziale ed aeronautica, che oggi conta circa 300 Pmi con 14.700 addetti ed un fatturato di 3,9 miliardi di euro, il nostro evento si è affermato come il più importante del settore  – ha evidenziato Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di commercio di Torino –. Confidiamo in un altro successo degli Aerospace & Defense Meetings, grazie alle novità ed alla ricchezza di contenuti di questa edizione che in molti, tra istituzioni ed enti del territorio, hanno contribuito a realizzare. In particolare con Regione, Unioncamere Piemonte e Ceipiemonte siamo un gruppo di lavoro affiatato, che vanta competenze tecniche, apprezzamento nella community internazionale e successi nel portare le aziende piemontesi del settore sui mercati esteri, anche grazie a progetti di internazionalizzazione come Torino Piemonte Aerospace.”

La 2 giorni, orientata principalmente allo sviluppo del business, include una ricca agenda di seminari e workshop, ma soprattutto quest’anno si potenzia ospitando 2 dei 3 giorni del Congresso AIDAA, confermando l’importanza, per il successo delle imprese, di favorire la convivenza tra attività di internazionalizzazione di carattere commerciale con l’impegno del mondo accademico nella ricerca tecnologica e scientifica.

In questa direzione va anche la sessione plenaria che si apre oggi alle 16.00 dal titolo Prospettive della ricerca, industria e innovazione aerospaziale in Italia, un dibattito sulle strategie aerospaziali che vedrà gli interventi di Vincenzo Ilotte, Presidente Camera di commercio Torino, Enrico Macii  Vice Rettore per la Ricerca Politecnico di Torino, Piero Fassino, Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, Presidente Regione Piemonte, Daniele Romiti, amministratore delegato Agustawestland, Enrico Russo Direttore tecnico-scientifico Agenzia Spaziale Italiana, Carlo Calenda, Viceministro dello Sviluppo Economico.

"Il Piemonte ha nel settore spaziale uno dei punti di forza della sua economia. Siamo profondamente interessati a che questo continui e ci siamo quindi impegnati a continuare a investire nella ricerca, nel presente come nel futuro - ha anticipato il Presidente Chiamparino -. Chiediamo ai grandi player presenti sul territorio, da Finmeccanica ad Avio a Thales, di continuare anch’essi nel loro impegno al nostro fianco -  così come hanno fatto in questi giorni -  per affermare sempre più questa eccellenza piemontese e italiana sui mercati internazionali".

Il Viceministro Calenda ha aggiunto “gli Aerospace & Defense Meetings sono un appuntamento unico nel loro genere in Italia, coerente con gli obiettivi dei programmi di promozione dell’industria nazionale. Per questo tramite l’ICE, per l’edizione di quest’anno, abbiamo incrementato gli sforzi a favore dell’iniziativa, lavorando soprattutto per portare buyers provenienti da mercati importanti come Francia, Germania, Polonia, Israele, Norvegia. Si tratta di un settore ad alto contenuto tecnologico, in grado di generare un importante saldo commerciale e ricadute positive sull’intero sistema industriale”.

Scarica qui le schede di approfondimento:

 

Stati Uniti: tutte le opportunità per esserci (16/11/2015)

Gli USA, prima forza economica mondiale, rappresentano un mercato sempre più attraente anche per i nostri imprenditori: il Piemonte nel 2014 ha esportato merci per oltre 3,3 miliardi di euro, +20% rispetto al 2013. E nel primo semestre 2015 le vendite sono già aumentate del 76,5% rispetto allo stesso periodo 2014. Dal business planning internazionale all’assistenza legale e amministrativa, la Camera di commercio di Torino mette in campo una serie di strumenti utili, come GAP e Assist In USA, per agevolare un approccio concreto e più rapido al mercato.

Organizzato oggi dalla Camera di commercio di Torino un convegno interamente dedicato al mercato USA, con la presenza in una sola giornata di oltre 30 professionisti, di cui 16 arrivati appositamente dagli USA, che normalmente già collaborano con l’ente camerale per agevolare l’ingresso delle imprese piemontesi nel Paese: tra gli ospiti presenti a Torino Incontra, il responsabile acquisti di FCA, Scott Garberding, i funzionari della Sezione Visti dell’Ambasciata americana in Italia, rappresentanti delle più importanti banche d’affari (Intesa Sanpaolo, Comerica Bank, ecc). Domani (17 novembre) è poi previsto un training intensivo sul tema delle esportazioni dei prodotti alimentari negli USA.

Per una PMI piemontese l’ingresso sul mercato statunitense è spesso una scelta profittevole, ma complessa: il cliente americano si dimostra molto esigente già nelle prime fasi di collaborazione, e, in caso di rapporto consolidato, il più delle volte richiede che il fornitore abbia una presenza stabile nel paese (una filiale o una subsidiary commerciale). Si tratta in questo caso di un investimento consistente e duraturo, che deve essere in qualche modo guidato, per evitare sprechi di tempo e denaro.

“Gli USA rappresentano uno dei principali mercati di sbocco della nostra economia e, grazie alla presenza di aziende come FCA e CNH Industrial e ad un tasso di cambio a noi favorevole, prevediamo che le nostre esportazioni verso questo mercato continueranno a crescere. Nel 2014 il Piemonte ha venduto negli USA oltre 3,3 miliardi di euro di merci: in pratica il 15% delle esportazioni italiane verso gli USA arriva da qui - spiega Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino. - Per guidare un imprenditore piemontese alla conquista di un mercato così importante, la Camera di commercio ha a disposizione un know how frutto di 30 anni di esperienza  La nostra assistenza, anche grazie a importanti sponsor come Intesa Sanpaolo, si articola in progetti di grande efficacia: dal Global Access Program, per costruire un business plan validato dalla Ucla University, ad Assist In USA, servizio che offre tariffe agevolate per accedere ai servizi dei migliori professionisti americani, dal legale al marketing, fino alla disponibilità di mentori statunitensi nell’ambito del progetto meet@Torino”.

“Oggi più che mai la competizione è globale, ed è su questo piano che la nostra imprenditoria deve puntare sempre di più, cogliendo le straordinarie opportunità di crescita presenti a livello internazionale.” dichiara Cristina Balbo, Direttore Regionale Piemonte Valle d’Aosta e Liguria Intesa Sanpaolo. “Il mercato americano rappresenta il principale motore di sviluppo per le aziende del territorio che esportano, grazie alla ripresa della domanda interna statunitense e al cambio favorevole. In attesa che anche la nostra domanda interna riprenda, i mercati esteri offrono sbocchi di grande espansione, grazie alla fortissima attenzione al made in Italy di qualità e allo stile e modo di vivere italiano, che Expo ha senza dubbio rafforzato. Intesa Sanpaolo propone percorsi dedicati all’internazionalizzazione e una rete di specialisti estero nelle Filiali Imprese, che forniscono consulenza qualificata alle aziende che vogliono esportare e affacciarsi su nuovi mercati con una propria rete o con presenza digitale. Nel mondo operiamo con cinque desk geografici (di cui uno sulle Americhe) e con un network di filiali, uffici di rappresentanza, banche specializzate e controllate attivo in oltre 40 Paesi. Proprio in questi giorni è stato inaugurato il nuovo ufficio di rappresentanza sulla piazza strategica di Washington”.

Piemonte e USA

L’interscambio tra Piemonte e USA vale 4,6 miliardi di euro ed è positivo per il Piemonte, che nel 2014 ha esportato merci per 3,3 miliardi di euro, pari al 15% delle esportazioni italiane verso gli USA. Solo nei primi 6 mesi del 2015, l’export piemontese verso il mercato americano ha già raggiunto i 2,8 miliardi, registrando un +76% rispetto al primo semestre del 2014. Anche l’import continua a crescere con un incremento del +2,8%. Il Piemonte vende agli USA principalmente mezzi di trasporto (60,4% del totale), categoria nella quale rientrano automobili (49,5% del totale export), ma anche aeromobili e veicoli spaziali (7,6%) o navi e imbarcazioni (1,4%). Significative anche le percentuali rappresentate dai prodotti tessili (7%) e alimentari (6%), entrambi in crescita nel primo semestre del 2015 rispettivamente del +60,5% e del 25%.

I servizi della Camera di commercio di Torino

Dallo studio iniziale di un business plan efficace per l’ingresso nel mercato USA ai contatti con professionisti locali, fino all’inaugurazione di una nuova sede americana:  la Camera di commercio di Torino è in grado di assistere l’imprenditore in tutte le fasi di azione nei confronti di questo paese, fornendo servizi e informazioni specifiche, ma soprattutto inserendolo in un network attivo di imprenditori, professionisti ed esperti che possono accompagnarlo nei vari passaggi.

GAP - Global Access Program

www.to.camcom.it/gap
#globalaccessprogram
Scadenza adesioni: 15 aprile 2016

Il primo passo normalmente si compie con il programma di business planning GAP - Global Access Program proposto ogni anno dalla UCLA Anderson School of Management – University of California a un gruppo ristretto di 50 imprese di 10 Paesi, selezionate in base all’innovazione del loro prodotto. La UCLA University è la 10° Università nel mondo per il World Reputation Rankings 2014. Il programma, grazie al lavoro di un team di 5 persone dedicate per 2.600 ore, offre alle imprese selezionate la redazione di un dettagliato business plan basato su di un’ampia ricerca di marketing: interviste con potenziali clienti, concorrenti, opinion leader ed esperti americani, sondaggi on line, un set di consigli e indicazioni e un piano finanziario.

In Piemonte GAP è proposto da oltre 13 anni dalla Camera di commercio di Torino, che ha già accompagnato in California ben 95 imprese. Il supporto camerale, oltre alla prima informazione e selezione, interviene ad abbattere la quota di partecipazione al programma, che normalmente si aggira intorno ai 16mila euro. Per l’edizione 2016 grazie al supporto fornito da Intesa Sanpaolo la quota a carico delle imprese sarà di soli 4.000 euro. Al massimo 4 le aziende che potranno beneficiare del sostegno finanziario per l'abbattimento della quota di adesione e dopo il colloquio con la Camera di commercio dovranno comunque superare la selezione di UCLA.

Il GAP è curato in Italia dalla Camera di commercio di Torino, con il supporto di Intesa Sanpaolo. Sono partner: Unione Industriale di Torino, Associazione delle Aziende Meccaniche Meccatroniche, API Torino - Associazione Piccole e Medie Imprese di Torino, Istituto Superiore Mario Boella, Ceipiemonte.

Assist In USA

www.to.camcom.it/assistin
#assistinUSA
Scadenza: adesioni sempre possibili durante l’anno

Dopo GAP molte imprese passano all’azione e si affidano alla Camera di commercio di Torino per proseguire nel percorso, con il progetto Assist In USA. Il progetto, che si è andato delineando e affinando nel tempo, è frutto di più di 30 anni di esperienza diretta della Camera di commercio di Torino sugli Stati Uniti. Consulenze legali? Informazioni sui visti? Servizi contabili in loco? Assist In USA è pensato espressamente a chi è interessato ad aprire una filiale negli Stati Uniti e offre un contatto personalizzato in loco con professionisti legali, contabili, investitori, esperti di marketing e finanza, funzionari di istituzioni americane (ambasciata, Economic Development Organizations, business incubator, università) selezionati e altamente qualificati. L’assistenza affronta le principali problematiche di carattere legale, fiscale, amministrativo, lavoro e visti, legate all’apertura della sede all’estero, fornendo:

  • un quadro completo dei passi necessari
  • una valutazione del piano di apertura, tenendo conto di vincoli e opportunità
  • l’impostazione delle principali pratiche.

Ad oggi hanno usufruito di Assist In USA 15 imprese piemontesi e l’80% di queste ha potuto inaugurare la nuova sede nell’arco di pochi mesi. I servizi sono forniti gratuitamente, grazie all’intervento della Camera di commercio, o a tariffe agevolate concordate con i professionisti americani partner di Assist In. Sempre grazie all’esperienza della Camera di commercio è anche possibile conoscere e incontrare responsabili di aziende piemontesi che hanno già aperto una filiale in USA, o, grazie al progetto Meet@Torino, entrare in contatto con un mentore americano, disponibile ad accompagnare l’imprenditore in ulteriori analisi delle opportunità del mercato USA in specifici settori.

 

Il Gran Prix delle start up italiane si gioca a Torino (09/11/2015)

Da domani l’Italian Corporate Venture Forum, con 37 start up innovative finaliste nei settori cleantech, life sciences e Ict, selezionate da 50 investitori europei

#ICVF2015

Si svolgerà a Torino domani 10 novembre, la nuova edizione di ICVF - Italian Corporate Venture Forum 2015, l’evento per la promozione e lo sviluppo della imprenditoria regionale e nazionale.
Nel corso delle precedenti edizioni IVCF si è arricchito di contenuti,  trasformandosi da tappa italiana del concorso internazionale “European Venture Contest” in un più articolato Forum, con una sessione plenaria di esperti venture europei, business angels e corporate investor, nonché incontri btob tra investitori e aziende.

ICVF 2015, realizzata da Camera di commercio di Torino e Unioncamere Piemonte, da quest’anno prevede la dimensione “Corporate” grazie al sostegno e al patrocinio dell’Innovation Center di Intesa Sanpaolo, che ospiterà l’evento nella nuova sede, presso l’Auditorium del grattacielo, in collaborazione con, Enterprise Europe Network e l’incubatore del Politecnico di Torino i3P. L’organizzazione è della società Europe Unlimited.

“Il mercato italiano del venture capital è ancora relativamente acerbo, nonostante sia potenzialmente molto vasto, e quindi rappresenta una grande opportunità per le nostre start up – ha dichiarato Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di commercio di Torino – Il nostro Ente è in prima linea nel promuovere sul territorio eventi come questo, perché senza dei “venture capitalist”, le possibilità, non solo di sviluppo, ma anche di sopravvivenza delle start up risulterebbero assai più limitate. Nell’era dell’economia moderna, per sviluppare un territorio, è indispensabile migliorare l’innovazione e la competitività, favorire la crescita di imprese esistenti e la nascita di start up. Le idee e la creatività degli imprenditori devono avere le occasioni per diventare realtà e quindi per trasformarsi in sviluppo ed occupazione. Per questo lavoriamo per rafforzare le relazioni tra investitori tradizionali, business angels, sistema bancario e start up torinesi. Il nostro obiettivo finale è quello di posizionare Torino, sull’esempio di Berlino e Londra, come città d’elezione degli start uppers con facilitazioni e vantaggi offerti da un sistema integrato e vivo, del quale la Camera di commercio di Torino sarà il primo punto entry point”.

Con questo evento vogliamo facilitare il legame tra le imprese potenzialmente innovative e gli investitori privati di venture capital. Per le imprese piemontesi questa è un’ottima occasione di visibilità e confronto a livello europeo perché permette di entrare in una rete internazionale di finanziamento e di lavorare in networking. È anche un’ottima palestra per verificare le proprie idee imprenditoriali di startupper e per poter vincere la sfida della competitività e della crescita aziendale” commenta Ferruccio Dardanello, presidente Unioncamere Piemonte.

“Il Venture Capital rappresenta una chiave fondamentale per la crescita di un ecosistema italiano dell’innovazione – ha dichiarato Maurizio Montagnese, Chief Innovation Officer di Intesa Sanpaolo. “Negli ultimi anni si sta sviluppando un mercato interessante che, nonostante le dimensioni ancora ridotte, ha già realizzato una serie significativa di operazioni di successo. È importante per noi ospitare l’Italian Corporate Venture Forum presso l’Innovation Center di Intesa Sanpaolo, infatti tra i nostri obiettivi c’è quello di costruire un terreno di incontro comune  tra le startup e le imprese che cercano nell’innovazione tecnologica una nuova leva competitiva. Vogliamo aiutare i campioni high-tech di domani a scalare rapidamente, ed al contempo permettere alle imprese consolidate nostre clienti di acquisire innovazione attraverso soluzioni sviluppate all’esterno”, ha concluso Montagnese.

La gara internazionale

European Venture Contest ricerca, valuta e premia gli imprenditori più promettenti del panorama europeo nei settori dell’innovazione tecnologica, permettendo loro di entrare in contatto con importanti esperti e finanziatori. La gara, giunta alla decima edizione, ha visto finora la partecipazione di oltre 800 start up e 600 investitori europei. 
All’Italian Corporate Venture Forum 2015 da domani si incontreranno 37 start up innovative provenienti dal Piemonte e da altre regioni italiane, e oltre 50 investitori, esponenti di gruppi industriali e finanziari, business angels e stakeholder del settore innovazione a livello italiano ed europeo. Le start up partecipanti sono state selezionate tra 137 aziende italiane che si sono candidate per i loro progetti innovativi nei settori del digitale, healthcare, smart systems, smart manufacturing e smart cities/smart mobility.
Al termine delle audizioni le giurie selezioneranno le start up che tra le 37 avranno raggiunto il punteggio più alto per ogni categoria. Le 100 migliori aziende premiate durante l’ICVF 2015 e gli eventi nazionali dell’European Venture Contest si presenteranno il 7 e 8 dicembre a Düsseldorf durante l’evento finale della gara, lo “European Venture Summit”, di fronte ad una giuria di 120 investitori. 

Da segnalare che, nel 2013 alla finale in Germania, è risultata unica italiana vincitrice tra le 25 migliori assolute un’impresa torinese, la Hicare Research operante nel settore dell’ICT e della correlata Business Consultancy, con lo sviluppo di software e applicazioni per l’analisi dei dati economici e finanziari aziendali.

Il Forum

Quest’anno, grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo, il programma si è arricchito di presentazioni corporate da parte di rappresentanti di gruppi aziendali, che si rivolgeranno alle start up partecipanti per approfondire sotto quali aspetti le grandi aziende ricercano la loro collaborazione.
Il programma prevede una sessione d’apertura moderata da Marco Cantamessa, CEO dell’incubatore del Politecnico di Torino i3P, sul tema di come le nuove tecnologie digitali ideate nelle start up possano rivoluzionare il business delle grandi aziende.

Incontri btob

Parallelamente al concorso si terranno i btob: start up e investitori si incontreranno privatamente al fine di esplorare sinergie business ed approfondire quanto presentato durante le sessioni di pitch. Quest’anno si prevedono circa 100 incontri.

Qualche dato sulle start up

A fine settembre 2015 il numero di start up innovative italiane iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese, è pari a 4.704, in aumento di 456 unità rispetto alla fine di giugno (+10,8%). Le start up rappresentano lo 0,31% del milione e mezzo di società di capitali italiane. Il capitale sociale delle start up è pari complessivamente a quasi 236 milioni di euro che corrisponde in media a poco più di 50 mila euro a impresa (il capitale medio è rimasto stabile rispetto al trimestre precedente).
Le start up a prevalenza giovanile (under 35) sono 1.122, il 23,9% del totale, una quota pari a quasi quattro volte rispetto a quella delle società di capitali con prevalenza giovanile (6,8%). Le società in cui almeno un giovane è presente nella compagine societaria sono 1.890 (40,2% del totale start up, contro un rapporto del 13,9% se si considerano le società di capitali con presenza giovanile).
Nella classifica per regioni, il Piemonte si posiziona al 5° posto con la presenza di 326 start up, il 6,93% del totale nazionale, e un rapporto percentuale sulle società di capitale della regione pari a 0,45. Nella distribuzione provinciale delle start up, Torino occupa il 3° posto, dopo Milano e Roma, con 246 unità, pari al 5,23% del totale nazionale. (Fonte: dati InfoCamere)

Hosts

Camera di commercio di Torino
IVCF 2015 si inserisce in una serie di iniziative che la Camera di commercio torinese promuove da mesi e che ha come obiettivi specifici quelli di far crescere il numero di start up nate a Torino, attirare sul territorio start up italiane e estere, aggregare interessi pubblici e privati su attività progettuali per le start up e promuovere matching tra start up e aziende manifatturiere. Il Forum, realizzato con la collaborazione con l’Innovation Center di Intesa Sanpaolo, rappresenta l’inizio di una collaborazione concreta a conferma dell’importanza di sinergie pubbliche – private in un territorio votato all’innovazione.

Unioncamere Piemonte
Unioncamere Piemonte è l’associazione delle Camere di commercio del Piemonte. Cura e rappresenta gli interessi e persegue gli obiettivi comuni del sistema regionale, impostandone politiche, strategie e linee di sviluppo; promuove l’esercizio associato di funzioni e servizi camerali e assicura il coordinamento dei rapporti con la Regione Piemonte. Promuove inoltre iniziative per favorire l’economia regionale, la sua internazionalizzazione e la competitività del sistema delle imprese, partecipando ad accordi, convenzioni ed enti che operino nell’ambito della mission istituzionale delle Camere di commercio.

Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo si colloca tra i primissimi gruppi bancari dell'Eurozona ed è leader in Italia in tutti i settori di attività (retail, corporate e wealth management). Il Gruppo offre i propri servizi a 11,1 milioni di clienti avvalendosi di una rete di circa 4.300 sportelli presenti su tutto il territorio nazionale con quote di mercato non inferiori al 13% nella maggior parte delle regioni. L’Innovation Center del Gruppo ha l’obiettivo di ricercare e analizzare le soluzioni innovative presenti sul mercato nazionale e internazionale, al fine di identificare opportunità di sviluppo per il Gruppo e per la clientela sia in ambito bancario sia non bancario.

Tirocini e alternanza scuola lavoro: migliore formazione per studenti e più risposte alle imprese (06/11/2015)

Grazie al Protocollo d’intesa firmato oggi, Camera di commercio di Torino, Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, INAIL Piemonte e INPS Piemonte promuovono sul territorio e tra le imprese la cultura del tirocinio e dei percorsi in alternanza scuola-lavoro.

È stato firmato oggi a Palazzo Birago il Protocollo d’intesa per il collegamento tra sistema formativo e imprenditoriale tra Camera di commercio di Torino, Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, INAIL Direzione Regionale Piemonte e INPS Piemonte, per rafforzare il rapporto tra le istituzioni scolastiche e formative e le imprese, e per raccordarsi con le diverse iniziative locali di promozione del tirocinio e dei percorsi in alternanza scuola-lavoro, rendendo più organica la rete dei collegamenti e la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti e competenti.

Con l’accordo, Camera di commercio, Ufficio Scolastico Regionale, INAIL e INPS si impegnano, ciascuna per le proprie competenze e know how, a favorire l’integrazione tra sistema formativo e mondo del lavoro. In particolare, promuoveranno la realizzazione di tirocini anche estivi e di percorsi in alternanza scuola-lavoro per gli studenti degli ultimi anni dell’istruzione secondaria superiore, per un’offerta formativa personalizzata e concertata con il mondo del lavoro e della produzione, individuando modalità di accompagnamento, monitoraggio e valutazione delle azioni stabilite.

“Fin dalla legge di Riforma della scuola del 2003, le Camere di commercio sono riconosciute come anello di congiunzione tra mondo del lavoro e sistema della formazione professionale, scolastica e universitaria - ha sottolineato  Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di commercio di Torino – Un ruolo ancora più valorizzato e rafforzato dalla recentissima Legge n. 107 della “Buona Scuola” che, con l’istituzione del Registro per l’alternanza scuola-lavoro presso le Camere di commercio, promuove lo sviluppo di reti territoriali tese a collegare il tessuto produttivo e il mondo formativo. Per esercitare al meglio questa competenza, a cui abbiamo anche dedicato una specifica linea di intervento del nostro Piano strategico, abbiamo promosso questo protocollo, coinvolgendo i principali attori istituzionali del sistema Piemonte per l'alternanza e, più in generale, per l'avvicinamento tra i mondi della scuola e del lavoro”.

Fabrizio Manca, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte ha commentato: La legge 107 rappresenta una vera rivoluzione nel panorama scolastico italiano. Essa introduce per la prima volta l'alternanza scuola-lavoro come elemento costitutivo dell'ordinamento. L'inserimento a sistema dell'alternanza scuola-lavoro, che nell'arco di un triennio coinvolgerà un milione e mezzo di studenti nel Paese, è senza dubbio un processo di rilevante complessità. In questi mesi di avvio, l'Ufficio scolastico regionale ha promosso molteplici azioni, nell'intento di costruire una governance efficace che supporti le scuole. Questo è il momento in cui si stringono e si consolidano alleanze ed accordi con il mondo del lavoro,le associazioni datoriali, gli Enti e con tutti gli altri soggetti che insieme al mondo della scuola dovranno fare squadra per far sì che l'alternanza diventi un modus operandi della buona scuola italiana. Il Protocollo d'Intesa che si firma oggi è una parte importante di questa scelta strategica”.

In un contesto lavorativo come quello attuale, caratterizzato dalla complessità e dalla rapida evoluzione per quanto riguarda gli aspetti sociali, economici e normativi, l’INAIL si sente chiamato a un ruolo centrale per quanto riguarda la formazione in materia di tutela della sicurezza sul lavoro - ha evidenziato Alessandra Lanza, direttore regionale INAIL Piemonte. - Un compito che l’Istituto svolge non solo per ottemperare al dettato normativo, ma che negli anni è diventato quasi una vocazione nei confronti del mondo della scuola, tanto più alla luce dell’Intesa sottoscritta oggi che si pone come obiettivo di accompagnare i giovani nella fase di passaggio da studenti a lavoratori, affinché acquisiscano su un tema così essenziale consapevolezza dei diritti, dei doveri e soprattutto delle responsabilità verso se stessi e gli altri”.

Gregorio Tito, direttore regionale INPS Piemonte ha dichiarato: “ La Direzione regionale INPS del Piemonte ha, da alcuni anni, elaborato una strategia tendente a realizzare forme d’intervento integrato su temi fondamentali per lo sviluppo della nostra comunità. In particolare, riteniamo che un moderno sistema di servizi debba essere progettato ponendo al centro il cittadino-utente, individuando l’insieme dei bisogni che concorrono a soddisfare esigenze, al giorno d’oggi, sempre più complesse. I Soggetti pubblici interessati devono saper uscire dai propri confini e produrre servizi a valore aggiunto, fondati sulla logica dell’integrazione. In questo senso, la tematica dei giovani è strategica, per un Paese che vuole crescere strutturalmente e che deve recuperare la grave situazione occupazionale che affligge le giovani generazioni. Questo progetto rappresenta un’iniziativa di grande rilevanza strategica e l’INPS ne è stata da subito elemento fondativo”.

 

 

Produrre, vendere, acquistare giocattoli: l’importante è la sicurezza (02/11/2015)

Dal 2008-2014 in provincia di Torino sono stati sequestrati giocattoli contraffatti per 2,8 milioni di euro. Tra le aziende il 29% dichiara di aver ritirato almeno una volta un giocattolo dalla vendita o dalla produzione perché “non in regola”. Per quanto riguarda le famiglie, 1 su 2 ha in casa un giocattolo contraffatto, scelto soprattutto per il prezzo più basso: se ci sono più figli il dato sale al 63%. Per aiutare i consumatori, è disponibile la guida della Camera di commercio: “Compri un giocattolo? Vai sul sicuro!” (www.to.camcom.it/guideconsumatori).

Come capire se un giocattolo è sicuro? Come difendersi da giocattoli fuori norma o contraffatti? Come si legge un’etichetta? Quali i diritti del consumatore? E quali gli obblighi per chi produce e per chi vende? Se ne parla il 9 novembre a Torino Incontra (9,30-18), in una giornata di studio e di confronto organizzata dalla Camera di commercio di Torino nella sua funzione di Osservatorio provinciale sulla contraffazione, in collaborazione con ASSOGIOCATTOLI e con INDICAM (la partecipazione è libera, info su www.to.camcom.it/giocattoli).

Il Piemonte è la quarta regione italiana per numero di imprese produttrici di giocattoli e la seconda per valore di esportazioni, anche se oggi il settore è dominato dalla produzione asiatica, da cui importiamo per oltre 110 milioni di euro - spiega Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino. - Se l’ambito dei giocattoli è regolato da norme molto precise, che garantiscono sicurezza e conformità dei prodotti, evidenziamo in parallelo la presenza di significativi fenomeni irregolari: tra il 2008 e il 2014 solo a Torino sono stati sequestrati giocattoli contraffatti o non a norma per oltre 2,8 milioni di euro. Per questo in qualità di Osservatorio provinciale sulla contraffazione, la Camera di commercio propone sia un’indagine sul fenomeno, sia alcuni strumenti utili per una maggiore informazione, tra cui guide specifiche sia per consumatori sia per aziende”.

Il settore dei giocattoli in Italia e in Piemonte

Il settore dei giocattoli in Italia vale 1,7 miliardi. Il mercato in questi anni ha subito numerose trasformazioni: l’80% dei prodotti sono oggi realizzati in Cina e l’8% è venduto attraverso e-commerce. In Italia nel 2014 erano 1.184 le imprese produttrici di giocattoli: sono 99 quelle registrate in Piemonte nel 2014, l’8,4% del totale nazionale, in calo dell’8% rispetto al 2013. Il Piemonte è la quarta regione italiana per numero di aziende, dopo Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Sono invece 410, il 6% del totale nazionale (6.671), le imprese piemontesi attive nel commercio di giocattoli, di cui 340 al minuto e 70 all’ingrosso. Anch’esse sono in calo rispetto al 2013 (-1,4%).

Import-export

Il Piemonte ha esportato giochi e giocattoli per 70 milioni di euro ed è la seconda regione in Italia per livello di export dopo la Lombardia. Il settore nel 2014 ha registrato una battuta d’arresto (-8,4%), anche se nel primo semestre 2015 sembra manifestarsi una netta  ripresa, pari al +18,2%. I paesi di destinazione sono essenzialmente quelli dell’Unione Europea a 28 (l’80%); seguono, molto più distanziati, i Paesi europei no Ue (il 10%) e l’America settentrionale (il 4%).

Nel settore giocattoli la bilancia commerciale piemontese è però negativa, con un salto di -80 milioni di euro. Il Piemonte acquista, infatti, dall’estero giochi per 150 milioni di euro, dato stabile nel 2014 e in crescita nel primo semestre 2015 (+20,1%). Il 75% delle importazioni proviene dall’Asia orientale (110 milioni di euro), in particolare dalla Cina (77,6 milioni di euro).

La contraffazione nel settore giocattoli

Secondo i dati IPERICO[1], in Italia nel periodo 2008-2014, il valore stimato di giochi e giocattoli contraffatti sequestrati ha sfiorato complessivamente i 178,6 milioni di euro, di cui poco più di 5 milioni in Piemonte e 2,8 milioni a Torino. Quelli relativi ai giocattoli, rappresentano il 4,3% dei sequestri complessivi torinesi e sono la quarta categoria merceologica per valore della merce, dopo accessori di abbigliamento (60,8%), apparecchiature elettriche (15,3%) e cd, dvd e cassette (5%).

Nei primi otto mesi del 2015 i Reparti della Guardia di Finanza in provincia di Torino hanno sequestrato 51.223 giocattoli; nello stesso periodo, il Corpo di polizia municipale della Città di Torino ha sequestrato 2.694 giochi e giocattoli privi del marchio CE.

L’indagine della Camera di commercio di Torino

Per monitorare la percezione del fenomeno di diffusione di giocattoli contraffatti o comunque “non in regola”, da giugno 2015 la Camera di commercio di Torino ha avviato un’attività di indagine che ha coinvolto tre diversi gruppi: imprese produttrici di giocattoli, imprese della distribuzione e famiglie[2] (in complesso, 300 aziende, di cui 70 piemontesi e 105 nuclei familiari piemontesi).

Le imprese

Elementi per valutare un giocattolo
Tra gli aspetti maggiormente tenuti in conto da un’impresa per la produzione di giocattoli, il primo è la sicurezza del consumatore (100%), seguito a pari merito (91,7%) dal rispetto dei requisiti di sicurezza e obblighi normativi, dalla scelta dei materiali e dalla domanda di mercato. Diverse invece le percentuali per i commercianti, che scelgono un giocattolo in primis per la qualità dei materiali (32,2%), per la domanda di mercato (20,3) e per la presenza di un’etichettatura conforme (15,4%).

Percezione e frequenza del fenomeno contraffazione
I produttori di giocattoli percepiscono la diffusione della contraffazione nel mercato in cui operano abbastanza elevata, con una valutazione media pari a 6,9 (in una scala da 1 a 10).
Al contrario, con un voto medio pari a 4, le imprese distributrici piemontesi hanno una percezione del fenomeno notevolmente più bassa.
In generale, il 29% delle aziende ha dichiarato di aver ritirato almeno una volta un giocattolo dalla vendita o dalla produzione perché “non in regola”. Tra le principali cause alla base del ritiro, la principale è la mancanza dei requisiti chimici (il 38% delle risposte), seguita a distanza dalla mancanza dei requisiti fisico-meccanici (17%).

Strumenti difensivi
Un’impresa produttrice su due ha dichiarato di adottare adeguati strumenti di difesa per proteggersi da potenziali casi di contraffazione. La registrazione di marchi aziendali e l’adozione di sistemi di certificazioni di qualità sono strumenti utilizzati dal 33% del campione; il deposito di brevetti e/o di disegni-modelli ornamentali per il packaging riguarda nel complesso il 40% delle aziende indagate.
Secondo le imprese, la strategia più adeguata per contrastare il fenomeno è l’educazione dei consumatori in particolare nei confronti delle conseguenze connesse agli acquisti di articoli “non in regola”. Secondo le imprese è poi anche necessario punire chi vende giocattoli “non a norma” e favorire i sistemi di riconoscimento dei prodotti non contraffatti.

Le famiglie

L’indagine ha coinvolto 105 nuclei famigliari residenti nel territorio piemontese, che in media acquistano giocattoli soprattutto (55%) nei negozi tradizionali o in ipermercato. Il 33% delle famiglie acquista giocattoli su internet.

Elementi per valutare un giocattolo
Il primo elemento valutato dalle famiglie nell’acquisto di un giocattolo (voto 8,3 su 10) riguarda la fascia di età consigliata. Subito dopo si colloca il prezzo (7,9), ma importanti risultano anche il materiale utilizzato (7,7) e la presenza della marcatura CE (voto 7,6).

Percezione e frequenza del fenomeno
Per le famiglie il fenomeno della contraffazione e della diffusione di giocattoli “non in regola” è altamente diffuso e raggiunge un voto complessivo pari a 7,8. Oltre il 48% delle famiglie ha dichiarato di aver acquistato o ricevuto in passato “spesso/qualche volta” prodotti non a norma, percentuale che sale al 63,2% tra le coppie con più figli.

Motivi dell’acquisto e reazioni
Se il prezzo più basso è alla base di tale acquisto (93,3% delle preferenze), è importante anche la mancanza di differenze apparenti con il prodotto originale (il 41% delle dichiarazioni). Le bambole sono la prima tipologia di giocattoli considerata potenzialmente più pericolosa se contraffatta, seguita dai peluche e dai giochi elettronici per ragazzi.
In caso di acquisto inconsapevole di giocattoli “non in regola”, le famiglie cambiano fornitore o luogo di acquisto solo per il 23,6% dei casi, ma oltre il 30% non reagisce, perché non sa cosa fare o perché si ripropone solo di fare maggiore attenzione. Solo il 7,5% contatta le forze dell’ordine.

Strumenti difensivi
Anche le famiglie ritengono che l’educazione dei consumatori (il 28,5%) sia il primo elemento utile per limitare il problema; al secondo posto si collocano i sistemi di riconoscimento dei prodotti contraffatti (etichetta elettronica), che per il 25,5% dei consumatori favorirebbero il riconoscimento dei prodotti originali, marginando il fenomeno dei prodotti illeciti. Punire chi vende giocattoli contraffatti/”non in regola” si colloca al terzo posto tra le soluzioni possibili per contrastare il fenomeno (il 24,3% delle risposte). Scuola (57,1%) e pubblica amministrazione (46,7%) per i consumatori sono i due canali più efficaci per divulgare i rischi connessi all’acquisto di giocattoli non in regola. Al terzo posto le associazioni di consumatori (il 32,4%) seguite dalle autorità di vigilanza e le forze dell’ordine (il 24,8%).

L’indagine qualitativa: focus group con esperti

A completamento dell’indagine sono state realizzate 12 interviste a testimoni privilegiati che, a diverso titolo, hanno una conoscenza approfondita del settore: rappresentanti di associazioni di categoria e di consumatori, autorità di vigilanza e forze dell’ordine, produttori e designer, ma anche avvocati e psicologi.

Tra i principali cambiamenti vissuti dal settore giocattoli, gli intervistati individuano la crescente diffusione del digitale, il progressivo affinamento delle disposizioni legislative, l’esplosione delle attività di licensing, con l’ingresso nel settore di grandi marche e la diversificazione dei canali di vendita, dai toy stores a internet.

Secondo gli esperti, poi, è solo la certificazione e la tracciabilità della filiera l’elemento chiave che può realmente garantire la sicurezza di un giocattolo, perché da esso discende il rispetto di tutta una serie di standard produttivi. Marca, prezzo o luoghi di acquisto non bastano quindi a rassicurare sulla sicurezza o meno di un prodotto.

Tra i rischi percepiti di fronte ad un prodotto non in regola, il primo ad essere citato è ovviamente la salute, a seguire la mancanza di informazioni per un uso corretto: meno citati il rischio ambientale e più in generale il danno economico, legato al rafforzamento dell’industria del falso e della criminalità. Sono infine i cittadini ad essere indicati come i principali soggetti che possono limitare la diffusione del fenomeno, innanzitutto attraverso un’adeguata informazione e sensibilizzazione.

I servizi della Camera di commercio sul settore giocattoli

Sul tema della corretta informazione si inserisce la guida per i consumatori edita dalla Camera di commercio di Torino “Compri un giocattolo? Vai sul sicuro”, scaricabile gratuitamente da www.to.camcom.it/guideconsumatori. Il volume fa parte della collana "Guide ai diritti" nata nel 2008 con lo scopo di diffondere informazioni corrette e imparziali a consumatori e operatori del settore. Nella guida sui giocattoli, rivolta alle famiglie, si possono trovare indicazioni utili per scegliere un giocattolo sicuro e adatto all'età, le modalità di lettura delle etichette e dei simboli riportati sulle confezioni, i diritti del consumatore. Sono inoltre segnalati alcuni prodotti che nel linguaggio comune sono indicati come giocattoli, ma che in realtà per la normativa giochi non sono e dunque non garantiscono gli standard di sicurezza previsti per il settore: ad es. biciclette, pattini, salvagente, bigiotteria, ecc.

Per le imprese disponibile invece la guida “Sicurezza dei prodotti e marcatura CE” che aiuta l’imprenditore nell’individuazione della legislazione comunitaria applicabile al fine di garantire la sicurezza e la libera circolazione dei prodotti nel mercato europeo. La pubblicazione, dopo un inquadramento generale della materia, si addentra nell’illustrazione delle procedure che le imprese devono seguire per apporre correttamente la marcatura CE, in tutti i settori, compreso quello dei giocattoli. www.to.camcom.it/marcaturaCE  

Infine la Camera di commercio svolge anche attività di vigilanza su giocattoli e altri prodotti per verificare il rispetto dei requisiti di sicurezza previsti dalle Direttive europee e dalle norme nazionali. L’attività si realizza attraverso il controllo visivo-formale presso gli operatori del mercato (produttori – importatori – dettaglianti), l’affidamento ad Organismi Notificati dell’analisi documentale e delle prove di laboratorio dei giocattoli prelevati e l’eventuale emissione di verbali di accertamento con relative sanzioni pecuniarie in caso di violazioni. Tra le violazioni più frequentemente riscontrate, l’errata o incompleta apposizione delle avvertenze sul giocattolo o errori nella compilazione della documentazione tecnica da parte del produttore. La Camera di commercio, oltre alle funzioni di regolazione del mercato, svolge anche funzioni sanzionatorie in diversi ambiti, tra i quali anche le etichettature non conformi in ambito giocattoli.

Il seminario

L'importanza di creare, produrre, vendere e utilizzare un giocattolo sicuro si terrà lunedì 9 novembre dalle 9,30 alle 18 al Centro Congresso Torino Incontra.
La mattina è dedicata a studenti e consumatori, il pomeriggio, dalle 14 è incentrato sul mondo delle aziende e degli operatori del settore. La partecipazione è libera previa iscrizione.  www.to.camcom.it/giocattoli 
L’evento è organizzato dalla Camera di commercio di Torino nella sua funzione di Osservatorio provinciale sulla contraffazione, in collaborazione con ASSOGIOCATTOLI e con INDICAM.

Stefano Quercetti, Presidente di Assogiocattoli dichiara: “Un giocattolo può essere “fuori norma” per motivi formali - non riporta tutte le indicazioni necessarie e previste – o sostanziali, perché prodotto con criteri che non rispettano le severe regole che sono state introdotte per far sì che i giocattoli con cui si divertono i nostri bambini siano assolutamente sicuri. I giocattoli contraffatti sono certamente fuori norma e nella stragrande maggioranza dei casi non lo sono per motivi sostanziali: chi introduce sul mercato giocattoli contraffatti lo fa per guadagnare disonestamente e la produzione a norma costa. Assogiocattoli da sempre lavora fianco delle istituzioni, sia nazionali che europee, e degli organismi di controllo, contribuendo con la propria struttura e con le aziende associate a diffondere la conoscenza della sicurezza dei giocattoli e la cultura degli aspetti educativi del gioco”.

La contraffazione è ormai un vero e proprio mercato dai risvolti economici e criminali di profilo sempre più alto – afferma Mario Peserico, Presidente di INDICAM Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione  - Un business che non guarda in faccia nessuno, nemmeno i bambini nel momento in cui i mercati vengono aggrediti con prodotti falsi replica dei giocattoli più diffusi. I rischi in questo caso sono alti: prodotti realizzati con materiali, standard di sicurezza, coloranti assolutamente fuori norma, con le conseguenze di potenziali danni, anche letali, per gli individui che li maneggiano. Ossia i più giovani. E’ importante che le scelte di un giocattolo siano effettuate con attenzione. Quanto più servirsi dei punti vendita che diano fiducia, diffidare delle offerte dubbie o attraverso canali di vendita sospetti, e non cedere alla facile illusione che il prodotto sembri uguale, quando può invece nascondere insidie e rischi troppo elevati.

Presso il Foyer del Centro Congressi Torino Incontra, sarà inoltre allestito lo stand del progetto "Io Sono Originale", dove saranno a disposizione i consulenti del Movimento Consumatori e si potranno consultare i materiali informativi.

Come ricorda Alessandro Mostaccio, Presidente del Movimento Consumatori: "Il progetto Io Sono Originale promosso e finanziato dal Mise- Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione Ufficio Italiano Brevetti e Marchi- è stata l'occasione per la nostra associazione di conoscere ed entrare a far parte dell'Osservatorio provinciale sulla contraffazione di Torino. E' con piacere, pertanto, che il 9 novembre p.v. in occasione del seminario sulla contraffazione dei giocattoli metteremo a disposizione uno stand proveniente dal road show che quest'estate ha girato l'Italia per informare e sensibilizzare i cittadini sulla contraffazione e sulla tutela della proprietà industriale. Condividiamo l’importanza di affrontare il tema della lotta alla contraffazione agendo con specifiche policy calibrate su ciascuna filiera produttiva. Quest’anno, l’attenzione dedicata alla filiera dei giocattoli si presta particolarmente bene alla fondamentale attività di sensibilizzazione culturale dei consumatori che si deve affiancare alle attività repressive istituzionali”.


[1]IPERICO Intellectual Property – Elaborated Report of the Investigation on Counterfeiting, è una banca dati sulle attività di contrasto alla contraffazione in Italia (sequestri) sviluppata sotto la guida del Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per l'Impresa e Internazionalizzazione, Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – UIBM, con il supporto di un pool di esperti di Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane, e, in un momento successivo, del Servizio Analisi Criminale del Ministero dell'Interno.

[2]Si ringraziano per il supporto: ADOC Piemonte, Federconsumatori Piemonte e Movimento consumatori di Torino.

Rivoluzione Cuba: impresa e cooperazione possono sostenere il cambiamento (14/10/2015)

È cominciata questa mattina la presentazione delle opportunità di business e investimenti che Cuba offre alle imprese italiane, alla presenza della prima importante delegazione istituzionale cubana in Italia, guidata da Roberto Verrier, direttore del CEPEC- Centro Cubano per la Promozione del Commercio Estero e gli Investimenti stranieri, nonché presidente del Comitato degli economisti cubani e consigliere economico del Governo Castro.

Camera di commercio di Torino, AICEC -Agenzia per l'interscambio culturale ed economico con Cuba e Città di Torino, in collaborazione con ITA – Italian Trade Agency (ICE) e Ceipiemonte, hanno organizzato l’incontro con la convinzione che le politiche di progressiva e controllata apertura dei mercati cubani possono essere di stimolo per le imprese italiane, ed in particolare per quelle piemontesi. Hanno partecipato istituzioni nazionali pubbliche e private che stanno giocando un ruolo da protagonisti a Cuba, come ICE, Simest, Intesa Sanpaolo, il Comitato Impresariale Cuba-Italia.

"Stiamo promuovendo un ampio ventaglio di opportunità di affari e di sviluppo commerciale ed economico – ha commentato Roberto Verrier - In questa attività di promozione abbiamo constatato un forte interesse e presenza di imprese italiane: solo quelle con succursali registrate sono 43 secondo i dati della Camera di commercio. Inoltre rileviamo un importante interesse di investitori italiani in campi per noi prioritari come il turismo, le energie rinnovabili, l'agricoltura, la biotecnologia e la farmaceutica. Per questo siamo qui, perché riteniamo importante rafforzare la relazione economica fra Cuba e l'Italia".

 “Cuba rappresenta una sfida per l'Italia e il suo tessuto imprenditoriale: basti pensare che se il processo di riforme proseguirà secondo le tappe definite Sace, la società pubblica che offre servizi assicurativo-finanziari alle imprese esportatrici, stima 220 milioni di euro di nuovo export tra il 2015 e il 2019 per le aziende italiane – ha affermato Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di commercio di Torino – Per quanto riguarda le imprese piemontesi abbiamo già registrato nel primo semestre 2015 un export di oltre 4 milioni, con un aumento del 33% rispetto allo stesso periodo del 2014. Dati confortanti che, uniti all’interesse che le nostre imprese stanno dimostrando per Cuba, ci convincono dell’utilità dell’incontro di oggi. A novembre poi, insieme a AICEC e con la collaborazione di Padova Promex, parteciperemo a Fihav 2015, l'importante Fiera Internazionale de l'Havana, e per dare continuità al lavoro intrapreso, nel 2016 dedicheremo alle nostre imprese un percorso di assistenza specifico su Cuba”.

Per Cuba si è certamente aperta una fase nuova: la visita del Papa ne è stata un segnale importante e la visita che il Presidente del Consiglio vi farà, accompagnato da imprenditori e sottoscrivendo alcuni accordi, ne è un altro segnale forte – a dichiarato Piero Fassino, Sindaco di Torino -  La nostra Città, con i suoi numerosi rapporti internazionali, è interessata a cogliere questo scenario di apertura”.

"Pensiamo sia fondamentale intrecciare la riflessione fra il ruolo che le imprese e il mercato possono giocare e le attività che progetti di cooperazione e relazioni istituzionali possono sviluppare – ha sottolineato Michele Curto, presidente di Aicec - Solo attraverso questa sinergia si potrà lavorare efficacemente e giocare un ruolo da protagonisti".

"Rivoluzione Cuba" è infatti l’inizio di un percorso di lavoro che prevederà nei prossimi mesi viaggi dedicati a specifici settori, organizzati da AICEC per scoprire il mercato cubano e la partecipazione ai principali appuntamenti economici dell'isola.

L’opportunità, per il sistema imprenditoriale del Belpaese, è di quelle da non lasciarsi sfuggire. E infatti l’Ice, l’agenzia per lo sviluppo all’estero delle imprese italiane, ha già annunciato che entro la fine dell’anno aprirà un ufficio a L’Avana.

Gli strumenti finanziari attuabili sono stati analizzati da Simest, che promuove gli investimenti delle imprese italiane all’estero sostenendoli sotto i profilo tecnico e finanziario, e Intesa Sanpaolo. Da sottolineare che Simest, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, ha costituito un fondo rotativo da 80 milioni di euro per garantire operazioni di import-export; fino a pochi anni fa il fondo di Simest era di 3 milioni di euro.

Durante l’incontro è stata dedicata particolare attenzione alla Provincia di Santiago de Cuba, seconda città dell'isola e area geografica di grande interesse economico, con cui le istituzioni torinesi stanno intensificando le iniziative di scambio e relazione.

L'iniziativa di oggi si inserisce quindi in un momento molto importante, dopo l'inizio di un processo distensivo fra Usa e Cuba e la visita del Papa e prima della visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi che si recherà sull'isola alla fine di ottobre, interrompendo così una lunga assenza dei capi di governo italiani.

Il Governo Italiano aveva inviato a Cuba lo scorso luglio una delegazione guidata da Carlo Calenda, viceministro dello Sviluppo Economico con delega all’internazionalizzazione, e composta da Confindustria con Licia Mattioli e una decina di associazioni industriali di categoria, cinque istituti bancari ed oltre 60 aziende tra cui Enel Green Power, il colosso delle costruzioni Astaldi, la Federazione nazionale costruttori macchine per l’agricoltura, Moby e organismi del mondo cooperativo. Alla delegazione avevano partecipato anche la Città di Torino ed il Presidente di Aicec Michele Curto.

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Camera di commercio in digitale: stop alle comunicazioni in cartaceo (12/10/2015)

Come richiesto dalla legge, anche per la Camera di commercio di Torino cambiano le modalità di comunicazione con gli utenti in un’ottica di dematerializzazione: imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni dialogheranno infatti con l’ente con modalità digitali e non cartacee, mentre tutti gli originali dei documenti trasmessi o ricevuti dalla Camera di commercio ancora su carta saranno resi e conservati in formato digitale.

Come spiegato da Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino: “Questo cambiamento, che incide profondamente sulla nostra organizzazione e sul modo di lavorare di tutti gli uffici, ha come obiettivo da un lato una maggiore efficienza e trasparenza dell’azione amministrativa, dall’altro un risparmio economico per imprese e cittadini, senza dimenticare l’impatto ambientale di una Pubblica Amministrazione con meno carta”.

In pratica d’ora in poi le comunicazioni fra Camera di commercio e imprese e professionisti devono avvenire esclusivamente con mezzi telematici e in particolare tramite la PEC – Posta Elettronica Certificata, che garantisce la certezza giuridica dei documenti trasmessi o ricevuti. Tutti i documenti devono essere firmati digitalmente, sostituendo così a tutti gli effetti di legge la firma autografa. L’ente quindi può ricevere su indirizzi di posta elettronica ordinaria (non PEC) esclusivamente comunicazioni di natura informale, senza rilevanza giuridico probatoria.

In questo processo di cambiamento fanno eccezione i rapporti con il privato cittadino che continuerà a dialogare con l’ente in modalità cartacea, se non ha dichiarato di possedere un domicilio elettronico (in tal caso è sufficiente anche la posta elettronica ordinaria). Tuttavia i documenti che riceverà dalla Camera di commercio saranno sempre copie conformi agli originali informatici, formati e conservati nel Sistema di Gestione Documentale dell’Ente. Per informazioni: www.to.camcom.it

 

Expo: applausi e vendite per i Maestri del Gusto (09/10/2015)

Grande successo per cioccolatieri e Maestri del Gusto sul prestigioso palco dell’Expo, una presenza frutto della collaborazione tra Camera di commercio di Torino, Città di TorinoRegione Piemonte e Anci.

Stiamo registrando il tutto esaurito durante ogni appuntamento proposto, con lunghe code e ottimi dati di vendita, soprattutto nel padiglione dei Distretti Italiani del Cioccolato e sul palco del Cluster Cacao e Cioccolato - ha spiegato Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino - Un successo ottenuto grazie ai Maestri del Gusto che, rispondendo al nostro invito, sono riusciti a cogliere al meglio le opportunità offerte dall’evento Expo”.

Fino a lunedì Maestri del Gusto a Cascina Triulza

Sono 5 i Maestri del Gusto che nel weekend e fino a lunedì si alterneranno all’interno di Cascina Triulza, lo spazio-mercato di quasi 8.000 mq. gestito dalle OSC (Organizzazioni della Società Civile). Il Birrificio San Michele, le aziende vitivinicole Rossotto e La Campore, le aziende agricole AgricooPecetto e Chialvamenta presiederanno lo spazio proponendo degustazioni e vendita dei prodotti. Sempre a Cascina Triulza lunedì 26 ottobre dalle 10.30 alle 12.30, nell'ambito della Giornata evento sul tema “La buona alimentazione: alimentazione buona, sicura, consapevole”, si terrà anche un incontro/tavola rotonda a cui parteciperanno, oltre alla Camera di commercio di Torino, il Laboratorio Chimico camerale, il Comune di Torino e l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Proseguono poi all’interno del Cluster Cacao e Cioccolato, dove Torino ha uno spazio condiviso con Perugia e Modica, gli appuntamenti dal titolo “Il Cioccolato di Torino. Declinazioni, abbinamenti e suggestioni di una tradizione unica”, con la partecipazione di cioccolatieri e pasticceri del territorio subalpino e dell’Enoteca Regionale dei vini della provincia di Torino. Nuovamente il lunedì 26 ottobre, dalle ore 13 alle 15, entrano in scena tre aziende d’eccellenza: Guido Castagna, Maestro del Gusto cioccolatiere e Giovanni Dell’Agnese e Walter Gallizioli, Maestri del Gusto per la sezione pasticcerie. L’ingresso è gratuito, senza prenotazione.

Il progetto Maestri del Gusto di Torino e provincia, nato nel 2002 grazie alla Camera di commercio di Torino, al suo Laboratorio Chimico e a Slow Food, propone una selezione di 157 produttori, artigiani e commercianti testimoni dell’eccellenza enogastronomica del territorio. Tutte le informazioni su questi e altri appuntamenti che coinvolgono i Maestri del Gusto sono consultabili su www.maestridelgustotorino.com

 

Alberghi torinesi: tutti i dati 2015 (05/10/2015)

Secondo il Barometro della performance alberghiera, ottimi risultati per gli albergatori torinesi, soprattutto grazie ad eventi straordinari come l’Ostensione della Sindone, della quale è stato delineato un identikit del visitatore, con questionario on line post soggiorno. Ottima anche la reputazione on line degli hotel torinesi (80 su 100), in linea con le principali città turistiche italiane. Per pianificare le migliori strategie di marketing, tutti gli alberghi torinesi possono chiedere alla Camera di commercio di far parte gratuitamente dell’osservatorio, trasmettere i propri dati e ricevere quelli dei più diretti concorrenti.


Presentati questa mattina a Palazzo Birago i risultati di un ampio lavoro di analisi del settore alberghiero, voluto dalla Camera di commercio di Torino e da Turismo Torino e Provincia, nonché dalle Associazioni di Categoria più rappresentative del settore turistico ricettivo, per valutare l’andamento nel 2015. Presentato, inoltre, il profilo del visitatore giunto nel capoluogo in occasione dell’Ostensione della Sindone.

Con questo Osservatorio la Camera di commercio fornisce al territorio dati aggiornati e oggettivi su un settore che negli ultimi anni sta crescendo, grazie soprattutto a grandi eventi di portata nazionale e internazionale. I risultati dei primi 8 mesi del 2015 sono estremamente positivi, con una percentuale di occupazione delle camere degli alberghi aderenti al nostro Barometro, superiori del 6,7% rispetto al 2014, senza contare che entro la fine dell’anno Torino offrirà un calendario ancora ricco di appuntamenti - ha spiegato Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino - Il nostro obiettivo, tuttavia, non è solo fornire dati, ma anche rendere disponibile gratuitamente a tutti gli alberghi uno strumento di marketing indispensabile per valutare il proprio posizionamento rispetto ai competitor e per compiere scelte di mercato più consapevoli: un modo quindi per far crescere la cultura manageriale soprattutto nelle strutture più piccole”.

Barometro della performance alberghiera

Il Barometro è uno strumento messo in campo dalla Camera di commercio di Torino insieme a Turismo Torino e Provincia e le Associazioni di Categoria più rappresentative del settore turistico ricettivo, raccoglie in maniera strutturata i dati di diverse strutture alberghiere che aderiscono gratuitamente al progetto e li aggrega in report mensili e settimanali. Ad oggi lo strumento, avviato nel 2010, raccoglie le informazioni di numerose strutture, per un totale di 3.700 camere, che rappresentano circa il 55% della capacità del comparto alberghiero disponibile in città (6.755).

Tra le variabili analizzate, il tasso di occupazione delle camere, la tariffa media di vendita, il ricavo medio per camera disponibile (RevPAR). I risultati dell’analisi sono particolarmente interessanti per gli operatori del settore, perché permettono in base al posizionamento dei concorrenti, di effettuare strategie di prezzo o aggiustamenti in tempo reale.

Lo strumento Barometro della performance alberghiera è offerto gratuitamente dalla Camera di commercio di Torino a tutti gli alberghi torinesi che ne fanno richiesta. Aderendo al progetto, gli hotel si impegnano a trasmettere regolarmente i propri dati aggiornati e a segnalare i propri competitor diretti. In questo modo, oltre all’ampliamento della base dati, ogni singolo operatore può valutare quasi in tempo reale le conseguenze di ogni propria scelta tariffaria in rapporto al mercato e ai competitor, scegliendo in modo flessibile eventuali correttivi.

I dati 2015

Il panel osservato mostra ottime performance nei primi 8 mesi del 2015. Risultano vendute 557.635 camere, 35.000 in più (+6,7%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ad una tariffa media di 85 euro, in lieve crescita (4,7%) rispetto al 2014. La decisa crescita del tasso di occupazione (61,2%, +10,6%), garantisce agli operatori un significativo aumento dei ricavi (+11,8%).

Eventi e turismo: un binomio di successo

Andando ad analizzare i periodi di punta vissuti dal settore turistico durante questo 2015, sono quattro gli appuntamenti che hanno fatto registrare agli alberghi performance più significative, a conferma che sono proprio gli eventi di portata nazionale e internazionale a sostenere la crescita.

Come sottolinea Maurizio Montagnese, Presidente di Turismo Torino e Provincia “Questa collaborazione nata con la Camera di commercio conferma la strategia portata avanti dalla Città di Torino di puntare sui grandi eventi che portano ad un’ingente ricaduta economica e di immagine sul territorio anche in termini di occupazione alberghiera; i risultati dell’analisi presentata oggi accanto all’identikit del turista rilevato durante l’Ostensione della Sindone con la somministrazione di ben 30 mila questionari, sono elementi strategici per comprendere i mercati e per attuare strategie di marketing e posizionamento di Torino come sempre più attraente destinazione turistica per 365 giorni all’anno”.

World Chambers Congress - 10-12 giugno 2015

L’evento che ha riunito in città i rappresentanti mondiali delle Camere di commercio è stato un successo anche per gli alberghi torinesi del Barometro, che con oltre 13mila camere vendute hanno registrato un tasso di occupazione medio superiore del 32,8% rispetto al 2014 e picchi del 89,5% di occupazione nella notte precedente l’apertura del Congresso. Le tariffe di vendita hanno registrato un +18% rispetto al 2014, superando spesso durante l’evento i 100 euro medi a camera

Ostensione della Sacra Sindone - 19 aprile - 24 giugno 2015

Gli alberghi che partecipano al Barometro hanno venduto 190mila camere nei 67 giorni del periodo considerato, 21.000 camere in più rispetto allo stesso periodo, ad una tariffa media di 97 euro, +10,2% rispetto al 2014. Il tasso di occupazione ha raggiunto il 76,4%, con un +18% rispetto al 2014.

A questo proposito Turismo Torino e Provincia ha delineato il profilo del visitatore giunto a Torino durante l’Ostensione della Sindone – in collaborazione con il Comitato dell’Organizzazione dell’Ostensione 2015 – attraverso la somministrazione di un  questionario (bilingue italiano/inglese) on line post soggiorno. Hanno risposto circa 30 mila persone, la maggioranza italiani: di questi il 52% ha dichiarato di essere già venuto a Torino, il 36%, invece, era in città per la prima volta; circa il 70% ha viaggiato con la famiglia o con il coniuge/partner e il principale motivo di visita si è rivelato proprio l’Ostensione.  Circa il 40% degli intervistati ha soggiornato dalle 2 alle 3 notti organizzando il soggiorno prevalentemente on line e scegliendo (oltre il 50%) gli hotel da 3 a 4-5 stelle, a conferma di quanto emerge dai dati rilevati dal Barometro della performance alberghiera. Durante l’Ostensione, oltre il 50% dei pellegrini ha visitato almeno 1 museo; i preferiti? Il Museo Egizio, il Museo della Sindone e il Museo Nazionale del Cinema. L’esperienza degli intervistati sul soggiorno è stata positiva e circa il 90% ha dichiarato di voler ritornare e di suggerire ad amici e parenti la destinazione come interessante meta turistica grazie all’ampia offerta culturale e al circuito delle Residenze Reali. Nell’era del web 2.0 è interessante evidenziare che circa il 50% è venuto a conoscenza di Torino tramite i social network e internet, tra cui i portali www.turismotorino.org e www.inpiemonteintorino.it. I paesi di provenienza? Principalmente dal nord-centro Italia e a livello europeo in maggioranza da Francia, Gran Bretagna, Spagna e Polonia con una percentuale significativa dagli Stati Uniti per ciò che concerne le nazionalità extra europee.

Visita del Papa - 21-22 giugno 2015

All’interno del periodo della Sindone, un’analisi a parte va eseguita in riferimento ai due giorni di presenza a Torino del Pontefice. Tra domenica 21 e il lunedì 22 giugno, sono state vendute circa 5.000 camere, con un tasso di occupazione pari al 67,1%, (+87,7%).  La tariffa media di vendita, che si aggira sugli 88 euro medi (+20,9% rispetto al 2014, ma sostanzialmente in linea con i prezzi riscontrati nel 2015). Si tratta dunque di un evento di particolare rilevanza, che colpisce soprattutto per il numero di camere occupate, anche se a tariffe moderate rispetto alla media.

Concerto degli U2 - 4-5 settembre 2015

I fan del gruppo irlandese hanno invaso Torino in occasione delle uniche due date italiane del concerto: oltre 6mila le camere vendute, con un tasso di occupazione dell’82,4% (+65,7% rispetto al 2014), ad una tariffa media che ha raggiunto ben i 114 euro, + 47,2% rispetto al 2014.

La reputazione on line

A margine dei dati sulla performance, sono stati resi noti anche quelli relativi alla reputazione degli alberghi sul web (strumento TrustScore™ by TrustYou). Si tratta di un punteggio in centesimi che aggrega le recensioni online pubblicate sui principali portali di settore (es. TripAdvisor, Booking.com, Trivago) e blog di viaggio: vengono prese in esame oltre 240 fonti internazionali e blog di viaggio, in circa 30 lingue diverse.

Per Torino questo indice è risultato pari a 80, dato stabile rispetto alle precedenti rilevazioni. I punti di forza segnalati più frequentemente dalla clientela riguardano il cibo, la gentilezza del personale e i prezzi delle camere, in media più bassi rispetto ad altre città italiane.

Per quanto riguarda la reputazione, con un punteggio pari ad 80, Torino uguaglia Firenze (80), supera Genova (77) e Roma (78) e si avvicina a Bologna (81) e a Venezia (83). Se si incrociano i dati dei due barometri, si delinea un quadro molto interessante: gli hotel che raggiungono valutazioni più alte (tra 84 e 87) nella web reputation, riscontrano valori più alti in tutti gli indicatori di performance. Con una valutazione alta, ad esempio, ci si può permettere di vendere una camera a 102 euro anziché 73, pur mantenendo livelli alti di occupazione (67% rispetto al 61% di chi ha reputazione più bassa), con un conseguente aumento dei ricavi.

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Camera di commercio di Torino: ecco il Piano Strategico 2015-2019 (28/09/2015)

In un momento di radicale cambiamento per il sistema camerale italiano, la Giunta della Camera torinese guidata da Vincenzo Ilotte vara 6 linee di indirizzo per i prossimi 5 anni e lancia il nuovo volto dell’ente.

È stato presentato questa mattina alla stampa il nuovo Piano Strategico 2015-2019 della Camera di commercio di Torino, il documento che fissa le priorità e le azioni dell’ente per i prossimi 5 anni. Si tratta di un documento di grande importanza perché, attraverso l’individuazione di 6 linee di intervento, pone le basi operative necessarie alla realizzazione di un disegno più ampio, articolato in progetti e obiettivi specifici che saranno realizzati nel corso dei cinque anni di mandato istituzionale.

Il nuovo Piano Strategico si articola in sei Linee, ognuna delle quali prende in considerazione le leve strategiche su cui puntare nei prossimi cinque anni, con l’obiettivo di svolgere i nuovi compiti che il Governo vorrà dare alle Camere di commercio, una volta ultimata la riforma - sottolinea Vincenzo Ilotte, Presidente dell’ente camerale torinese -  Grazie a questo Piano arriveremo nel 2020 con una Camera dal volto nuovo, che sarà stata capace di reinventarsi e di creare sviluppo economico. Sarà una Camera competitiva perché più efficiente, sarà vicina alle imprese perché più dinamica e flessibile e sarà determinante nello sviluppo del territorio perché più concentrata su asset come la qualificazione del capitale umano, il fare impresa, lo snellimento della burocrazia, la comunicazione digitale, a vantaggio degli imprenditori e dei giovani del nostro territorio”.

Il tessuto economico oggi

Con un Pil che raggiunge quasi i 65 miliardi di euro, realizzati per il 75% dalle attività di servizi, la provincia di Torino nel tempo è cambiata: la base economica, prevalentemente manifatturiera vent’anni fa, è oggi più aperta ai servizi, con la crescita soprattutto di turismo, ristorazione e attività per aziende e persone. La crisi ha impattato negli ultimi anni, con la riduzione del numero delle imprese, scese a 227mila nel 2014, un valore pari a quello di 10 anni fa. Non mancano tuttavia i segnali di tenuta: l’espansione delle società di capitali, la regolare crescita delle imprese straniere, la stabilità del numero delle imprese femminili e soprattutto la conferma della spiccata vocazione internazionale torinese: Torino rimane la seconda provincia italiana per volumi di export e l’ultimo dato, relativo ai primi 6 mesi del 2015, conferma una crescita del +11,9% rispetto al 2014.

La riduzione del diritto annuale e il conseguente crollo delle spese di promozione del territorio

La revisione del sistema camerale ha preso il via l’anno scorso con la Legge n. 114/2014 che ha stabilito la riduzione del diritto annuale versato dalle imprese, -35% nel 2015, -40% nel 2016, per arrivare a regime dal 2017 con -50%. Il diritto annuale rappresenta la principale fonte di entrate delle Camere di commercio.

Con una riduzione di questa portata, la Camera di commercio di Torino già quest’anno non avrebbe potuto destinare nulla per gli interventi promozionali a favore dello sviluppo del territorio e delle imprese: eppure si è riusciti ad arrivare a 4,3 milioni di euro, grazie ad un’attenta riduzione dei costi pari a 4,2 milioni di euro. Si tratta di risparmi su vari aspetti, tra cui principalmente i costi di funzionamento, con la cessazione degli affitti per sedi periferiche e cittadine, il miglioramento dell’efficienza energetica, la riduzione dei consumi con la chiusura di tutti gli uffici in occasione di ponti in festività, la riduzione delle contribuzioni al sistema camerale.

Il Piano Strategico della Camera di commercio: 6 linee strategiche per governare il futuro

Nonostante l’incertezza e la difficoltà dei nuovi scenari, la Camera di commercio di Torino, abituata alla programmazione pluriennale fin dal 2005, subito dopo la designazione dei nuovi vertici non ha rinunciato alla redazione del proprio Piano Strategico, imbastendo un ampio lavoro di confronto con i propri stakeholder, per stilare una serie di obiettivi e priorità per il prossimo quinquennio. Ogni linea è stata discussa in tavoli composti da Consiglieri camerali, provenienti da tutti i settori economici del territorio.

Linea 1 - Conoscenza del territorio

Coordinatore: Vincenzo Ilotte. Gruppo di lavoro: Roberta Baima Poma, Stefano Papini, Antonello Marzolla, Martina Minella, Giuseppe Bergesio

Per definire le politiche e le azioni per il territorio è necessario partire dall’analisi delle dinamiche di sviluppo dell’economia locale, nazionale e internazionale e in un contesto di ridotta disponibilità finanziaria, le risorse umane e finanziarie andranno concentrate su specifici ambiti di ricerca.

Le fonti di dati proprie, come l’importante patrimonio di informazioni presenti nel Registro imprese, e le rilevazioni periodiche campionarie saranno al centro dell’ampia attività camerale di studi e statistica nel prossimo quinquennio. In programma anche un maggiore coordinamento con i dati gestiti dalle altre fonti sul territorio (associazioni di categoria o istituti di ricerca) e la possibilità di attivare ricerche ad hoc su richiesta, ad es. per la redazione di business plan o di report su determinati mercati.

In particolare verrà realizzato uno strumento di sintesi, un “cruscotto” dei principali indicatori statistico-economici, utile a interpretare la realtà locale e a delineare gli scenari di sviluppo dell’economia dell’area metropolitana. Il cruscotto verrà aggiornato periodicamente e reso disponibile sul sito e diffuso con momenti di divulgazione, dedicati ad approfondire lo stato di salute dei vari settori produttivi locali.

Nei prossimi mesi: Osservatorio contraffazione, Osservatorio filiera autoveicolare italiana, Osservatorio spese delle famiglie torinesi, Osservatorio natimortalità imprese, Osservatorio imprese innovative.

Linea 2 - Promozione del territorio

Coordinatore: Maurizio Montagnese. Gruppo di lavoro: Roberta Baima Poma, Renato Bellavita, Claudia Boccalatte, Roberto Cena, Aniello D’Auria, Giovanni Longo, Stefano Papini, Martina Minella

Anche e soprattutto in questa linea di intervento si deve tener conto del contesto di progressiva contrazione delle risorse economiche destinabili alle attività promozionali. La Camera di commercio cercherà sinergie e collaborazioni con gli altri attori, pubblici e privati, istituzionali e non, che a vario titolo possono contribuire a promuovere il sistema economico, imprenditoriale e culturale del territorio.

Sarà potenziato il tema dell’innovazione e dei finanziamenti per la ricerca La Camera di commercio si proporrà alle imprese come riferimento e supporto personalizzato sui temi del trasferimento tecnologico, della protezione della proprietà intellettuale. Promuoverà la partnership con atenei e con il “tessuto innovativo” internazionale, favorirà la crescita di start up innovative attraverso nuovi servizi di assistenza e valorizzazione, concertati con il sistema locale e finanziati attraverso progetti europei.

Sarà rafforzato il sostegno all’imprenditoria e la creazione di start up attraverso servizi di assistenza dedicati alle imprese e verrà incoraggiata sia l’apertura di attività imprenditoriali di respiro internazionale sia la creatività come fattore strategico (Torino Creative City UNESCO nel 2014).

In ambito agroalimentare proseguiranno i principali progetti camerali come Maestri del Gusto (i nuovi verranno premiati nell’ambito dell’edizione 2016 del Salone del Gusto) e le attività di promozione del comparto vitivinicolo, non solo con la selezione enologica e la guida Torino DOC, ma anche attraverso la partecipazione alle più importanti manifestazioni italiane.

Il turismo è visto come volano per la produzione di ricchezza sul territorio e la Camera continuerà quindi nei progetti di valorizzazione dell’offerta turistica soprattutto alberghiera e nella raccolta e analisi dei dati del settore.

Linea 3 Internazionalizzazione

Coordinatrice: Licia Mattioli. Gruppo di lavoro: Corrado Maria Alberto, Anna Casale, Nicola Scarlatelli, Gabriella Marchioni Bocca

Progetti di successo e anni di lavoro su mercati e filiere hanno reso la Camera di commercio un esempio a livello nazionale di come l’internazionalizzazione può essere gestita in modo efficiente ed efficace a vantaggio delle imprese del territorio.

Alla luce delle indicazioni da parte dei futuri decreti attuativi, la Camera di commercio di Torino potrà valutare concretamente gli scenari con cui sarà chiamata a confrontarsi ed eventualmente ripensare al proprio ruolo a supporto dell’operatività sui mercati internazionali.

Nel frattempo, fissa nel suo Piano strategico la prosecuzione dell’attività sulla base di due filoni distinti: da un lato l’attività di supporto commerciale alle imprese, con l’organizzazione di missioni, incontri btob, partecipazione a fiere internazionali, dall’altro l’attività di formazione e di diffusione di una cultura dell’internazionalizzazione che faciliti l’approccio a nuovi mercati e limiti i rischi (supporto nell’elaborazione delle strategie, accesso al credito e ricerca fonti di finanziamento).

Sulla base di questi due filoni di attività, proseguiranno nei prossimi mesi iniziative come:

Aerospace & Defence Meetings, dal 17 al 19 novembre a Torino, l’unica business convention internazionale per l’industria aerospaziale e della difesa in Italia. L’evento rientra nelle attività del Progetto Integrato di Filiera (PIF) Torino Piemonte Aerospace, gestito da Ceipiemonte su incarico di Regione Piemonte, Unioncamere Piemonte e delle Camere di commercio del Piemonte e Valle d'Aosta, tra cui quella torinese. 

Meet@Torino, dal 17 al 18 dicembre, meeting annuale tra aziende del territorio e professionisti di successo all’estero, legati al Piemonte per motivi di studio, origine e lavoro. Il progetto ha contribuito alla formazione di competenze in tema di internazionalizzazione attraverso l’attività di mentoring da parte dei cervelli all’estero, promossa dalla Camera di commercio di Torino. Sempre operativi poi i programmiGAP, ASSIST IN (USA, Canada, Brasile), INVEST IN LATIN AMERICA, che mirano a rafforzare lo sviluppo di impresa attraverso percorsi individuali di affiancamento per la penetrazione commerciale in Paesi selezionati, agendo sugli asset più competitivi dell’azienda stessa.

Linea 4 Formazione

Coordinatrice: Cristiana Poggio. Gruppo di lavoro: Renato Bellavita, Cristina Di Bari, Aniello D’Auria, Barbara Gallo, Giovanni Longo, Gioacchino Silvano Mattiolo, Nicola Scarlatelli, Antonella Tenore

Anche nell’ambito di questa Linea del Piano strategico camerale, la continuità operativa dell’ente dovrà essere ampiamente garantita sfruttando le competenze interne e la rete di contatti consolidatisi nel tempo, che costituiscono un indubbio valore da mettere al servizio di tutti coloro che agiscono dal lato della domanda e dell’offerta di capitale umano.

L’ente camerale ha in passato contribuito alla realizzazione e allo sviluppo di eccellenti progetti (per es. Scuolav), nonché alla sottoscrizione di Protocolli di intesa per sostenere la qualificazione e l’innovazione dei percorsi di istruzione tecnica e professionale, secondo le specifiche caratteristiche di ogni settore formativo.

Ed è su questi risultati che si fonderà l’attività dell’ente per dare continuità al proprio ruolo istituzionale nell’ambito della valorizzazione del capitale umano. In particolare:

  • Protocollo di intesa per lo sviluppo dell’istruzione tecnica e professionale nel campo della meccatronica e della robotica
  • Protocollo di intesa per lo sviluppo dell’istruzione tecnica e professionale nel campo dell’abitare sostenibile
  • Protocollo di intesa interistituzionale – Lean Education Network per la diffusione e lo sviluppo della Lean Organisation nella formazione professionale, nell’istruzione universitaria e nell’Alta formazione
  • Progetto Sperimentale Mobilità transnazionale studenti
  • Progetto Sperimentale Estivo di avvicinamento al mondo del lavoro.

Linea 5 Miglioramento dell’efficienza e incremento delle entrate

Coordinatore: Antonio Carta. Gruppo di lavoro: Giuseppe Bergesio, Giovanni Longo, Antonello Marzolla

Come già detto, su questo fronte l’ente camerale ha realizzato negli ultimi anni una serie di azioni: riorganizzazione interna da 5 a 3 aree, chiusura sedi decentrate tranne Rivoli, chiusura nei ponti festivi, risparmio sui beni di consumo, la riduzione dell’outsourcing. Inoltre tra il 2014 e il 2015 ha ceduto 8 partecipazioni di società ritenute non più necessarie al perseguimento delle finalità istituzionali dell’ente o comunque per le quali era esaurita la loro funzione, da cui si è ricavato un introito di circa un milione di euro: le partecipazioni societarie ora sono 25, di cui 6 in liquidazione o delle quali è stato esercitato il recesso.

Sempre nella direzione indicata da questa Linea vanno le recentissime decisioni della Giunta camerale, ovvero la cessione a terzi dell’attività inerente il Centro Congressi Torino Incontra e la cessione a terzi dell’ex Borsa Valori

In particolare, l’edificio che ha ospitato la Borsa Valori fino al 1992 non rientra più tra le priorità di azione della Camera che non è più nelle condizioni economico-finanziarie per ristrutturare e gestire l’immobile che si trova in stato di progressivo degrado. Per evitare il definitivo abbandono di un edificio di grande valenza architettonica, nel giugno scorso la Giunta ne ha deliberato la cessione a terzi mediante procedura ad evidenza pubblica. Attualmente l’immobile si presenta completamente privo di infrastrutture interne ed impianti perché è stato oggetto di una bonifica da amianto e dunque è nella miglior situazione per una ridestinazione d’uso.

Sempre a giugno la Giunta aveva deliberato di cedere a terzi l’attività inerente il Centro Congressi Torino Incontra, mediante procedura ad evidenza pubblica, per garantire criteri obiettivi e trasparenti tali da assicurare la libera concorrenza dei soggetti interessati, comprendendo il trasferimento della piena proprietà del ramo d’azienda dell’azienda speciale “Torino Incontra” che gestisce il Centro Congressi stesso. Il ramo d’azienda comprende il diritto di utilizzo a titolo oneroso dell’immobile.

Entrambi i bandi saranno disponibili nei prossimi mesi.

Linea 6 Conoscenza e promozione dell’ente camerale

Coordinatrice: Cristina Di Bari. Gruppo di lavoro:Aniello D’Auria, Barbara Gallo, Giovanni Longo

Gli strumenti di comunicazione sono quelli classici, ma ormai è la comunicazione on line a caratterizzare gran parte del dialogo con le imprese iscritte e sulla quale la Camera di commercio investirà in modo particolare, andando decisamente verso una comunicazione 2.0 grazie ad alcuni strumenti:

  • il sito istituzionale, il luogo dove trovare tutte le risposte alle domande delle imprese con informazioni continuamente aggiornate e facili da reperire
  • prodotti multimediali (video, infografiche, …) ad hoc per raggiungere nel modo più rapido ed intuitivo possibile le imprese con informazioni e servizi
  • social media per un efficace colloquio continuo e in tempo reale non solo con utenti, ma con stakeholders e cittadini in generale.

Nei prossimi mesi la Camera porterà a termine due progetti che aumenteranno sensibilmente la qualità della relazione con le sue imprese:

  • a novembre sarà varata la nuova piattaforma web della Camera. Tecnologia e usabilità sono al centro  della riprogettazione del sito istituzionale che diventerà più performante, che avrà funzioni di Customer Relationship Management e un collegamento con il Registro Imprese. Gli imprenditori avranno la possibilità di registrarsi sul sito e ricevere informazioni ad alto valore aggiunto, specifiche per i loro settori di attività. Una possibilità comunque aperta anche a privati e istituzioni.
  • a febbraio del prossimo anno partirà una comunicazione via Posta Elettronica Certificata a tutte le nuove imprese che si iscriveranno al Registro imprese. Nella comunicazione saranno riassunte le informazioni più importanti ed utili e ogni nuova impresa sarà invitata a un incontro – un Welcome day – in cui potrà approfondire la conoscenza dei principali servizi e progetti camerali.

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Fatture elettroniche: successo del servizio gratuito delle Camere di commercio (21/09/2015)

Sono già oltre 900 le imprese torinesi che si sono iscritte al portalefattura-pa.infocamere.it per la gestione on line dei documenti contabili verso le Pubbliche Amministrazioni

Dal 31 marzo di quest’anno i fornitori della Pubblica Amministrazione sono obbligati all’utilizzo della fatturazione elettronica: secondo l’Agenzia per l’Italia Digitale, grazie all’efficienza e alla semplicità della procedura, con le fatture on line le imprese possono risparmiare una cifra media annua pari a 500 euro.

Per accompagnare le PMI in questo cambiamento, il sistema camerale italiano ha messo a disposizione un servizio semplice e gratuito, che consente alle aziende la compilazione delle fatture on line, la sottoscrizione attraverso la firma digitale, l’invio, il monitoraggio e l’archiviazione a norma di legge. Nato da un accordo tra Unioncamere e Agenzia per l’Italia Digitale e realizzato da InfoCamere, il servizio è disponibile gratuitamente sul portale fattura-pa.infocamere.ite permette ad ogni impresa iscritta al Registro imprese di gestire senza alcun costo fino a 24 fatture ogni anno.

Sono già oltre 40mila le PMI che lo utilizzano in tutta Italia. Si tratta per il 93% di imprese con meno di 15 dipendenti e per il 97% di realtà con fatturato inferiore ai 10 milioni di euro. Torino, con 912 imprese aderenti e 3.500 fatture gestite, è la quinta provincia per diffusione del servizio, dopo Bolzano, Trento, Roma e Bari.

 

Maestri del Gusto a Expo 2015 (18/09/2015)

Si intensificano in queste ultime settimane le occasioni per incontrare all’Expo di Milano i Maestri del Gusto di Torino e provincia, protagonisti insieme ad altre realtà eccellenti dell’enogastronomia locale.

All’interno del Cluster Cacao e Cioccolato, dove Torino ha uno spazio condiviso con Perugia e Modica, sono previsti alcuni appuntamenti dal titolo “Il Cioccolato di Torino. Declinazioni, abbinamenti e suggestioni di una tradizione unica”, con la partecipazione di cioccolatieri e pasticceri del territorio subalpino e dell’Enoteca Regionale dei vini della provincia di Torino.

Si parte giovedì 24 settembre 2015.

Dalle ore 15 alle 16 sarà in scena la Pasticceria Avidano di Chieri, per presentare e far assaggiare l’innovativa tavoletta Radiosa, nata dall’incontro fra Marco Avidano e il designer Corrado Tibaldi. Avidano è Maestro del Gusto dal 2012, con un’offerta di pasticceria fresca e secca, lievitati e servizio catering sempre di altissima qualità.

Dalle ore 16 alle 17 sarà la volta di Boella & Sorrisi, storica azienda che produce da oltre 50 anni i famosi gianduiotti di Torino. Il pubblico potrà assistere alla creazione dei prelibati cioccolatini da parte di maestri cioccolatieri e partecipare alla successiva degustazione.

Si prosegue poi giovedì 8 ottobre 2015.

Dalle ore 15 alle 16 è previsto un appuntamento dedicato a Gianduja, dal titolo “Cacao e nocciole, dal Carnevale di Torino per i golosi di tutto il mondo”. Si degusta la Giandujetta, dolce di pan di Spagna alle nocciole ripieno di allettante crema di cioccolato.

Dalle 16 alle 17 invece si procede con: “Tradizione e creatività. Le due anime del cioccolato torinese”. Si degustano bicciolani (biscotti speziati a cacao) e santagostini, cioccolatini alla canapa.

I due incontri, presentati da Alessandro Felis, agronomo e giornalista, vedono la partecipazione dell’Enoteca Regionale dei vini della provincia di Torino, del vermouth Anselmo di Torino e della pasticceria Molineris, Maestro del Gusto di Carmagnola.

Ultimo appuntamento lunedì 26 ottobre 2015.

Dalle ore 13 alle 15 entrano in scena due aziende d’eccellenza: Guido  Castagna, Maestro del Gusto cioccolatiere e Giovanni  Dell’Agnese, Maestro del Gusto per la sezione pasticcerie.

Tutti gli appuntamenti si svolgono all’interno del Teatro del Cluster Cacao e Cioccolato e sono a ingresso gratuito, senza prenotazione.

Non solo cioccolato…

Oltre alle attività previste all’interno del Cluster Cacao e Cioccolato, 6 Maestri del Gusto (il Birrificio San Michele, le aziende vitivinicole Rossotto e La Campore, le aziende agricole AgricooPecetto e Chialvamenta e il panettiere Il Forno del Borgo) saranno presenti dal 6 al 12 ottobre all’interno di Cascina Triulza, lo spazio-mercato di quasi 8.000 mq dedicato e gestito dalle OSC (Organizzazioni della Società Civile). Qui lunedì 26 ottobre dalle 10.30 alle 12.30 si terrà anche un workshop in collaborazione con il Laboratorio Chimico camerale per presentare i diversi progetti che promuovono la sicurezza alimentare e l’eccellenza delle produzioni delle aziende torinesi.

La presenza all’Expo delle imprese torinesi è frutto di un progetto che vede la collaborazione di Città di TorinoRegione PiemonteCamera di commercio di Torino e Anci con l’obiettivo di presentare, in un’ottica di turismo internazionale, le eccellenze del territorio.

Il progetto Maestri del Gusto di Torino e provincia, nato nel 2002 grazie alla Camera di commercio di Torino, al suo Laboratorio Chimico e a Slow Food, propone una selezione di 157 produttori, artigiani e commercianti testimoni dell’eccellenza enogastronomica del territorio. Tutte le informazioni su questi e altri appuntamenti che coinvolgono i Maestri del Gusto sono consultabili su www.maestridelgustotorino.com

 

La crisi si attenua, si ricomincia a spendere (29/07/2015)

Come nel 2013, anche nel 2014 la spesa delle famiglie torinesi è in crescita, con una media di 2.232 euro mensili, +2,5%.
Si spende meno per acquisti obbligati (alimentare+casa) e si apre così un po’ di spazio per spese voluttuarie, in particolare vestiario, calzature, vacanze, pasti fuori casa. In netta crescita anche gli importi per spese mediche e istruzione.
Tiene il biologico,
boom per gli acquisti sul web, stabile il ricorso alle rate, non riparte invece l’equo e solidale.

 

Presentata oggi a Palazzo Birago la tradizionale indagine della Camera di commercio di Torino sulle spese delle famiglie torinesi, con i dati relativi all’anno 2014. Il progetto di ricerca, curato dal professor Luigi Bollani, docente di statistica sociale presso l’Università degli Studi di Torino, condiviso con l’IRCrES-CNR e realizzato con la collaborazione di Ascom e Confesercenti Torino, monitora la struttura e i livelli della spesa sostenuta da un campione di 240 famiglie torinesi, interpellate mediante la compilazione di un libretto di acquisti e di un questionario per le spese più impegnative.

 “Sembrano finalmente tirare un po’ il fiato le famiglie torinesi, che a partire dal 2008 avevano costantemente contratto la propria spesa - ha ricordato Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino. - Meno pressate da spese irrinunciabili come alimentare e casa, possono ricominciare a concedersi pasti fuori casa, rinnovo del guardaroba o vacanze. Incidono ancora però spese importanti e non rinviabili, come quelle per la salute e per l’istruzione. Cresce il web mentre si ferma al 7% delle famiglie la necessità di ricorso alle rate”.

Secondo Rolfo, Direttore dell’IRCrES-CNR ha così commentato: “I dati 2014 sono sicuramente positivi e confermano una moderata ripresa dei consumi con una percezione della crisi da parte delle famiglie che è ancora importante, ma in attenuazione. D’altra parte vi sono segnali di maggiore consapevolezza nei consumi e aumenta il peso degli acquisti on line”.

 

Principali risultati

Dopo il netto calo del 2010 e del 2012 e la lieve ripresa nel 2013, nel 2014 si conferma la tendenza espansiva della spesa delle famiglie torinesi: con una media di 2.232 euro mensili (+2,5%), le famiglie tornano a consumare quasi al livello di 9 anni fa, anche se, rispetto al 2005, l’alimentare pesa notevolmente di più (15,5% contro l’11,6% del 2005).

Se nel 2013 la ripresa era guidata proprio dall’alimentare e dagli altri acquisti primari, nel 2014 l’aumento sembra essersi distribuito su tutte le categorie in modo proporzionale: oltre all’alimentare (+3,3%), infatti, cresce del 2,3% anche il non alimentare.

Le spese irrinunciabili: più spazio alle scelte voluttuarie

Anche se la percentuale di spesa alimentare del 2014 è la più alta mai registrata, sembra incidere un po’ meno (55% rispetto al 58% del 2013) l’aggregato alimentari+casa, che in questi anni aveva registrato regolari aumenti,contraendo la disponibilità delle famiglie verso spese accessorie. Nel 2008 questo dato era fermo al 46%.

Spesa alimentare: la salute nel piatto

Passando da 334 a 345 euro mensili, la spesa alimentare aumenta del 3,3%: era cresciuta di più tra il 2012 e il 2013 (+6,3%) e l’espansione del 2014 è dovuta soprattutto al primo semestre (+9% circa rispetto al primo semestre precedente). Le quote maggiori sono destinate a carni e salumi (23%), pane e cereali (16%), latte e formaggi. Nel 2014 le famiglie torinesi sembrano privilegiare scelte alimentari più salutistiche: in calo le spese per bevande alcoliche (-21,4%) e per condimenti, oli e grassi (-16,7%), in crescita pane e cereali (+12,5%) e ortaggi e legumi (+8,3%).

Spesa non alimentare: vacanze, ristoranti, ma anche medicine e visite

Aumenta del 2,3% passando dai 1.844 euro a 1.887 euro e si riprendono alcune spese non primarie che avevano sofferto in precedenza. Abbigliamento e calzature crescono dell’8,5%: avevano perso il 4% l’anno prima e quasi il 19% nel 2012). Boom dei pasti fuori casa, con un +53%. In deciso progresso le spese sanitarie (+25,7%) che erano già salite del 16% nel 2013 e rappresentano una pressione più intensa sul bilancio famigliare medio. Cresce anche (+9%) la quota dedicata alle vacanze.

Stabile (in lievissima perdita: -1%) la voce ricreazione e spettacolo, che esce da una diminuzione severa degli anni precedenti (-18% tra il 2012 e il 2013 e -11% tra il 2011 e il 2012). In calo le spese per combustibili e energia (-8,5%)  e per l’abitazione in generale con un -3,2% (affitti, spese condominio, ecc.).

Reddito e capacità di spesa: la crisi si sente meno

In netto calo le famiglie che dichiarano di aver subito nell’anno una diminuzione del reddito: il 35% rispetto al 47% del 2013. La percezione della crisi, tuttavia, mantiene comunque più alta la percentuale di chi denuncia una diminuita capacità di spesa (68%), ma anche questo valore è in calo rispetto all’anno precedente (83%).

Abitudini di consumo: boom on line, tiene il biologico

Ogni anno l’indagine analizza alcuni particolari comportamenti e scelte di consumo:

  • l’equosolidale: nel 2008 era addirittura il 37% delle famiglie a dichiarare questo genere di acquisto, ma già dall’anno successivo è iniziato il declino. Nel 2014 la percentuale si assesta al 16%.
  • acquisto di generi biologici: la quota oscilla negli ultimi anni di qualche punto percentuale intorno ad un livello del 50%: in particolare 49% nel 2013 e 52% nel 2014.
  • acquisto on line: rispetto al 9% del 2010, l’incremento è stato costante fino al 28% del 2014: quasi una famiglia su tre fa uso quindi del web per i suoi acquisti.
  • acquisto a rate: in calo nel corso degli anni, l’utilizzo delle rate si assesta ad un 7% delle famiglie, che lo utilizzano per l’88% dei casi per necessità.

Spreco alimentare: diminuisce l’attenzione

L’indagine prevede anche un focus sullo spreco alimentare in ambito familiare, che evidenzia come i comportamenti differiscano anche in base a numero dei componenti, reddito, età e istruzione. I più attenti a non sprecare risultano in media gli anziani, i pensionati e le famiglie con un capofamiglia con minore livello di istruzione. Sprecano invece di più i giovani, i laureati e gli occupati. Sulla tutela dello spreco valgono sempre motivi tradizionali, economici, culturali ed etici, ma nel passaggio dal 2013 al 2014 si registra un minor interesse dichiarato su tutte le motivazioni. Inoltre aumentano le famiglie che buttano il cibo vicino alla scadenza.

Leggi tutto su: www.to.camcom.it/osservatoriospesefamiglie

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Cervelli all'estero al servizio di imprenditori piemontesi (27/07/2015)

Parte la seconda edizione di Meet@Torino, il progetto della Camera di commercio di Torino che fa lavorare insieme imprenditori e professionisti legati al Piemonte che hanno avuto successo all’estero. L’iniziativa nel 2015 ha coinvolto 21 mentori e 19 imprenditori locali. Le aziende interessate ad aderire all’edizione 2016 possono candidarsi entro ottobre
e individuare con il team di Meet@Torino il mentore che può accompagnarle nel loro percorso di internazionalizzazione.
 

C’è una start up innovativa in campo energetico che oggi si presenta ad Hong Kong nella più prestigiosa fiera tecnologica orientale; c’è la gioielleria artigiana che attraverso il web raggiunge le più esigenti e raffinate clienti nei Paesi arabi; c’è l’industria tradizionale di stampaggio acciaio che da Corio Canavese si espande verso nuovi mercati; c’è l’inventore di un’applicazione rivoluzionaria che compone palinsesti educativi e selezionati per i bambini che guardano la TV. E oltre a loro molti altri: il produttore di vini, il designer 3D, la società di certificazione del Made in Italy, l’agenzia di comunicazione esperta in marketing territoriale.

Sono queste solo alcune delle aziende piemontesi che nel 2015 hanno potuto usufruire gratuitamente dell’aiuto di mentori selezionati dalla Camera di commercio di Torino nell’ambito di Meet@Torino.

Il progetto mette in contatto e fa lavorare insieme imprenditori del territorio e professionisti in qualche modo legati al Piemonte (per origini, studio, lavoro) che però hanno fatto carriera all’estero. Si tratta di un modo per far convergere sul territorio professionalità e competenze di successo sviluppate all’estero, a vantaggio delle aziende locali.

Siamo la prima Camera di commercio in Italia a proporre questa formula di internazionalizzazione sperimentale e assolutamente innovativa, che ha ottenuto un grandissimo successo - ha affermato Vincenzo Ilotte, Presidente dell’ente camerale torinese. - I mentori, ancora molto legati alla nostra regione, aderiscono con entusiasmo alla proposta emettono a disposizione delle aziende piemontesi un patrimonio prezioso in termini di informazioni, consigli e contatti, provenienti dalla loro esperienza in multinazionali quali E-Bay, Qualcomm, National Instruments, ecc.Gli imprenditori locali, grazie alla Camera di commercio, accelerano i tempi di internazionalizzazione, riducendone i costi, e nello stesso tempo vedono alleviarsi la cosiddetta ‘solitudine dell’imprenditore’ nel momento della pianificazione strategica della propria azienda”.

Chi sono i mentori?

Nell’edizione appena conclusa erano 21 i mentori provenienti da USA, Sud Africa, Brasile, Francia, Svizzera, Argentina, Emirati Arabi, Arabia Saudita: si tratta di CEO, direttori commerciali, responsabili acquisti, consulenti, manager dell’innovazione o di ricerca e sviluppo, formatori, esperti in diversi settori, dall’automotive all’IT, dai beni di largo consumo alla meccanica. Si sono messi a disposizione per oltre 630 ore complessive, anche se molte relazioni con i mentee sono proseguite e proseguono ancora senza un reale conteggio delle ore impiegate.

Anche in questa nuova edizione i mentori devono avere un legame con il Piemonte, non necessariamente per nascita, ma anche per studio o precedenti esperienze lavorative. Si richiedono almeno 10 anni di esperienza di cui 3 all’estero e un impegno complessivo di almeno 30 ore per 8 mesi. I mentori non ricevono alcun compenso in denaro.

Perché lo fanno?

Desiderano restituire qualcosa al Paese che li ha formati, secondo il principio del “giving back”, ma vogliono anche mettersi alla prova su casi reali, aiutando concretamente a crescere un’azienda del territorio, anche se proveniente da un settore completamente diverso da quello di competenza. Inoltre, per molti si tratta di un’esperienza professionale gratificante e prestigiosa, organizzata in modo strutturato e ufficiale da un’istituzione, ma che può anche poi proseguire in contatti informali e in vere e proprie amicizie.
Guarda il video con alcune esperienze dell'edizione precedente:
 

Cos’è un mentore

Il mentore non è né un consulente, né un procacciatore d’affari: è invece un dispensatore di informazioni utili per approcciare nuovi mercati o nuovi settori all’estero. Può insegnare un metodo di lavoro, impostare un piano di comunicazione, dare consigli su come presentarsi a potenziali investitori, orientare l’imprenditore sugli usi e consumi locali o sui passaggi burocratici necessari. Ma non è un buyer o un partner commerciale, e agisce in modo confidenziale, evitando qualsiasi conflitto di interesse con la sua azienda di provenienza.

Chi sono i mentee

Nella precedente edizione erano 19: tra queste alcune start up, ma anche numerose aziende già consolidate di qualunque settore. Alle imprese piemontesi vengono sottoposti i profili dei mentori disponibili per una prima selezione, che può proseguire se l’interesse è reciproco, grazie all’attività di matching svolta dalla Camera di commercio. Ai mentee partecipanti, che non sostengono alcun costo, viene richiesto tuttavia un impegno continuativo e in prima persona, con la condivisione delle informazioni necessarie e un costante ritorno sull’andamento dell’attività.

L’edizione 2016

Si aprono ora le attività per il nuovo mentoring Meet@Torino. Entro settembre la Camera di commercio riceve e valuta le candidature da parte dei mentori e ne propone i profili agli imprenditori piemontesi in base al settore di provenienza, al Paese e ai mercati di riferimento. Le aziende piemontesi hanno tempo invece fino al 23 ottobre per richiedere la partecipazione come mentee, scrivendo ameet-torino@to.camcom.it, per valutare i profili  dei mentori disponibili e rientrare nel processo di abbinamento. Il 17 e il 18 dicembre, poi, si terrà a Torino l’incontro tra tutti i mentori e mentee, mentre fra un anno esatto sarà il momento del bilancio della nuova edizione.

Il programma “Mentoring for International Growth” di Meet@torino è un’iniziativa della Camera di commercio di Torino, con il supporto di Regione Piemonte, Gruppo Giovani imprenditori di Unione Industriale e API Torino, Incubatori I3P e 2I3T, Ceipiemonte e Fondazione Torino Wireless. Meet@Torino è anche su LinkedIn, con un gruppo di discussione aperto a tutti gli imprenditori e professionisti, in Piemonte e all’estero.
 

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Vincenzo Ilotte eletto Vicepresidente di Unioncamere nazionale (14/07/2015)

Questa mattina, nel corso dell’Assemblea nazionale di Unioncamere, Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino, è stato eletto Vicepresidente di Unioncamere italiana, l'ente pubblico che unisce e rappresenta tutto il sistema camerale nazionale.

Ringrazio i componenti dell’Assemblea che mi hanno eletto in un momento di grande trasformazione del mondo camerale italiano e interpreto questa nomina come un riconoscimento del ruolo che Torino da sempre riveste a livello locale e nazionale - ha commentato il neo Vicepresidente nazionale Ilotte - A poche settimane dal successo del Congresso Mondiale delle Camere di Commercio, a Torino stiamo continuando a lavorare per costruire un sistema camerale sempre più innovativo e rispondente alle necessità delle imprese. Porterò dunque a Roma sia l’esperienza torinese consolidata in questi anni sia le idee nuove che qui stanno nascendo”.

La carica di Vicepresidente ha una durata di 3 anni.

 

 

Itinerari di gusto con la nuova app (01/07/2015)

Alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche delle pianure, colline e valli della provincia di Torino con l’APP per iPhone e Android

Nell’anno di Expo 2015 la cui tematica è “Nutrire l’ambiente”, Turismo Torino e Provincia in collaborazione con il Museo del Gusto di Frossascoed il supporto della Camera di commercio di Torino, ha ideato la APP “ITINERARI DI GUSTO”.

L’applicazione – realizzata da Laser Informatica e Servizi - ha come obiettivo quello di condurre i visitatori lungo alcune proposte di itinerario che, partendo da Torino, vanno a toccare i territori circostanti attraverso indicazioni di carattere enogastronomico relative a prodotti, produttori e luoghi. 

Il territorio vanta infatti una cucina ricca di sapori e di storia che lo rendono molto “appetibile” nel panorama italiano e internazionale grazie alla varietà geografica del suo territorio e del conseguente clima, alle influenze popolari, a alle sue materie prime anche nobili legate inevitabilmente alla vita di corte dei Savoia e all’abilità dei suoi cuochi. Il risultato? Una cucina genuina, dai sapori forti e nello stesso tempo raffinata degna di un banchetto regale ma ideale a coronamento di una gita in campagna. Nella sola provincia di Torino non mancano infatti i prodotti (come il Paniere ideato dalla Provincia di Torino), i produttori locali con i loro punti vendita (come i Maestri del Gusto di Torino e provincia, selezionati dalla Camera di commercio di Torino e da Slow Food), le “strade” (dalla Strada Reale dei Vini Torinesi sino ai sentieri dei formaggi), i ristoranti, i corsi di cucina, i musei (dal museo Martini al museo del Gusto), le tipicità territoriali, le sagre e importanti eventi come la Sagra del peperone di Carmagnola e la mostra regionale della Toma di Lanzo, solo per citarne alcuni.

Il progetto dell’APP “Itinerari di Gusto” ha dato un ruolo di primo piano ai PRODOTTI – dall’asparago di Santena al vino Carema, dal cavolo verza di Montalto Dora alla cipolla piatlina bionda di Andezeno, solo per citarne alcuni - selezionati dal “Paniere dei Prodotti Tipici”, al fine di garantire caratteristiche e requisiti di elevata qualità. Esula da tale criterio di selezione soltanto la categoria UNICITA’ che comprende prodotti peculiari ed irripetibili della tradizione locale come la Torta Zurigo, la Focaccia di Susa, le Erbe spontanee officinali della Valchiusella, i Nocciolini di Chivasso, il pane di Giaveno De.C.O, il panettone basso glassato alle nocciole di Pinerolo, il Prosciuttello della valle di Susa, il Sedano Rosso di Orbassano, il Tomino di Rivalta e la Torta ‘900 di Ivrea. Ciascun prodotto viene presentato attraverso una breve descrizione e viene associato all’elenco dei PRODUTTORI (georeferenziati sulla mappa) presso i quali può essere acquistato nonché alle eventuali Sagre o Feste ad esso correlati. Tra questi i celebri “Maestri del Gusto di Torino e provincia 2015-2016”, selezionati ogni due anni dalla Camera di commercio di Torino, dal suo Laboratorio Chimico e da Slow Food (www.maestridelgustotorino.com).

L’APP, inoltre, ha una sezione denominata PERCORSI nella quale sono descritti i vari territori ovvero Il Canavese e il Chivassese, il Pinerolese, la Val Chisone, la Valsusa e la Val Sangone, le Colline Torinesi, le Valli di Lanzo e il Gran Paradiso; per ogni territorio sono elencati e descritti i principali punti di interesse (ovvero le principali attrattive artistiche/culturali con tanto di geocalizzazione e recapiti), i produttori, i comuni; da evidenziare la sezione NEWS nella quale sono elencati i principali eventi.

Come evidenzia Maurizio Montagnese, Presidente di Turismo Torino e Provincia “Il modo di raccontare il cibo e i prodotti tipici è fortemente cambiato con l’avvento del web 2.0; l’accesso alle informazioni deve essere veloce e in tempo reale anche nel campo del food. E’ con questo spirito che per valorizzare l’enogastronomia del nostro territorio - i produttori e i prodotti - tassello fondamentale dell’esperienza turistica, abbiamo ideato una nuova APP Itinerari di Gusto. Il food on line è uno strumento sempre più importante in quanto il potenziale cliente prima di sedersi a tavola o acquistare un prodotto cerca, guarda, ascolta i consigli, poi gusta, fotografa, commenta, condivide pareri”.

Il ricco patrimonio di storie, sapori e tradizioni del nostro territorio deve essere raccontato nel modo più accessibile, veloce e completo possibile, ad uso di turisti e cittadini. Le tecnologie ci consentono di farlo, e i contenuti di certo non ci mancano: accanto ad ogni eccellenza, infatti, c’è l’esperienza e la vita di un nostro produttore che investe risorse e creatività per mantenere alto il valore dell’offerta enogastronomica torinese” sottolinea Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino.

L’APP è già disponibile su APP Store in lingua italiana e, a breve, in inglese.

Congresso Mondiale delle Camere di commercio: a Torino si chiude un'edizione di grande successo (12/06/2015)

"A Torino sono stati presentati molti progetti e idee che contribuiscono a investire in energia sostenibile e in nuove tecnologie per l’ambiente. Le Camere di commercio possono concorrere per connettere il pubblico e il privato al fine di difendere e salvare insieme l'energia del pianeta" ha dichiarato Maros Sefcovic, Vice commissario Unione Europea per l'energia, intervenendo al 9th World Chambers Congress che si conclude oggi nella capitale piemontese dopo 3 giorni di dibattiti e incontri. In rappresentanza di 115 Paesi, sono stati1.300 i partecipanti riuniti al Lingotto, 33 le conferenze con oltre 150 relatori.

Questo evento ha avuto uno straordinario impatto sulla nostra città, consentendole di mostrare al mondo i suoi molteplici profili di polo industriale, culturale, turistico, enogastronomico e confermandone le capacità ricettive e logistiche – spiega Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino -. Soprattutto è stata un’occasione unica per confrontarsi con realtà di tutto il mondo, molte già note, ma anche con Paesi meno conosciuti, con i quali è stato possibile tessere relazioni utili allo sviluppo di future attività di promozione e partnership. Lo abbiamo fatto in prima persona come Camera, ma insieme a noi anche tutti i nostri partner, gli sponsor e le tante imprese e associazioni che hanno creduto in questa iniziativa e vi hanno preso parte attivamente”.

È il caso del MESAP, il Polo piemontese della Meccatronica e dei Sistemi Avanzati di Produzione che, presente con una rappresentanza delle sue aziende, ha registrato un elevato interesse e una significativa richiesta di soluzioni tecnologiche da aree asiatiche come Bangladesh, Vietnam, Filippine, Mauritius o Paesi africani come Sudan e Somalia.

Molto soddisfatti anche gli imprenditori della rete del lusso EBT, con 15 aderenti tutti presenti al Congresso. Secondo il Presidente Paolo Pininfarina: “Il 9° Congresso Mondiale della Camere di Commercio è stato un evento di successo perché siamo riusciti a fare business in maniera concreta, con alcune aziende che hanno stipulato numerosi accordi. La nostra presenza poi è piaciuta a tutti”.

Recwon, start up innovativa di Asti che ha brevettato il nuovo formato multimediale .mp5®, ha partecipato al Congresso nello stand della Fondazione Torino Wireless. Il Direttore Operativo Gianluca Borsetti ha commentato: “Abbiamo incontrato numerosi professionisti con i quali valutare future collaborazioni soprattutto nell’ambito di progetti di ricerca e sviluppo finanziati dal programma europeo Horizon 2020. Il nostro prodotto è unico al mondo e si presta ad applicazioni in molteplici settori, come l’education e il medicale, confidiamo che attraverso i contatti stabiliti con le Camere di commercio internazionali potremo diffondere la nostra proposta di business e trovare partner finanziatori e distributori di contenuti multimediali all’estero”.

Viene da Mauritius invece Mr. Raju Jaddoo, Segretario Generale di Mauritius Chamber of Commerce and Industry, che ha partecipato ai btob in fiera ed è andato in visita presso alcuni show room e aziende in centro città (Guido Gobino, l’Opificio, Na2rale Concept Store, Gelati Pepino): “Sono al mio secondo Congresso e sono molto soddisfatto dell’opportunità fornitami dagli organizzatori torinesi di incontrare alcune aziende locali, di nicchia, ma di altissima qualità”.

Ottimi i riscontri registratati anche dagli espositori che hanno animato l’area exhibition, 2.500 mq. nel Padiglione 5 del Lingotto Fiere, da Giugiaro Design ad Aurora, da Iren all’Enoteca dei Vini della Provincia di Torino. Soddisfatti anche gli espositori stranieri, come Sharjah Airport International Free Zone, il Qatar Financial Centre e soprattutto la Camera di commercio di Sydney che ospiterà la prossima edizione del Congresso Mondiale delle Camere di commercio nel 2017. Questa sera alla Reggia di Venaria si terrà la Cerimonia del passaggio di testimone da Torino all’Australia.

www.worldchamberscongress.org

Accredito stampa e informazioni
Ufficio Stampa Camera di commercio di Torino
Tel. 011 571 6652/5
ufficio.stampa@to.camcom.it
www.to.camcom.it/comunicatistampa

Profilo twitter https://twitter.com/CamComTorino
#9WCC

 

 

9th World Chambers Commerce: presentata la Carta degli imprenditori (11/06/2015)

I principi guida per la difesa dei diritti degli  imprenditori per la prima volta sono stati formalizzati e presentati in occasione del 9th World Chambers Commerce, che Torino ospita dal 10 al 12 giugno. La Carta che li sintetizza è il risultato del lavoro di un gruppo composto da Camere di Commercio di tutto il mondo, guidato dalla quella israeliana, che viene ora discusso e condiviso con tutti i partecipanti al Congresso.
 
No a tasse retroattive. No a rapporti di lavoro obbligatori. No a procedimenti burocratici superflui ed eccessivi. Libertà di stabilire e organizzare la struttura di un'azienda senza imposizioni di attività che divergano dal suo core-business. Libertà di associazione. Libertà di negoziare e finalizzare contratti
Queste sono alcune delle linee guida della Carta che include la richiesta di un processo di consultazione con gli imprenditori, o loro organismi rappresentativi, nel momento in cui qualsiasi autorità pubblica intenda proporre o legiferare su temi che abbiano effetto significativo sulle aziende.
 
" Gli imprenditori sono creatori di lavoro, valore e innovazione, contribuiscono al Pil, investono risorse proprie e si assumono rischi. La Carta che presentiamo a Torino ne vuole riconoscere i diritti e ne riafferma il ruolo nel sistema economico globale" ha commentato Peter Mihok, Presidente della World Chambers Federation.
 
Il futuro di ogni Paese è legato alla gestione e alla crescita del mondo del lavoro: le sue dinamiche dipendono anche dal sistema legislativo e dalle norme che lo regolano. Alcuni principi fondamentali possono suonare scontati nel mondo occidentale, ma sicuramente non sono ancora consolidati ovunque” aggiunge Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino .
 
Obiettivo generale del documento è delineare i diritti degli imprenditori nel rispetto delle norme di ciascun Paese. Ruolo primario delle Camere di Commercio è infatti concorrere alla definizione dei principi legislativi in favore dello sviluppo economico e imprenditoriale. Esse si interfacciano quindi con amministrazioni e governi in rappresentanza delle “business community” locali, supportandole nella risoluzione di problematiche che difficilmente le imprese potrebbero affrontare e risolvere singolarmente.
 
Partendo dal presupposto che ogni economia si basa sui concetti di libero mercato, sul diritto alla proprietà e alla competizione, i principi presentati dalla Federazione delle Camere di Commercio esprimono una visione comune sulla necessità di creare e proteggere i diritti dell'imprenditore di ogni  Paese. 

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Camere di commercio: a fianco delle imprese in ogni parte del mondo (10/06/2015)

Tra i 48 Least Developed Countries (LDC) inseriti nella lista delle Nazioni Unite, sono 31 quelli presenti nell’edizione torinese del Congresso Mondiale: si tratta della più alta partecipazione mai registrata nella storia di questo evento.  

Fin dall’inizio abbiamo voluto riservare un budget specifico, per consentire a quanti più delegati possibili di raggiungere Torino, offrendo volo e iscrizione al Congresso: in un contesto internazionale, in cui si discutono gli indirizzi dell’economia del futuro, nessuna voce dei Paesi in Via di Sviluppo poteva mancare - ha affermato Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino. - Grazie alla collaborazione con l’ITC-Ilo,che ospita i delegati all’interno del suo Campus, siamo riusciti ad avere qui oggi numerosi partecipanti provenienti da 31 Paesi in Via di Sviluppo, che possono raccontare le difficoltà, le sfide, ma anche i piccoli successi di chi cerca di fare impresa, dare lavoro e favorire la crescita in zone in cui povertà e sicurezza sono ancora le priorità”.

Dagli atolli del Pacifico di Tuvalu e Kiribati, a stati africani come Eritrea e Lesotho, dalla Guinea ad Haiti, dall’Afghanistan al Bangladesh: in tutti questi 31 Paesi  sono attive e lavorano Camere di commercio locali, regionali, nazionali, associate, private o pubbliche. Una presenza capillare, in qualunque stadio di sviluppo economico si trovi il Paese, per fornire assistenza e servizi al mondo imprenditoriale e sociale. Al di là di differenze specifiche, infatti, le sfide delle diverse Camere in molti casi sono analoghe.

Spesso il primo obiettivo degli enti camerali nei diversi Paesi è quello di accreditarsi presso i Governi in carica, cercando di rendersi realmente portavoci delle istanze del mondo economico: un passaggio non banale, soprattutto quando, da un primo stadio di aggregazione spontanea, si passa a realtà più strutturate, con proprie gerarchie e finalità.

Dalle testimonianze dei delegati dei Paesi in Via di Sviluppo, si evidenzia che ai Governi di tutto il mondo le Camere di commercio richiedono in primo luogo infrastrutture e certezze normative, necessità che costituiscono un obiettivo prioritario per gli imprenditori locali prima ancora che per investitori stranieri e multinazionali. In diversi Paesi, come ad esempio a Thiés in Senegal, è la Camera di commercio che promuove la realizzazione di infrastrutture quali un parcheggio per veicoli pesanti, un deposito doganale o la sede del mercato del bestiame.

Un altro tema ricorrente è quello dell’accesso al credito, come sottolineato dai progetti raccontati dai delegati di Angola e Lesotho, la creazione di linee finanziarie dedicate per gli imprenditori e aspiranti tali, e, non ultimo, la sussistenza stessa delle organizzazioni camerali, soprattutto quando si tratta di realtà private basate su fondi propri. Ad esempio a Kiribati la Camera sta cercando di acquistare un pulmino per agevolare gli spostamenti dello staff, in Eritrea si fa marketing per aumentare il numero di associati paganti.

Senza dimenticare i delegati già prenotati, ad es. dallo Yemen, che hanno dato disdetta all’ultimo momento a causa delle recenti calamità o per l’acuirsi degli scontri in atto.

Fiere commerciali, missioni all’estero, formazione per imprenditoria giovanile e femminile, incubatori di impresa,  sono poi ambiti di attività su cui le Camere di commercio, in Italia come all’estero, lavorano attivamente: da qui nascono i trade show di Tuvalu o del Laos, il Bazar Mada del Madagascar, il Premio Business Excellence Awards a Solomon Island, il progetto di sviluppo rurale One Village One Product in Afghanistan, le missioni commerciali del Mozambico, il progetto per l’apertura di 2000 nuove imprese in Bangladesh, dove il 60% della popolazione ha meno di 25 anni.

Non mancano poi alcune attività già realizzate e fortemente innovative: la promozione dell’energia solare e lo sviluppo ICT in Yemen, i progetti di dialogo sociale e etica delle imprese proposti da oltre 5 anni in Angola, l’e-commerce e l’arbitrato in Madagascar, la responsabilità sociale sostenuta in Bangladesh, il centro per la risoluzione delle controversie in Afghanistan, il sistema di certificazione della qualità dei prodotti artigianali di Tuvalu, la fornitura di dati statistici economici aggiornati e corretti nel Laos o in Senegal. E molti altri progetti ancora.

In un’economia globale, anche gli obiettivi delle Camere di commercio sono sempre più condivisi: per questo il networking al Congresso è un’opportunità ed essere a Torino è per i delegati un’occasione irripetibile per uno scambio di esperienze e per lo studio di best practise mutuabili nella propria realtà.

Scarica l'infografica sulle sfide dei Paesi in Via di Sviluppo

Download the infographic in english about LDC Challenges and Projects

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Aperto a Torino il Congresso Mondiale delle Camere di commercio (10/06/2015)

Per la prima volta in Italia, l’evento di network tra le realtà camerali di tutto il mondo. Da oggi a venerdì al Centro Congressi Lingotto.

 

1.200 partecipanti, 109 paesi, 4 plenarie, 25 workshop, 700 appuntamenti btob, 14 organizzazioni internazionali, 11 grandi delegazioni straniere, numerose visite aziendali a imprese eccellenti del territorio, decine di negozi aperti fino a tardi per accogliere i delegati e gli accompagnatori presenti a Torino.

Sono questi solo alcuni dei numeri che descrivono l’edizione torinese del 9th World Chambers Congress, evento biennale approdato oggi per la prima volta in Italia, grazie alla Camera di commercio di Torino. Oltre che dall’ente torinese, il Congresso è organizzato da ICC (International Chamber of Commerce) e da WCF (World Chambers Federation).

Dall’Afghanistan allo Zambia, dagli atolli del Pacifico fino alle grandi potenze occidentali: tutto il mondo economico internazionale si riunisce oggi a Torino per un evento che abbiamo voluto e ottenuto con impegno e caparbietà, registrando un grande successo in termini di presenze e di nazioni partecipanti - ha affermato con orgoglio Vincenzo Ilotte, Presidente dell’ente camerale subalpino. - Le Camere di commercio esistono ovunque, in ciascuno dei Paesi oggi qui rappresentati, e in tutte le realtà, piccole e grandi, lavorano a fianco delle imprese, fornendo servizi, formazione, sostegno all’internazionalizzazione e promozione dei prodotti locali. Questo è il messaggio forte che parte oggi da Torino: pur con sostanziali differenze nella struttura e nell’organizzazione, alle Camere di commercio di tutto il mondo viene riconosciuto un ruolo insostituibile in qualità di rappresentanti delle imprese. Se il sistema camerale in Italia è stato oggetto di discussione, proprio qui da Torino vogliamo ribadire questo ruolo, già così affermato a livello internazionale. Siamo quindi pronti ad affrontare qualunque riforma purché ci renda più efficienti e veloci in un mondo economico in continua evoluzione, senza però perdere in competenze e responsabilità”.

Come sostenuto da Harold McGraw III, Presidente di ICC (International Chamber of Commerce) “Le Camere di commercio giocano un ruolo importante nell’economia globale e sono centrali nella visione dell’ICC per promuovere il commercio come un fattore di crescita, lavoro e sviluppo sostenibile. Il Word Chambers Congress è un forum essenziale per attivare lo scambio di conoscenze tra le Camere provenienti da tutto il mondo, promuovendo una reale innovazione nell’offerta dei servizi alle imprese e nello sviluppo di accordi pubblici-privati”.

Secondo il Presidente di WCF (World Chambers Federation) Peter Mihok: “Il Congresso sarà l’occasione per presentare due documenti: la Dichiarazione delle Camere di Commercio e i nuovi Principi Guida per la difesa dei diritti degli imprenditori, il risultato dell’importante lavoro svolto dalle Camere di Commercio intorno al mondo, per promuovere un ambiente imprenditoriale favorevole e sostenibile.”

La Città di Torino è felice e onorata di ospitare il 9° Congresso Mondiale delle Camere di Commercio e dà il benvenuto a quanti sono giunti da ogni parte del mondo. Le Camere di Commercio sono lo strumento privilegiato di cui il mondo economico dispone per la circolazione delle idee, per la realizzazione dei progetti, per il dialogo con mercati sempre più globali e articolati - ha concluso il Sindaco Piero Fassino - Ospitare oggi il forum mondiale rappresenta un motivo di orgoglio, tanto più a Torino che ha scelto di lavorare e di investire nella promozione dei suoi asset più internazionali e attrattivi nel mondo."

Scarica il comunicato stampa completo

Scarica il Focus sui paesi in via di sviluppo

Scarica il comunicato di WCF (English)

Scarica la Bio di Harold McGraw III

Scarica la Bio di Peter Mihok

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SAVE THE DATE - IX Congresso Mondiale delle Camere di Commercio (28/05/2015)

Opening Ceremony

Mercoledì 10 giugno ore 9
Centro Congressi Lingotto

Conferenza stampa di apertura

Mercoledì 10 giugno ore 12.15
Sala Madrid - Centro Congressi Lingotto - Via Nizza 280, Torino

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A Torino il Congresso Mondiale delle Camere di commercio (28/05/2015)

Dal 10 al 12 giugno 2015, per la prima volta in Italia, si apre il sipario del 9th World Chamber Congress, un appuntamento che riunisce il vasto mondo camerale internazionale, con rappresentanti da 120 Paesi. Numerosa anche la partecipazione dei Paesi in via di sviluppo, dove le Camere di commercio svolgono un ruolo strategico per la crescita.

Si aprirà il 10 giugno a Torino il 9° Congresso Mondiale delle Camere di Commercio, appuntamento che riunisce ogni due anni in un continente diverso la più influente comunità economica internazionale.

Abbiamo vinto una serrata competizione, contro città europee quali Ginevra, Liverpool e Belfast, e siamo riusciti a portare per la prima volta in Italia, proprio a Torino, un evento internazionale che riunirà oltre 1600 delegati da 120 Paesi - ha affermato con orgoglio Vincenzo Ilotte, Presidente dell’ente camerale subalpino. - A discutere i più attuali e urgenti temi dell’economia globale sarà dal 10 al 12 giugno un’ampia e prestigiosa comunità, composta da rappresentanti di aziende, associazioni imprenditoriali e istituzioni internazionali, pubbliche e private di ogni parte del mondo”.

Il Congresso e i temi

L’evento di terrà al Centro Congressi Lingotto dal 10 al 12 giugno 2015. Sotto lo slogan “Chambers for global prosperity”, il dibattito affronterà temi di stretta attualità, tra cui le prospettive dell’economia globale, l’immigrazione e l’emigrazione, la sostenibilità ambientale, l’emergenza occupazione, l’accesso al credito per le PMI. Previste tre sessioni plenarie (Global-trade-in-the-21st-century, Global mobility, A Sustainable world: food, water and Energy) e numerosi workshop su temi specifici, con il susseguirsi di oltre 100 relatori internazionali. Al centro del dibattito, l’economia del 21° secolo in tutte le sue forme e le risposte che le Camere di commercio, presenti in forme diverse in tutti i Paesi del mondo, possono offrire alle questioni più urgenti: dalla crisi economica alla mancanza di posti di lavoro, dalla promozione dell’imprenditorialità femminile e giovanile, alla salvaguardia dell’ambiente.

L’area espositiva e i btob

Accanto all’area dedicata ai lavori del Congresso, il padiglione 5 di Lingotto Fiere ospiterà nei giorni dell’evento un’area espositiva di oltre 2.500 metri quadri per sponsor e aziende italiane ed estere. Sono oltre 40 le imprese italiane che hanno colto l’opportunità di essere presenti al Congresso torinese, riservando in tempi brevi tutti gli spazi disponibili, per mostrare al mondo l’eccellenza italiana.

Per queste aziende, per gli sponsor e per tutti i delegati del Congresso si apre accanto al Congresso un’area di incontri d’affari business to business, con un’agenda personalizzata di incontri prefissati: oltre 700 gli appuntamenti previsti. I rappresentanti camerali sono, infatti, nei rispettivi Paesi, imprenditori di successo, amministratori delegati di multinazionali, presidenti di associazioni private e di istituzioni pubbliche, portavoci dell’economia più attiva e influente.

Diverse poi le grandi delegazioni di imprenditori in arrivo a Torino, che abbineranno al Congresso diverse attività, dalla visita ad aziende eccellenti del territorio, all’escursione all’Expo di Milano, oltre che ad altre destinazioni turistiche.

Sponsor

Numerosi gli sponsor italiani che a vari livelli sosterranno la manifestazione. Oltre al Comune di Torino, saranno sponsor del 9thWCC: Intesa Sanpaolo, Turkish Airlines, Linkem, Exclusive Brands, Gruppo FCA, Lavazza, AON, Enoteca Regionale dei vini della Provincia di Torino, Harridge Deimille, ITC ILO, Iren, Kemia Tau, Mesap, Birrificio San Michele, ETF, Sagat Airport, SMAT, Stilolinea, Torino Wireless, Turismo Torino e Provincia, Unioncamere italiana e Unioncamere Piemonte. Contribuiranno poi a far conoscere il Congresso media partner come Agi, la Repubblica.it, Centro Media di Audiopress srl, Zipnews.it. Il Master di giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università degli Studi di Torino supporterà le attività di comunicazione.

A livello internazionale hanno assicurato il loro sostegno sponsor come Dubai Chamber, Qatar Airways, Sidney Business Chamber – Sidney 10th World Chambers Congress Bid 2017, Tang West Market Group, Confederaҫão das Associaҫões Comerciais e Empresariais do Brasil, International Festival for Business 2016, The Union of Chambers and Commodity Exchanges of Turkey (TOBB), ATA Carnet, Board of Trade of Metropolitan Montreal, Santander Bank, IORA Indian Ocean Rim Association, Qatar Chamber, Qatar Financial Centre, United Nations, Asae (The Center Association Leadership), Best Transformers Turkey, Macedonian Chambers of Commerce, Uniway, M.K. Sanghi Group. Media partner internazionali: Global Trade Review, International New York Times, The Business Year, Oxford Business Group - The Inside Edge, World Commerce Review, World Finance. Chamber partner: AICO Asociación Iberoamericana de Cámaras de Comercio, ASCAME (Mediterranean Chambers of Commerce and Industry), CACCI (Confederation of Asia-Pacific Chambers of Commerce and Industry), Eurochambres, JCI, Camara de Comercio Peruano Nordica.

La squadra

Il Congresso è promosso da ICC-International Chamber of Commerce e World Chambers Federation ed è organizzato dalla Camera di commercio di Torino. Partner ufficiale nell’organizzazione: Ceipiemonte.

Professional Conference Organizer: Triumph Group International di Roma e CCI - Centro Congressi Internazionale di Torino.

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13a Giornata nazionale dell'Economia (22/05/2015)

Luci ed ombre: a fronte di alcuni segnali positivi, emergono ancora alcune debolezze dell’economia torinese che sta lentamente uscendo dalla fase recessiva. La domanda estera continua a crescere, mentre rimane debole la domanda interna. Tra i dati positivi, continua la propensione all’innovazione del territorio e la crescita del settore auto.Torna in compenso ad indebolirsi la produzione manifatturiera e non si arresta la riduzione del tessuto imprenditoriale nel suo complesso.

Il sistema nazionale delle Camere di commercio celebra la 13ª Giornata dell’Economia, appuntamento istituzionale che analizza lo stato di salute dell’economia delle province italiane. Tutti i 105 enti camerali quindi propongono oggi un aggiornamento di dati, scelti per descrivere l’andamento imprenditoriale locale.

“I dati raccolti sul territorio provinciale mostrano un andamento economico che potremmo definire a macchia di leopardo - sottolinea Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino – La produzione industriale ha manifestato nel 2014 una ripresa (+6,1%) soprattutto nel settore dei mezzi di trasporto e delle industrie della gomma e della plastica (rispettivamente +25% e +4% di incremento medio annuo), raffreddata poi nei primi mesi del 2015. Dall’altra parte però, non si è arrestata la riduzione del tessuto imprenditoriale provinciale che conta ora circa 225mila imprese (-1,5%). Nel 2014 segnaliamo una domanda interna sempre debole, mentre le esportazioni torinesi si distinguono per il risultato positivo (+3,5%) dove continua a fare da traino il settore agroalimentare, con un incremento delle vendite all’estero del 10%”.

La Giornata dell’economia: i dati torinesi

Non si arresta la contrazione del tessuto imprenditoriale torinese nei primi mesi del 2015: le imprese registrate al 31.03.2015 erano 224.943, con una nuova flessione dell’1,5% nei confronti dello stesso periodo dello scorso anno. Le imprese straniere hanno continuato a crescere con una variazione positiva dello stock pari al +2,3% (rispetto al medesimo intervallo del 2014), mentre le imprese femminili si sono mantenute sostanzialmente invariate (-0,1% rispetto allo stesso periodo del 2014) e quelle giovanili hanno accusato un calo (-5,1%).

Nel 2014 i dati registrano che 6,1 imprese su 10 sopravvivono a distanza di 3 anni dall’iscrizione al Registro delle Imprese; dato in linea con quello piemontese (6,1), ma leggermente inferiore a quello nazionale (6,2).

Dopo quasi due anni di risultati positivi (dalla seconda metà del 2013 a tutto il 2014), la produzione industriale torinese ha manifestato un rallentamento nei primi tre mesi del 2015 (-0,3% nei confronti del corrispondente periodo dell’anno precedente), variazione in linea con quella regionale (-0,4%), ma leggermente peggiore rispetto al dato italiano (-0,1%).

Nel 2014 tutti i settori hanno conseguito una variazione positiva della produzione industriale (le migliori sono state appannaggio dei mezzi di trasporto -+25% l’incremento medio annuo- e delle industrie della gomma e della plastica, +4%); questo trend è proseguito per quasi tutti i settori anche nel primo trimestre del 2015, ad eccezione dei mezzi di trasporto (-4,7% nei confronti dello stesso periodo dello scorso anno) e della produzione dei metalli (-2,8%).

Per quanto riguarda l’export, nel 2014 le vendite torinesi all’estero sono aumentate del 3,5% rispetto al 2013, risultato in linea con il corrispondente regionale (+3,3%) e migliore di quello nazionale (+2%). Nel 2014  il totale delle merci vendute all’estero ammonta a 20,6 miliardi di euro. Il settore dei mezzi di trasporto rimane il principale traino, sul quale verte il 41,5% dell’export totale, con un incremento del 6% rispetto all’anno precedente.

Nel 2014, gli avviamenti al lavoro nell’area torinese (dati Osservatorio sul mercato del lavoro della Città metropolitana di Torino) sono ammontati a oltre 345mila (+2% rispetto al 2013): l’82% degli avviamenti sono stati a tempo determinato, con un incremento del 4% nei confronti dell’anno precedente) e il 18% a tempo indeterminato (-0,7%).

Il tasso di disoccupazione torinese (medie 2014, Forze di Lavoro dell’ISTAT) è salito dall’11,4% del 2013 al 12,9% e il tasso di disoccupazione giovanile (età fra i 15 e i 24 anni) si è attestato al 50%. Rispetto al 2013, gli occupati torinesi, in media pari a 898mila, hanno accusato una flessione dello 0,7%: gli occupati nell’industria sono rimasti stazionari, mentre si sono persi in media 2.000 occupati in agricoltura e 4.000 nelle altre attività.

I dati nazionali rivelano che è in atto un’inversione di tendenza nei primi mesi del 2015.

La propensione all’innovazione del territorio: le start up innovative torinesi

Alla fine di marzo 2015, in provincia di Torino si registra la presenza di 210 imprese iscritte (erano 124 un anno fa) alla sezione start up innovative, il 5,4% del totale nazionale. Di queste 210 imprese, il 70% opera nel settore dei servizi, mentre nel comparto dell’industria e dell’artigianato rientra il 23% del totale e il 7% in quello del commercio. Secondo le ultime statistiche ufficiali, nel 2012 il Piemonte era la terza regione e italiana per spesa in Ricerca e sviluppo (l’11,8% del totale nazionale), dopo Lombardia e Lazio. Risulta, invece, la quarta regione per addetti impiegati nella R&S  (il 10,1% del totale), dietro Lombardia, Lazio e Emilia - Romagna.

Focus: l’industria alimentare e delle bevande

Nell’anno dell’EXPO, merita un approfondimento un importante settore del territorio, quello dell’industria alimentare e delle bevande che nel 2014 contava 1.847 imprese nell’area torinese, il 40% del totale regionale, con variazione dello stock del +2% nei confronti dell’anno precedente.

L’industria alimentare e delle bevande nell’area subalpina occupa quasi 12mila addetti (il 31,3% del totale piemontese del comparto) e nel 2014 la produzione di questo settore si è mantenuta costante rispetto all’anno precedente.

Nel 2014 le esportazioni torinesi di prodotti alimentari sono ammontate a 159 milioni di euro con una crescita del 10% rispetto all’anno precedente, mentre quelle di bevande (pari a 61milioni di euro) hanno accusato una flessione del 21%. Il 63% delle vendite torinesi all’estero di prodotti alimentari riguarda la categoria degli altri prodotti alimentari (zucchero, the, caffè, cacao, cioccolato, caramelle etc.), il 17% di prodotti da forno e farinacei, il 7% ortaggi e frutta lavorati e conservati e il 4,4% granaglie, amidi e prodotti amidacei.

Nel 2014 i Paesi della Ue28 sono risultati la principale area di destinazione delle vendite subalpine di prodotti alimentari e bevande; seguono più distanziate le aree del resto dell’Europa (il 16%) e dell’America settentrionale (il 9%). Mentre le esportazioni nella Ue28 e nel resto dell’Europa hanno accusato una riduzione rispettivamente del 2% e del 5,5% nei confronti del 2013, quelle nell’America settentrionale sono aumentate del 2%. La performance migliore è toccata all’America centro-settentrionale (+76%) che rappresenta però solo il 2% del totale.

 

 

Procura e Camera di commercio insieme per velocizzare le indagini (18/05/2015)

Grazie al Protocollo d’intesa firmato oggi con la Camera di commercio di Torino, 
per la Procura accessi gratuiti al Registro Imprese e al Registro Protesti.

È stato firmato oggi a Palazzo Birago il Protocollo d’intesa tra la Procura della Repubblica di Torino e la Camera di commercio per facilitare l’accesso alle banche dati camerali del Registro Imprese e del Registro informatico dei Protesti da parte dell’ufficio del Pubblico ministero.

Con questo accordo la Procura potrà utilizzare i sistemi informatici camerali per svolgere gli accertamenti investigativi finalizzati all’esercizio delle azioni penali. Lo strumento di consultazione permetterà di accedere agevolmente e con rapidità alle fonti societarie per svolgere ricerche anagrafiche, visure, consultazione di atti e bilanci. Il sistema consente anche di visualizzare e comparare in modo grafico immediato i legami societari tra imprese diverse, permettendo così una comprensione più efficace delle connessioni tra diverse realtà imprenditoriali.

L’obiettivo è quello di snellire i propri procedimenti interni, con particolare riguardo per quelli finalizzati a contrastare il crimine: “Questo accordo porterà significativi vantaggi alla Procura della Repubblica, a cui viene offerto uno strumento che agevola i suoi accertamenti investigativi,  e anche alla Camera di commercio che vedrà alleggerirsi l’attività degli operatori di sportello, solitamente assegnati a rispondere alle esigenze della Procura - ha sottolineato Vincenzo Ilotte, Presidente dell’ente camerale – Inoltre, oggi la Camera di commercio conferma il proprio impegno nel combattere la criminalità economica con iniziative come questa, che va ad aggiungersi al nostro Osservatorio provinciale sulla contraffazione, alla partecipazione al Nucleo di supporto per i beni confiscati alle mafie e al Nucleo di controllo delle infiltrazioni mafiose negli appalti”.

Il Procuratore della Repubblica Armando Spataro e Vittorio Nessi, Procuratore Aggiunto coordinatore del gruppo specializzato in reati di natura economico-finanziaria, hanno commentato: “Siamo di fronte ad una virtuosa sinergia di intenti che, grazie alla disponibilità e sensibilità della Camera di commercio, consentirà al nostro Ufficio di abbreviare notevolmente i tempi delle indagini relative a reati di particolare gravità e rilievo sociale. A costo zero, infatti, sarà possibile, per magistrati e polizia giudiziaria delegata, accedere alla conoscenza di assetti e rapporti societari, nonché ad altre notizie indispensabili ai fini del corretto inquadramento dei fatti oggetto di indagine. Si tratta di un accordo che consentirà anche di  far fronte a crescenti difficoltà che, derivanti da carenze di organico,  gli apparati giudiziari devono quotidianamente affrontare”.

Il Protocollo d’intesa, che non prevede alcun onere per la Procura della Repubblica, ha durata triennale, è tacitamente rinnovabile e mette a disposizione accessi profilati per 24 operatori della Procura che saranno formati dalla Camera di commercio di Torino e che potranno svolgere fino a 10.000 ricerche all’anno. 

Scarica il comunicato stampa (1 pagina, 51 Kb)

 

Erasmus per giovani imprenditori: nuova opportunità per crescere qui e all'estero (18/05/2015)

La Camera di commercio di Torino lancia un nuovo progetto per favorire la mobilità internazionale dei nuovi imprenditori, grazie a 15 borse di soggiorno finanziate dall'Unione Europea. Prevista anche l'ospitalità di professionisti stranieri nelle aziende locali. Infoday giovedì 21 maggio dalle 10 alle 12,30 a Torino Incontra.
www.to.camcom.it/exage
 

Vuoi vivere un’esperienza internazionale prima di metterti in proprio? Hai già avviato un’impresa, ma vuoi capire come funziona il tuo settore in un altro paese europeo? Sei invece un imprenditore già affermato e vuoi accogliere nella tua azienda un professionista europeo?

Sono queste le opportunità offerte da Exage, iniziativa della Camera di commercio di Torino nell’ambito del programma comunitario “Erasmus per giovani imprenditori", che finanzia occasioni di mobilità internazionale e di scambio di know-how tra professionisti. Exage offre ai nuovi imprenditori l’opportunità di imparare i segreti del mestiere da professionisti già affermati, che gestiscono piccole o medie imprese in un altro paese europeo partecipante al programma. Lo scambio di esperienze avviene nell’ambito di un periodo di lavoro presso la sede dell’impresa, grazie ad un soggiorno cofinanziato dall’Unione Europea.

Ci sono molti modi di fare internazionalizzazione e come Camera di commercio di Torino ne proponiamo sempre di nuovi - sottolinea Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino. - In questo caso l’obiettivo di Exage è duplice: da un lato ospitare un imprenditore europeo in azienda può aprire la strada a nuove idee e contatti, dall’altro aprire un’attività dopo un’esperienza all’estero non può che garantire ad un’impresa appena costituita una più ampia visione internazionale e strategica. Il tutto con un occhio di riguardo al green, settore emergente e in grande sviluppo”.

Possono partecipare:

  • aspiranti imprenditori (senza limiti di età) con un progetto di impresa in fase avanzata o nuovi imprenditori con un’impresa avviata da non più di 3 anni. Ai partecipanti Exage offre un’intensa esperienza di formazione professionale nel paese ospitante, utile per l’avvio e la crescita della propria attività, ma anche per il futuro accesso a nuovi mercati con contatti già avviati di persona
  • imprenditori già in attività: titolari o responsabili di una PMI avviata da almeno 3 anni. A loro Exage offre l’opportunità di accogliere all’interno della propria struttura persone motivate e innovative, per un proficuo scambio di idee ed esperienze professionali.

Tutti i partecipanti devono risiedere in un paese dell’Unione Europea (28 UE) o in uno degli altri paesi partecipanti al progetto (Albania, Macedonia, Islanda, Israele, Serbia, Montenegro, Norvegia, Turchia, Liechtenstein), per un totale di 37 paesi coinvolti nel progetto.

Sono previste 15 borse di soggiorno riservate agli imprenditori che andranno all’estero, per una durata media di 2 mesi. L’importo delle borse varia a seconda del paese, da un minimo di 530 euro mensili (per l’Albania) ad un massimo di 1.100 euro (per la Norvegia). È previsto inoltre il coinvolgimento - a titolo gratuito - di un massimo di 10 aziende torinesi ospitanti. Sono coinvolti nel progetto tutti i settori produttivi, con una particolare preferenza - almeno il 50% degli scambi - rivolta all’ambitogreen(efficienza energetica, crescita sostenibile, commercio “verde”, ecc).

La Camera di commercio di Torino partecipa al progetto Exage all’interno di un consorzio di organizzazioni provenienti da 5 Paesi Europei (Spagna, Francia, Regno Unito, Portogallo e Romania). Ciascun partner, in qualità di organizzazione intermediaria del programma europeo, opera come punto di contatto e ha il compito di facilitare l’incontro tra nuovi imprenditori e imprenditori esperti, assistendoli in tutte le fasi dello scambio. In Piemonte, oltre alla Camera di commercio di Torino sono attivi altri tre punti di contatto: APID – Imprenditorialità Donna, consorzio Infor e la cooperativa Codex.

Exage: precedenti esperienze e testimonianze

L’Erasmus per giovani imprenditori viene proposto in Europa fin dal 2009 e ad oggi sono stati realizzati quasi 3.000 scambi; 326 sono in corso proprio in queste settimane e 144 stanno per essere avviati.

Dal 2009 sono state ricevute oltre 10mila candidature, il 60% da nuovi imprenditori intenzionati a partire, il restante 40% da imprenditori affermati. L’89% dei nuovi imprenditori ha meno di 40 anni, il 74% degli imprenditori ospitanti non raggiunge i 50 anni. Un terzo dei partecipanti sono donne. L’Italia è al secondo posto tra i paesi di destinazione più ambiti, dopo la Gran Bretagna. I settori di attività più frequenti sono il turismo, l’ICT, l’attività di consulenza, la formazione.

I riscontri da parte dei partecipanti ad Exage sono tutti estremamente positivi: per le nuove imprese nate dopo l’esperienza si riscontra un tasso di sopravvivenza a tre anni dell’87%, di gran lunga più elevato rispetto alla media europea (57%). Tra gli imprenditori ospitanti, il 65% ha esteso, dopo l’esperienza dello scambio, la propria attività internazionale e il 25% opera ormai direttamente nel paese di provenienza dell’imprenditore accolto.

Per informare su tutti i dettagli del progetto e per promuovere le candidature da parte di nuovi imprenditori e aziende ospitanti, la Camera di commercio di Torino organizza una giornata di presentazione giovedì 21 maggio dalle 10 alle 12,30 a Torino Incontra. La partecipazione è gratuita previa iscrizione sul sito www.promopoint.to.camcom.it/exage

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IX Congresso Mondiale delle Camere di commercio: quasi pronti al via! (08/05/2015)

A un mese dall’evento sono 80 i Paesi già confermati, mentre le grandi delegazioni stanno organizzando la loro partecipazione. Per le aziende italiane ultimi giorni per assicurarsi uno spazio nell’area espositiva al Lingotto.

Manca un mese all’appuntamento più atteso dalla comunità economica internazionale, il 9° Congresso Mondiale delle Camere di commercio, in programma a Torino dal 10 al 12 giugno. Ad aprire i lavori nella mattina di mercoledì 10 giugno sarà Paolo Gentiloni, Ministro italiano degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

All’evento, che per la prima volta si tiene in Italia grazie alla Camera di commercio di Torino, sono attesi 1.600 delegati da 120 Paesi. Oltre a un ricco programma congressuale sui temi di economia di maggiore attualità, organizzato al Centro Congressi Lingotto, è prevista nel Padiglione 5 del Lingotto Fiere un’area espositiva per sponsor e aziende italiane ed estere, oltre ad un’area dedicata agli incontri B2B.

“Fra poche settimane tutto il mondo economico sarà a Torino: le iscrizioni procedono veloci e abbiamo già avuto la conferma della partecipazione di delegati da 80 Paesi da tutti i continenti – ha sottolineato Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio torinese - Ad oggi poi, sono una trentina i Paesi in via di sviluppo iscritti al Congresso, anche grazie al contributo speciale che la Camera di commercio di Torino ha messo a loro disposizione. Normalmente la maggior parte delle iscrizioni si perfezionano nelle ultime settimane, ma già si contano grandi delegazioni da tutti i continenti: per esempio dall’Europa, come la delegazione del Belgio e della Finlandia che contano già rispettivamente 21 e 14 partecipanti; dall’Africa la delegazione nigeriana con 24 persone, dall’Asia l’Afghanistan (49), dal continente americano gli Stati Uniti (15) e dall’Oceania l’Australia (8). Ma nelle ultime settimane sono arrivati in città i rappresentanti di altre grandi delegazioni come Cina, Corea, Giappone e Turchia per valutare gli aspetti organizzativi e le migliori sistemazioni alberghiere per i propri numerosi partecipanti”.

Sono invece in scadenza i termini per acquistare uno stand nell’area espositiva di oltre 2.500 metri quadri dedicata a sponsor e aziende italiane ed estere: ci sarà tempo, infatti, solo fino al 15 maggio per assicurarsi uno spazio all’interno della prestigiosa vetrina internazionale.

Ottimi i riscontri relativi al programma business to business: oltre il 70% dei partecipanti finora iscritti è interessato ad incontrare delegati, aziende italiane e sponsor nel ricco calendario di incontri che verrà stilato nei prossimi giorni prima dell’avvio dei lavori.

Nel frattempo Torino si prepara al Congresso proponendo ai delegati specifiche iniziative nell’ambito di eventi che si svolgeranno in contemporanea. È il caso del Salone dell’Auto Parco Valentino, dall’11 al 14 giugno, e di Art for excellence dal 5 al 18 a Palazzo Marenco, evento di arte contemporanea che coinvolge 21 aziende eccellenti piemontesi. 

Cresciuta la compagine degli sponsor italiani che sostengono il Congresso. Oltre al Comune di Torino, contribuiscono al 9thWCC: Intesa Sanpaolo, Turkish Airlines, Exclusive Brands, Gruppo FCA, Lavazza, AON, Enoteca Regionale dei vini della Provincia di Torino, Harridge DeiMille,  Iren, ITC ILO, Birrificio San Michele, ETF, Sagat Torino Airport, SMAT, Stilolinea, Turismo Torino e Provincia. Unioncamere Italiana sarà Chamber partner, mentre in qualità di Media partner Repubblica.it, Centro Media di Audiopress srl, Zipnews.it contribuiranno a divulgare i grandi temi del Congresso. Il Master di giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università degli Studi di Torino supporterà gli organizzatori nelle attività di comunicazione.

A livello internazionale hanno assicurato il loro sostegno sponsor come Dubai Chamber, Qatar Airways, Sidney Business Chamber – Sidney 10th World Chambers Congress Bid 2017, Tang West Market Group, International Festival for Business 2016, ATA Carnet, Chambre de Commerce du Montréal Métropolitain, Qatar Chamber, Qatar Financial Centre, United Nations, Asae (The Center Association Leadership), Best Transformers Turkey, Macedonian Chambers of Commerce, Uniway, M.K. Sanghi Group. Media partner internazionali: Global Trade Review, The Business Year, Oxford Business Group - The Inside Edge, World Commerce Review. Chamber partner: AICO Asociación Iberoamericana de Cámaras de Comercio, ASCAME (Mediterranean Chambers of Commerce and Industry), CACCI (Confederation of Asia-Pacific Chambers of Commerce and Industry), Eurochambres, JCI, Camara de Comercio Peruano Nordica.

Il Congresso è promosso da ICC-International Chamber of Commerce e World Chambers Federation ed è organizzato dalla Camera di commercio di Torino. Partner ufficiale nell’organizzazione: Ceipiemonte. Professional Conference Organizer: Triumph Group International di Roma e CCI - Centro Congressi Internazionale di Torino.

www.worldchamberscongress.org/

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Fatturazione elettronica: alle imprese di Torino piace il servizio on line delle Camere di commercio (05/05/2015)

Con 497 imprese aderenti e 994 fatture registrate, Torino è oggi al quinto posto tra le città italiane per utilizzo del servizio, offerto dal sistema camerale.

Dal 31 marzo 2015 è scattato l'obbligo di fatturazione elettronica verso tutta la Pubblica Amministrazione. Per agevolare le PMI che si trovano ad affrontare questa novità legislativa, la Camera di commercio di Torino ha messo a disposizione delle imprese un servizio on line, gratuito ed estremamente semplice, che sta riscuotendo grande successo, con quasi 500 imprese utilizzatrici ad oggi, in rapido aumento giorno dopo giorno.

Il servizio agevola la compilazione delle fatture, la sottoscrizione attraverso la firma digitale, l’invio, il monitoraggio e l’archiviazione a norma delle fatture inviate, ed è messo a disposizione dal sistema camerale, in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Unioncamere e InfoCamere, sul portale web fattura-pa.infocamere.it.

A livello nazionale guida la classifica Bolzano con 778 imprese utilizzatrici, seguono Roma (716), Trento (603), Bari (576) e al quinto posto Torino, per un totale nazionale di 20.638 imprese aderenti e 45.137 fatture registrate.

Con l’obbligo della fatturazione elettronica migliorano i rapporti tra PA e fornitori, consentendo al Paese un maggior controllo della spesa pubblica e alle PMI di risparmiare una cifra media annua che l’Agenzia per l’Italia Digitale stima in circa 500 euro, grazie all’efficienza del digitale e alla semplicità della procedura.

EXPO Milano 2015: Modica, Perugia e Torino protagonisti dei distretti italiani del cioccolato (17/04/2015)

A Expo Milano 2015, Modica, Perugia e Torino, i tre territori che rappresentano l'Italia del Cioccolato, condividono con Eurochocolate l'affascinante avventura del Cluster Cacao e Cioccolato. Il grande padiglione collettivo dedicato al Cibo degli Dei li vede, infatti,protagonisti nell'area dedicata ai Distretti Italiani del Cioccolato. Un'opportunità imperdibile per promuovere l'eccellenza del proprio territorio e per contribuire alla riflessione sul tema dell'Alimentazione, affrontato per la prima volta nella storia delle Esposizioni Universali.

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Un naso elettronico dal design "made in Torino" (14/04/2015)

LUCENTO sarà presentato a Milano giovedì prossimo - 16 aprile - in occasione del Fuorisalone 2015 e arricchirà il catalogo di MARCA, il progetto frutto del connubio fra designer e aziende manifatturiere torinesi, promosso e sostenuto dalla Camera di commercio di Torino, in collaborazione con il Centro Estero per l’Internazionalizzazione.

Sarà presentato ufficialmente a Milano giovedì 16 aprile, alle ore 15, in occasione del prossimo Fuorisalone 2015, presso l’Appartamento LAGO di via Brera 30, LUCENTO, terzo oggetto della collezione MARCA, il progetto ideato e curato da Barbara Brondi e Marco Rainò, che si propone di offrire al mercato una collezione di prodotti capaci di tradurre un racconto in una proposta di sistemi d’arredo per l’ambiente domestico caratterizzati dalla possibilità di essere personalizzati dall’utilizzatore. L’oggetto sarà poi visibile in esposizione nell’Appartamento LAGO per tutta la durata della manifestazione.

MARCA prende le mosse dalla considerazione che gli oggetti possono raccontare una storia, possono esprimere un pensiero e possono rivelare la creatività e l’arte di “saper fare” di chi li progetta e li realizza, doti che non mancano al tessuto imprenditoriale torinese e che meritano di essere conosciute in Italia e all’estero.

Partendo da questo assunto, la Camera di commercio di Torino, da sempre attiva nel promuovere il sistema design piemontese, ha voluto sostenere il progetto e promuoverlo all’estero attraverso le iniziative del Centro Estero per l’Internazionalizzazione.

LUCENTO è un “naso” per polveri sottili ideato da Giorgio Olivero dello studio di design TODO su piattaforma tecnologica open-source ARDUINO e realizzato dall'azienda Light Solutions, entrambi con sede nell'ambito torinese. Il progetto nasce dall'idea di creare un oggetto che andasse a supplire alle ridotte potenzialità dell'olfatto umano nel rilevale la qualità dell'aria dell'ambiente domestico in cui vive. Il prodotto è una specie di "naso" che misura la quantità di polveri sottili presenti nel locale in cui è installato per poi convertire i dati in texture luminose sempre variabili; una fonte di luce molto emozionale che diventa indicatore, al fine di suscitare una presa di coscienza di ciò che producono, a livello di particolato, le azioni più comuni che si svolgono all'interno degli ambienti. 

Obiettivo di MARCA, nelle sue linee generali, è dunque quello di dar vita ad una collezione di oggetti d’uso quotidiano, attivando una relazione virtuosa tra le istituzioni che si occupano della promozione dell’iniziativa, i progettisti, le aziende manifatturiere torinesi selezionati dai curatori e dall’attiva partecipazione dell’utilizzatore che viene coinvolto nella configurazione finale dell’oggetto.

Gli oggetti della collezione, che nel tempo costituiranno un catalogo sempre più numeroso di prodotti, sono acquistabili on-line e forniti in un kit di montaggio; l’opera di assemblaggio è caratterizzata da un’alta possibilità di personalizzazione da parte dell’utente, garantendo un’ampia gamma di esiti combinatori tra i vari pezzi che compongono ciascun manufatto e una certa “unicità” del prodotto finito.

I prodotti che si aggiungeranno ogni anno al catalogo MARCA saranno oggetto di eventi e iniziative programmate sul territorio nazionale e internazionale, con l’intenzione di diffondere le capacità creative dei designer e le consolidate conoscenze tecniche dei produttori che rappresentano alcune eccellenze del “distretto torinese” anche con il proposito di offrire nuovi sbocchi commerciali a professionisti e imprenditori attraverso il ruolo strategico del design.

Gli altri prodotti della collezione sono:

AURORA, un sistema di illuminazione realizzato dal collettivo di creativi NUCLEO e dall’azienda Caino Design. La lampada è frutto di una ricerca sulle inedite modalità espressive della fototranciatura chimica applicata a fogli di metallo sottile, la sua struttura può assumere molteplici configurazioni anche grazie alla malleabilità del materiale metallico con cui è realizzata e può essere utilizzata come sorgente a sospensione, a parete o può essere disposta su tavolo o da terra.

CROCETTA, frutto della collaborazione tra lo studio di progettazione LAM e l’azienda tessile Tessitura Rivese ed è una tenda per l’arredo, non ornata e orlata, bensì incisa e saldata a laser in cui il disegno è ottenuto attraverso un software parametrico che grazie a un logaritmo ottimizza una serie di parametri. Il pattern ottenuto cambia quindi a seconda della luce e le trasparenze rendono il pannello tridimensionale. L’utente finale può accorciare e orlare, usando fori pretagliati, come in un punto-croce semplificato. 

14-19 aprile 2015
Fuorisalone 2015
Appartamento LAGO
Via Brera 30
Orari: Mar-Sab 12-20 | Ven 12-22 | Dom 12-18

 

2014: anno di svolta per la filiera dell'auto (30/03/2015)

40 miliardi di euro il fatturato complessivo della filiera, in aumento del 3,6% rispetto all’anno precedente. Vale 19 miliardi quello piemontese, anch’esso in crescita del 3,2%. Buone le performance di tutta la filiera, soprattutto dei subfornitori italiani (+7,3%) e dei designer piemontesi (+5,9%). Aperti 32 stabilimenti all’estero, localizzati in mercati lontani, a più forte crescita. La dipendenza da FCA scende al 29% in Italia e al 32% in Piemonte (era 41% e 46%).
#automotive
 

È stata presentata oggi la nuova edizione dell’Osservatorio sulla filiera autoveicolare italiana realizzata dalla Camera di commercio di Torino, in collaborazione con l’ANFIA - Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica e la Camera di commercio di Modena. La ricerca, curata da Step Ricerche srl, si è basata su 681 questionari compilati da imprese della filiera autoveicolare nazionale nel corso del mese di gennaio 2015 e dall’analisi di quasi 1.600 bilanci delle società del settore.

Dopo sette anni di crisi, finalmente la filiera dell’auto riprende la corsa: il fatturato italiano 2014 si attesta, infatti, a 40 miliardi, con una crescita del 3,6% rispetto al 2013 - ha osservato Vincenzollotte, Presidente della Camera di commercio di Torino -”Il Piemonte, che da solo ospita il 37% delle imprese della filiera, raggiunge i 19 miliardi di fatturato, con un incremento che sicuramente ridà fiato a tutto il comparto. Buone anche le prospettive per il 2015, sia nei dati delle immatricolazioni (Italia +12%), sia nelle previsioni dei nostri imprenditori, con un saldo positivo tra ottimisti e pessimisti”.

“La componentistica italiana ha attraversato la crisi a testa alta grazie all’alto fattore di innovazione e di qualità dei prodotti e dei processi delle nostre imprese, capaci di mettere a frutto nei mercati esteri le proprie strategie di sviluppo” – ha commentato Aurelio Nervo, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA – ”Nel 2014, l’export della componentistica si è assestato sui livelli del 2013, a 19,3 miliardi di Euro, valore già superiore ai livelli pre-crisi. Nel 2015, le imprese esportatrici potranno avvantaggiarsi del deprezzamento dell’Euro sul dollaro e del crollo dei prezzi del petrolio. In Italia, il comparto chiede alle istituzioni il sostegno all’export e all’internazionalizzazione e un accesso diffuso a strumenti automatici di supporto all’innovazione”.

Il contesto internazionale 2014/2015

Immatricolazioni Il 2014 è stato un buon anno per il settore autoveicolare. Negli Stati Uniti le immatricolazioni sono aumentate del 6%, superando i livelli del 2007 e lasciando così definitivamente alle spalle la crisi. L’America centrale e del Sud accusano una riduzione dell’11%, con quasi 700 mila veicoli in meno, in particolare dovuti alla contrazione dell’Argentina (-36%) e del Brasile (-7%). L’Asia registra un +5%, con la crescita di Cina (7%) e Giappone (3,5%), e il calo dell’India (-2%).

Ma la vera novità del 2014, dopo 7 anni di calo, è la ripresa del mercato autoveicolare dell’Europa occidentale (EU15+EFTA), che fa segnare un incremento delle immatricolazioni pari al+5,1% rispetto all’anno precedente, anche se si è ancora lontani dal 2007, anno di picco massimo. Questo dato non include però la Russia, penalizzata dalla crisi economica, con un calo delle immatricolazioni pari al 15%.

La crescita arriva anche in Italia (+5,1%).

I primi due mesi del 2015 evidenziano ancora un trend positivo delle immatricolazioni in Europa e nuovamente per l’Italia (+12%).

Produzione Il 2014 è stato un anno favorevole per tutti i costruttori europei. Volkswagen è salita del 10% sul 2013, così come il gruppo Mercedes–Benz; Renault Nissan sale dell’8% (anche per il boom del brand low cost Dacia) e la stessa FCA con 4,7 milioni di autoveicoli prodotti nel mondo (4,3 nel 2013) è cresciuta del 9%: l’obiettivo dei 5 milioni di auto è quasi raggiunto. In generale il volume della produzione industriale italiana è cresciuto dell’8,3% per gli autoveicoli ed è rimasto pressoché stabile per quanto riguarda i componenti (+0,5%).
 

Osservatorio della filiera autoveicolare italiana: tutti i dati 2014

Quest’anno l’indagine si è basata su:

  • 681 questionari compilati on line nel mese di gennaio  2015 direttamente dalle imprese della filiera automotive italiana
  • un’indagine su 1.563 bilanci delle maggiori  società di capitali censite dall’Osservatorio dai   quali sono stati estratti i ricavi 2013 e i pesi del campione.

La filiera si compone di engineering & design (E&D), specialisti, OEM (modulisti/sistemisti), subfornitori.
Il fatturato complessivo dell’industria ha superato i 40 miliardi (40,02 miliardi) e gli addetti stimati sono risultati 165 mila. Dopo la variazione negativa del 2012 (-9,2%), la filiera autoveicolare italiana è tornata a crescere sia nel 2013 (+1,8%), sia nel 2014 (+3,6%). In Piemonte, regione che si conferma essere la più specializzata del comparto in Italia, con 932 aziende e 19 miliardi di fatturato complessivo, la crescita nel 2014 è del 3,2% (2,2% nel 2013).

All’interno dei diversi “mestieri” in cui la filiera piemontese è articolata, il comparto dell’engineering ha la crescita maggiore (+5,9%), il che avviene sempre all’inizio di ogni nuova fase espansiva, quando è massimo l’investimento delle imprese sia nell’ingegneria di processo che in quella di prodotto. Segue il comparto dei piccoli fornitori (+4,1%), che nel 2012 fu quello più colpito della crisi e che la ripresa degli ordini dei clienti tradizionali sta riportando a livelli produttivi migliori.
Si consideri che in Piemonte il 74% delle imprese dichiara che la ripresa è frutto proprio della ripresa degli ordini ricevuti dai clienti storici. Il 29,8 per cento delle imprese la attribuisce alla diversificazione settoriale; segue la nuova clientela estera, che è importante per il 20,9 per cento delle imprese subalpine.

Export e nuovi mercati

Una parte sostanziale delle imprese (72% del campione) ha ormai varcato i confini nazionali per vendere i propri prodotti all’estero, anche se nel 2014 il 17% degli esportatori ha visto diminuire questo flusso di affari. Tale tendenza è dimostrata anche dai dati Istat che mostrano un calo delle esportazioni nel 2014 pari a -0,2% per l’Italia (19,3 miliardi di euro il valore totale) e del -4% per il Piemonte (7,2 miliardi).

Tornando al campione dell’Osservatorio, sono i mercati extra UE ad interessare maggiormente le imprese della filiera: il 37% delle destinazioni dell’export è fuori dall’Ue. E delle 32 operazioni di apertura di stabilimenti all’estero da parte delle imprese intervistate, solo 3 figurano in Europa occidentale, mentre ben 29 sono localizzate in mercati lontani (di cui 8 in Cina, 3 in India e 3 in Uzbekistan).

Dipendenza da Fiat

Il 60% delle imprese ha FCA tra i suoi clienti, ma guardando ai fatturati la quota media del gruppo FCA sui ricavi è passata in Italia dal 41% al 29%; in Piemonte passa dal 46% al 32%. È aumentata, infatti, la diversificazione dei portafogli delle imprese, dal momento che FCA rappresenta più del 50% delle vendite solo per il 24% del campione.

Uno sguardo al 2015

La ripresa in atto ha avuto ripercussioni positive anche sul sentiment del campione intervistato: in Italia e in Piemonte gli ottimisti sono l’84%, i pessimisti il 16%. Valori migliori si registrano in provincia di Modena (87% e 13%). Fra le ragioni dell’ottimismo, al primo posto viene indicata la ripresa dei clienti storici (il 78%), seguita dalla diversificazione del settore (il 30%) e da nuovi clienti all’estero (il 16%).

Nuove linee di sviluppo

ll 62% del campione (63% in Piemonte) investe in R&D. L’investimento superiore al 5% del fatturato riguarda il 60% dei E&D e il 40% degli specialisti. L’innovazione è una delle principali leve competitive già nel mercato di oggi, senza dover aspettare l’auto del futuro, anche se la filiera italiana continua a tenere saldamente i piedi per terra e, per ora, conta principalmente sulla sua qualità (63,2%) e sull’affidabilità delle consegne (41,1%).

La filiera italiana sta comunque lavorando intensamente sull’auto del futuro, la “smart&clean”, ossia l’auto più leggera, con più capacità di intrattenimento a bordo e capace di compiere scelte in autonomia: si tratta di un tema di investimento già oggi per il 40% delle imprese (45% in Piemonte). Il comparto più coinvolto dall’auto del futuro è quello degli OEM, con il 70% di operatori che stanno già investendo, seguito dagli specialisti (51%) e dagli E&D con il (50%). Più indietro, ma non assenti, i subfornitori (28%).

Innovazione di prodotto, di processo, ma ancora poca innovazione finanziaria, sia in Italia che in Piemonte.
Le fonti finanziarie fondamentali delle imprese della filiera sono tradizionali e si tratta dell’autofinanziamento (55%) e della banca “di casa”, quella storica dell’impresa (68%). In tutto il campione è stato censito un solo caso di emissione di minibond e nessun caso di intenzione di accesso ai mercati di Borsa, anche se a bassi requisiti come il Marché Libre francese. Si tratta di un gap da considerare nel confronto con i partner esteri, perché la limitata innovazione finanziaria spesso si accompagna con una limitata accessibilità del capitale di sviluppo, allorché questo diventa importante per la crescita dell’impresa su nuovi mercati o con nuovi prodotti.

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2014 ancora in calo. Più nuove imprese è l'obiettivo per il futuro (23/03/2015)

Per il terzo anno consecutivo, ancora un tasso di crescita negativo per la natimortalità imprenditoriale torinese (-0,41%).
Aumentano di numero solo le imprese del turismo (+0,6%) e dei servizi alla persona (+0,8%), mentre per la prima volta sono in discesa i servizi alle imprese (-1,7%). Per promuovere la voglia di imprenditorialità la Camera di commercio offre servizi gratuiti: al via il 31 marzo il programma di formazione specialistica, con un seminario sulle attività per la prima infanzia, e ad aprile il nuovo laboratorio NiLab, per chi vuole elaborare meglio la propria idea di impresa.
#nuoveimprese

 

Quali requisiti sono necessari per aprire un baby parking? Quali gli standard strutturali per un locale? Come valutare la sostenibilità finanziaria di una nuova idea? Queste sono alcune delle domande che quotidianamente arrivano agli sportelli della Camera di commercio di Torino, da parte di aspiranti imprenditori che desiderano mettersi in proprio con successo.

"I dati del 2014 mostrano che le chiusure delle imprese sembrano diminuire, anche se le aperture registrano valori ai minimi storici. La somma dei due fenomeni mostra che purtroppo il tasso di crescita del nostro tessuto imprenditoriale è ancora in calo per il terzo anno consecutivo - ha dichiarato Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino - Ed è proprio nello spirito di cambiare tale tendenza che l’ente camerale ha lanciato nuovi servizi, sempre gratuiti, volti ad incoraggiare la voglia di impresa e soprattutto ad orientare al meglio l’aspirante imprenditore, affinché ogni buona idea non vada persa, ma si trasformi in un’attività solida, duratura e redditizia. Siamo, infatti, convinti che la nostra Camera possa e debba giocare un ruolo determinante nel costruire la ripresa del nostro territorio”.

Sei un aspirante imprenditore? Vieni in Camera di commercio!

Sono circa 1.000 gli utenti che si rivolgono ogni anno al Settore Nuove Imprese: si tratta per il 68% di giovani con meno di 35 anni e per più della metà di disoccupati o persone in mobilità. Il servizio, gratuito su appuntamento, offre un orientamento individuale volto a definire, sulla base di un’idea d’impresa, il percorso amministrativo-burocratico da seguire, l’inquadramento e la veste giuridica, i principali costi di avvio e i presupposti necessari per concretizzare il progetto. Se necessario, l’aspirante imprenditore viene poi accompagnato verso altri servizi della Camera di commercio per completare l’informazione fornita: ad esempio per un’attività alimentare, è necessario superare l’esame per la somministrazione, informarsi in merito all’etichettatura dei prodotti, fino alla registrazione di un marchio o alla vendita all’estero o on line.

Il Settore Nuove imprese (www.to.camcom.it/nuoveimprese) propone poi durante l’anno numerosi incontri di formazione gratuiti: si parte il 31 marzo con il seminario dedicato ai servizi per la prima infanzia. Gli altri incontri riguarderanno temi come la comunicazione di impresa, social network, e-commerce, web marketing ecc.

NiLab - Laboratorio di elaborazione di idee -  www.to.camcom.it/nilab

Si tratta di un nuovo servizio, riservato agli utenti che si sono già rivolti al Settore Nuove Imprese e che hanno un progetto concreto di business. Il Laboratorio, che si svolge in piccoli gruppi, ha come obiettivo l’approfondimento dell’idea di impresa, l’individuazione dei punti di forza e di debolezza, l’analisi dell’organizzazione dell’attività: insieme, sulla base di un modello già collaudato, si affrontano temi come il piano di marketing o la pianificazione economica: 15 i progetti seguiti approfonditamente nel 2014, 3 le imprese in fase di avvio. Nel 2015 NiLab verrà riproposto in tre nuove edizioni, strutturate in 5 incontri ciascuna, per un totale di oltre 50 ore di formazione specialistica e assolutamente gratuita.

Natimortalità imprenditoriale 2014

Il 2014 si è chiuso con 227.208 imprese registrate in provincia di Torino, 3.873 in meno rispetto al 2013: il tasso di crescita resta per il terzo anno consecutivo di segno negativo (-0,41%), poco più elevato di quello piemontese (-0,44%), ma lontano dal tasso di crescita nazionale, che è invece positivo (+0,51%). Sia le aperture (13.992) sia le chiusure (14.938) hanno raggiunto i valori minimi degli ultimi anni: se le nuove iscrizioni non hanno mai toccato livelli così bassi (tasso di natalità del 6,1%), anche le cessazioni, con 927 chiusure in meno, sono diminuite rispetto al 2013, confermando una dinamica già evidenziata anche a livello nazionale. Scende quindi al 6,5% il tasso di mortalità, che nel 2013 era pari al 6,8%.

Asoffrire maggiormente nel corso dell’anno sono state le società di persone e le imprese individuali (rispettivamente pari al 26,7% e al 53,7% del totale). Poco meno di 10mila le nuove imprese individuali avviate nel 2014: 424 in meno rispetto al 2013. Al contrario, le società di capitale (il 17,3%), registrano un tasso di crescita nettamente positivo, così come le altre forme giuridiche, in cui rientrano le cooperative.

Andamento per settori

In crescita numerica il settore turismo (+0,6%) e i servizi alla persona (+0,8%), mentre sono in calo industriamanifatturiera (-2%), costruzioni (-3%), commercio (-1,6%), agricoltura (-1,6%) e, per la prima volta negli ultimi 5 anni, anche i servizi alle imprese (-1,7% rispetto all’anno precedente, valgono il 25% del tessuto imprenditoriale torinese).

Industria (-2%)

In crescita le industrie alimentari per il secondo anno consecutivo (+1,8%, l’8% del totale del settore), la riparazione, manutenzione e installazione di macchine (+2,5%, il 6,3% del totale) e la fornitura di energia elettrica, di gas, di vapore (+11,6%, l’1,6%). In consistente calo la fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (-4,4%), la fabbricazione di macchinari e apparecchiature (-3,9%) e la fabbricazione di prodotti in metallo (-2,8%).

Costruzioni (-3%)

In flessione i due settori maggiormente rappresentativi - i lavori di completamento e finitura degli edifici (il 27% del totale del settore, -1,9%) e le attività di costruzione di edifici residenziali e non residenziali (il 24%, -3,8%). In controtendenza gli altri lavori di costruzione e installazione (+4,8%: appartengono a questo comparto le imprese che svolgono attività di isolamento termico, acustico e antivibrazioni, di installazione e riparazione ascensori e scale mobili) e degli altri lavori specializzati di costruzione (+1,3%: pulizia a vapore, sabbiatura e attività similari per pareti esterne di edifici; noleggio di gru e altre attrezzature con operatore per attività di costruzione o demolizione).

Commercio (-1,6%)

Quasi stabile il commercio all’ingrosso (-0,6%), dove spiccano gli aumenti dei grossisti di bevande e di carne (+13,1% e +6,4%), mentre sono in calo quelli di frutta e ortaggi freschi (-3,4%) e l’ingrosso di abbigliamento e calzature (-2,4%).

Il commercio al dettaglio, comparto più rappresentativo, si assesta a un -1,3%. Nell’alimentare sono in crescita i punti vendita di frutta e verdura (+12,9% rispetto al 2013), il commercio al dettaglio di bevande (+1,8%) e di altri prodotti alimentari (+18%: in questa categoria la vendita di prodotti lattiero – caseari, di caffè e di prodotti macrobiotici e dietetici); tengono le panetterie (+0,6%). In calo le macellerie (-1,3%) e le pescherie (-6%).

Nel commercio al dettaglio di prodotti non alimentari, diminuiscono i punti vendita di abbigliamento, calzature e accessori (-3,6%), il commercio al dettaglio di giornali e articoli di cartoleria (-2,8%), di ferramenta, vernici, vetro (-2,8%) e di mobili, articoli per illuminazione e articoli per la casa (-1,7%); aumentano le tabaccherie (+1,7%), il commercio per corrispondenza o su internet(+12%) e i negozi di telefonia (+10%). Più contenuti gli aumenti dei punti vendita di articoli di seconda mano (+2,7% rispetto al 2013), di giochi e giocattoli (+2,6%) e di articoli sportivi (+2,3%). Nel commercio ambulante: i banchi di prodotti alimentari e bevande manifestano un leggero incremento (+0,9%), mentre quelli di prodotti tessili, abbigliamento e calzature subiscono una flessione dell’1,7%.

Significativo il calo degli intermediari del commercio (-5%), tiene il commercio di autoveicoli (+1,2%), la manutenzione e la riparazione di veicoli (+7,4%) e la vendita di autovetture e veicoli leggeri (+2,7%).

Turismo (+0,6%)

Aumentano ristoranti e ristorazione mobile (+3,1%) e gli alloggi per le vacanze e altre strutture per soggiorni brevi (+3,8%), dove l’incremento maggiore viene realizzato dagli affittacamere, b&b e residence. In calo i bar (-1,4%), che rappresentano il 44% del totale del settore.

Servizi alle imprese (-1,7%)

Registrano un calo dopo 5 anni di crescita. Riduzioni elevate per le attività immobiliari (-4,3%), per il trasporto (-2,7%) e le attività di consulenza gestionale (-1,9%). Trend positivo per le attività di supporto per le funzioni d’ufficio, come call center, recupero crediti, disbrigo pratiche (+6,5%), per i servizi finanziari (+5,6%) e i servizi informatici (+3,5%). Tra le attività più dinamiche il direct marketing, i servizi congressuali.

Servizi pubblici, sociali e personali (+0,8%)

Leggera riduzione dello stock (-0,3% nei confronti del 2013) per i servizi dei parrucchieri e altri trattamenti estetici, la categoria più rilevante (il 40% del totale). Aumenta la consistenza delle attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco (+27% e l’1% del totale), dei servizi di assistenza sanitaria (+26%), delle attività sportive (+11%), e dei servizi di pompe funebri (+5,1%).

Andamento in provincia

Recentemente il Consiglio Metropolitano di Torino ha previsto, nell’ambito della Città Metropolitana, la costituzione di 11 aree omogenee del territorio provinciale, individuando accanto all’Area Metropolitana Torinese (Torino Città, AMT Nord, Ovest e Sud), altre 7 macroaree. Solo l’area Metropolitana Nord si è dimostrata particolarmente dinamica, registrando un tasso di crescita1non solo migliore di quello evidenziato dall’intera provincia, ma anche di segno positivo (+0,19%). Tutte le altre zone hanno registrato invece un tasso di crescita negativo.

Si possono anche analizzare le performance delle aree nei vari settori di attività economica. Tra le imprese dell’agricoltura spicca l’area del ciriacese - Valli di Lanzo, che, con un aumento del +0,6% rispetto al 2013 (-1,6% della provincia di Torino), si aggiudica la migliore performance del settore.  Nell’industria manifatturiera è il chivassese a segnare il trend migliore con un +2,1% (-2% in provincia). L’Area Metropolitana Nord registra un +3,2% delle imprese del settore turistico, nettamente migliore alla variazione registrata nella provincia subalpina (+0,6%). L’eporediese è l’unica zona con un aumento delle attività nel settore dei servizi prevalentemente orientati alle imprese (+0,3%).  Infine, ottima la performance del canavese occidentale nei servizi alle persone che segnano un aumento della consistenza pari al +4% (contro il +0,8% della provincia).

Nel 2014 dopo il comune di Torino, che registra il maggior numero di iscrizioni nell’anno (6.909), Moncalieri (314), Rivoli (294) e Collegno (235) si confermano i primi tre comuni per imprese nate.

Categorie di imprese

Straniere (+2,23%)

A fine 2014 le imprese straniere2 registrate in provincia di Torino ammontavano a 22.981 con un tasso di crescita del +2,23%, valore nettamente superiore a quanto evidenziato dall’intero tessuto provinciale subalpino (-0,41%). Torino rappresenta la terza provincia italiana per numero di imprese straniere (dopo Roma e Milano), con un peso pari al 10,1% del totale delle imprese in provincia.

Femminili 3 (-0,25%)

In leggera flessione nel 2014 le imprese femminili, con un tasso di crescita del -0,25%. Sono in totale 49.413, di cui il 10,2% straniere e il 12,9% giovanili. Torino rappresenta la quarta provincia in Italia per numero di imprese femminili.

Artigiane (-2,49%)

Nel 2014 in provincia subalpina erano registrate 63.965 imprese artigiane, il 28,2% del totale del tessuto imprenditoriale torinese: il tasso di crescita si è mostrato nuovamente negativo (-2,49%), valore peggiore rispetto a quanto registrato sia a livello nazionale (-1,45%), sia a livello piemontese (-2,07%). L’artigianato, dunque, continua a soffrire di più rispetto al resto del sistema imprenditoriale torinese, anche per la sua tipica composizione settoriale: il 42,8% delle imprese artigiane è infatti impegnato nel settore edile.

Imprenditoria giovanile4(-917 imprese)

Nel corso del 2014, in provincia di Torino, risultavano registrate 23.943 imprese giovanili, il 10,5% delle imprese complessive. Risultano essere 917 in meno rispetto al 2013. Un quarto è partecipata principalmente da giovani di origine straniera (6.014 imprese under 35) e poco meno del 27% delle under 35 è a capo di donne (6.361 unità). Torino è al quarto posto per numero di imprese giovanili, preceduta dalle province di  Roma (46.440 unità), Napoli (39.223) e Milano (28.926).

 

 

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[1] Al netto delle cessazioni d’ufficio.

[2] Per impresa straniera si intende quell'impresa la cui percentuale di partecipazione dei non nati in Italia è superiore al 50%; le medesime imprese sono poi classificate in base alla maggiore o minore capacità di controllo esercitato dalle classe sociale considerata cioè in base alla maggiore o minore presenza straniera. Le statistiche relative alle imprese straniere sono disponibili a partire dal 2011.

[3] Si considerano femminili le imprese individuali la cui titolare sia donna, ovvero le società di persone in cui oltre il 50% dei soci sia costituito da donne oppure le società di capitali in cui oltre il 50% dei soci e degli amministratori sia donna.

[4] Si considerano giovani le imprese la cui partecipazione di giovani risulta complessivamente superiore al 50%,mediando la composizione di quote di partecipazione e di cariche amministrative detenute da giovani ( under 35).

 

 

 

Imprese innovative torinesi: alla conquista del mondo puntando su qualità e flessibilità (16/03/2015)

Le 364 imprese individuate dall’indagine rappresentano un insieme di realtà attive e dinamiche, che investono in R&S anche cifre ingenti (il 35% più di 100mila euro l’anno), puntano sui mercati esteri (il 69% esporta), competono migliorando i prodotti e non abbassando i prezzi. Per loro in Camera di commercio una vetrina sul web (www.innovativetorino.it) e soprattutto un’ampia gamma di servizi totalmente gratuiti per farle crescere e per accedere con successo ai bandi europei.
#impreseinnovative
 

Presentati oggi in un convegno a Torino Incontra i risultati della nuova edizione dell’Indagine biennale sulle imprese innovative della provincia di Torino, realizzata dalla Camera di commercio di Torino con la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione (DIGEP) del Politecnico di Torino.

“Con questa indagine abbiamo analizzato 364 realtà torinesi particolarmente dinamiche, che reagiscono bene in contesti  molto competitivi, spesso internazionali (60%): per farlo l’85% realizza investimenti anche consistenti in ricerca e sviluppo (in media il 4% del fatturato) puntando soprattutto al miglioramento di prodotto (69%), in termini di flessibilità, qualità e affidabilità - ha osservato commentando i dati Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino. -Per loro mettiamo in campo numerosi strumenti di assistenza e accompagnamento qualificati e assolutamente gratuiti, per renderle più efficienti e competitive e per permettere loro di cogliere le opportunità legate ai bandi europei, come Horizon 2020. Grazie alla rete EEN molte imprese intraprendono con noi percorsi di miglioramento e in alcuni casi accedono a finanziamenti importanti: un ottimo segnale, che conferma, oltre all’utilità dei nostri servizi, anche la qualità e la capacità innovativa delle nostre imprese”.

La rete EEN per le imprese innovative

Costituita nel 2008 dalla Commissione Europea, l’Enterprise Europe Network è la più estesa rete di assistenza alle imprese, presente in oltre 50 Paesi attraverso 600 organizzazioni. I suoi servizi gratuiti, accessibili attraverso la Camera di commercio di Torino, vanno essenzialmente in due direzioni:

  • consulenza specializzata per le imprese altamente innovative, che vogliono intraprendere un percorso di crescita in termini di competitività e gestione dell’innovazione: si tratta del nuovissimo servizio IMP3rove, basato su un metodo riconosciuto a livello internazionale e avviato da pochi mesi in Camera di commercio, in forma totalmente gratuita per le imprese
  • assistenza gratuita per la partecipazione a bandi europei, come Horizon 2020, attraverso servizi quali identificazione dei bandi più adatti, assistenza per la compilazione della domanda, ricerca di partner esteri per presentare la candidatura. Per Horizon 2020 è inoltre attivo un help desk di assistenza mirata sui bandi, per le PMI che intendono sottoporre una proposta progettuale, con possibilità di effettuare pre-check dei progetti.
     

Il portale ITO e i servizi della Camera di commercio

Storie, caratteristiche e profili delle aziende innovative torinesi sono raccolte sul portale iTO www.innovativetorino.it, una piattaforma creata dalla Camera di commercio di Torino per promuovere e mettere in rete le migliori realtà del territorio. Ma non solo. Numerosi sono i servizi messi a disposizione per chi con l’innovazione punta a crescere soprattutto all’estero: ricerca di partner tecnologici o commerciali, brokeraggi tecnologici, sostegno all’internazionalizzazione.

L’indagine

L’indagine biennale sulle imprese innovative della provincia di Torino, giunta alla quarta edizione, è stata realizzata dalla Camera di commercio di Torino con la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione (DIGEP) del Politecnico di Torino. Il rapporto presenta una dettagliata analisi delle strategie di innovazione di 364 imprese con sede nella provincia di Torino, selezionate sulla base della loro propensione all’innovazione e intervistate. Le informazioni raccolte a partire dal 2008 hanno monitorato nel tempo complessivamente circa 900 aziende, ma sono ben 140 le nuove entrate nel 2014.

I criteri per l’individuazione del campione

Secondo l’indagine, sono innovative1 le imprese che possono vantare: l’appartenenza a settori high-tech, la presenza di attività brevettuale, la collocazione in incubatori e parchi scientifici, la partecipazione a Poli di innovazione o a progetti speciali della Camera di commercio, l’assegnazione di progetti di ricerca cofinanziati da soggetti pubblici. Il campione analizzato non è rappresentativo in senso statistico di tutte le imprese torinesi, ma permette di cogliere i comportamenti di quel sottoinsieme di realtà più attive sul fronte dell’innovazione tecnologica. Il focus è comunque sui settori manifatturieri, dell’ICT e sui comparti dei servizi avanzati (engineering e altri servizi di ricerca e sviluppo).

Chi? Carta d’identità dell’impresa innovativa

A livello dimensionale, il campione analizzato è costituito per il 79% da imprese con meno di 50 dipendenti. Ben il 62% è presente sui mercati da più di 15 anni, mentre il 13% è costituito da imprese con meno di 5 anni di vita. Si tratta per la maggior parte (92%) di aziende che operano in modalità business to business, per lo più attraverso vendite su commessa (62%). Il 20% delle imprese ha depositato in anni recenti domande di brevetto a livello nazionale o internazionale, mentre il 27% ha dei marchi registrati.

Come? Tipologie di innovazione

Dichiara di realizzare investimenti in ricerca e sviluppo ben l’85% delle imprese. La spesa in media è pari al 4% del fatturato, con il 35% delle imprese che dichiara investimenti superiori a 100mila euro annui. Mediamente ridotti gli orizzonti temporali di pianificazione: circa il 10% delle imprese ha un portafoglio di progetti di ricerca e sviluppo con un orizzonte di pianificazione oltre i due anni. La maggior parte delle imprese innova per perseguire obiettivi di espansione sia nel mercato attuale (circa il 73%), sia per entrare in nuovi segmenti di mercato (66%).

L’innovazione di prodotto è ampliamente diffusa, ed è legata o al miglioramento incrementale dei prodotti esistenti (69%) o all’introduzione di prodotti radicalmente nuovi (48%). I nuovi prodotti e servizi realizzati grazie all’innovazione incidono sul fatturato in media per il 27%. Risultano invece meno diffusi gli obiettivi di innovazione volti alla riduzione dei costi di prodotto (43%) o al miglioramento del lead time di produzione (33%).

Per il 79% delle imprese sono i clienti gli attori principali nella definizione delle specifiche per i prodotti e soluzioni innovative. Più marginale è invece l’apporto dei consulenti (22,3%) e dei distributori (24%); i clienti coinvolti nel processo di sviluppo prodotto sono spesso imprese straniere (48%) a conferma della dimensione internazionale dei mercati e delle filiere su cui operano le imprese analizzate. Limitata invece la presenza di accordi strategici legati ad attività di innovazione: solo il 37% delle imprese dichiara accordi per attività di R&S (es. joint venture, consorzi, contratti di licensing) e nella maggior parte dei casi gli accordi coinvolgono solo partner italiani.

Dove? Internazionalizzazione e nuovi mercati

Il 60% delle imprese compete in mercati ad elevata competizione in cui sono presenti anche imprese straniere e in cui i prodotti/servizi sono soggetti a rapida evoluzione tecnologica. Si tratta quindi di contesti concorrenziali molto pressanti, dal momento che la domanda complessiva è giudicata stabile o in riduzione per il 72% degli intervistati e per il 65% il prezzo rappresenta il fattore strategico più in crescita negli ultimi anni, seguito dalla flessibilità nel design e nei processi produttivi.  

Sono il 69% le imprese direttamente esportatrici, di cui il 35% ha una presenza consolidata sui mercati esteri da più di 20 anni. Il 21% realizza all’estero più del 60% del proprio fatturato: chiaramente sono le imprese manifatturiere a realizzare i livelli maggiori di export, mentre quelle del terziario e dell’ICT tendono a gravitare in maniera preponderante sul mercato interno (export medio pari a 9% del fatturato). Chiaramente la dimensione aziendale favorisce la capacità di export: tra le imprese di media dimensione, le realtà che esportano sono 88%, contro il 48% delle micro imprese. La percentuale media di export su fatturato delle imprese medie e grandi è pari 43%, mentre quella delle imprese micro è del 12%. Ad essere presidiati sono tutti i mercati, inclusi quelli geograficamente più distanti come il Centro-Sud America,  l’Oceania  e l’Africa.

Tra i canali per la vendita all’estero prevale la vendita diretta ai clienti finali (73% delle imprese esportatrici) seguita dagli intermediari per l’export (53%). Solo l’11% delle imprese ha filiali commerciali all’estero.

I maggiori problemi in tema internazionalizzazione sono individuati nella limitata disponibilità di risorse finanziarie e umane per costruire una rete commerciale all'estero (per il 32% delle imprese con focus internazionale). Seguono: la mancanza di un’adeguata reputazione commerciale all’estero (22%), la presenza di prezzi sul mercato straniero inferiori ai costi pieni del prodotto (21%) e il limitato supporto da parte del sistema bancario nella gestione dei rischi di mercato all’estero (21%). Le azioni strategiche ritenute prioritarie per favorire la presenza sui mercati esteri sono considerate invece la creazione di partnership con distributori internazionali (36%); l’ampliamento della rete di vendita all’estero (30%); l’ampliamento del team manageriale (28%).

Grazie a chi? Innovazione e politiche pubbliche

Quasi la metà delle imprese (49%) ha utilizzato fondi pubblici, erogati da enti a livello regionale (35%) nazionale (22%) o europeo(13%), per sostenere i propri progetti di innovazione, ma solo per il 24% tali incentivi pubblici sono risultati decisivi per intraprendere gli investimenti. Nel 47% dei casi i progetti sarebbero stati realizzati con un budget o obiettivi inferiori, e nel 29% circa dei casi le imprese avrebbero effettuato l’investimento così come pianificato anche in assenza del supporto pubblico.

Nonostante cosa? Risorse e vincoli dell’innovazione

La mancanza di risorse finanziarie (59%), la carenza di finanziamenti pubblici (49%) e l’incertezza sulla domanda di  mercato (41%) sono indicati dalle imprese come i principali fattori di ostacolo per i nuovi investimenti in R&S. Il 25% circa del campione dichiara difficoltà legate alla mancanza di adeguati canali di distribuzione per i prodotti innovativi.

È importante notare come per il 71% delle imprese l’autofinanziamento derivante da risorse interne sia la fonte finanziaria predominante per la copertura di investimenti in innovazione. Il 46% delle imprese, però, esprime la necessità di un credito bancario maggiore per finanziarsi.

 

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[1] Con l’entrata in vigore del Decreto Legge n. 3-2015 (“Investment Compact”)[1] è stata istituita nell’ordinamento italiano la nuova figura della PMI innovativa a cui sono destinate molte delle agevolazioni finora riservate alle startup innovative. Tra i requisiti richiesti, le PMI innovative devono soddisfare almeno due condizioni tra: a) volume di spesa in ricerca e sviluppo uguale o superiore al 3% del maggiore fra costo e valore totale della produzione; b) impiego di personale altamente qualificato in percentuale uguale o superiore a un quinto della forza lavoro complessiva, ovvero di personale in possesso di laurea magistrale in percentuale uguale o superiore a un terzo della forza lavoro complessiva; c) titolarità di almeno un brevetto o un software registrato. A questo riguardo, tra le imprese analizzate per l’edizione 2014 dell’Osservatorio, le realtà di dimensione media e piccola (meno di 250 addetti) sono 343. Di queste: 187 dichiarano percentuali di spesa in R&S su fatturato superiori al 3%; 128 hanno depositato un brevetto o un marchio nel periodo 2010-2014; 66 soddisfano entrambe le condizioni. Le informazioni raccolte con i questionari non permettono di verificare la rispondenza agli altri criteri indicati dal Decreto; non è quindi possibile stabilire con certezza quali imprese rientrino nella neocostituita categoria delle PMI innovative.

 

Studenti internazionali a Torino: percorsi di migrazione e integrazione (09/03/2015)

Il Piemonte vanta una percentuale di studenti stranieri doppia rispetto alla media italiana e in linea con quella europea: dal 2003 le presenze sono cresciute del 471%. Sono 5.700 oggi gli studenti arrivati a Torino per frequentare l’università, soprattutto da Cina, Iran, Camerun e Albania. Il 67% frequenta il Politecnico e il 33% l’Università di Torino. Si aggiudicano mediamente 28 borse di studio su 100 e 4 posti letto su 10. Frequentano assiduamente le lezioni, si laureano con voti più bassi, ma entro un anno trovano lavoro, preferibilmente all’estero.

Presentati oggi i dati di un’indagine sulla presenza di studenti stranieri in Piemonte e a Torino, realizzata dalla Camera di commercio di Torino e da Fieri (Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione), in collaborazione con l’Osservatorio Regionale per l’Università e per il Diritto allo studio universitario.

La presenza straniera sul territorio ha molteplici componenti, da quella imprenditoriale, in netta crescita da anni nonostante la crisi, a quella altrettanto importante degli studenti internazionali: in questo ambito il tasso di presenze in Piemonte è il doppio di quello italiano   - ha ricordato Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino - Chi sceglie Torino per studiare è spinto da motivazioni diverse: dall’eccellenza del nostro sistema formativo, alla presenza sul territorio di reti sociali già integrate, fino all’accessibilità di servizi di welfare quali borse di studio o posti letto. L’obiettivo principale, tuttavia, deve essere quello di rendere il territorio attrattivo anche al termine del percorso di studio, offrendo opportunità adeguate di crescita professionale. Un neolaureato straniero infatti è una risorsa importante per un tessuto imprenditoriale come il nostro, che fa dell’internazionalizzazione una strategia di crescita”.

L’internazionalizzazione dell’università in Italia…

La migrazione per studio è un fenomeno in crescita: pur restando ancora fra i paesi con il tasso più basso di studenti universitari stranieri iscritti (4% a fronte di una media europea dell’8%, 20° posto in Europa), fra il 2003 e il 2013 l’Italia ha registrato un incremento di oltre il 97%. Nell’anno accademico 2013/14, infatti, risultano quasi 70.000, pari al 4,2% degli iscritti totali. Gli stranieri che hanno scelto l’Italia come destinazione dei loro studi universitari sono prevalentemente di nazionalità albanese (15,8%), cinese (10,2%), romena (9,7%), iraniana (4,1%) e camerunese (3,9%).

Fra i principali fattori attrattivi degli universitari giunti in Italia vi sono la disponibilità di un welfare studentesco accessibile agli studenti di Paesi extra-europei (borse di studio, servizi abitativi, esoneri dal pagamento delle tasse di iscrizione) e costi di vita percepiti come più sostenibili nel nostro paese.

…e in Piemonte

Nel panorama italiano, il Piemonte si distingue come un contesto all’avanguardia. Gli atenei della regione hanno registrato un incremento significativo, passando in 10 anni da 1.573 studenti internazionali a 8.986 (+471% dall’a.a. 2003/2004 all’a.a. 2013/2014).

L’incremento si è registrato in particolare nel 2007/2008, quando il tasso di iscritti stranieri ha cominciato a discostarsi dalla media nazionale, per raggiungere nell’anno accademico 2013/2014 un’incidenza dell’8,4%, in linea con la media europea (8%) e doppia rispetto a quella italiana. Questo risultato deriva da una crescente capacità attrattiva degli atenei piemontesi, sia per merito della qualità dell’insegnamento e della ricerca, sia come risultato dell’implementazione di politiche di internazionalizzazione finalizzate ad attrarre studenti dall’estero. Gli Atenei che contano la maggiore presenza di studenti stranieri sono quello di Scienze gastronomiche e il Politecnico di Torino (rispettivamente 21,5% e 15,2%).

La percentuale di stranieri sul totale iscritti in Piemonte e in Italia, a.a. 2003/04 – 2013/14

 

Anno accademico

Piemonte

Italia

2003/04

1,7

1,9

2004/05

2,2

2,1

2005/06

2,4

2,3

2006/07

2,9

2,6

2007/08

5,6

2,9

2008/09

5,7

3,0

2009/10

6,8

3,3

2010/11

7,2

3,5

2011/12

7,9

4,2

2012/13

8,2

4,1

2013/14

8,4

4,2

 

Fonte: per il Piemonte: dati di ateneo, rilevazioni a luglio di ogni anno. Per l’Italia: MIUR, Ufficio di Statistica, rilevazione al 31 luglio di ogni anno. Il dato nazionale dall’a.a. 2011/12 all’a.a. 2013/14 è tratto dall’Anagrafe Nazionale degli Studenti

Gli studenti attratti dalle nostre università

Tra i 9.000 stranieri che studiano in Piemonte, circa 5.700 hanno conseguito il diploma nel paese di origine e sono arrivati a Torino appositamente per frequentare l’università, anche se il numero di chi frequenta qui già le superiori è negli anni in netto aumento.

Provenienza

Questi 5.700 studenti provengono in prevalenza da Cina (il 26,3%), Iran (l’8,5%), Camerun (il 6,7%) e Albania (il 6,7%). Se si confrontano le provenienze tra chi è arrivato a Torino per l’università e chi ha studiato già sul territorio nelle superiori, risulta che la cittadinanza camerunense e quella marocchina sono di gran lunga più rappresentate in ambito universitario, mentre spariscono negli ordini di scuola inferiori, che sono invece caratterizzati da una distribuzione delle nazionalità riconducibile direttamente ai flussi di immigrazione più numerosi nel territorio (soprattutto da Romania, Albania, Perù).

La concentrazione della maggioranza degli studenti internazionali in così poche cittadinanze è in larga misura frutto dell’effetto comunità, che lega la scelta di una determinata città come destinazione di studio alla presenza nella medesima città di studenti connazionali, ma anche di amici o parenti. Le reti di studenti all’estero riducono l’asimmetria informativa fra candidati e sistema universitario del Paese ospite, mettendo a disposizione dei giovani candidati nei Paesi di origine le informazioni sul contesto di arrivo, sulla qualità e i contenuti dell’offerta didattica, sulla disponibilità di borse di studio, sulle pratiche burocratiche legate al soggiorno e sulle condizioni di vita della società ospite, orientando così le scelte dei candidati. La presenza di parenti o conoscenti permette inoltre agli studenti di ricevere accoglienza abitativa e orientamento nella città, soprattutto nella fase – delicata – di prima sistemazione.

Differenze tra Università e Politecnico

Dei 5.700 studenti stranieri immigrati per frequentare l’università, il 33% (1.871) frequenta l’Università di Torino e il 67% (3.829) il Politecnico. Gli studenti internazionali iscritti al Politecnico principalmente arrivano da Cina (33%), Iran (10%), Pakistan (9%), paesi dai quali proviene più della metà degli studenti internazionali. Invece all’Università di Torino gli studenti internazionali si distribuiscono piuttosto equamente tra le cittadinanze albanese (16%), cinese (12%) e romena (11%) seguite da quelle camerunese e marocchina, cinque nazionalità che insieme totalizzano il 54% degli studenti che provengono dall’estero.

Nonostante in entrambi gli atenei la maggior parte degli stranieri si concentri in un piccolo numero di Paesi di provenienza, l’intera rosa delle cittadinanze rappresentate sfiora in ambedue i casi le 100 unità.

Differenze di genere

Mentre al Politecnico non emergono differenze significative nella distribuzione tra maschi e femmine in nessun gruppo di studenti, all’Università di Torino spiccano le donne tra gli stranieri (75% contro il 61% degli italiani) grazie alle studentesse iscritte nei corsi di laurea triennali professionalizzanti, quali i corsi afferenti alle scienze sanitarie e alle scienze dell’educazione.

Scelta del corso di laurea

All’Università di Torino le comunità di studenti albanesi e romeni prediligono al primo posto l’ambito medico e al secondo e terzo posto rispettivamente l’ambito politico-sociale ed economico-statistico. I cinesi si concentrano per più del 50% negli ambiti politico-sociale – e in particolare nel corso di Lingue e culture per il turismo – ed economico-statistico, con la scelta predominante per il corso di Economia e commercio. Infine i camerunesi per più del 31% si iscrivono a corsi in ambito medico (quasi esclusivamente a corsi a ciclo unico di medicina e chirurgia) e per il 28% a corsi di Economia.

Al Politecnico di Torino gli internazionali prediligono tutti i corsi di Ingegneria, più di quanto facciano gli italiani: mediamente 74 studenti italiani su 100 sono iscritti a corsi di Ingegneria del Politecnico, nel caso dei cinesi sono 81 su 100, i camerunesi 96 su 100, i pakistani arrivano a 98 su 100. Si discostano da questa tendenza gli iraniani, i quali in 30 casi su 100 sono iscritti a corsi afferenti al gruppo Architettura.

Borse di studio e altri servizi di diritto allo studio

Gli studenti stranieri che provengono da Paesi non appartenenti all’UE accedono agli interventi e ai servizi per il diritto allo studio, tra cui le borse di studio, a parità di condizione con gli studenti italiani, purché in possesso di un permesso di soggiorno in corso di validità. Sono 1.186 gli stranieri che studiano a Torino e ricevono una borsa di studio regionale. Su 100 borsisti totali all’Università e al Politecnico di Torino, 28 sono stranieri. Per quanto riguarda l’assegnazione del posto letto, su 10 studenti in residenza quasi 4 sono stranieri.

Vita dello studente

Il background socio-economico familiare dei laureati internazionali è tendenzialmente più elevato di quello dei laureati italiani e stranieri; circa 1 su 2 ha almeno uno dei due genitori laureati e per più del 75% non appartiene alla classe operaia, situazione che appare completamente ribaltata se si considerano gli stranieri che hanno già conseguito il diploma in Italia, per cui neppure 1 su 3 ha un genitore con laurea e più della metà proviene dalla classe operaia.

Gli studenti internazionali frequentano più assiduamente le lezioni (circa l’80% dichiara di aver seguito più del 75% dei corsi previsti) e terminano gli studi in corso più dei loro colleghi italiani. Essere uno studente “fuori sede” significa aver investito nel proprio percorso formativo sia in termini economici, sia personali, ovvero di separazione dalla famiglia, dal proprio Paese e dalle amicizie di sempre, elementi che tendono a rendere lo studente maggiormente impegnato e responsabile nel condurre i propri studi. Il voto di laurea degli studenti internazionali appare tuttavia mediamente più basso di quello degli italiani.

Dopo la laurea

Gli studenti stranieri risultano maggiormente disponibili a spostarsi per lavorare in un paese europeo (87% contro il 75% degli italiani) e extraeuropeo (77% contro 61% degli italiani). Entro un anno dalla laurea il 52% degli studenti internazionali lavora, il 24% non cerca lavoro perché ancora impegnato in formazione e un ultimo 24% è in cerca di occupazione. I dati sono analoghi a quelli rilevati per gli italiani. Tuttavia i tempi nel trovare una prima occupazione risultano più lunghi per gli italiani.

Tra gli studenti internazionali circa il 33% dei laureati va a lavorare all’estero, quota che cresce al 42% se si restringe il computo ai soli laureati magistrali. Fra gli elementi che agiscono da barriera alla decisione di rimanere in Italia al completamento del percorso universitario, vi è un mercato del lavoro nazionale che presenta un tasso di disoccupazione giovanile fra i più alti in Europa e che fatica a integrare gli stranieri già presenti nel Paese, nonché la presenza gli ostacoli burocratici e amministrativi che impongono agli studenti internazionali non europei restrizioni al successivo soggiorno in Italia.

L’ingresso nelle nostre imprese

L’esistenza di percorsi di internazionalizzazione basati su accordi bilaterali o di relazioni e canali privilegiati di inserimento degli studenti stranieri nelle aziende del territorio - quali stage e tirocini - rappresentano gli stadi mediante i quali può avvenire un incontro positivo fra domanda e offerta di lavoro qualificato straniero formato sul territorio. La domanda di personale straniero da parte delle imprese piemontesi è decisamente più elevata per i neolaureati in ingegneria, che hanno quindi maggiori opportunità di fermarsi nel paese in cui hanno studiato. Questa domanda è espressa soprattutto dalle multinazionali, mentre le imprese di piccole dimensioni hanno ancora capacità limitate di valorizzare il capitale umano e di promuovere performance innovative e strategie di internazionalizzazione.  Per le multinazionali, il reclutamento di laureati stranieri e con esperienze internazionali nelle sedi torinesi è inoltre parte di una strategia di gestione delle risorse umane mirata ad aumentare il livello di internazionalità di un personale che è chiamato a operare in un mercato globale e a orientarsi in contesti lavorativi caratterizzati da un elevato tasso di diversity, cioè di eterogeneità di background nazionale, linguistico, culturale e sociale. Tuttavia, una delle strategie che si sta diffondendo negli ultimi tempi sia presso le università, sia presso le istituzioni a loro connesse, è quella di incentivare non solo rapporti degli studenti con il mondo delle multinazionali presenti sul territorio, ma anche i legami con la piccola e media impresa.

Per altre professioni high-skilled, come quelle mediche, esistono invece ancora vincoli importanti, in particolare nell’accesso degli stranieri non europei al settore pubblico. Il risultato è che una parte rilevante di studenti decide di re-investire le competenze acquisite in Italia nel paese di origine o collocarle in altri mercati del lavoro, soprattutto europei, ritenuti più competitivi, attraenti ed inclusivi.

Differenze nelle strategie di mobilità

Nei tre gruppi principali individuati - cinesi, camerunesi e romeni - emergono differenze di rilievo nelle strategie di mobilità e nelle prospettive di lavoro.

I giovani cinesi iscritti al Politecnico sono propensi a restare in Italia, progettando però un futuro imprenditoriale transnazionale, che leghi il contesto di origine con il luogo in cui hanno studiato e che conoscono molto bene.

Gli aspiranti medici camerunesi valutano in maniera positiva l'offerta formativa proposta dall'Università di Torino, ma hanno la consapevolezza che le possibilità di inserimento lavorativo nel nostro contesto nazionale sono molto limitate. Il ritorno nel Paese di origine dopo un periodo di lavoro in Europa, possibilmente in un Paese francofono, sembra, infatti, l’obiettivo finale del progetto migratorio di questo gruppo; il rientro tuttavia è immaginato a uno stadio avanzato della carriera.

Infine, nonostante la minore presenza di ostacoli di tipo burocratico relativi al permesso di soggiorno, in quanto cittadini comunitari, la maggioranza degli studenti romeni iscritti alla Scuola di Management ed Economia ha mantenuto forti legami familiari con il proprio Paese natale e ha la tendenza a ritornare per intraprendere una carriera professionale attinente al percorso accademico svolto, senza necessariamente chiudere in maniera definitiva i propri legami sociali ed economici con l’Italia.

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Cresce la voglia di impresa sociale (06/03/2015)

Presentate le 4 aziende torinesi che si sono costituite al termine del progetto “Start up di Imprenditoria sociale”, realizzato dall’Osservatorio sull’economia civile della Camera di commercio di Torino. Un’iniziativa di formazione e accompagnamento che ha avuto successo, come dimostrano i riconoscimenti già vinti da alcune idee imprenditoriali. In crescita il sistema cooperativo piemontese (+ 3,2% sul 2013, + 22,2% dal 2011).

Sono stati presentati questa mattina a Palazzo Birago i risultati del progetto “Start up di Imprenditoria sociale” promosso da Unioncamere Italiana e realizzato dall’Osservatorio sull’economia civile – Comitato per l’imprenditorialità sociale della Camera di commercio di Torino, l’organismo camerale che ha lo scopo di sostenere le imprese sociali e diffondere la cultura non profit.

Delle 12 idee imprenditoriali selezionate, 7 hanno concluso positivamente il percorso di formazione con business plan sostenibili, e 4si sono costituite in impresa o associazione, ottenendo fin da subito importanti riconoscimenti in concorsi nazionali.

L’obiettivo di sostenere la nascita di imprese sociali, accompagnando le idee di imprenditorialità fino alla realizzazione del business plan, è stato quindi raggiunto: “La forza di questo progetto - ha sottolineato Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino – sta nel fatto che è stato realizzato in Camera di commercio e che quindi, grazie anche a tutor e consulenti esperti nella gestione di imprese sociali, ha coltivato un forte legame con il tessuto imprenditoriale profit e non profit del territorio. Il coinvolgimento di Settori della Camera di commercio che ogni giorno offrono alle imprese servizi ad altissimo valore aggiunto, ha inoltre permesso ai partecipanti al progetto di beneficiare di un supporto completo su tutti gli aspetti utili alla nascita e alla crescita di un’impresa.”

I risultati del progetto Start up imprenditoria sociale

Il progetto è stato promosso da Unioncamere per sostenere la nascita di nuove imprese sociali e sono state 38 le Camere di commercio coinvolte in tutta Italia, tra cui quella di Torino. Universitas Mercatorum – Università Telematica delle Camere di commercio ha dato il supporto organizzativo e alcuni contributi formativi.

In provincia di Torino, tra le 24 manifestazioni di interesse pervenute, la commissione di valutazione ha selezionato 12 idee imprenditoriali, a cui se ne sono aggiunte 4 selezionate nell’astigiano, in seguito ad una convenzione con la Camera di commercio di Asti.

Al termine del progetto si sono costituiti in impresa o associazione 4 idee torinesi:

Survivor, nata per supportare le attività di inserimento lavorativo delle persone senza fissa dimora e di rifugiati politici nell’ambito di pulizie e interventi di ordinaria manutenzione in strutture residenziali; puntoAcapo, laboratorio di produzione e vendita di prodotti artigianali di design, artigianato e sartoria con linee specifiche (taglie curvy e minime, bambini, urbanbiker, trasformazione di vestiti usati); OrtiAlti, che progetta e realizza orti di comunità sui tetti piani di edifici di medie/grandi dimensioni, pubblici o privati per la creazione di un nuovo paesaggio urbano fondato su principi di sostenibilità; La Primavera, che offre servizi di sostegno alla maternità e si pone come riferimento delle famiglie per una cultura della salute legata alle diversi fasi della vita (puerperio, infanzia, adolescenza, età adulta, senilità).

Anche 2 idee imprenditoriali astigiane sono diventate realtà: Spiga di grano, che opera nel campo socio assistenziale gestendo strutture residenziali per disabili, ed ECCO!, cooperativa attiva nell’ambito della bio-edilizia e selvicultura.

I riconoscimenti

Due idee imprenditoriali (OrtiAlti e puntoAcapo) sono giunte al primo e secondo posto del concorso nazionale “A New social wave II” indetto da Iris Network e Fondazione Accenture, mentre un’idea (OrtiAlti) è risultata vincitrice al concorso nazionale We-Progetti delle donne, indetto dal progetto internazionale Woman for Expo e sostenuto da Fondazione Milano Expo 2015, Fondazione Giuseppina Mai e Accenture.

Il modello di formazione

Il percorso gestito dall’Osservatorio ha integrato i contributi proposti da Universitas Mercatorum con momenti di formazione organizzati localmente, che hanno consentito di contestualizzare i contenuti generali.

Per creare un percorso che non escludesse chi aveva già un occupazione, la formazione è stata suddivisa in due parti: una a frequenza obbligatoria che si è sviluppata in tempi concordati con i partecipanti (in orari extra lavorativi) e l’altra a partecipazione non obbligatoria.

Il programma formativo ha previsto i contenuti base per l’avvio di iniziative imprenditoriali, affiancati da altri specifici legati alla natura dell’impresa sociale: analisi dell’idea imprenditoriale (definizione del contesto, analisi del mercato, pianificazione economico finanziaria, strumenti gestionali e di management, fino alla costruzione del business plan.

Hanno fatto poi seguito momenti di consulenza individuale e momenti di confrontocon testimoni e interlocutori locali su strumenti finanziari (in collaborazione con Banca Etica), strategie di networking (in collaborazione con i consorzi sociali del territorio), gestione motivazioni e scopo sociale e best practices (in collaborazione con imprese sociali consolidate del territorio).

L’attività di consulenza ha presentato un elemento innovativo: oltre alla classica azione individuale su appuntamento, sono stati organizzati due incontri di consulenza collettiva e due giornate di consulenza individuale con tutti gli esperti presenti insieme nella stessa sede. Questa presenza contemporanea ha favorito lo scambio e il confronto, permettendo ai gruppi e ai consulenti di affrontare in modo completo i diversi aspetti e problemi connessi alle singole idee imprenditoriali, integrando le competenze/conoscenze delle diverse materie.

Altro elemento particolarmente qualificante della formazione è stato l’affiancamento delle idee imprenditoriali giunte al business plan, a imprese socialigià ben avviate (cooperative sociali/consorzi). La fase di start up di una impresa è particolarmente delicata e l’obiettivo era duplice: fornire una rete di relazioni imprenditoriali significative a supporto e favorire lo sviluppo di collaborazioni imprenditoriali ed eventuali partnership.

I dati sul sistema cooperativo piemontese e torinese

Il sistema cooperativo piemontese dal 2011 è in continua crescita (+22,2%), nonostante il ritmo sia in frenata (+10% nel 2012, +7,5% nel 2013 e +3,2% nel 2014). A fine 2014 contava ben 3.178 cooperative attive.

Per quanto riguarda la provincia di Torino, dove è presente il 44,7% del tessuto cooperativo regionale, se dal 2011 è stata registrata una crescita tra le più alte (+24,8%), nell’ultimo anno invece l’aumento è stato del 2%, inferiore alla media regionale (+3,2%).

Le cooperative sociali al 31 dicembre 2014 erano 837 in Piemonte; dal 2011 hanno registrato una crescita più alta della cooperazione nel suo complesso (+23,8% rispetto al 2011) e anche in questo caso la provincia di Torino, dove si concentra il 45,6% delle imprese, riporta una crescita superiore alla media regionale (+29,5% rispetto al 2011). 

Le imprese sociali (D.Lgs. 118/2006) in Piemonte sono 124 (dato febbraio 2015). Una realtà relativamente giovane, in grande crescita anche per i forti incoraggiamenti che provengono dall’Unione Europea. Il 59% sono cooperative, mentre il 50% è concentrato in provincia di Torino.

Per quanto riguarda invece le Start up innovative a vocazione sociale, delle 84 a livello italiano, 6 sono in Piemonte e 4 hanno sede in provincia di Torino e si occupano di ricerca scientifica in ambito medico, formazione e apprendimento e valorizzazione del patrimonio culturale.

 

Automotive e agroalimentare: dal Piemonte agli Usa (04/03/2015)

Sono circa 80 le imprese piemontesi presenti oggi all’incontro dedicato alle opportunità di business negli Usa, in particolare per i comparti automotive e agroalimentare. L’iniziativa Camera di commercio di Torino è stata organizzata in collaborazione con la divisione finanziaria di General Electric, la Regione Piemonte, con il supporto del Centro Estero per l’Internazionalizzazione e dell’American Chamber of Commerce in Italy.

Gli Usa, più grande economia del mondo, rappresentano una meta importante dell’export italiano, che per un decimo è piemontese. Il Piemonte negli Usa vende principalmente mezzi di trasporto: autoveicoli per il 54%, aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi per il 33%, parti e accessori per le auto e i loro motori per l’8,1%, navi e imbarcazioni per il 5%. In ascesa la richiesta di alimentari e bevande (+11,8%). Un panorama che presenta ancora ampi margini di crescita dove le nostre imprese possono inserirsi con successo.

L’area rappresenta uno sbocco fondamentale anche per le nostre aziende della filiera agroalimentare e beverage. Qui il vino italiano è il prodotto alimentare più venduto, ma anche la pasta e il biologico hanno ben rappresentato il nostro Paese nel 2013, contribuendo all’aumento in valore assoluto dell’export italiano del 7% negli Usa.

Per realizzare una organizzazione stabile oltre oceano o per avviarvi operazioni commerciali è però imprescindibile una preparazione adeguata in tema di strumenti finanziari e regimi normativi. Per questo abbiamo organizzato l’incontro odierno e la risposta da parte delle imprese conferma l’importanza di questa iniziativa - spiega Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di Commercio di Torino -. L’evento consolida anche il nostro legame, come Camera e come territorio, con GE, che già lo scorso ottobre è stata protagonista di un workshop a Torino”.

L’iniziativa vede la collaborazione di GE in quanto la divisione Capital è dedicata a offrire prodotti e servizi finanziari a livello globale per distributori, partner e clienti finali. Con una presenza in oltre 50 Paesi e oltre un milione di imprese clienti, GE Capital è infatti uno dei principali fornitori di servizi finanziari al mondo in grado di  aiutare le imprese a crescere nei mercati esteri andando oltre il puro supporto finanziario.

Con questo secondo evento organizzato nella realtà piemontese abbiamo continuato  a costruire il ponte di contatto tra le aziende del territorio e General Electric, oggi presente con la sua divisione finanziaria - commenta Sandro De Poli, Presidente e AD di General Electric Italia -. Dal nostro osservatorio di multinazionale, vediamo un Paese ricco di opportunità, talento e competenze uniche al mondo, dove spesso però le aziende incontrano difficoltà nell’aprirsi ai mercati stranieri e all’internazionalizzazione: l’iniziativa di oggi è un’occasione importante per proseguire le sinergie in corso e consentire alle medie imprese di consolidare i loro interessi internazionali’.

I mercati internazionali offrono molte opportunità di crescita per le tante aziende eccellenti del Made in Italy, ma per coglierle appieno bisogna essere attrezzati - ha commentato Paolo Braghieri, CEO di GE Capital Italy -. Per questa ragione abbiamo raccolto a Torino alcune delle più promettenti imprese piemontesi del settore food e automotive presentando loro Access GE. Si tratta di un servizio di consulenza a 360° a supporto della crescita e dell’internazionalizzazione che possiamo offrire perché siamo parte di  un gruppo industriale globale abituato ad affrontare quotidianamente le sfide complesse tipiche del mercato mondiale. Access GE rende GE Capital diversa dagli altri players di settore proprio perchè offre l’opportunità di accedere al know-how, all’esperienza e alle risorse di General Electric”.

 “Esistono ampi margini di crescita per il business delle nostre imprese negli Usa, non a caso questo è un mercato target di molte iniziative che gestiamo. dichiara Giuseppe Donato, presidente di Ceipiemonte -. Alcune aziende piemontesi della filiera auto vantano già una sede produttiva o di ricerca negli USA: quelle del progetto From Concept to Car sono 5, due delle quali, Aizoon e Eltek, oggi hanno illustrato la propria esperienza di insediamento negli Usa. Altre 8 hanno una rappresentanza commerciale o logistica. Altre ancora stanno valutando l’insediamento, a fronte dell’incremento dei volumi di possibile fornitura”.

***

General Electric

GE (NYSE: GE) immagina ciò che altri non osano, costruisce cose che altri non possono costruire e fornisce soluzioni che fanno funzionare meglio il mondo. GE unisce il mondo digitale a quello fisico come nessun’altra azienda è in grado di fare. Nei suoi laboratori, nei suoi stabilimenti e sul campo insieme ai clienti, GE sta inventando la nuova era industriale per muovere, dare energia, costruire e curare il mondo. www.ge.com Presente in Italia dal 1908, conta oggi più di 11.600 dipendenti che operano in 8 divisioni di business in 23 sedi, inclusi 2 centri principali di Ricerca & Sviluppo (Firenze e Bari) e 1 Centro di Formazione Manageriale (Firenze). Nel 2013 General Electric in Italia ha registrato ricavi per 1.9 miliardi di euro con un volume di affari di 7,5 miliardi di euro (pari a circa 0.5% di PIL Italiano). Di tale volume circa il 73% (5,6 miliardi di euro) ha contribuito alla bilancia delle esportazioni Italiane verso l’estero. GE investe ogni anno in Italia oltre 110 milioni di euro in Ricerca & Sviluppo.

GE Capital

GE Capital offre a clienti in tutto il mondo una vasta gamma di prodotti finanziari, servizi e consulenza finalizzati alla crescita del business. Per maggiori informazioni sui può visitare il sito web www.gecapital.com o seguire le news sull’account Twitter (@GECapital). GE Capital Italia, con base a Milano, raccoglie i marchi e le attività di GE nei segmenti del leasing, factoring e noleggio flotte aziendali oltre alle attività tradizionali di Interbanca, la storica Corporate Bank milanese specializzata in finanziamenti a medio e lungo termine acquisita dal Gruppo GE nel 2009.  GE Capital Interbanca si pone come punto di riferimento per le Piccole Medie Imprese italiane e, in quanto parte di un gruppo leader a livello globale, può vantare nel proprio DNA competenze industriali, solidità finanziaria e una consolidata notorietà, che consentono ai propri clienti vantaggio competitivo e accesso a una realtà internazionale attraverso un’interfaccia locale.

www.gecapital.it

 

Per ulteriori informazioni:
Hill & Knowlton – Alessandra Favilli, Enrico Bruschi
T +39 02-31914294  M: +39 348 6707240
T +39 02-31914224  M: + 39 335 8416565
alessandra.favilli@hkstrategies.com; enrico.bruschi@hkstrategies.com

 

100 giorni al Congresso Mondiale delle Camere di commercio (02/03/2015)

Prime conferme dei relatori e del programma per il 9th World Chambers Congress, a Torino dal 10 al 12 giugno 2015.
Un appuntamento irripetibile, con tre distinte anime: congressuale, espositiva e btob.
Per le aziende piemontesi esserci è un’opportunità unica: sono aperte le iscrizioni
per partecipare
all’area fieristica e presentarsi alla prestigiosa comunità economica internazionale del Congresso.

 

Dal Presidente della Banca Europea Mario Draghi* al Premio Nobel dell’economia Jean Tirole* dal nostro Carlo Petrini al Presidente della Camera di commercio dell’Uganda Olive Kigongo*, da Ban Ki Moon*, Segretario Generale delle Nazioni Unite a Harold McGraw III della McGraw-Hill Companies, colosso statunitense delle comunicazioni, dell’editoria, delle costruzioni che controlla anche l’agenzia di rating Standard&Poor.

Sarà di altissimo livello il parterre economico internazionale che si riunirà a Torino, al Centro Congressi Lingotto, dal 10 al 12 giugno, in occasione del 9° Congresso Mondiale delle Camere di commercio. L’evento di grande prestigio si tiene per la prima volta in Italia grazie alla Camera di commercio di Torino che, dopo una serrata competizione, nel 2012 è riuscita ad aggiudicarsi il Congresso davanti a metropoli europee come Ginevra, Liverpool e Belfast. Sotto lo slogan “Chambers for global prosperity”, il Congresso affronterà temi di stretta attualità, tra cui le prospettive dell’economia globale, l’importanza delle aree metropolitane, l’emergenza occupazione, l’emigrazione e l’immigrazione, l’accesso al credito per le PMI.
Il Congresso, che si tiene ogni otto anni in Europa, è un evento irripetibile per Torino e quindi rappresenta un’opportunità irrinunciabile anche per i non addetti ai lavori – ha sottolineato Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio torinese - Accanto all’anima congressuale, per la quale attendiamo 1.600 delegati da 120 Paesi, abbiamo organizzato anche un’area espositiva a disposizione delle nostre aziende e degli sponsor per farsi conoscere da una platea estremamente qualificata. Inoltre abbiamo organizzato un programma di B2B, con incontri personalizzati per mettere in contatto le nostre imprese con gli imprenditori e le organizzazioni che verranno a visitarci. Il Congresso infine impatterà su tutto il tessuto economico locale a cominciare dalle ricadute turistiche: saranno in città delegazioni numerose e di prestigio, tutte alla ricerca di quanto di meglio possa offrire il nostro territorio in termini di ospitalità alberghiera, shopping, made in Italy e cultura”.

La Città ha sostenuto fortemente la candidatura di Torino a sede del Congresso Mondiale sin dagli esordi e, oggi che l’evento si avvicina, è al fianco della Camera di commercio per assicurare la migliore accoglienza possibile ai delegati e agli imprenditori che giungeranno qui da tutto il mondo - ha affermato il Sindaco Piero Fassino. Il 2015 è per Torino un anno di straordinari appuntamenti: dagli eventi organizzati nell’ambito di Capitale Europea dello Sport, all’Ostensione della Sindone e alle celebrazioni del Giubileo salesiano, dal ricco programma culturale e artistico organizzato in concomitanza all’Esposizione universale di Milano a questo importante appuntamento. Torino conferma così la propria vocazione di città a dimensione internazionale, che dispone di tutte le competenze, i servizi e le infrastrutture necessarie per ospitare eventi di eccellenza e, dato a mio avviso non irrilevante, un patrimonio storico e culturale che potrà rendere ancora più gradevole il soggiorno dei congressisti”.

Andrea Tomat, Presidente di ICC (International Chamber of Commerce) Italia ha sottolineato: “Siamo molto onorati di essere parte di questa importante iniziativa. Per l'Italia, ospitare il 9° Congresso Mondiale delle Camere di Commercio, che si svolgerà a Torino dal 10 al 12 giugno prossimi, è un'occasione di altissimo livello per continuare a giocare un ruolo centrale nelle dinamiche del commercio internazionale. Si tratta di un appuntamento unico per la rilevanza delle tematiche sul tavolo e per il livello degli interlocutori coinvolti. Un appuntamento che deve essere colto appieno per spingere sulla crescita e lo sviluppo delle potenzialità del Paese in una fase così cruciale per l'uscita dalla crisi. È un’occasione irripetibile per ICC Italia di valorizzare l’attività dell’organizzazione che riunisce le Camere di Commercio di oltre 130 Paesi, impegnate quotidianamente nel favorire la crescita e lo sviluppo attraverso la promozione degli scambi e delle relazioni internazionali. L’obiettivo di ICC Italia - in questo evento così prestigioso e rilevante in un momento storico particolarmente sfidante ed impegnativo - è quello di giocare un ruolo chiave nel network globale a sostegno del tessuto produttivo nazionale e mondiale”.

Area espositiva

Accanto al Centro Congressi, il padiglione 5 di Lingotto Fiere  ospiterà nei giorni dell’evento un’area espositiva di oltre 2.500 metri quadri per sponsor e aziende italiane ed estere. Una vetrina unica e irripetibile per presentarsi ad una platea estremamente qualificata: molti Presidenti di Camere di commercio sono, infatti, nello stesso tempo imprenditori di successo, amministratori delegati di multinazionali, esponenti di associazioni imprenditoriali e istituzioni locali e sovranazionali.

Le imprese piemontesi interessate devono consultare il sito www.worldchamberscongress.org alla voce exhibition, per assicurarsi fin da ora uno spazio all’interno dell’area.

Appuntamenti btob

Per gli espositori e gli sponsor verrà predisposto un calendario personalizzato di incontri business to business con i delegati del Congresso e con le altre aziende presenti: vengono assicurati a ciascuna azienda 3 appuntamenti ogni giorno. Un’opportunità per incontrare imprenditori e investitori di tutto il mondo, senza muoversi da Torino. Inoltre la presenza di ampie delegazioni straniere nei giorni prima e dopo il congresso permetteranno di organizzare altri momenti di incontro.

La Camera di commercio di Torino, attraverso il Ceipiemonte, cercherà di assicurare particolari condizioni alle aziende piemontesi, per far sì che l’eccellenza locale sia quanto più possibile ben rappresentata in questa irripetibile occasione. Per informazioni: wcctourism@centroestero.org

Sponsor

Al Congresso l’eccellenza italiana sarà protagonista grazie alla disponibilità di numerosi sponsor che a vari livelli sosterranno la manifestazione. Oltre al Comune di Torino, al momento saranno sponsor del 9thWCC: Intesa Sanpaolo, Turkish Airlines, Gruppo FCA, Lavazza, Exclusive Brands, AON, Enoteca Regionale dei vini della Provincia di Torino, ITC ILO, ETF, SMAT, Turismo Torino e Provincia. Contribuiranno poi a far conoscere il Congresso media partner come Repubblica.it, Centro Media di Audiopress srl, Zipnews.it. Il Master di giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università degli Studi di Torino supporterà le attività di comunicazione.

A livello internazionale hanno assicurato il loro sostegno sponsor come Qatar Airways, Dubai Chamber, Sidney Business Chamber – Sidney 10th World Chambers Congress Bid 2017, Tang West Market Group, ATA Carnet, Qatar Chamber, United Nations, Best Transformers Turkey, Uniway, M.K. Sanghi Group. Media Partner internazionali: World Commerce Review. Camere di commercio partner: ASCAME (Mediterranean Chambers of Commerce and Industry), CACCI (Confederation of Asia-Pacific Chambers of Commerce and Industry), Eurochambres, JCI, Camara de Comercio Peruano Nordica.

I numeri del Congresso

Negli anni il Congresso ha sempre presentato numeri in crescita, dalla prima edizione di Marsiglia nel 1999 con 91 Paesi partecipanti all’ultima di Doha nel 2013, con 109 Paesi rappresentati. L’edizione torinese, con 1.600 delegati da 120 nazioni, aspira a battere ogni record:

- sono già numerose (Turchia, Cina, Giappone, Australia, Corea, Brasile, Belgio) le grandi delegazioni che hanno confermato una presenza significativa: alcuni rappresentanti hanno già visitato Torino in queste settimane per apprezzare la qualità dei servizi alberghieri e di accoglienza

- sono 18 i Least Developed Countries (LDC) che hanno confermato la propria presenza a Torino, anche grazie ad un budget riservato dalla Camera di commercio di Torino per favorire una partecipazione numerosa e il più possibile rappresentativa di ogni parte del mondo. Sarà l’lTC (International Training Center) dell’ILO (International Labour Organization) a fornire ospitalità ai delegati provenienti da questi Paesi presso il campus di corso Unità d’Italia, messo a disposizione nelle giornate del Congresso.

- sono ben 80 le Camere di commercio da 40 Paesi che parteciperanno alle celebri “World Chambers Competition”, presentando i loro progetti più innovativi. Si tratta del più alto numero di concorrenti mai registrato. L’Italia presenta 5 progetti da parte delle Camere di commercio di Bari, Crotone, Matera, Prato, Treviso, e si colloca come il terzo Paese per numero di candidature dopo Turchia e Germania. Le competition sono nate nel 2003 per mettere in gara le best practises realizzate dalle Camere di commercio di tutto il mondo: nel 2009 la Camera di Torino a Kuala Lumpur ha vinto il premio Best International Project per il progetto di filiera From Concept to Car. Quest’anno le categorie previste sono:

  • Miglior progetto per le politiche di rappresentanza del sistema imprenditoriale
  • Miglior progetto di creazione posti di lavoro e sviluppo delle imprese
  • Miglior progetto per la Responsabilità Sociale d’Impresa
  • Miglior progetto non convenzionale (Best Unconventional project).

Turismo ed EXPO2015

Oltre al Welcome Cocktail al Teatro Regio e alla Gala Dinner alla Venaria Reale, i delegati e i loro accompagnatori potranno aderire ad una serie di tour e proposte turistiche per scoprire Torino e il Piemonte. Grazie ad un accordo con Expo 2015, poi, sarà possibile abbinare al Congresso anche una visita all’Esposizione Universale di Milano.

La squadra

Il Congresso è promosso da ICC-International Chamber of Commerce e World Chambers Federation ed è organizzato dalla Camera di commercio di Torino.
Partner ufficiale nell’organizzazione: Ceipiemonte.
Professional Conference Organizer: Triumph Group International di Roma e CCI - Centro Congressi Internazionale di Torino.

http://www.worldchamberscongress.org/

 


* In attesa di conferma

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