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Al via l’innovazione digitale per tutte le imprese

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Comunicato stampa del 20/11/2017

Con la riforma delle Camere di commercio e le nuove direttive nazionali su Impresa 4.0, partono anche a Torino gli strumenti per diffondere la conoscenza del digitale a tutte le micro, piccole e medie imprese di ogni settore: dal cassetto digitale, dove gli imprenditori trovano gratuitamente sul loro smartphone i propri documenti di impresa, ai servizi camerali del Punto Impresa Digitale per supportare tutte le aziende nella trasformazione digitale e sostenerle economicamente con voucher.

Presentati oggi a Palazzo Birago i nuovi servizi digitali della Camera di commercio di Torino per promuovere la diffusione della cultura e della pratica digitale nelle micro, piccole e medie imprese (MPMI) di tutti i settori economici.

“È una straordinaria occasione per tutte le nostre aziende, ma anche un treno che parte e che invitiamo tutti a prendere, per non rimanere indietro. E non parlo solo di manifattura, ma anche di artigianato, commercio e servizi, tanto da poter davvero utilizzare il concetto più allargato di “Impresa 4.0”- ha sottolineato Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino. – Ora siamo diventati uno dei Punti Impresa Digitale, su cui investiremo 4 milioni e mezzo di euro fino al 2019, e per questo ci è stata affidata la diffusione delle conoscenza di base sulle tecnologie per offrire assistenza, formazione e opportunità d’investimento finanziaria a tutte le nostre 223.000 imprese. Poi ci sono gli Innovation Hub delle associazioni di categoria per soluzioni specifiche nei settori di loro competenza e i Competence Center nazionali per sviluppo di progetti sperimentali, ma solo a noi spetta la diffusione della cultura digitale a tutti gli imprenditori locali”.

”La Camera di commercio mette ora a disposizione molti strumenti – ha commentato Guido Bolatto, Segretario Generale dell’ente camerale. - Da qualche mese è on line il Cassetto digitale su www.impresa.italia.it dove l’imprenditore trova, gratuitamente e dal suo smartphone, i documenti della sua impresa come la visura, lo statuto e i bilanci. Inoltre, se il proprio comune è uno dei 114 che hanno il SUAP presso la nostra piattaforma, può accedere al fascicolo d’impresa e ricavare tutte le comunicazioni e certificazioni comunali. Come Punto Impresa Digitale invece stiamo lavorando su un’ampia attività che forma tutte le imprese di ogni settore su vantaggi, strumenti concreti e opportunità della rivoluzione digitale. Inoltre abbiamo appena varato i voucher che, per un massimo di 10mila euro, ogni PMI può richiederci entro la fine dell’anno per servizi di consulenza e formazione legate a tecnologie 4.0 attraverso progetti aggregati, condotti per esempio da Digital Innovation Hub o centri tecnologici o d’innovazione”.

IL CASSETTO DIGITALE SU WWW.IMPRESA.ITALIA.IT

Che cosa vuol dire per l’impresa essere digitali? Innanzi tutto essere digitale vuol dire saper sfruttare intelligentemente tutte le possibilità che offrono le tecnologie: l’impresa che non ha dimestichezza con la rete web ha purtroppo parecchi punti in meno delle altre. L’imprenditore gode di alcuni indubbi vantaggi che le tecnologie digitali gli offrono. Anche la Camera di commercio di Torino offre on line molti servizi, ma soprattutto da qualche mese, fornisce ad ogni impresa il proprio cassetto digitaleOgni imprenditore, dal più piccolo al più grande, può andare sul sito impresa.italia.it e  con la sua CNS-Carta Nazionale dei Servizi, oppure con lo SPID-Sistema Pubblico di Identità Digitale, entra in una sezione dedicata esclusivamente alla sua impresa. Qui l’imprenditore trova, gratuitamente dal proprio smartphone, tablet o pc, senza perdere tempo, i documenti della sua impresa: visura camerale, atto costitutivo della società (e sue modificazioni), bilanci e molto altro ancora.

In questo momento Torino è la prima Camera di commercio italiana per numero di imprese che hanno aperto il loro cassetto digitale per scaricare gratuitamente le proprie visure. Ma il numero degli imprenditori è davvero molto basso e l’obiettivo dell’ente camerale è quello di divulgare questa novità tramite i suoi sportelli, il suo sito ed i social, visto che la grande maggioranza delle imprese continua a non saperlo: tutti i propri documenti sono gratuiti dal proprio device. Inoltre – sempre attraverso il cassetto digitale su impresa.italia.it – c’è la possibilità di poter usufruire del fascicolo d’impresa che vive anche attraverso tutte le comunicazioni, autorizzazioni, certificazioni dell’impresa che il SUAP deve garantire. Questo significa che nel fascicolo d’impresa ci sono anche i documenti prodotti dal SUAP comunale. Come Camera di commercio di Torino abbiamo nella nostra piattaforma 144 SUAP comunali che alimentano automaticamente (e senza alcun aggravio operativo per il Comune) il fascicolo d’impresa. Quest’anno sono ben oltre 7.000 le pratiche gestite dalla piattaforma di Torino.

Il SUAP è lo Sportello Unico per le Attività Produttive, lo sportello esclusivamente telematico a cui l’imprenditore (o il suo consulente) accede per presentare qualunque pratica relativa alla sua attività, indipendentemente da quale sia la pubblica amministrazione destinataria finale (Comune, ASL, Vigili del Fuoco, ARPA, Questura, Prefettura, Ministeri, ecc.). Quindi la pratica presentata telematicamente al SUAP verrà trasmessa a sua volta alle varie amministrazioni competenti. Il SUAP può essere gestito direttamente da ogni Comune, oppure il Comune nella gestione del SUAP può avvalersi del supporto e della piattaforma della Camera di commercio. In tutta Italia i SUAP che si avvalgono del supporto delle Camere di commercio sono 3.539.

Come ha commentato in conferenza stampa il dottor Michele Michelis, responsabile SUAP di Rivoli, per un Comune servirsi della Camera di commercio di Torino per il SUAP è semplice: viene fornito gratuitamente il programma informatico per la sua gestione, il servizio di assistenza e il servizio di formazione personalizzata dedicato agli operatori del SUAP comunale. Ad oggi la Camera di Torino ha formato 132 funzionari comunali di 75 comuni diversi. Il programma è poi sempre aggiornato con la modulistica in vigore e ha un sistema completamente digitalizzato che consente varie procedure amministrative: protocollazione automatica, pagamento on line dei diritti di segreteria e dell’imposta di bollo, la conservazione a norma dei documenti e la possibilità di presentare la SCIA - Segnalazione certificata di inizio attività, contestualmente alla Comunicazione Unica per l’impresa. Purtroppo ad oggi, salvo rarissime eccezioni, il fascicolo d’impresa è di fatto alimentato solo dai SUAP che si avvalgono del supporto della Camera di commercio, perché gli altri SUAP, disattendendo un preciso obbligo di legge, non dedicano risorse a quest’importante obiettivo di semplificazione.

LA CAMERA DI COMMERCIO COME PID - PUNTO IMPRESA DIGITALE

Il Ministero per lo Sviluppo Economico ha previsto l’organizzazione del network nazionale Industria 4.0, poi recentemente diventato Impresa 4.0, con l’obiettivo di accompagnare e supportare le imprese digitali. Il network italiano prevede una rete di soggetti che si può immaginare come una piramide: alla base i 77 PID Punti Impresa Digitale, poi i 100 DIH - Digital Innovation Hub (con gli EDI-Ecosistema Digitale per l’Innovazione) e, infine, i Competence Center. I PID sono stati attribuiti alle Camere di commercio, a cui è stata affidata la diffusione locale della conoscenza di base delle tecnologie in ambito di Impresa 4.0. Poi ci sono i Digital Innovation Hub delle associazioni di categoria (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, CNA), a cui probabilmente si aggiungeranno DIH di altre associazioni. A loro spetta la formazione avanzata su tecnologie e soluzioni specifiche per i settori di competenza e il consolidamento e il coordinamento di strutture di trasformazione digitale e dei centri di trasferimento tecnologico. Infine i Competence Center nazionali, al livello più elevato della piramide, a cui spetta l’alta formazione e lo sviluppo di progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, con compiti di assistenza verticale e formazione avanzata sulle tecnologie abilitanti il 4.0. Le imprese avranno la libertà di decidere a quale punto del network rivolgersi, sulla base dei servizi offerti.

Che cosa fa a Torino la Camera di commercio come PID?

I servizi di Punto Impresa Digitale sono molto ampi e riguardano assistenza, formazione e mentoring, attività di Digital Promoter e finanziamenti, fatti dalla Camera di commercio verso tutte le imprese iscritte e che porteranno ad un budget complessivo di 4 milioni e mezzo di euro nel triennio 2017 - 2019. Grazie al progetto PID e agli altri due progetti sull’alternanza scuola/lavoro e sul turismo presentati e approvati dalla Regione Piemonte e da Unioncamere Nazionale, la Camera di commercio di Torino ha avuto lo scorso maggio l’autorizzazione all’aumento del 20% del diritto annuale dal Ministero Sviluppo Economico, secondo quanto previsto dal Decreto 219 del 2016. Ma quali sono le attività del Punto Impresa Digitale di Torino?

1- La Camera offre assistenza, orientamento e formazione a tutte le imprese sull’innovazione digitale per diffondere la conoscenza sui reali vantaggi che derivano da investimenti in tecnologie: non solo alle imprese industriali, ma alle piccole e medie di tutti i settori, come agricoltura, artigianato, commercio, turismo…

2- Attraverso seminari e convegni su tecnologie e opportunità dell’Impresa 4.0 e su temi di approfondimento specifici, la Camera forma tutte le imprese alle conoscenza di base sui vantaggi digitali. Finora la Camera ha realizzato 9 seminari di “Eccellenze in Digitale” con Google, 4 convegni dedicati a tecnologie e opportunità digitali e un b2b su tecnologie di Impresa 4.0. In questi giorni sta partecipando con collettive di imprese locali ad eventi fieristici (Maker Faire a Roma, per es.). Inoltre gli esperti della Camera aiutano le imprese a capire se e come adottare nuove tecnologie e nuovi modelli di business attraverso digital check up, per valutare il grado di innovazione digitale e fornire raccomandazioni o azioni concrete, per affiancarle con mentoring digitali, imprenditori che mettono a fattor comune le loro competenze digitali. Infine sta organizzando convegni su temi digitali, come competenze professionali per l’impresa 4.0, cyber security, tracciabilità e bandi europei per la fabbrica intelligente. In parallelo, inoltre, porterà avanti un programma di formazione sulla trasformazione digitale per i settori food, turismo e manifattura (v. scheda convegni in allegato).

3- Il PID illustra le opportunità d’investimento offrendo un supporto nella scelta degli incentivi e cercando di capire la maturità digitale delle imprese, promuovendo le competenze sulle tecnologie in ambito Impresa 4.0 attraverso l’attività dei Digital Promoter nelle loro sedi. Infine, la Camera orienta le imprese verso le strutture di supporto alla trasformazione digitale e ai centri di trasferimento tecnologico (DIH e CC).

4- Infine supporta finanziariamente le imprese per le opportunità, gli incentivi e le agevolazioni sugli investimenti digitali, come i voucher.

Tutte le iniziative e i progetti sono su www.to.camcom.it/pid

I NUOVI VOUCHER PER LE IMPRESE

È stato appena varato dalla Giunta della Camera di commercio il bando per i voucher sulla digitalizzazione, per favorire l’utilizzo da parte delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) di servizi o soluzioni focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali. Dal 27 novembre e fino al 29 dicembre 2017 è disponibile il bando del voucher per le MPMI di qualunque settore economico, per un massimo di 10.000 euro ad impresa. Nel progetto PID della Camera di commercio di Torino è previsto per ogni annualità (2017-2018-2019) un sistema di voucher di 450.000 euro all’anno.

Quest’anno, i contributi coprono una percentuale dei costi ammissibili, variabile dal 50% al 75% a seconda della dimensione dell’impresa e del tipo di spesa (consulenza o formazione). L’importo minimo dell’investimento è di 5.000 euro per spese legate a servizi di consulenza e formazione in tecnologie 4.0. Il bando prevede la presentazione di “progetti aggregati” ovvero progetti condivisi da più imprese partecipanti (da un minimo di 4 a un massimo 20 MPMI), che poi si riuniscono in un unico macro progetto, predisposto e presentato da un solo “soggetto proponente”. Il soggetto proponente definisce gli obiettivi del progetto, aggrega le imprese e agisce come “fornitore principale del servizio di formazione/consulenza”, che coordina le attività di sviluppo del progetto. Ogni soggetto proponente può presentare un massimo di 7 progetti. Possono essere “soggetto proponente” i Competence center, i Digital Innovation Hub e gli EDI-Ecosistema Digitale per l'Innovazione, i centri di ricerca e trasferimento tecnologico, parchi scientifici e tecnologici, centri per l’innovazione, Tecnopoli, cluster tecnologici, Incubatori, FABLAB e centri di trasferimento tecnologico su temi Industria 4.0. La procedura è valutativa a graduatoria, secondo il punteggio assegnato a ciascun progetto da un’apposita commissione di valutazione, composta da un funzionario della Camera di commercio e tre esperti esterni, in base a criteri di valutazione prestabiliti (specificati sul bando).

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